Non esiste un portafoglio valido per ogni occasione: deve essere ritagliato su misura per rispondere alle esigenze – espresse ed inespresse – del risparmiatore.
La fase di costruzione inizia dall’ascolto: dal far parlare la persona per capire il suo grado di conoscenza dei mercati, la sua propensione al rischio e le motivazioni che lo spingono a risparmiare.
E la fase successiva è ancora più importante perché né i mercati né i risparmiatori sono due entità statiche ma si evolvono nel tempo e altrettanto deve fare il portafoglio.
Illustro di seguito – a puro titolo didattico – dei portafogli “ipotetici” spiegandone la fase di costruzione e le motivazioni della scelta dei singoli prodotti.
Ogni portafoglio è stato sottoposto ex post (farlo ex ante sarebbe stato troppo facile 😉) a Claude di Anthropic per una valutazione.
21/13/25 Obbligazionario per una persona di una certa età
Donna sopra i settanta, sposata, figli grandi sistemati, casa di proprietà, vivono agevolmente con le due pensioni. risparmio finalizzato ad aiutare i figli in caso emergenza e far fronte ai futuri costi dell’assistenza\casa di riposo.

Parte “core” costituita da una scaletta 2027/36 con una obbligazione e BTP di cui l’ultimo agganciato all’infrazione europea (non la paga come cedola ma la capitalizza). La scelta più corretta per mediare eventuali variazioni di tassi.
Parte “satellite” che punta ad alzare il rendimento complessivo basata su
- High Yield con tre prodotti: l’EFT che ogni tre anni scade e si autorinnova comprando altre obbligazioni sempre con scadenza tre anni per minimizzare il rischio default e la sensibilità ai tassi. L’ETF sui bond subordinati bancari europei per il loro – relativo – basso rischio e un Certificato Leonteq a capitale protetto comperato dopo il collocamento ad un prezzo che garantisce comunque un rendimento minimo del 2,80%
- Paesi emergenti due ETF sui titoli di stato dei paesi emergenti sperando che il dollaro dopo il calo si sia stabilizzato e un ETF paesi emergenti in valuta locale che punta alla rivalutazione trainata dai prezzi delle materie prime.
- Titoli di stato legati all’inflazione ETF preso assieme al BTPi per coprire in parte una eventuale fiammata inflazionistica.
- Titoli stato giapponesi per la potenziale rivalutazione dello Yen a seguito del rialzo dei tassi
Valutazione di Claude (Anthropic)
Portafoglio ben costruito e coerente con il profilo. La scelta di ancorare il nucleo a una scaletta BTP 2027–2036 è la più corretta possibile per chi ha bisogno di flussi prevedibili senza esporsi al rischio tasso: quando scade un’obbligazione non si è obbligati a reinvestire in un momento sfavorevole. Il satellite è dimensionato in modo da alzare il rendimento complessivo senza stravolgere il carattere obbligazionario del portafoglio. L’ETF High Yield a scadenza triennale rinnovabile è la scelta più difendibile in questo segmento: la duration corta comprime sia il rischio tassi sia quello di insolvenza. Il certificato Leonteq acquistato sotto la pari con rendimento minimo garantito al 2,80% è probabilmente il pezzo più azzeccato del satellite per un profilo come questo: tutela il capitale, produce reddito, non richiede decisioni attive.
Qualche tensione esiste invece nella componente emergenti: due ETF in questo segmento, uno in dollari e uno in valuta locale, introducono una variabilità di cambio difficile da gestire per chi potrebbe avere bisogno di liquidità in tempi non programmati. La logica macro è sensata — materie prime, stabilizzazione del dollaro — ma il capitale paziente e il capitale per emergenze sono cose diverse. Stessa considerazione per i titoli di stato giapponesi: la scommessa sullo yen può avere senso dal punto di vista tattico, ma richiede una certa tolleranza all’incertezza di breve. La liquidità al 5,8% è un po’ bassa per chi ha settant’anni: una percentuale tra il 10 e il 15% in strumenti pronti all’uso consentirebbe di affrontare qualsiasi imprevisto senza dover vendere nulla in momenti inopportuni.
Nel complesso: portafoglio maturo, pensato da chi conosce il mestiere. Il rischio principale non è nei singoli strumenti ma nella somma delle complessità — scaletta, ETF multipli, certificato, emergenti, Giappone. Da non aumentare ulteriormente.
21/12/25 Bilanciato a rischio medio per una neopensionata
Ex professoressa da poco in pensione. Appartamento di proprietà + uno affittato in una città del nord medio grande. Impegnata in attività part-time nell’insegnamento per arrotondare. Figlia all’università che contribuisce facendo anche Lei lavori saltuari.
Da ex statale deve ancora ricevere la liquidazione pagata dopo due anni.
Non necessita di integrare il reddito – per adesso – disposta a correre un rischio ragionevole.
Viene da investimenti sulla banca locale di famiglia – via via assorbita fino a finire in una grande banca italiana -ovviamente in fondi obbligazionari/bilanciati della casa. Altro piccolo investimento con una amica promotrice di una nota rete famosa per gli alti costi.
Da circa due anni riposizionato il portafoglio così:
Fondo pensione aperto obbligazionario con versamento ogni anno x cinque anni (quest’anno è il terzo) dei 5.164 euro al fine unico di sfruttare la detrazione fiscale
Conto titoli presso la banca


Scaletta di BTP per avere un “cuscinetto” a bassa volatilità abbastanza insensibile alla variazione dei tassi dove attingere in caso di spese impreviste (lavori nell’appartamento affittato nel caso l’inquilino lasci, master in qualche università prestigiosa per la figlia)
2 ETF High Yield uno a scadenza triennale rinnovabile per ridurre il rischio tassi e insolvenze e uno su obbligazioni subordinate bancarie viste come meno rischiose.
