Edison Rnc: un rigore a porta vuota? No la porta non c’è’ più….anzi è tornata!

La mia analisi

forse…. basta che non lo facciate calciare a Roberto Baggio 😀 😀 😀

12/12/25 la telenovela della vendita quotazione ha preso una strada che mi piace poco. L’IPO di una quota di minoranza non scalda il mercato che non si fida dei potenziali magheggj dei francesi e quindi offre prezzi bassi. A sto punto meglio la vendita ai fondi private che chiedono clausole che limitano la discrezionalità dei francesi e garantiscano la redditività il che vuol dire buoni dividendi per loro e di conseguenza maggiori per noi “risparmiati”

24/07/25 come si vede dall’articolo del Sole 24 Ore le cose per Edison si rimettono in movimento: valutiamo le tre ipotesi:

  1. Quotazione in borsa: per le risparmio sarebbe positivo perché le azioni ordinarie sarebbero molto più liquide e le risparmio per la loro maggiorazione sugli utili quoterebbero a premio.
  2. Vendita della minoranza ad un fondo private: abbastanza neutro per le risparmio-
  3. Vendita totale: sarebbe la scelta migliore per gli azionisti di risparmio perché quasi sicuramente porterebbe ad un OPA sulle stesse. E in questo caso noi avremmo il coltello dalla parte del manico…

14/12/23 intervista al Boss di EDF che conferma come Edison non sia in vendita

05/10/23 con il piano di investimenti annunciato oggi ormai è chiaro che EDF non intende vendere Edison. Resta sempre una buona società ma l’appeal speculativo viene a cadere. Non la seguo più


17/2/23 L’articolo del Sole 24 Ore mi fa venire qualche dubbio… leggete il mio commento…

21/03/23 anche il loro comunicato comincia a far vacillare le mie previsioni…

Edison e’ una società italiana dell’energia nata dalle ceneri della Montedison . Nel 2012 era stata acquisita da EDF – l’Enel francese – che aveva delistato le azioni ordinarie. Sulla borsa italiana sono rimaste quotate solo le azioni di risparmio. 

Ma cosa sono le azioni di risparmio? Un reperto dei tempi dei dinosauri, degli anni in cui i capitalisti italiani sempre a corto di capitali  per mantenere il controllo dei loro gruppi si inventarono questa categoria di azioni senza diritto di voto in assemblea. Gli azionisti di risparmio mettevano i soldi ma a comandare continuavano loro. In compenso le azioni di risparmio avevano alcuni vantaggi: essere le ultime a dover  essere svalutate in caso di perdite e soprattutto avere la precedenza sul pagamento dei dividendi e con una percentuale piu’ alta di quelle ordinarie

Cambiati i tempi le azioni di risparmio  diventate troppo onerose sono state via via trasformate in azioni normali: ne sopravvivono pochissime  fra le quali quelle dell’Edison.

Vediamone i vantaggi:

  • valore nominale 1 euro
  • dividendo minino  5% ma comunque del 3% superiore a quello delle az. ordinarie
  • cumulo dei dividendi: i dividendi non pagati si cumulano per 5 anni

Per anni l’Edison  impegnata in una profonda trasformazione che la ha portata ad essere uno dei più grossi operatori “green” ha chiuso il bilancio in perdita non pagando dividendi. 

Ma l’anno scorso e’ tornata in utile le azioni ordinarie (ricordo possedute tutte dall’EDF) hanno pagato 0,055 euro  e le risparmio un dividendo di 0,285 euro: 0,085 per il 2021 + 0,20 di dividendo cumulato del 5% per i quattro anni precedenti.

Ovviamente l’attesa di questo dividendo monstre aveva fatto uscire dal limbo le azioni da anni “dimenticate” sul listino a prezzi attorno all’euro e venti e salite fino ad 1,86 eur  prima dello stacco della cedola per poi scendere con il calo della borsa in generale e la paura della tassa sugli extraprofitti delle aziende energetiche messa dal governo.

Ma cosa è successo nel frattempo? Che appunto di fronte alla crisi energetica  Macron il presidente  francese ha deciso di NAZIONALIZZARE l’EDF  lanciando probabilmente a  novembre un Opa per comprare il  rimanente 15% di azioni sul mercato.

Nazionalizzare? ma non si può le regole europee sono chiare! Benedetta innocenza…. per le regole europee vale quello che diceva Sordi\Marchese del Grillo nel  famoso film: “io -Germania Francia OIanda- so io e voi nun siete un c.zzo!”…..

L’EDF  grazie alla scelta lungimirante di De Gaulle produce il 74% dell’energia in centrali atomiche che adesso hanno bisogno di essere rinnovate  ed ampliate con investimenti stimati in 100 miliardi, da qui la decisione di farla tornate totalmente in mano pubblica.

E questo ha fatto partire le voci di una possibile vendita di Edison appunto per recuperare capitale da investire nel nucleare.

Voci prontamente smentite dai vertici dell’EDF  ciò nonostante il mercato ha cominciato a crederci e fare alcuni conti. Il 5 ottobre un articolo di Reuter parlava di una stima attorno agli 8 miliardi. Prendiamola per buona e facciamo due conti:  Edison ha 4,6 miliardi di azioni ordinarie vorrebbe dire un prezzo di 1,83 euro per azione.

E le azioni di risparmio? sono 109 milioni che al prezzo attuale di 1,30 euro fanno 142 milioni. L’eventuale acquirente di Edison avrebbe tutto l’interesse di comperarle per toglierle dal listino. Per fare questo dovrebbe offrire un premio agli azionisti che potrebbe portare il prezzo sopra i due euro.

