Riparto con un nuovo thread perché quello iniziale era diventato ingestibile. Lo potete comunque consultare QUI
Se vuoi ricevere gli aggiornamenti del mio blog iscriviti inserendo la tua email qui sotto
21/03/26 Il nucleare incontra il muro regolatorio: perché Constellation, Vistra e Talen hanno perso oltre il 10% in una seduta

Fonte: elaborazione propria su dati di mercato. L’autore dichiara di detenere posizioni long in Constellation Energy (CEG) e in titoli del settore nucleare tra cui Oklo (OKLO). Il presente articolo non costituisce sollecitazione all’investimento. Leggere il DISCLAIMER.
Chi segue il thread Nucleare da male assoluto a salvezza dell’umanità (ma possiamo tirarci fuori qualche soldino?) 2′ — la nostra rassegna di titoli del settore nucleare tenuti sotto osservazione con prezzi di citazione e variazioni aggiornate — si sarà accorto che la seduta di venerdì 21 marzo ha inflitto un colpo pesante a nomi già presenti in tabella: Constellation Energy (CEG) ha ceduto il 10,90%, Vistra Corp. (VST) il 12,64%, Talen Energy (TLN) il 10,91%. Il settore utility nel suo complesso ha registrato la perdita più ampia dell’intera giornata, con un -4,1%. Non si tratta di una crisi dei consumi energetici, né di un deterioramento dei fondamentali nel breve termine. Si tratta dello sgonfiamento di una tesi di investimento costruita sul presupposto che il nucleare esistente potesse trasformarsi nel fornitore esclusivo e privilegiato di energia per i data center dell’intelligenza artificiale.
La miccia: il caso Talen-Amazon e la FERC
Per capire cosa è successo venerdì bisogna fare un passo indietro fino al novembre 2024, quando la FERC — la Federal Energy Regulatory Commission, l’autorità regolatoria americana sull’energia — bocciò con voto 2-1 la proposta di espandere la fornitura diretta di energia nucleare dalla centrale di Susquehanna, in Pennsylvania, al data center di Amazon Web Services adiacente all’impianto.
Il modello era quello della co-location behind the meter: Amazon aveva acquistato nel marzo 2024 il campus Cumulus da Talen Energy per 650 milioni di dollari, un complesso da 960 MW direttamente collegato alla centrale nucleare. L’accordo prevedeva che Talen fornisse energia fissa e a prezzo garantito ad AWS, con impegni contrattuali minimi crescenti in incrementi da 120 MW nel corso degli anni, fino a un massimo di 480 MW in connessione diretta. Niente rete nazionale di trasmissione, niente intermediari: energia pulita, continua e a bassa latenza consegnata direttamente dove serve.
La FERC ha detto no. I commissari hanno concluso che PJM — l’operatore di rete regionale — non aveva dimostrato in modo sufficiente le ragioni per cui l’accordo dovesse deviare dagli standard di interconnessione standard, e che il modello proposto sollevava interrogativi sull’affidabilità della rete e sull’equità dei costi per i consumatori comuni. Il timore, sostenuto da AEP ed Exelon, era che i data center avrebbero beneficiato della rete di trasmissione senza pagarne i costi, con un trasferimento potenziale di circa 140 milioni di dollari annui sulle bollette dei ratepayer PJM.
La storia non si è chiusa lì. Nel febbraio 2026 la FERC ha confermato la propria posizione respingendo anche la richiesta di riesame presentata da Talen. Talen ha portato la questione davanti alla Corte d’Appello del Quinto Circuito. Nel frattempo ha trovato una soluzione commerciale alternativa: un PPA da 1.920 MW con AWS strutturato come accordo front of the meter, dove l’energia viene immessa in rete e non consegnata direttamente, aggirando così la necessità di approvazione FERC.
Perché il mercato ha punito Constellation e Vistra, non solo Talen
La domanda legittima è: perché l’ondata di vendite ha investito CEG e VST con la stessa violenza di TLN, se il procedimento riguardava tecnicamente solo Susquehanna?
La risposta è che il mercato non prezzava Talen, Constellation e Vistra come utility tradizionali da dividendo. Le prezzava come proxy dell’intelligenza artificiale — le uniche aziende in grado di offrire energia nucleare continua, priva di carbonio e in grandi quantità, esattamente ciò di cui i data center hanno bisogno. Constellation aveva annunciato la riapertura di Three Mile Island per rifornire Microsoft; Vistra aveva costruito una narrativa analoga intorno al proprio portafoglio nucleare nel territorio PJM. Il blocco FERC sul caso Talen-Amazon ha creato un precedente che potrebbe rendere tutti questi accordi diretti molto più difficili, lenti e costosi del previsto.