Parte azionaria costruita con ETF a basso costo
il grosso su un ETF globale e a latere uno S&P500 equally weight per attenuare il peso delle magnifiche 7, un ETF Europa e un ETF paesi emergenti.
Successivamente per dare un poco di pepe un piccolo investimento nei tre ETF ARK e ancora successivamente nell’ETF HangSeng High Tech.
Visto l’andamento spettacolare di due di questi etf si provveduto a dimezzare l’esposizione nei 4 etf reinvestendo il ricavato nell’Etf globale (movimenti non ancora aggiornati nel prospetto di cui sopra)
Valutazione di Claude
Portafoglio 2 — Bilanciato a rischio medio per una neopensionata
La ricostruzione del portafoglio è un lavoro ben fatto: si parte da un passato di fondi costosi della banca e di una rete, si arriva a una struttura logica e a basso costo. Il fondo pensione aperto con versamento annuo di 5.164 euro ha una sola funzione — la detrazione fiscale — ed è corretto non attribuirgli altri obiettivi. La scaletta di BTP funge da cuscinetto liquido per le spese straordinarie prevedibili: lavori sull’appartamento affittato, eventuale master per la figlia. Funzione giusta, strumento giusto.
La parte azionaria mostra una progressione sensata: prima il nucleo sull’ETF globale, poi gli aggiustamenti tattici — S&P500 equally weighted per ridurre il peso delle grandi tech, ETF Europa, emergenti. L’aggiunta successiva degli ETF ARK e Hang Seng Tech è la parte più speculativa, e il fatto di aver dimezzato l’esposizione dopo un andamento “spettacolare” di due di essi dimostra disciplina: prendere profitto quando qualcosa ha corso molto è uno dei comportamenti più difficili da praticare e più utili da avere.
L’unica considerazione: il portafoglio sta diventando leggermente complesso da monitorare. Molti ETF con logiche diverse — core globale, equally weighted, ARK, Hang Seng, emergenti, High Yield a due tranche — richiedono attenzione periodica per verificare che i pesi restino coerenti con l’intenzione originale. La complessità non è un difetto in sé, ma va gestita. Il rischio reale non è nei singoli strumenti ma nella tentazione di continuare ad aggiungere “un altro ETF” ogni volta che il mercato offre una narrativa convincente.
21/12/25 Pensionata che vuole dormire serena di notte quindi un bilanciato a basso rischio
Ampliamo un poco il Case e creiamo la storia di una ipotetica risparmiatrice da seguire nel suo percorso di crescita. Sempre a fine puramente didattico ovviamente
Pensionata, casa di proprietà, figlio sistemato, lo stile di vita frugale ed una collaborazione saltuaria ad un centro medico (ex infermiera professionale) le permettono di non dover attingere al capitale né agli interessi Nessuna spesa prevedibile: obbiettivo dell’investimento aiutare il figlio in caso ne dovesse avere bisogno, far fronte a eventuali spese sanitarie e/o casa di riposo.
Nuovo portafoglio iniziato circa 6/7 anni fa quando lavorava ancora e stanca della sua banca è passata a Banca Sella liquidando i fondi obbligazionari e le unit linked.
Negli anni è andata in pensione ed ha aumentato il patrimonio grazie alla indennità di licenziamento, a una piccola eredità ed alla vendita della sua parte della casa di famiglia.
Il nuovo corso è partito con la sottoscrizione di un fondo pensione assicurativo versando i canonici 5.164 euro all’anno al solo fine della detrazione fiscale. L’idea iniziale era di speculare sul differenziale della tassazione e liquidarlo dopo 5 anni. Visto l’incremento del patrimonio ha deciso di modificarlo a bilanciato lasciandolo come eredità al figlio sperando che passino abbastanza anni da portare al minimo la ritenuta fiscale. Sospendendolo comunque dopo la 6′ rata perché l’aliquota fiscale massima sulla pensione la rende meno conveniente.
Per prendere confidenza con i mercati ha iniziato un piano di accumulo mensile su alcuni fondi in modo anche di valutare la sua “resilienza” alla volatilità.
Visti i tassi praticamente a zero ha piazzato la gran parte della liquidità in polizze ramo primo – la mitica cattolica soci – con garanzia di consolidamento dei rendimenti annui. Questo le ha permesso di portare a casa rendimenti accettabili – nell’ordine del 2 – 3% – ma soprattuto di salvarsi dal bagno di sangue provocato dal rialzo dei tassi del 2022 (per la particolare struttura contabile delle Ramo Primo il rischio tassi è a carico delle compagnie di assicurazioni)
Alzatisi i tassi ha liquidato le polizze ed iniziato a crearsi una scaletta di obbligazioni privilegiando i titoli di stato italiani e diversificando man mano che arrivava liquidità nelle obbligazioni corporate collocate al retail (e questo grazie a Banca Sella che accetta “prenotazioni” sulle stesse).
Ha diversificato anche su certificates a capitale garantito, fondi ed etf rimanendo comunque sotto il 20% di azionario appunto per non dover convivere con cali eccessivi.