RICAPITOLANDO:

EDISON e’ una bella società senza debiti e ha un mix produttivo con un forte presenza di rinnovabili (idrolettrico, fotovoltaico e eolico) e ricordiamo che pagati gli investimenti le rinnovabili producono a costi irrisori. Il dividendo minimo garantito è del 5% che a questi prezzi  rappresenta un rendimento lordo del 3,85%

EDF la societa’ elettrica francese entro novembre verrà totalmente nazionalizzata per far fronte ai programmi di sviluppo delle centrali nucleari

A seguito della nazionalizzazione e in vista dei forti investimenti previsti (si stima superiori ai 100 miliardi) sono uscite voci che per far fonte a questo esborso EDF per fare cassa venderà Edison: voce prontamente smentita ma su cui il mercato continua a ragionare ipotizzando una vendita a prezzi attorno a 1,80 euro probabilmente a fondi private del settore come F2i

COSA POTREBBE SUCCEDERE SE EFFETTIVAMENTE  EDISON VENISSE VENDUTA

  • L’acquirente che spende 8 miliardi per Edison tira fuori altri 200  milioni per ritirare dal mercato anche le azioni di risparmio che non dimentichiamo sono onerose per il dividendo minimo previsto e per tutti gli adempimenti che competono ad una azienda quotata   e il possessore di azioni Rnc ne uscirebbe con un guadagno del 50%
  • L’acquirente se ne frega dei soci di risparmio e procede con i soliti giochetti da fondo speculativo: indebita al massimo la Edison facendole comperare qualche loro società rientrando parzialmente di quanto speso per acquistarla e abbassandone quindi drasticamente la redditività mettendone in discussione i dividendi. Ipotesi peggiore per l’azionista di risparmio che comunque viene salvaguardato dal cumulo dei dividendi non pagati per 5 anni e guarda caso di solito i fondi speculativi escono dai loro investimenti dopo cinque anni   o collocando la società in borsa o rivendendola a terzi. In entrambi i casi i possessori di azioni di risparmio rientrano in gioco.

MORALE DELLA FAVOLA: siete tutti adulti e vaccinati ergo…..


13/01/26 Sole 24 Ore: IPO pronta al via e valutazioni ChatGPT

Hai ragione 👍

hai centrato un errore rilevante: il numero delle Edison risparmio è molto più basso rispetto a quanto avevo implicitamente assunto prima. Rifacciamo quindi i conti da zero, in modo pulito e coerente.

1️⃣ Numero corretto di azioni (ordine di grandezza)

Dati strutturali di Edison (post-delisting, pre-IPO):

  • Azioni ordinarie: ~4,4 miliardi
  • Azioni di risparmio: ~600–650 milioni

Totale azioni: ~5,0–5,1 miliardi

👉 Questo cambia parecchio la matematica, soprattutto a favore delle risparmio.

2️⃣ Valutazione equity: ipotesi di base

Riprendiamo l’ipotesi dell’articolo:

  • Equity value Edison: 10 miliardi €
  • (cassa netta già inclusa)

Valore medio per azione:

10.000\ \text{mln} / 5.050\ \text{mln} \approx 1,98\ €

📌 Questo NON è ancora il prezzo dell’ordinaria o della risparmio, ma il valore medio ponderato.

3️⃣ Ripartizione del valore tra ordinarie e risparmio

Qui entra in gioco il punto chiave:

le risparmio sono poche e hanno dividendo privilegiato.

Nelle utility italiane, in presenza di:

  • ritorno in Borsa
  • visibilità sui dividendi
  • azionista di controllo forte

il mercato tende a riconoscere alle risparmio un premio strutturale del 15–30% sull’ordinaria.

4️⃣ Nuova stima dei prezzi post-IPO

Ipotesi realistica di equilibrio

  • Ordinaria: 1,85 – 1,95 €
  • Risparmio: 2,20 – 2,50 €

Questo perché:

  • il valore totale deve tornare ai 10 miliardi
  • il premio della risparmio “pesa di più” dato il flottante ridotto

5️⃣ Verifica di coerenza numerica (check rapido)

Esempio centrale:

  • Ordinarie: 4,4 mld × 1,90 € ≈ 8,36 mld
  • Risparmio: 0,65 mld × 2,40 € ≈ 1,56 mld

Totale ≈ 9,9–10,0 mld € ✔️

I conti tornano.

6️⃣ Scenari di prezzo per Edison risp (rivisti)

🔹 Scenario prudente

  • Valutazione 8,5–9 mld
  • Dividendo cauto

👉 Edison risp: 1,90 – 2,10 €

🔹 Scenario base (più probabile)

  • Valutazione ~10 mld
  • Dividendo chiaro e sostenibile

👉 Edison risp: 2,20 – 2,40 €

🔹 Scenario ottimistico

  • Valutazione piena
  • Fame di dividendi sul mercato
  • Utility “rifugio”

👉 Edison risp: 2,50 – 2,80 €

7️⃣ Perché le risparmio sono ora molto più interessanti

Con poche risparmio in circolazione:

  • ogni euro di dividendo pesa di più
  • eventuali:
    • conversioni
    • fusioni
    • OPA residuali
      tendono a premiare la risparmio

📌 In pratica:

il ritorno in Borsa riaccende un valore che oggi è compresso solo perché manca il catalyst.

🎯 Conclusione corretta (questa volta)

Con Edison quotata intorno a 10 miliardi:

  • Ordinaria: ~1,9 €
  • Risparmio: 2,2 – 2,5 €, con upside opzionale legato a dividendi ed eventi societari

👉 Qui la risparmio non è un derivato dell’ordinaria, ma un titolo con leva implicita sul dividendo e sulla struttura del capitale.

