Preatoni il “sacrilego” va in borsa

Perché sacrilego? Preatoni negli anni 80 e primi anni 90 era un Raider che costituiva cordate per scalare banche e finanziarie italiane e rivenderle con grandi guadagni. Ebbene ebbe l’ardire di andare a bestemmiare nella cattedrale della finanza italiana: tentò di scalare Generali per sfilarla dalle mani di Cuccia. Ma Cuccia era al culmine dalla sua potenza e lo fermò usando anche metodi che in borse più serie sarebbero stati definiti sporchi.


Da allora mollò l’Italia è si mise a fare investimenti immobiliari con alterne fortune. Sua per esempio l’intuizione e lo sviluppo di Sharm sul mar rosso. Male invece le multiproprietà- ma non per lui, per i malcapitati clienti che avevano comperato le settimane e si trovano con quote incedibili e fonti di guai.

Dall’articolo pubblicato sul Sole 24 ore oggi leggo che sta ristrutturando le sue molteplici società fondendole per portarle in borsa: secondo me l’intento è chiaro. Ha 80 anni e diversi figli avuti da mogli diverse – un Leonardo del Vecchio di Luxottica in miniatura insomma – quotando il suo impero semplifica molto un domani la successione agli eredi.

Ciò non toglie che una società simile presente in diverse attività immobiliari – non dimentichiamo che in periodi di alta inflazione L’ immobiliare è uno scudo – possa essere interessante anche in vista degli sviluppi famigliari futuri…..

da seguire…


12/10/25 Milano Finanza: Preatoni: con me L’Avana diventerà la nuova Sharm El Sheik

di Marcello Bussi

Entro dicembre il titolo Preatoni Group verrà promosso all’Euronext Growth di Parigi. L’ambizioso progetto turistico a Cuba

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«Il mese prossimo o al più tardi a dicembre Preatoni Group passerà all’Euronext Growth di Parigi», annuncia soddisfatto Ernesto Preatoni, sempre attivissimo alla faccia dei suoi 83 anni suonati. Parla dal suo ufficio di Sharm El Sheik, in Egitto, dove negli anni 90 ha sviluppato il primo grande resort turistico della zona, il Domina Coral Bay, tuttora l’attività più importante del suo gruppo turistico e immobiliare. 

Dal febbraio 2024 il titolo Preatoni Group è quotato sull’Euronext Access Plus di Parigi, un listino dedicato a startup e piccole imprese con requisiti normativi ridotti. Gli scambi sono ridotti a zero e il prezzo è fermo a 41 euro, quello del suo debutto sul listino. La capitalizzazione è di circa 361 milioni di euro. 

Conti e prospettive

Ma è imminente la promozione nella categoria superiore, che attirerà, come sottolinea Preatoni, «gli investimenti del grande pubblico», tanto che pochi giorni fa Intermonte ha fissato il target price a 51,2 euro e la raccomandazione buy. Anche alla luce dei risultati del primo semestre, con ricavi consolidati in crescita dell’89,5% a 50,9 milioni di euro, mentre l’ebitda consolidato è salito a 11 milioni di euro dai 300.000 euro del primo semestre 2024. L’indebitamento finanziario lordo è inoltre sceso a 87,5 milioni da 95,5 milioni. Particolarmente positivi i numeri di Domina Coral Bay, che attualmente registra un tasso di occupazione superiore al 90% e non ha subito conseguenze negative dalle guerre in Medio Oriente.

Secondo me le nostre nuove iniziative valgono più dei 51,2 euro che Intermonte ci ha assegnato come target price», osserva Preatoni. «Prendiamo per esempio il Domina Zagarellain Sicilia. Qui riusciremo ad allungare la stagione, che adesso dura 6-7 mesi. Ma con la nuova spiaggia sabbiosa a 500 metri dal complesso e la nuova spa potremo restare aperti tutto l’anno». Sono poi in corso i lavori di ammodernamento al Coral Bay. «Durante la pandemia», ricorda Preatoni, «lo Stato egiziano ci ha obbligato a continuare a pagare gli stipendi ai nostri 1.500 dipendenti, altrimenti ci avrebbe ritirato la licenza alberghiera.
Questo ha pesato sulle casse della società, lasciando indietro diversi interventi da fare al Coral Bay. Ma ora i lavori sono ripartiti». 