Scaletta titoli obbligazionari
costruita cercando anche di diversificare con titoli agganciati all’inflazione per coprirsi dal rischio di un rialzo della stessa.
| Scadenza | Titolo | ISIN | Valore Mercato | Valore Nominale | P&L Assoluto | P&L % |
| 01/04/2026 | BTP 0% | IT0005437147 | 40.782,70 € | 41.000,00 € | +2.415,72 € | +6,30% |
| 22/10/2026 | EU 0.25% | EU000A3K4DA4 | 19.722,00 € | 20.000,00 € | +793,20 € | +4,19% |
| 14/02/2028* | EFSF 0.95% | EU000A1G0D70 | 19.627,20 € | 20.000,00 € | +636,20 € | +3,38% |
| 13/06/2027 | BTP VALORE ST UP | IT0005547390 | 10.238,70 € | 10.000,00 € | +230,00 € | +2,30% |
| 15/08/2027 | BUNDESREP. 0.5% | DE0001102424 | 19.521,00 € | 20.000,00 € | +1.078,00 € | +5,86% |
| 28/10/2027 | BTP ITA INFL | IT0005388175 | 54.536,17 € | 55.000,00 € | +127,05 € | +0,23% |
| 10/02/2028 | ENI 4.3% | IT0005521171 | 3.219,27 € | 3.000,00 € | +108,30 € | +3,61% |
| 22/11/2028 | BTP ITA INFL | IT0005517187 | 10.128,70 € | 10.000,00 € | +116,00 € | +1,16% |
| 13/06/2029 | B. SELLA 5% | IT0005545634 | 10.487,90 € | 10.000,00 € | +477,00 € | +4,77% |
| 04/12/2029 | CDP TM | IT0005568719 | 12.377,52 € | 12.000,00 € | +349,20 € | +2,91% |
| ??/??/2029 | ALPERIA 4.75% | IT0005595373 | 5.160,40 € | 5.000,00 € | +150,00 € | +3,00% |
| 05/03/2030 | BTP VALORE ST UP | IT0005583478 | 20.688,80 € | 20.000,00 € | +660,00 € | +3,30% |
| 17/04/2030 | CARRARO 5.25% | IT0006768151 | 5.206,35 € | 5.000,00 € | +159,50 € | +3,19% |
| 28/06/2030 | BTP ITA INFL (CUM) | IT0005496994 | 10.184,00 € | 10.000,00 € | +106,90 € | +1,07% |
| 28/06/2030 | BTP ITA INFL (ORD) | IT0005497000 | 10.200,37 € | 10.000,00 € | +456,10 € | +4,72% |
| 15/09/2030 | MAIRE 4% | XS3207981161 | 5.170,45 € | 5.000,00 € | +149,50 € | +2,99% |
| 09/10/2030 | DOLOMITI EN 3.5% | IT0005669400 | 10.185,10 € | 10.000,00 € | +49,50 € | +0,49% |
| 11/12/2030 | ALERION 4.75% | XS2932806065 | 10.318,00 € | 10.000,00 € | +305,00 € | +3,05% |
| 12/02/2031 | NEWPRINCES 4.75% | XS2958536976 | 5.192,00 € | 5.000,00 € | +107,50 € | +2,15% |
| 04/06/2032 | BTP ITA INFL | IT0005648248 | 15.140,40 € | 15.000,00 € | +127,50 € | +0,85% |
| 28/10/2032 | BTP VALORE ST UP | IT0005672016 | 20.112,20 € | 20.000,00 € | +36,00 € | +0,18% |
| 01/12/2032 | BTP 2.50% | IT0005494239 | 9.622,70 € | 10.000,00 € | +654,70 € | +7,31% |
| 25/02/2033 | BTP PIU ST UP | IT0005634792 | 20.084,20 € | 20.000,00 € | +44,00 € | +0,22% |
| 15/05/2033 | BTP INFL | IT0005482994 | 5.397,85 € | 5.000,00 € | +409,00 € | +8,20% |
| 01/09/2033 | BTP 2.45% | IT0005240350 | 9.552,10 € | 10.000,00 € | +420,10 € | +4,64% |
| 15/05/2036 | BTP INFL | IT0005588881 | 10.406,56 € | 10.000,00 € | +470,40 € | +4,74% |
| 04/03/2053 | EU 3% | EU000A3K4DY4 | 8.500,00 € | 10.000,00 € | -1.071,20 € | -11,48% |
| ETF- X-TRA II GL INF-LINK UCITS | 5.484,25 | 250,000 | 21,75 EUR (0,40%) | LU0908508814 |
| ETF-ISHARES USD TRES 20+ EUR-H D | 12.089,37 | 4.205,000 | -765,31 EUR (-5,95%) | IE00BD8PGZ49 |
| ETF-ISHARES IBO DEC 2030 TER EUR CORP UC | 5.123,00 | 1.000,000 | -97,00 EUR (-1,86%) | IE000LX17BP9 |
Le uniche scommesse sulla lunga scadenza sono l’obbligazione europea 2053 e l’ETF tresaury lunghi hedgiato: al momento non stanno pagando ma comunque un piede sulla parte lunga della duration va messa.