Se vuoi, nel prossimo passo posso:

  • stimare il dividend yield implicito (es. 0,10–0,12 € per azione)
  • confrontarla con A2A, Hera, Terna risp
  • oppure costruire una tesi completa bull / bear su Edison risparmio

12/12/25 Sole 24 Ore: fondi in campo


08/12/25 Corriere Economia: Edison le prospettive


05/12/25 Sole 24 Ore: Edison accelera sulle rinnovabili

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02/12/25 Sole 24 Ore: F2i apre dossier Edison


31/10/25 Sole 24 Ore: Edison apre il dossier

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09/10/25 Sole 24 Ore: la parola alle banche d’affari

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03/10/25 IlFoglio: Torna a casa Edison

In lista d’attesa L’A2A, l’azienda municipalizzata bresciana diventata la prima utility italiana, quotata in Borsa con un volume d’affari che supera i 12 miliardi di euro; potrebbe essere affiancata dal fondo infrastrutturale F2i controllato dalla Cassa depositi e prestiti e dalle fondazioni bancarie. Ma sarebbe interessata anche l’eni con la sua società Plenitude che fornisce gas e luce a famiglie e imprese. Altri investitori potrebbero partecipare soprattutto se la cessione passasse attraverso il ritorno nella Borsa dalla quale la compagnia era uscita nel 2012 quando la Edf aveva acquisito il 100 per cento della società. Nicola Monti, ad della Edison, non crede a un disimpegno della Edf, ma piuttosto a una “apertura del capitale” e la giudica positiva.
La Edison è un bel boccone. Ha accelerato la sua trasformazione rendendosi più attraente e profittevole. Nel 2024 le attività rinnovabili sono arrivate a rappresentare il 55 per cento del margine operativo lordo rispetto al 43 per cento del 2023. All’idroelettrica, storico punto di forza con le dighe alpine alcune delle quali risalgono a un secolo fa, si sono aggiunte l’eolica e l’energia solare che hanno consentito una riduzione dell’intensità di emissioni. La produzione da fonti rinnovabili raggiunge il 28 per cento del mix di generazione, grazie all’ulteriore incremento della produzione idroelettrica e all’entrata in esercizio di nuova capacità. Il gruppo ha chiuso il bilancio con un margine operativo lordo di un miliardo 708 milioni di euro, cento in meno rispetto al 2023 per la riduzione del prezzo del gas, un fattore che ha pesato anche nel primo semestre di quest’anno; tuttavia i ricavi sono aumentati e la Edison può vantare un robusto flusso di cassa con un basso indebitamento.
Ma allora perché la Edf vuol vendere? Proprio perché la controllata italiana rende. Problemi di debiti, di scelte strategiche e conflitti politici hanno formato una miscela che è esplosa nella scorsa primavera. Il braccio di ferro tra il governo e Luc Rémont, il capo azienda (il pdg presidente e direttore generale nella tradizione francese) nominato solo due anni fa, è andato avanti per mesi. La Edf è indebitata: 54 miliardi di euro secondo le ultime stime, è vero che il fatturato è pari a 114 miliardi, ma la Corte dei conti una settimana fa ha sollevato dubbi sulla capacità di finanziamento a lungo termine. Quindi deve prendere decisioni drastiche. Rémont aveva pensato di mettere all’asta una parte dell’elettricità da nucleare (vero tesoro industriale della Edf), quella a prezzi calmierati destinata a produttori francesi. Apriti cielo. Grandi consumatori come la Saint-gobain sono saltati su innalzando il tricolore bianco, rosso e blu, così il governo ha preso l’occasione per licenziare il pdg con il pieno consenso di Emmanuel Macron pressato e sballottato da ogni parte. La scelta è caduta su Bernard Fontana, noto come “cost killer”, ha scritto L’echos. La sua strategia passa per il massimo di risparmi interni, razionalizzando anche la sua controllata Framatome (reattori nucleari) e tracciando una “linea rossa” per i salari. Il giro di vite non basterà quindi diventa necessario vendere degli asset, non solo i rami secchi, ma soprattutto quelli dai quali si potranno ricavare succosi frutti finanziari.
La Edison dunque è tornata nel mirino. Nel giugno scorso lo ha scritto anche il Financial Times. Renato Mazzoncini, l’amministratore delegato di A2A torna a sperare, anche se con grande aplomb: “Prendiamo atto, vedremo, ogni dodici mesi esce questa notizia, sembra fatta e poi arriva la marcia indietro”. Da tempo Mazzoncini ha espresso il suo interesse e ha dichiarato esplicitamente che la Edison deve tornare in mani italiane. La cautela è d’obbligo, ma è chiaro che il grido d’allarme della Corte dei conti costringe ad accelerare la ristrutturazione dell’edf alla quale il governo chiede di concentrare i propri sforzi sull’atomo. C’è bisogno di enormi investimenti (si calcola 460 miliardi di qui al 2040) per rinnovare le vecchie centrali e puntare sul nucleare prossimo venturo. E’ una priorità strategica per la Francia e per l’europa, sostiene Macron. L’italia che non costruisce centrali, tanto meno atomiche, ma compra elettricità oltralpe, non può che dargli ragione. C’è gran bisogno di più energia a basso costo per ridimensionare bollette troppo care e ridurre la dipendenza dalle fonti importate. Il ritorno a casa della Edison potrebbe mettere d’accordo Roma e Parigi che ormai non perdono occasione per litigare.