Paesi Baltici, scommessa vinta

Per quanto riguarda i progetti di sviluppo immobiliare nei Paesi Baltici, sono stati avviati i lavori del complesso residenziale Blue Marine (un edificio di 7 piani con 96 appartamenti), ultima fase nello sviluppo del quartiere Kliversala a Riga, in Lettonia. E in parallelo avanzano i cantieri a Vilnius, in Lituania, e Tallinn, in Estonia, con il loro completamento previsto entro la fine del 2025. 

«Sono stato il primo a credere nell’Estonia», ricorda Preatoni. «Abbiamo comprato terreni trent’anni fa. Sembrava una follia, ma li abbiamo pagati poco. Oggi costruiamo e vendiamo appartamenti di alto livello e abbiamo ancora 262.000 mq da costruire: abbiamo da fare per i prossimi 10-15 anni». 

La carta cubana

E adesso Preatoni vede grandi opportunità a Cuba, dove intende fare una «nuova Sharm el Sheikh, ma più grande». «Lì abbiamo spazio e possibilità», dice. E tutto succederà a L’Avana, la capitale. «Non proprio in città», precisa Prreatoni, «ma in alcune zone con un mare bellissimo». 

Come sottolinea il report di Intermonte, «analogamente all’esperienza turistica in Egitto, dove il gruppo ha trasformato una località marginale in una destinazione turistica di riferimento globale, il Progetto Cuba è considerato un potenziale motore di crescita strategica di notevole portata per il futuro del gruppo. Nonostante il contesto del Paese presenti complessità significative legate alla burocrazia locale, l’approccio strategico e l’esperienza pregressa del management suggeriscono un forte potenziale per replicare un modello di successo e generare un impatto significativo sui futuri risultati finanziari». La burocrazia locale… «Certo, sarà difficile ottenere i permessi, ma mi dicevano le stesse cose in Estonia», sottolinea fiducioso Preatoni. (riproduzione riservata)


27/09/25 Sole 24 Ore: raddoppio fatturato

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06/09/25 Milano Finanza: Preatoni, un fantasma sul mercato: il gruppo non scambia a Parigi e non ha liquidità. Ecco perché

di Fabio Pavesi 

06 settembre 2025, 02:00

Quotato da febbraio 2024 sul più deregolamentato dei listini parigini, Preatoni Group di fatto non ha liquidità: scambi inesistenti, valore ingessato. E il business immobiliare sottostante è in flessione


È quotata in Borsa a Parigi, ma è come se non ci fosse. Zero scambi sul titolo, nessun compratore e tanto meno venditori. E questo ogni giorno di seduta, fin dalla data della quotazione lo scorso febbraio. Un titolo fantasma, quello di Preatoni Group che dopo aver costituito il gruppo nel 2022, riunendo sotto un unico cappello tutte le attività del poliedrico imprenditor-immobiliarista, l’ultraottantenne Ernesto Preatoni, con i suoi due figli a gestire le attività, ha scelto la strada del mercato, quotandosi nel febbraio scorso sul circuito Access plus di Euronext. 

Un mercato che non è un vero e proprio mercato. L’Access è l’erede del vecchio Marchè Libre. È dedicato alle start up e alle piccole imprese e ha requisiti molto laschi sia normativi che di operatività. Come ad esempio nessun vincolo sul flottante. Che infatti per Preatoni Group è inesistente. 

Pur apertosi al mercato, il gruppo vede la famiglia Preatoni governare con il 93,2% delle quote e con il restante 6,8% in mani amiche. Soci di Preatoni che hanno comprato il titolo a 41 euro per azione. E se non ci sono scambi in nessun momento, ovviamente anche il prezzo resta inchiodato al valore assegnato al listing del febbraio scorso. 

La storia di Preatoni

Una scelta quella della Borsa, anche se immobile, per valorizzare i vari rami del business, portare a casa l’incasso di una ventina di milioni dalla cessione di poco più del 6% e puntare alla razionalizzazione e alla crescita futura. Nuova vita dunque per il vulcanico dominus della famiglia con un passato lontano contrassegnato dalle scalate bancarie. E con il vecchio raider ex consulente finanziario che poi si è convertito all’immobiliare e al turismo con la creazione nel 1993 nel deserto egiziano del grande complesso Domina Coral Bay a Sharm el-Sheikh. 