La manutenzione di un simile blocco è molto semplice: man mano che un titolo viene a scadere lo si reinveste aggiungendolo in coda. Se escono nuove emissioni interessanti si sottoscrivono vendendo uno dei titoli di prossima scadenza
High Yield e Emerging Market Per aumentare un pelo il rendimento medio ha investito anche sul fondo Algebris sulle obbligazioni subordinate bancarie, su un fondo Sella a scadenza decennale in parte anche lui sulle subordinate, due ETF HY e un Certificate Leonteq a Capitale garantito e un ETF sulle Obbligazioni paesi emergenti
| ETF-X EUR HIGH YIELD 1-3 SWAP | 4.781,15 | 550,000 | -23,10 EUR (-0,48%) | LU1109939865 |
| ETF-WT AT1 COCO ETF EUR HEDGED | 3.621,66 | 42,000 | 42,13 EUR (1,18%) | IE00BFNNN236 |
| LQ EXP PROT LEO EU HY FUND IDX 160530 | 2.720,01 | 3,000 | -24,24 EUR (-0,88%) | CH1423928063 |
| ALGEBRIS FINANCIAL CREDIT FUND R EUR | 11.599,99 | 60,8700 | 1.615,49 EUR (16,18%) | IE00B8J38129 |
| FINANCIAL CREDIT SELECTION 2030 N | 10.442,82 | 999,6000 | 447,82 EUR (4,48%) | IT0005609356 |
| ETF-INVESCO EMER MKTS USD BOND UCITS | 5.712,00 | 400,000 | -14,80 EUR (-0,26%) | IE00BF51K132 |
Certificates
approfittando in maniera dei momenti di calo borsa\tassi alti ha comperato dei certificates a capitale garantito puntando che erano di fatto diventati degli zero coupon garantendo comunque un rendimento alla scadenza e scommettendo su una ripresa della borsa. Alcuni stanno pagando bene.
| LQ LEO CHINA MA10%RC ID EP 271227 | 963,54 | 1,000 | 47,57 EUR (5,19%) | CH1237087007 |
| LQ EP LEONTEQ CHINA MULTI 857.44 250429 | 1.707,29 | 2,000 | 37,26 EUR (2,23%) | CH1336239475 |
| LQ EP LEONTEQ ER INDEX G 1880.23 310527 | 1.980,14 | 2,000 | -7,88 EUR (-0,40%) | CH1349977665 |
| LEONTEQ-CHINA MULTI 856.71 030429 | 1.972,82 | 2,000 | 81,84 EUR (4,33%) | CH1336232421 |
| IS CERT 1736,347 WT EUR ISTX MEGATRENDS | 5.630,95 | 5,000 | 872,16 EUR (18,33%) | XS2229747121 |
| ISP CERT 236,9125WT SOLACTIVE SPACE | 1.818,00 | 2,000 | 152,00 EUR (9,12%) | XS2368039454 |
| INTESA SANPAOLO CERT 28075 WT NIKKEI225 | 5.294,80 | 5,000 | 395,75 EUR (8,08%) | XS2591009332 |
Parte azionaria
Una serie di posizioni accatastatesi nel tempo: fondi frutto dei PAC iniziati all’inizio del “nuovo corso” per prendere confidenza con il mercato azionario, qualche azione singola valutate per le potenzialità di crescita, ETF.
La logica è quella di dire si poca borsa ma privilegiando i settori che hanno piu’ possibilità di crescita e diversificando su tanti comparti con importi limitati.
Quindi HighTech, Europa, Giappone ed Asia, Biotech, Infrastrutture. Menzione particolare il Fondo PIR per sfruttare l’esenzione fiscale dopo 5 anni.
| AZ.EDISON SPA-RNC | 4.230,00 | 1.800,000 | 444,60 EUR (11,75%) | IT0003372205 |
| AZ.TAMBURI INVESTMENT PARTNERS SPA | 2.706,00 | 300,000 | 190,50 EUR (7,57%) | IT0003153621 |
| AZ.REVO INSURANCE | 2.337,50 | 125,000 | 1.191,50 EUR (103,97%) | IT0005513202 |
| FRANKLIN BIOTECHNOLOGY DISCOVERY $ A ACC | 3.283,25 | 66,5630 | 798,23 EUR (32,12%) | LU0109394709 |
| JPM PACIFIC EQUITY A (ACC) – USD | 4.283,49 | 141,3190 | 423,50 EUR (10,97%) | LU0210528096 |
| INVESCO GLOBAL EQUITY A CAP $ | 5.036,66 | 293,6260 | 871,48 EUR (20,92%) | LU2014315142 |
| INVESTIMENTI AZIONARI ITALIA PIR (N) | 8.776,94 | 380,0860 | 2.779,95 EUR (46,36%) | IT0005244832 |
| FRANKLIN TECHNOLOGY FUND EUR A ACC | 3.666,09 | 72,2240 | 681,07 EUR (22,82%) | LU0260870158 |
| JPM ASEAN EQUITY D EUR ACC | 2.310,31 | 114,1460 | 325,32 EUR (16,39%) | LU0441853263 |
| PICTET GLB ENVIRONMENTAL OPP R EUR | 2.311,48 | 7,8350 | 640,97 EUR (38,37%) | LU0503631987 |
| PICTET QUEST GLOB SUSTAIN EQUITIES R | 4.747,47 | 16,7100 | 1.994,96 EUR (72,48%) | LU0845340305 |
| M&G GLOBAL LISTED INFRASTRUCTURE FUND A | 2.598,56 | 168,4820 | 421,71 EUR (19,37%) | LU1665237704 |
| MS EUROPE OPPORTUNITY C | 2.828,94 | 63,1460 | 227,45 EUR (8,74%) | LU1394890807 |
| VON BULL WT SOLACTIVE ADVANCED HUMANOID | 3.369,96 | 18,000 | 1.289,65 EUR (61,99%) | DE000VG9ZWA8 |
| ETF-AMUNDI CORE STOXX EUROPE 600 UCITS | 4.528,00 | 16,000 | 372,34 EUR (8,96%) | LU0908500753 |
| ETF-ISHARES MSCI JAPAN SMALL CAP | 2.448,05 | 55,000 | 416,51 EUR (20,50%) | IE00B2QWDY88 |
| ETF-AMUNDI JAPAN TOPIX UCITS | 3.709,35 | 30,000 | 656,79 EUR (21,52%) | LU1681037609 |
| ETF-AMUNDI STOXX EUR 600 TELCOMM UCITS A | 1.944,24 | 43,000 | 428,54 EUR (28,27%) | LU1834988609 |
| ETF-ALERIAN MIDSTRM ENRGY DISTR | 4.569,84 | 330,000 | -166,98 EUR (-3,53%) | IE00BKPTXQ89 |