26/09/25 Corriere della Sera: il dado è tratto si torna in borsa

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14/09/25 Milano Finanza: Energia, una Edison tutta italiana? In borsa varrebbe almeno 10 miliardi

di Nicola Carosielli

La francese Edf studia l’uscita da Foro Buonaparte. A2A e F2i sono interessati a entrare nel capitale. Ma una delle strade è il ritorno a piazza Affari delle azioni ordinarie dopo 13 anni. Ecco cosa può accadere

Il destino di Edison torna a far discutere la finanza e la politica industriale italiana. Negli ultimi giorni hanno ripreso quota le indiscrezioni – lanciate da Bloomberg – secondo cui Électricité de France (Edf) starebbe valutando una riorganizzazione del proprio perimetro internazionale, con l’Italia tra i dossier più delicati. Sul fronte opposto, nella piazza finanziaria milanese, cresce la sensazione che si stia aprendo uno spiraglio per riportare l’utility più antica del Paese verso una prospettiva di maggiore autonomia e di nuovo radicamento domestico. 

L’ad Nicola Monti: in caso di quotazione siamo pronti

La possibilità ha suscitato un forte entusiasmo tra gli addetti ai lavori e nelle sale operative, secondo quanto potuto raccogliere da Milano Finanza, sta crescendo l’auspicio che la via maestra possa essere, su tutte, quella di una quotazione a Piazza Affari. Una suggestione che ha spinto qualcuno a supporre un ipotetico confronto già avviato con alcune banche per sondare il terreno, ma che in realtà – considerato lo stadio embrionale del dossier – al momento non trova conferme. Anche perché, il management francese, guidato dal presidente e ceo Bernard Fontana, si è insediato da poco. Ciò detto, Edison, come sottolineato dall’ad Nicola Monti a margine Forum Ambrosetti di Cernobbio, è pronta all’eventualità: «Siamo quotati con le azioni di risparmio a Milano, quindi abbiamo già un’organizzazione che ottempera i requisiti Consob». Per poi aggiungere: «Credo che sì, un’apertura del capitale sarebbe positiva per noi». 

I vantaggi del ritorno in borsa dopo 13 anni

Ipotesi che potrebbe portare a trattative private con gruppi italiani – negli ultimi tempi su questo fronte si è registrato il potenziale interesse di F2i A2A – oppure a una quotazione. In quest’ultimo caso si tratterebbe di un ritorno a Palazzo Mezzanotte, dove l’utility era presente fino al 2012 prima che il socio francese, al termine di una contesa vinta con A2A, decidesse di delistarla. L’idea, ancora tutta da definire, permetterebbe di costruire un’alternativa credibile a un’eventuale decisione di Parigi di ridurre la propria esposizione in Italia. La logica è semplice: un ritorno in Borsa consentirebbe di fornire al gruppo di Foro Buonaparte un futuro industriale ancor più trasparente, evitando che le decisioni strategiche vengono assunte da Parigi. 

La storica contesa con i francesi per il controllo nel 2001

Per capire il peso di queste ipotesi bisogna tornare indietro di oltre vent’anni. Nel 2001 Edf fece il suo ingresso nell’azionariato di Edison (e Montedison) tramite un’opa condotta con la Italenergia (costituita da Fiat Energia, Edf, la Carlo Tassara del finanziere franco-polacco Romain Zaleski, Banco di Roma, Banca Intesa e il San Paolo) rilevando così una quota importante, in un’operazione che accese un lungo dibattito politico ed economico sull’opportunità di lasciare spazio a un campione nazionale straniero in un settore così strategico. L’anno successivo, l’Antitrust europeo impose a Edf una riduzione della partecipazione, ma i francesi non abbandonarono la presa: negli anni successivi rientrarono progressivamente nel capitale con l’obiettivo dichiarato di consolidare il controllo. 

Il delisting del 2012

Fu una stagione caratterizzata da aspri confronti con i soci italiani. A contrastare l’avanzata transalpina c’erano Aem Milano Asm Brescia (che si fusero nel 2008 dando vita ad A2A), ma anche altri azionisti a stampo finanziario e alcune fondazioni bancarie. La contesa sfociò in una vera e propria guerra di posizione sulle clausole di governance e sugli asset strategici, in particolare nel gas. Alla fine, la forza finanziaria e la determinazione politica di Parigi ebbero la meglio: nel 2012 Edf lanciò l’opa che portò al delisting di Edison e al pieno consolidamento nella propria orbita, dopo aver liquidato A2A principalmente con alcuni impianti termoelettrici. 

I numeri di Edison e il ruolo nel sistema energetico

Negli anni, Edison è rimasta un tassello fondamentale nello scacchiere energetico nazionale. Oggi la società conta un fatturato 2024 superiore a 15 miliardi di euro e un ebitda di 1,7 miliardi. La capacità installata complessiva è di 8 Gw, di cui 2,1 Gw da fonti rinnovabili (idroelettrico, eolico, solare) e l’obiettivo di raggiungere 5 Gw di potenza green entro il 2030, oltre a investire in sistemi di accumulo e centrali termoelettriche per la flessibilità. Sul gas, ha costruito negli ultimi due decenni un portafoglio importante: è stato il primo importatore privato in Italia, con contratti a lungo termine che garantiscono sicurezza di approvvigionamento in momenti delicati per il Paese (l’ultimo siglato con Shell pochi giorni fa). Negli ultimi anni la società ha però ridisegnato la propria strategia, cedendo – per volontà dell’azionista francese – gli asset di stoccaggio gas a Snam nel 2020, per concentrarsi maggiormente sulla generazione, sulla vendita al dettaglio e sulla transizione energetica. 