Cui poi è seguita la scoperta del mercato immobiliare nei Paesi baltici, dove Preatoni è attivo ormai da quasi 30 anni e infine l’investimento per una torre a Dubai e gli hotel in Sicilia e a Milano. Ora tutto è finito sotto un unico cappello ed è sbarcato sul listino. Il gruppo è stato costituito conferendo le attività e i crediti ed è stato valutato con lo sbarco in Borsa 361 milioni di euro. Il totale di 8,8 milioni di azioni valorizzate 41 euro. 

Due terzi del valore assegnato deriverebbero dal business turistico con il Coral Bay di Sharm che da solo varrebbe oltre 200 milioni di euro. Mentre lo sviluppo immobiliare, quello a più alto rischio operativo in Lettonia, Lituania ed Estonia, tramite la controllata al 49% ProKapital, varrebbe una novantina di milioni. 

I conti del gruppo

Già, ma la di là delle valutazioni fatte da terzi del patrimonio del gruppo come stanno andando i vari business dell’immobiliarista? Non bene. Per ora. Tre mesi dopo lo sbarco sul piccolo e deregolamentato listino parigino, è stato pubblicato il bilancio consolidato del gruppo del 2024. Un anno non certo felice. I ricavi consolidati sono scesi a 67 milioni dai 71 milioni del 2023 e dai 115 milioni del pro-forma del 2022. Ma soprattutto il gruppo ha registrato una perdita netta per oltre 16 milioni dopo il piccolo utile da soli 500mila euro del 2023. 

Tutti i business arrancano con il real estate, lo sviluppo immobiliare, quello più critico, che nel 2024 ha perso 14 milioni su 18 milioni di fatturato. Ma anche il ramo turistico non produce grandi risultati. Su 49 milioni di ricavi ha prodotto un utile pre-tasse di soli 165mila euro. E anche la struttura finanziaria non è delle più ottimali. Senza grandi flussi di cassa il gruppo deve fronteggiare debiti finanziari per oltre 80 milioni di cui 40 milioni di bond e 41 milioni con le banche. 

E anche le attività in Egitto con lo storico complesso sul Mar Rosso di Sharm el Sheikh sono state ben poco redditizie l’anno scorso. Fanno il 40% dei ricavi totali del gruppo ma sono in rosso a livello operativo e hanno chiuso con un piccolo utile di 500mila euro, solo per la gestione finanziaria. Certo sia il turismo che lo sviluppo immobiliare nei Paesi baltici sono business ciclici, soggetti il primo ai contesti geo-politici e ai consumi, i secondi al ciclo dell’immobiliare. E chissà che quest’anno non ci siano segnali di ripresa. 

L’eccezione ProKapital

I dati sull’andamento di quest’anno non sono pubblici. Solo ProKapital, la controllata al 49% che opera nei Paesi baltici, ha pubblicato la semestrale del 2025 con risultati lusinghieri: i ricavi dei sei mesi sono saliti a 28,5 milioni dai 6,9 milioni dello stesso periodo del 2024 con utili a 6,2 milioni a fronte di perdite per 3 milioni dei 12 mesi precedenti. 

E se anche l’intero gruppo mostrerà segni di ripresa e del ritorno ai profitti quest’anno, servirà a ben poco, a chi attratto dai Preatoni, volesse investire. Finché non ci sarà flottante in Borsa (e quindi cessioni di quote da parte della famiglia) i titoli non saranno negoziabili. Del resto non a caso Preatoni è un fantasma del listino. (riproduzione riservata)


20/04/25 Preatoni sarà presente al FestivalEconomia di Trento


18/03/25 Sole 24 Ore: Alla sua età guarda avanti…

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11/02/25 Sole 24 Ore: parte la quotazione


26/10/23 Sole 24 Ore: Preatoni va in borsa


17/03/23 Sole 24 Ore: il vecchio lupo non ha ancora perso il pelo

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