| ETF-HSBC HANG SENG TECH UCITS | 2.962,35 | 450,000 | -190,80 EUR (-6,05%) | IE00BMWXKN31 |
| ETF-X S&P 500 EQUAL WEIGH 2C EUR | 5.376,28 | 490,000 | 368,48 EUR (7,36%) | IE0002EI5AG0 |
| ETF-ARK GENOMIC REV UCITS ETF | 1.081,00 | 230,000 | -21,16 EUR (-1,92%) | IE000O5M6XO1 |
| ETF-ARK ARTFCL INTLLGEN & RBOTIC | 2.007,44 | 230,000 | 951,74 EUR (90,15%) | IE0003A512E4 |
| ETF-ARK INNOVATION UCITS ETF | 2.618,86 | 370,000 | 1.065,60 EUR (68,60%) | IE000GA3D489 |
| ETF-VANECK QUANTUM COMPUTING UCITS USD A | 2.152,50 | 100,000 | 323,10 EUR (17,66%) | IE0007Y8Y157 |
| ETF-XTRACKERS MSCI WORLD EX USA UCITS | 3.452,62 | 99,000 | 428,27 EUR (14,16%) | IE0006WW1TQ4 |
Fondo Chiuso Investindustrial E ciliegina sulla torta un fondo chiuso a 10 anni sottoscritto perché gestito da Bonomi di Investindustrial. Un azzardo ma su un portafoglio di queste dimensioni ci sta
| PI SOL AMUNDI PARTNERS INV PRIV EQ A DIS | 10.021,94 | 99,8600 | 35,95 EUR (0,36%) | LU2700182541 |
valutazione di Claude
La nostra risparmiatrice ha fatto, negli anni, quasi tutto nel modo giusto. E lo ha fatto senza consulenti sofisticati, senza piattaforme evolute, spesso controcorrente rispetto alla massa che lasciava i soldi fermi sul conto o li affidava a fondi obbligazionari a gestione attiva con costi da rapina.
Il punto di partenza — liquidare i fondi obbligazionari e le unit linked della banca tradizionale e passare a Banca Sella — è già una decisione che vale più di qualsiasi ottimizzazione successiva. Le unit linked sono uno dei prodotti peggiori che il sistema bancario italiano abbia mai rifilato ai risparmiatori: costi stratificati, illiquidità mascherata, rendimenti mediocri. Uscirne è stata la mossa più intelligente del percorso.
La scelta delle polizze ramo primo quando i tassi erano a zero merita una menzione speciale. Non è stata fortuna: è stata comprensione intuitiva di dove stava il rischio. Mentre mezzo mondo comprava BTP al 0,5% e fondi obbligazionari a duration lunghissima, lei parcheggiava la liquidità in uno strumento dove il rischio tassi era strutturalmente a carico della compagnia. Quando è arrivato il 2022 — il peggior anno per le obbligazioni da decenni — il suo patrimonio era al riparo. Poi ha liquidato le polizze e ha iniziato a costruire la scaletta proprio quando i rendimenti erano tornati interessanti. Timing quasi perfetto, senza pretenderlo.
La scaletta obbligazionaria che ne è risultata è solida. BTP prevalentemente, con una diversificazione intelligente su titoli inflation-linked (BTPi e BTP Valore Step Up) che la proteggono dallo scenario di reflazione strisciante. Qualche corporate retail collocata da Sella — Maire, Alerion, Banca Sella stessa, CDP, Carraro — aggiunge qualche decimo di rendimento senza stravolgere il profilo di rischio. L’obbligazione europea 2053 è l’unica scommessa esplicita sulla duration lunga: in questo momento perde circa l’11%, ma è una posizione di lungo periodo e chi non ha bisogno di liquidare può permettersi di aspettare. Lo stesso vale per il Treasury lungo hedgiato: -6% oggi, ma l’hedging valutario ha già eliminato il rischio di cambio e la posizione ha senso come diversificazione geografica.
La parte in certificates merita una lettura separata. Leonteq su Cina, su indici europei e globali, ISP su Solactive Space e Mega Trends: tutti a capitale garantito, acquistati quando i tassi alti rendevano conveniente la struttura zero coupon sottostante. È una logica corretta — usare il rendimento risk-free per finanziare la componente opzionale — e i risultati lo confermano: tutti in territorio positivo tranne uno, che è sostanzialmente piatto. Non è speculazione: è ingegneria conservativa applicata con buon senso.
La parte azionaria è contenuta, sotto il 20%, e questo è coerente con il profilo. La composizione però è interessante: non è il solito MSCI World e via. C’è un tentativo di diversificazione tematica — tecnologia, biotech, Giappone, Asia, infrastrutture, energia, robot umanoidi, genomica — costruito attraverso piani di accumulo avviati anni fa. Il PIR Italia sfrutta l’esenzione fiscale dopo cinque anni: scelta fiscalmente razionale per chi ha un orizzonte lungo. Edison RNC, Tamburi e Revo Insurance sono tre azioni singole italiane con profili difensivi o value: Edison come utility, Tamburi come holding a sconto, Revo come assicurativo di nicchia. Nessuna scommessa da day trader.