Sul fronte delle rinnovabili, Edison è tra i principali operatori italiani nell’idroelettrico, con oltre 120 impianti distribuiti, e ha accelerato negli ultimi anni su eolico e solare, creando quindi un portafoglio che, in prospettiva, potrebbe attrarre grande interesse da parte degli investitori, specie in caso di un ritorno in Borsa. 

In borsa puà valere almeno 10 miliardi di euro di capitalizzazione

Secondo le stime di analisti raccolte sul mercato da Milano Finanza, una Edison quotata in borsa (e magari pian piano tutta italiana) potrebbe valere sui 10 miliardi di euro, considerando i multipli applicati ad altre utility europee comparabili. Una valutazione frutto dell’integrazione del business fatta negli anni, in cui le attività rinnovabili e retail consentono storicamente multipli più generosi.Una valorizzazione in quell’ordine di grandezza la collocherebbe comunque tra i principali gruppi quotati a Piazza Affari nel comparto energetico, dietro solo a giganti come Enel, Eni e Snam. 

Una partita ancora aperta

La partita resta aperta, soprattutto su quale potrebbe essere il ruolo di grandi player italiani come le utility o i fondi di investimento interessati alla transizione energetica. Ma anche su quali eventuali equilibri politici accompagnerebbero un’operazione di questo tipo, considerando la rilevanza strategica del settore. Domande ancora senza risposta, ma che segnalano come Edison resti al centro dell’attenzione finanziaria e istituzionale. 

Per ora si tratta soltanto di scenari e riflessioni strategiche. Ma il semplice fatto che si torni a parlare del futuro di Edison, dopo anni di relativa stabilità sotto il cappello francese, rappresenta un segnale significativo. Il riaccendersi d’interesse sulla società fondata nel 1884 potrebbe rappresentare il segnale di una nuova pagina della sua lunga storia: una fase che, se le condizioni di mercato e di governance lo consentiranno, potrebbe riportare nuovamente Edison tra i maggiori protagonisti italiani nel panorama energetico europeo. (riproduzione riservata)


08/09/25 Stima di ChatGPT sulla base della forchetta di valutazione che gira.

Domanda:Su un articolo di oggi si parla  di una valutazione di Edison fra i 10 e I 15 miliardi di euro per il suo ritorno in borsa. Fammi una stima del prezzo delle azioni ordinaries edi quelle di risparmio tenendo conto del premio per il maggior dividendo

Risposta:

Ok, ragioniamo passo passo.

Se oggi si parla di Edison con una valutazione complessiva tra 10 e 15 miliardi di euro per il ritorno in borsa, bisogna stimare:

  1. Numero di azioni in circolazione
    Edison ha attualmente circa 5,18 miliardi di azioni complessive (ordinarie + risparmio).
    • ordinarie ≈ 4,74 miliardi
    • risparmio ≈ 0,44 miliardi
  2. Valutazione complessiva (Equity value)
    • Scenario basso: 10 miliardi €
    • Scenario alto: 15 miliardi €
  3. Prezzo medio per azione (senza distinzione)
    • 10 mld / 5,18 mld ≈ 1,93 € per azione
    • 15 mld / 5,18 mld ≈ 2,90 € per azione
  4. Differenza tra ordinarie e risparmio
    • Le azioni di risparmio Edison hanno diritto a un dividendo privilegiato del +3% nominale sul valore di emissione (50 centesimi), cioè circa 0,015 € minimo annuo in più.
    • In passato questo si è tradotto in un premio di circa 10-15% rispetto alle ordinarie (anche se con poca liquidità).
  5. Stima dei prezzi
    • Ordinarie (10–15 mld): 1,90 € – 2,90 €
    • Risparmio (con premio 10–15%): 2,10 € – 3,35 €

📊 Range stimato IPO

  • Ordinarie: 1,9 – 2,9 €
  • Risparmio: 2,1 – 3,35 €

Vuoi che ti prepari anche una tabella con i diversi scenari di valutazione (10, 12,5 e 15 mld) così vedi subito le forchette di prezzo per entrambe le categorie?


08/09/25 Il Tempo: ipotesi di collocamento in borsa


05/09/25 Bloomberg: EDF starebbe considerando di rilistare la sua unità italiana Edison a Milano


Di Francois de Beaupuy, Swetha Gopinath e Alberto Brambilla

Punti Salienti:

  • Electricite de France SA (EDF) sta valutando di rilistare la sua unità italiana Edison SpA a Milano per finanziare le crescenti spese in progetti nucleari in Francia.
  • EDF ha avuto discussioni preliminari con consulenti finanziari per riportare Edison in borsa, dopo averne preso il controllo nel 2012.
  • In alternativa, EDF potrebbe vendere parte o tutta Edison, ma nessuna decisione finale è stata presa.
  • Il CEO Bernard Fontana punta a vendere asset e investire in nucleare, reti e rinnovabili in Francia per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili.
  • Edison ha generato ricavi di 9,4 miliardi di euro e un profitto netto di 178 milioni di euro nei primi sei mesi di quest’anno.

Electricite de France SA sta valutando di rilistare la sua unità italiana Edison SpA a Milano, mentre l’utility francese affronta crescenti spese in conto capitale per i suoi progetti nucleari nel paese d’origine, hanno detto persone informate sulla questione.