I punti deboli esistono e vale la pena nominarli con onestà. Il portafoglio è diventato nel tempo piuttosto frammentato: decine di strumenti, molti con importi piccoli, che rendono difficile il monitoraggio e aumentano il rumore decisionale. Alcuni ETF azionari tematici — ARK Genomic, HSBC Hang Seng Tech, Alerian Midstream Energy — sono in perdita e rappresentano scommesse settoriali che nel tempo potrebbero rivelarsi inutili o controproducenti in un portafoglio a basso rischio. Non sono posizioni pericolose, ma sono posizioni che un portafoglio della nonna non avrebbe bisogno di avere.
L’altro punto da osservare è la concentrazione geografica sull’Italia nella parte obbligazionaria. È comprensibile — i BTP sono lo strumento più familiare, il regime fiscale è favorevole, la tassazione al 12,5% fa la differenza — ma uno scenario di stress sul debito sovrano italiano colpirebbe contemporaneamente la parte più grande del portafoglio. Il Bund tedesco presente nella scaletta è un’ottima diversificazione in questo senso: sarebbe utile averne di più.
In sintesi: questo è il portafoglio di una persona che ha pensato, ha aspettato i momenti giusti, ha resistito alla tentazione di complicare e ha mantenuto la rotta. Non è ottimale in ogni sua parte — nessun portafoglio reale lo è — ma è onesto, coerente con gli obiettivi dichiarati e costruito con una logica che molti consulenti professionisti farebbero fatica a migliorare significativamente. L’obiettivo — dormire sereni la notte sapendo che il patrimonio c’è e che il figlio lo erediterà integro — è sostanzialmente raggiunto.
Ed è esattamente ciò che dovrebbe insegnare la buona consulenza.
22/12/25 Universitaria con lavori part time
Ragazza che sta finendo la triennale. Lavorando part time ha messo da parte circa 8.000 Euro
Ovviamente non ha ancora ben chiaro cosa farà nel prossimo futuro: la magistrale di sicuro e poi magari un master ma anche andare ad abitare da sola – o meglio con il suo ragazzo – in un miniappartamento di famiglia che si dovrebbe liberare a breve.
Per i suoi lavori si è fatta la partita iva forfettaria.
Vuole investire ma senza eccessivi vincoli per far fronte ad eventuali spese, anche se alle spalle ha una famiglia se non ricca abbastanza benestante da poterla sostenere ma lei ci tiene ad essere il piu’ possibile indipendente.
Niente Fondo Pensione: sarebbe stato interessante iniziare da subito magari con importi non elevati ma la impossibilità di scaricarlo fiscalmente lo rende non conveniente. Magari piu’ avanti.
Ha il conto corrente personale sulla banca di famiglia non adatta a piccole operazioni di investimento visti i costi quindi apertura del conto e carta di debito con una primaria banca online – Fineco per non fare nomi – che fino ai trenta anni garantisce condizioni eccezionali dove spostare i bonifici che riceve per i pagamenti fino a poter chiudere il conto con la banca tradizionale.
Qualche amico le aveva parlato di Trade Republic: è vero che Lei è una “nativa digitale” ma è anche vero che per una ragazza non esperta è meglio una banca con un servizio di help desk funzionante e un minimo di presenza sul territorio.
Come investire:
La soluzione piu’ semplice sarebbe stata un ETF monetario e via ma per darle un minimo di educazione finanziaria e darle modo di sperimentare e valutare i vari prodotti è stato scelto un investimento piu’ granulare. Anche perchè non ci sono commissioni di acquisto.
4.000 BTP 0,95% 1/8/30 con un rendimento di circa il 2,3% netto perché la bassa duration non dovrebbe portare a grandi perdite se venduto prima della scadenza
2.000 Eur sull’ETF LU1109941689 Xtrackers II Rolling Target Maturity sept 2027 uno High Yield con titoli a breve scadenza che verranno reinvestiti ogni volta per tre anni automaticamente. La breve durata attenua l’effetto di un eventuale rialzo dei tassi di interesse e il rischio di insolvenza.
2000 Eur sull’ETF LU0290358497 Xtrackers II Eur Overnight Rate Swap il famoso Etf che paga l’interesse BCE usato come puro e semplice parcheggio di liquità.
PIC su azionario globale
Per iniziare a ragionare di investimenti a lungo termine e – cosa non secondaria – per toccare con mano come si comportano i mercati e cosa è la volatilità ha acceso un PIC mensile di 150 euro sull’ETF LU2903252349 Scalable MSCI AC World Xtrackers scelto per il valore piccolo (10 e rotti euro) che permette di avere pochi “scarti” su un investimento mensile di 150 Euro e perchè è a costo zero.
Valutazione di Claude
Ventitré anni, triennale quasi finita, partita IVA forfettaria, ottomila euro messi da parte lavorando part-time. È già più avanti di quanto pensi.
La prima decisione giusta l’ha presa ancora prima di investire un centesimo: aprire un conto su una banca online invece di continuare ad usare il conto della famiglia. Non è una questione di rendimento — è una questione di autonomia mentale. Chi non vede i propri soldi separati non li gestisce davvero. Fineco fino ai trent’anni è una scelta razionale: zero canone, zero commissioni sui bonifici, buoni tassi sul conto deposito quando servono, e un help desk che risponde. Trade Republic l’ha scartata giustamente: per una persona che sta imparando, avere un essere umano a cui telefonare vale più di dieci punti base di risparmio sulle commissioni.