L’utility di proprietà statale ha tenuto discussioni preliminari con consulenti finanziari sulla possibilità di quotare nuovamente Edison, hanno detto le persone, chiedendo di non essere identificate perché le trattative sono private. Edison era quotata alla Borsa di Milano fino al 2012, quando EDF ne ha preso il controllo a seguito di un’offerta obbligatoria per gli azionisti di minoranza.

EDF potrebbe anche optare per vendere parte o tutta la sua controllata italiana in un accordo, ha detto una delle persone. Le considerazioni sono preliminari e non sono state prese decisioni finali, hanno detto le persone. Un rappresentante di EDF ha rifiutato di commentare.

L’amministratore delegato di EDF, Bernard Fontana, che ha assunto la guida dell’azienda a maggio, ha detto che potrebbe vendere asset e dare priorità agli investimenti in energia nucleare, reti e progetti rinnovabili in Francia per aiutare a ridurre la dipendenza del paese dai combustibili fossili. La nomina di Fontana è arrivata mentre il presidente francese Emmanuel Macron cercava di avviare la costruzione di almeno sei nuovi reattori che costeranno decine di miliardi di euro da costruire nell’arco di oltre un decennio.

Investimenti netti di EDF nel 2025-2027

Fonte: Documento di registrazione universale di EDF per il 2024

Il gigante nucleare francese, che deve fare i conti con il calo delle tariffe regolate dell’energia in Francia quest’anno e con il continuo investimento in progetti nucleari nel Regno Unito, ha svelato un piano per risparmiare 1 miliardo di euro (1,2 miliardi di dollari) sui costi generali entro il 2030.

Ha avviato una revisione strategica e sta considerando di aprire il capitale di alcune entità straniere che ospitano principalmente asset rinnovabili, in particolare in Nord America e Brasile. L’azienda sta valutando opzioni che includono la vendita di parte o tutta la sua attività francese di teleriscaldamento e teleraffreddamento Dalkia, ha riportato Bloomberg News a luglio.

Edison genera elettricità dal 1883, essendo una delle più antiche aziende energetiche in Europa. Gestisce centrali termoelettriche, idroelettriche, eoliche, di approvvigionamento di gas e fotovoltaiche in tutta Italia. Ha registrato ricavi di 9,4 miliardi di euro e un profitto netto di 178 milioni di euro nei primi sei mesi di quest’anno.

— Con il contributo di Antonio Vanuzzo


24/07/25 Sole 24 Ore: Edison si riaprono i giochi.


25/07/25 Reuters: Edison prevede di raggiungere il limite superiore delle previsioni di profitto nel 2025


Di Reuters
24 luglio 2025, 8:38 GMT+2, aggiornato 1 ora fa

La compagnia energetica italiana Edison ha previsto giovedì di raggiungere il limite superiore del suo obiettivo di profitto core (EBITDA) per il 2025, pari a 1,4 miliardi di euro (1,65 miliardi di dollari), supportata da un forte flusso di cassa e maggiori investimenti in energia rinnovabile.

La controllata italiana di EDF ha registrato un profitto core di 736 milioni di euro nei primi sei mesi del 2025, in calo rispetto ai 967 milioni registrati nello stesso periodo dell’anno precedente.

Nonostante condizioni di mercato meno favorevoli, Edison ha dichiarato di aver raggiunto una crescita nel settore termoelettrico e nei servizi energetici. Le attività legate alle rinnovabili e ai clienti hanno rappresentato il 50% del suo EBITDA, in linea con l’obiettivo del 70% entro il 2030.

I ricavi delle vendite sono cresciuti a 9,45 miliardi di euro nella prima metà dell’anno, rispetto ai 7,27 miliardi di euro dell’anno precedente, trainati dall’aumento dei prezzi dell’energia e da maggiori volumi.

La produzione idroelettrica è tornata in linea con la media storica. I volumi nel 2025 sono diminuiti del 29,5% rispetto alla prima metà del 2024.


14/12/23 Sole 24 Ore: intervista al Presidente di EDF: Edison non è in vendita.


05/10/23 Sole 24 Ore: presentato piano investimenti


05/10/23 Corriere: presentato piano investimenti


25/10/2022 art sul Sole 24 Ore


24/11/2022 A2A sarebbe interessata


3/12/2022 nuovo amministratore delegato


04/01/23 art sole 24 ore: dai che ormai ci siamo!


    

16/02/23 Bilancio 2022

Risultati in chiaroscuro: il calo degli utili era atteso per effetto della politica di contenimento dei costi ai clienti imposta dal governo, forse pesa l’aumento dell’indebitamento per ulteriori investimenti. Fatto sta’ che l’azione ha aperto oggi in calo

Edison: solida performance operativa nel 2022 con Ebitda in crescita del 12,4% a 1.1 miliardi. Utile in calo del 63% a 151 milioni per effetto decreti “extra-profitti”

L’applicazione dei decreti “Sostegni-ter”, “Taglia prezzi”, “Aiuti” e della Legge di Bilancio 2023 ha avuto un forte impatto negativo sui risultati del Gruppo e rischia di ridurre la capacità di investimento per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione e realizzare la transizione energetica del Paese.

Tali risultati consentono a Edison di distribuire, come lo scorso anno, un dividendo che per il 2022 è di euro 0,052 per ciascuna azione di risparmio e di euro 0,022 per ciascuna azione ordinaria.

Milano, 16 febbraio 2023 – Il Consiglio di Amministrazione di Edison, riunitosi ieri, ha esaminato il bilancio al 31 dicembre 2022, che si è chiuso con una forte crescita dei ricavi di vendita a 30,4 miliardi di euro, principalmente in conseguenza dell’incremento dei costi delle materie prime. La società ha svolto un ruolo chiave per la sicurezza energetica del Paese avendo garantito nel 2022 circa il 20% del fabbisogno di gas, grazie a un portafoglio di approvvigionamento flessibile e diversificato, che ha contribuito a sostituire le importazioni di gas russo.