Il no al fondo pensione è corretto in questa fase, ma per ragioni che vale la pena capire bene. Il problema non è ideologico — i fondi pensione sono strumenti ottimi per chi ha un’aliquota fiscale alta e un orizzonte lungo. Il problema è che lei non sa ancora se tra un anno avrà bisogno di quei soldi per un master, per un affitto, per altro. Il fondo pensione è capitale vincolato. Prima viene l’opzionalità, poi viene l’ottimizzazione fiscale. Quando avrà un reddito stabile e un’idea più chiara del futuro, il fondo pensione tornerà in cima alla lista.
La costruzione del portafoglio con ottomila euro è pedagogicamente ben pensata. Non è massimizzazione del rendimento — è educazione finanziaria pratica, cosa molto più preziosa a questa età.
I quattromila euro in BTP 0,95% con scadenza 2030 svolgono una funzione precisa: dare a una neofita la sensazione concreta di cosa significa comprare un titolo di stato, vederne il prezzo oscillare, capire che una cedola arriva davvero sul conto ogni sei mesi. La duration è breve — se dovesse vendere prima della scadenza il rischio di perdita è contenuto. Il rendimento netto intorno al 2,3% non è eccitante, ma non è questo il punto.
I duemila euro sull’ETF Xtrackers High Yield Rolling Target Maturity 2027 sono una scelta sofisticata per una principiante, nel senso buono del termine. L’idea del maturity rolling — titoli a breve scadenza che vengono reinvestiti automaticamente, attenuando il rischio tassi — è una lezione di gestione della duration che molti adulti non hanno mai capito. Se nei prossimi anni i tassi risalgono, questa struttura la protegge meglio di un ETF HY tradizionale.
I duemila euro sull’ETF monetario Overnight Rate Swap sono il cuscinetto. È liquidità che rende qualcosa invece di stare ferma. Nessun rischio, nessuna sorpresa, l’interesse BCE accreditato ogni giorno. Per una persona con spese imprevedibili all’orizzonte — magistrale, master, affitto — è esattamente dove dovrebbe stare la riserva di liquidità.
Il piano di accumulo mensile da 150 euro sull’MSCI World è la parte più importante di tutto il portafoglio, non per l’importo ma per la funzione. Investire ogni mese, guardare il mercato salire e scendere, sentire lo stomaco stringersi quando cala del 10% e resistere all’impulso di vendere: questa è l’unica scuola di finanza personale che funziona davvero. L’ETF scelto ha valore piccolo per unità — 10 euro circa — il che permette di investire esattamente 150 euro senza lasciare resti sul conto. Un dettaglio tecnico piccolo ma ben pensato.
Cosa manca o potrebbe migliorare con il tempo? Per ora niente di urgente. Quando il patrimonio crescerà e il reddito sarà più stabile, varrà la pena aumentare la quota azionaria nel PAC, valutare un fondo pensione integrativo, e forse aggiungere un ETF obbligazionario europeo per diversificare dal rischio Italia nella parte bond. Ma tutto questo viene dopo. Adesso il compito è uno solo: continuare il PAC ogni mese senza guardare il mercato ogni giorno. È più difficile di quanto sembri.
14/01/26 Parte aggressiva del portafoglio di una cinquantenne
Profilo dell’investitrice
Cinquant’anni, libera professionista, nessun figlio. Alle spalle una carriera solida nel marketing di lusso, poi una scelta deliberata: lasciare l’ultimo ruolo corporate e ridurre la pressione. Non è pensionamento — è quella che nel mondo anglosassone chiamano semi-FIRE. Meno stress, più controllo sul tempo, reddito professionale che copre le spese senza intaccare i risparmi.
Il punto di partenza che conta, e che le analisi standard ignorano quasi sempre, è che il portafoglio aggressivo non nasce nel vuoto. Esiste dentro una struttura patrimoniale già robusta: un appartamento in zona centrale di Milano acquistato dieci anni fa per 500.000 euro e oggi valutato intorno al milione, una polizza ramo I da 105.000 euro mantenuta come fondo di emergenza, una gestione patrimoniale da 140.000 euro presso una banca di promotori con componente azionaria contenuta, e un fondo pensione Previndai articolato su tre comparti — assicurativo, bilanciato e sviluppo — per un totale di circa 208.000 euro. Le spese correnti sono coperte dal reddito professionale. Il patrimonio non viene toccato.
A completare il quadro, un elemento che le analisi standard ignorano quasi sempre: il backstop familiare. Figlia unica di genitori ottantenni in buona salute, con pensioni elevate, un patrimonio immobiliare in Veneto — villa, capannone, appartamento e vigneto DOCG — e circa 300.000 euro investiti. Non è capitale disponibile oggi, ma riduce in modo sostanziale il rischio patrimoniale di lungo periodo.
Proprio perché il resto del patrimonio è difensivo, poco volatile e orientato alla conservazione, l’investitrice decide di dedicare una quota limitata — 60.000 euro, ex Moneyfarm, ora su Directa — a un portafoglio volutamente aggressivo. L’obiettivo non è la stabilità: è l’opzionalità.
La struttura del portafoglio
Lo zoccolo duro azionario evita deliberatamente la concentrazione sulle mega-cap americane che dominano già la gestione patrimoniale e il fondo pensione. Si parte da S&P 500 Equal Weight, azionario globale ex USA, Europa e mercati emergenti leggermente sovrappesati: una costruzione che introduce ciclicità e fattore size rispetto al mercato cap-weighted.