La crescita del Margine Operativo Lordo (EBITDA) a 1.112 milioni di euro (+12,4% rispetto a 989 milioni di euro nel 2021) riflette la solida performance industriale. La produzione termoelettrica e il portafoglio gas hanno permesso più che compensare il calo della produzione rinnovabile, specie quella idroelettrica a causa della siccità record dell’anno, e l’impatto negativo del rialzo dei prezzi sulla marginalità delle vendite retail che è stato in parte assorbito dal Gruppo limitando le ricadute sui clienti finali.

Il Gruppo ha chiuso l’esercizio 2022 con una contrazione dell’utile netto di oltre il 63% a 151 milioni di euro (413 milioni di euro nel 2021), per effetto dell’impatto eccezionalmente negativo dei decreti “Taglia prezzi”, “Aiuti” e della Legge di Bilancio 2023, per un valore complessivo di circa 230 milioni di euro. Si evidenzia che nel 2022 tale dinamica ha portato il tax rate effettivo al 72%, rispetto a un livello medio normalizzato per le imprese compreso tra il 28% e il 32%.

L’indebitamento finanziario al 31 dicembre 2022 è di 477 milioni di euro, rispetto a 104 milioni di euro registrati al 31 dicembre 2021. L’incremento riflette i significativi investimenti per il rafforzamento nei business della transizione energetica (per un valore complessivo di 736 milioni di euro, di cui il 90% in linea con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, SDGs, delle Nazioni Unite adottati da Edison), il pagamento dei dividendi e delle imposte. Nel 2022, in particolare, gli investimenti di Edison hanno sostenuto la crescita nelle rinnovabili, dove Edison ha raggiunto oltre 1 GW di capacità installata da eolico onshore; oltre che nello sviluppo del termoelettrico di ultima generazione con i due impianti più efficienti d’Europa a Marghera Levante e Presenzano – che entreranno in produzione nel corso del 2023 –; e dei servizi energetici e ambientali.

HIGHLIGHTS GRUPPO EDISON

in milioni di euroEsercizio 2022 Esercizio 2021
Ricavi di vendita30.38011.739
Margine operativo lordo1.112989
Risultato operativo595466
Risultato netto da Continuing Operations176431
Risultato netto di Gruppo151413

17/02/23 Corriere della Sera: intervista al Ceo


17/02/23 Sole 24 Ore Intervista Ceo su progetti investimento

Leggendo l’intervista non dà l’idea di essere una società sul punto di venir ceduta: se ci fosse questa concreta possibilità uno non si imbarca a studiare investimenti da 10 miliardi per i prossimi anni. Può darsi sia solo una politica di annunci ma secondo me è possibile anche una lettura politica. Il cambio di governo in Italia dove i Piddini – coscienziosi servitori degli interessi francesi basti vedere la mole di patacche della Legion d’Onore che sfoggiano… – sono stati sostituiti dalla Meloni che in nome degli interessi italiani non le manda certo a dire… abbia indispettito Macron che per puntiglio blocca la cessione di Edison vista come una macchia sulla Grandeur gallica e un punto di vantaggio per l’odiata Giorgia… ricordatevi sempre che come diceva Andreotti a pensare male si fa peccato ma…


18/02/23 Corriere: EDF e prospettive per Edison

Gira e rigira la decisione di vendere o meno verrà presa dalla politica…


21/03/23 EDISON: 5 MILIARDI DI INVESTIMENTI PER ACCELERARE SUL PIANO RINNOVABILI AL 2030

Il loro comunicato stampa di oggi. Vanno avanti come se davvero non ci fosse da parte di EDF l’idea di venderli… Sta cosa incomincia a preoccuparmi… da una parte la previsione di siccità anche per quest’anno che taglia la produzione idroelettrica.. dall’altra questo piano di investimenti che adrà ad aumentare il peso dell’indebitamento.. mah!

Milano, 21 marzo 2023 – Edison accelera nella realizzazione di nuova capacità rinnovabile al servizio della decarbonizzazione del Paese, attraverso 5 miliardi di euro di investimenti per accrescere la capacità green installata del Gruppo dagli attuali 2 GW a 6 GW. Edison ha un parco di produzione altamente sostenibile e flessibile distribuito su tutto il territorio nazionale, con cui assicura circa il 7% della domanda di energia elettrica. Obiettivo del piano di sviluppo è di accrescere di 1 GW ulteriore l’installato eolico, quello fotovoltaico di 2 GW e di dedicare 1 GW allo sviluppo di rinnovabili per la produzione di idrogeno verde e ai sistemi di accumulo dell’energia (come le batterie e, in particolare, i pompaggi), indispensabili per il bilanciamento della rete e garantire il rilascio di energia green anche nelle ore di mancato funzionamento degli impianti rinnovabili.

«Rafforziamo il nostro impegno nell’accompagnare il Paese nella sfida della transizione energetica» dichiara Marco Stangalino, Executive Vice President e Direttore Power Asset Edison. «Stiamo implemetando un piano concreto di crescita organica, focalizzato sulla realizzazione di nuova capacità rinnovabile, e che integra le diverse fonti di produzione introducendo anche sistemi di flessibilità come i pompaggi e le batterie elettrochimiche, indispensabili per gestire l’intermittenza delle rinnovabili. Entro il 2030 la generazione green rappresenterà il 40% del nostro mix produttivo in uno sforzo importante di decarbonizzazione»

. Edison ha attualmente progetti eolici e fotovoltaici in corso di autorizzazione per circa 1.100 MW di potenza complessiva, principalmente al Centro-Sud Italia, di cui 500 MW di greenfield fotovoltaici e circa 600 MW di nuove realizzazioni eoliche (di cui una quota dedicata alle intergrali ricostruzioni).