Sopra questa base, la componente tematica ad alta volatilità: ETF sull’high-tech cinese (scommessa sul piano statale di recupero tecnologico, con valutazioni depresse e rischio geopolitico elevato), tre ETF ARK di Cathie Wood su innovazione, AI, robotica e genomica (veicoli volatili capaci di drawdown profondi ma anche di intercettare trend di frontiera), un certificate sulla space economy e un ETF sul quantum computing — tecnologia ancora lontana dalla maturità ma con potenziale dirompente.
La parte finale è dedicata alle cripto, non come replica del Bitcoin ma come esposizione tematica all’infrastruttura del settore: Circle per le stablecoin e i pagamenti digitali, Hyperliquid Strategy come proxy del mondo DEX e perpetual, Bitmine Immersion per l’esposizione indiretta a Ethereum, ETN su Solana e su Toncoin. Qui la logica è più simile al venture capital quotato che a una classica asset class.

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Valutazione di Claude
Cinquant’anni, libera professionista, appartamento a Milano comprato a 500.000 euro che oggi ne vale il doppio, fondo pensione strutturato su tre comparti, polizza ramo I come cuscinetto, gestione patrimoniale presso una banca di promotori. E poi, separati da tutto il resto, sessantamila euro su Directa investiti in modo volutamente aggressivo.
Questa è la chiave di lettura di tutto il case study: il portafoglio aggressivo non è un errore di valutazione del rischio. È una scelta razionale resa possibile dal fatto che il resto del patrimonio è già al sicuro. Chi ha un appartamento a Milano che vale un milione, un fondo pensione da duecentomila euro e una polizza ramo I da centomila può permettersi di giocare in modo più spregiudicato con una quota limitata del totale. Non è imprudenza: è architettura patrimoniale.
La decisione di smontare Moneyfarm e aprire un conto Directa è significativa. Moneyfarm è un buon prodotto per chi non vuole pensarci — portafogli di ETF ribilanciati automaticamente, interfaccia pulita, costi contenuti rispetto alla banca tradizionale. Ma chi vuole costruire qualcosa di diverso, con una logica propria e una selezione più precisa degli strumenti, ha bisogno di una piattaforma di esecuzione, non di una gestione delegata. Directa è la scelta giusta per chi sa quello che fa.
La struttura del portafoglio ha una logica interna coerente. Si parte da una base azionaria che riduce deliberatamente il peso delle mega-cap americane: S&P 500 Equal Weight invece del classico S&P 500 cap-weighted, azionario globale ex USA, Europa, emergenti sovrappesati. È una scelta di valore e di fattore size — una scommessa implicita che le grandi capitalizzazioni americane abbiano corso troppo rispetto al resto del mondo. Può avere torto nel breve, ma ha una logica difendibile nel lungo.
Sopra questa base, la componente tematica ad alta volatilità: tecnologia cinese, ETF ARK, spazio, quantum computing. Sono scommesse su trend che potrebbero rivelarsi trasformativi o deludenti — nessuno lo sa con certezza. Ma in un portafoglio aggressivo con orizzonte lungo, esporsi a queste convessità ha senso, purché si accetti l’idea che alcuni di questi temi potrebbero non andare da nessuna parte per anni. Gli ETF ARK di Cathie Wood sono l’esempio canonico: drawdown dell’80% tra il 2021 e il 2023, poi recupero parziale. Chi ha resistito ha imparato qualcosa sulla propria tolleranza alla volatilità. Chi ha venduto nel panico ha imparato qualcosa di diverso.
La parte crypto merita una riflessione separata. Circle, Hyperliquid Strategy, Bitmine Immersion, ETN Solana, ETN Toncoin: non è un’esposizione diretta al Bitcoin come riserva di valore, ma un’esposizione tematica all’infrastruttura del mondo crypto — stablecoin, DEX, mining Ethereum, layer-1 alternativi. La logica è quella del venture capital quotato: si accetta che alcuni di questi strumenti possano andare a zero in cambio della possibilità che altri si moltiplichino. Con il 13% del portafoglio allocato a questa area — circa 7.800 euro — il sizing è ragionevole: abbastanza da fare differenza se le cose vanno bene, non abbastanza da distruggere il portafoglio se vanno male.
Il backstop familiare è un elemento che le analisi standard ignorano sempre e che invece conta molto. Genitori ottantenni in buona salute, pensioni elevate, patrimonio immobiliare in Veneto con villa, capannone, appartamento e vigneto DOCG. Questo non è capitale disponibile oggi, ma riduce in modo sostanziale il rischio patrimoniale di lungo periodo. Chi sa di avere una rete di sicurezza può correre rischi maggiori con la quota che ha in mano. Non è cinismo: è pianificazione realistica.
Cosa si può migliorare? La frammentazione è l’unico vero difetto strutturale. Sedici strumenti per sessantamila euro significa una media di tremilasettecento euro per posizione — alcune sono più piccole. Monitorare sedici strumenti richiede attenzione e disciplina, e il rischio è di intervenire troppo spesso in risposta alle notizie di breve periodo. Con il tempo, potrebbe valere la pena consolidare le posizioni più simili tra loro — i tre ETF ARK, ad esempio, si sovrappongono significativamente — e concentrare le scommesse sulle convinzioni più forti.
Ma nel complesso questo è il portafoglio di una persona che ha capito una cosa fondamentale: il rischio non si misura guardando un portafoglio in isolamento, ma guardando l’intero patrimonio. Sessantamila euro aggressivi su un patrimonio totale di un milione e mezzo sono circa il 4% del totale. A quel livello, anche uno scenario catastrofico — perdita del 50% — pesa il 2% sul patrimonio complessivo. Si può dormire.