A questi si aggiungono cantieri aperti per 92 MW di nuovo fotovoltaico (45 MW in Sicilia che entreranno in esercizio nel corso del 2023, e 47 MW in Piemonte) e circa 170 MW, già approvati, per la realizzazione di nuovi impianti in Campania, Puglia, Sicilia e Veneto. Recentemente la società ha anche ricevuto giudizio positivo di compatibilità ambientale da parte del Consiglio dei Ministri in riferimento al progetto di pompaggio idroelettrico da 270 MW presentato nel 2021, nel comune di Pescopagano in Basilicata. Inoltre, nel corso del 2023 il Gruppo prevede di accelerare ulteriormente il ritmo di sviluppo, attraverso l’avvio dell’iter autorizzativo per nuove installazioni da fonti rinnovabili (eolico e fotovoltaico) per 1400 MW, di cui circa 600 MW di integrali ricostruzioni di impianti eolici esistenti.

Ambito questo in cui Edison vanta un’esperienza unica, essendo stato uno dei primi operatori a effettuare il repowering di campi eolici esistenti. Un’attività che le è valsa il prestigioso riconoscimento Envision Gold, il massimo livello di rating per le infrastrutture sostenibili che attesta l’attenzione posta dalla società all’intero ciclo di vita degli impianti perché gli impatti sul territorio siano ridotti al minimo e perché venga creato valore condiviso nelle comunità locali che li ospitano.

Lo scorso anno Edison ha compiuto un passo in avanti nel percorso strategico di rafforzamento delle rinnovabili superando 1 GW di capacità eolica installata. La società si è confemata tra i leader di settore, 2 grazie alla realizzazione e messa in esercizio di un nuovo impianto eolico a Mazara del Vallo (TP) da 45 MW di potenza complessiva e l’acquisizione di un parco eolico da 66 MW in Campania, in provincia di Avellino, dove – sfruttando le sinergie con un altro impianto limitrofo appartenente al Gruppo – ha dato vita a uno dei parchi eolici più grandi d’Italia, con una potenza complessiva di 136 MW.

L’idroelettrico è il settore storico per Edison, che sul finire dell’800 ha costruito le prime centrali d’Italia sulle rive del fiume Adda, tutt’ora in funzione. Rappresenta un ambito in cui la società intende continuare a essere protagonista con impianti sia di grande taglia sia di piccola taglia, grazie a un patrimonio di competenze unico nella realizzazione e gestione degli impianti e a rapporti consolidati con le comunità e i territori in cui opera. Edison considera l’energia idroelettrica, che è l’unica fonte rinnovabile programmabile, un asset strategico per la transizione energetica.

Una revisione dell’attuale quadro normativo sulla durata delle concessioni idroelettriche permetterebbe di sbloccare investimenti complessivi da parte di tutti gli operatori per almeno 9 miliardi di euro aggiuntivi1 , di cui beneficerebbe una filiera industriale interamente italiana e che consentirebbero di incrementare la produzione da fonte idroelettrica, rendendola più efficiente. Negli ultimi anni, Edison ha investito oltre 200 milioni di euro nell’acquisizione e realizzazione di nuove centrali, portando il suo parco di produzione idroelettrico a oltre 120 impianti, di cui 80 di piccola taglia, per una potenza complessiva di circa 1 GW. L’anno scorso, ha inaugurato una nuova centrale idroelettrica sul fiume Sesia a Palestro, in provincia di Pavia, da 3.600 kW e aperto 2 nuovi cantieri sulla Dora Baltea, in Piemonte. Inoltre, nel 2022 la società ha acquisito 10 impianti che si trovano sui maggiori canali irrigui del Piemonte, con una potenza complessiva di circa 20 MW Nel 2022 Edison ha prodotto oltre 3.358 GWh di energia rinnovabile, pari al fabbisogno di circa 1.250.000 famiglie, consentendo di evitare l’emissione di 1,3 milioni di tonnellate di CO2.


22/03/23 Corriere del Veneto: previsioni per l’idrorlettrico


08/04/23 Sole 24 Ore: Edison studia la vendita delle attività di stoccaggio

Sono un poco confuso da questa decisione: come si inquadra nel piano di investimenti deciso dall’azienda ma soiprattutto che senso ha se davvero EDF sta pensando ad una cessione di Edison? mah!


08/04/23 Plus Sole 24: le azioni di risparmio


19/04/23 corriere della sera


24/04/23 Pagato il dividendo

Un 2,70% netto sul valore di venerdì 20/4


03/05/23 Sole 24 Ore: EDF parte L’Opa a Parigi

Se dopo l’Opa entro un paio di mesi non annunciano la vendita di Edison mi sa che dobbiamo metterci una pietra sopra….


05 05/23 Trimestrale molto buona



10/05/23 Buona la situazione degli invasi


08/06/23 Lo Stato francese ha il 100% di EDF

dopo aver squeezatl il 2% di piccoli soci irriducibili. Adesso vediamo se a breve escono novità per Edison


17/06/23 Corriere del Veneto: inaugurata centrale a marghera


06/09/23 Corriere della Sera: Prosegue trattativa cessione siti stoccaggio gas.

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