Non è che le aziende siano diventate cattive imprese in ventiquattro ore. È che le valutazioni incorporavano uno scenario di acque libere — accordi diretti, premium pricing, domanda AI crescente senza attriti regolatori — e la FERC ha ricordato a tutti che le acque non sono libere. Sono regolate, e i regolatori rispondono ai ratepayer, non agli azionisti.
Il paradosso strutturale: troppa domanda, troppi vincoli
C’è un’ironia di fondo in questa vicenda. Il problema non è la mancanza di domanda energetica — quella è reale, crescente e strutturale. Il problema è chi paga l’infrastruttura che rende possibile soddisfarla.
Quando una centrale nucleare vende la propria produzione direttamente a un data center bypassando la rete, la rete stessa perde un fornitore importante senza perdere i costi fissi di manutenzione. Quei costi vengono redistribuiti sugli altri utenti. AEP ed Exelon avevano calcolato che il solo accordo Talen-AWS poteva trasferire fino a 140 milioni di dollari annui di costi sui ratepayer PJM. Moltiplicare questo effetto per decine di accordi analoghi in tutto il territorio PJM produce un problema politico che nessun regolatore può ignorare.
La soluzione front of the meter adottata infine da Talen e Amazon è più ordinata dal punto di vista regolatorio, ma meno redditizia per il produttore: l’energia entra in rete al prezzo di mercato, non al premium che un accordo diretto garantirebbe. La tesi del “nucleare come commodity premium per l’AI” non scompare, ma si complica.
Cosa cambia per chi ha posizioni nel settore
La struttura di lungo periodo rimane intatta: la domanda di energia pulita e continua crescerà, il nucleare esistente è in una posizione competitiva difficilmente replicabile nel breve termine, e i prezzi dell’energia nei mercati all’ingrosso beneficeranno comunque di questa dinamica. Ma il percorso verso la monetizzazione di quel vantaggio competitivo è diventato più lungo, più incerto e soggetto a contestazioni legali e regolamentari.
Per Constellation, Vistra e gli altri operatori nucleari, il modello da perseguire sarà probabilmente ibrido: una parte della produzione venduta attraverso PPA diretti approvati dalla FERC con struttura front-of-meter, una parte venduta nei mercati all’ingrosso beneficiando dei prezzi elevati indotti dalla domanda AI, e una parte destinata a nuovi accordi di co-location costruiti rispettando i vincoli regolatori che la FERC sta progressivamente definendo. Più complesso, meno brillante come narrativa di borsa, ma probabilmente più solido come modello industriale.
Oklo e gli altri sviluppatori di reattori di piccola taglia (SMR) si trovano in una posizione parzialmente diversa: non hanno ancora capacità installata da difendere nei mercati regolati, e possono costruire i propri modelli commerciali fin dall’inizio tenendo conto di questo quadro normativo. È un vantaggio non trascurabile rispetto agli operatori legacy che devono rinegoziare accordi già in essere.
Venerdì è stata una seduta difficile. Non è stata, tuttavia, la fine della tesi nucleare.
Il presente articolo non costituisce sollecitazione all’investimento né consulenza finanziaria. L’autore detiene posizioni long in Constellation Energy (CEG) e in titoli del settore nucleare tra cui Oklo (OKLO). I mercati finanziari comportano rischi significativi di perdita del capitale. Leggere il DISCLAIMER.
19/03/26 La geotermia sfugge alla scure di Trump sulle rinnovabili e prepara l’IPO di Fervo Energy
Tim Latimer è uno dei pochi amministratori delegati del settore dell’energia pulita che in questo momento si può permettere di stare tranquillo. La sua azienda, Fervo Energy, opera nell’unico segmento delle rinnovabili che l’amministrazione Trump ha scelto di non colpire — e lo fa proprio nel momento in cui i grandi hyperscaler sono disposti a pagare qualsiasi prezzo pur di assicurarsi elettricità continua e a basse emissioni per i loro data center. Le condizioni sono abbastanza favorevoli da spingere Fervo a puntare a una quotazione in borsa entro la fine dell’anno.

Perché la geotermia è immune alla crociata anti-rinnovabili
Le azioni del settore nucleare sono salite significativamente nell’ultimo anno. Lo stesso vale per Ormat Technologies, il principale operatore geotermico tradizionale quotato in borsa. Entrambi beneficiano della stessa narrativa: energia pulita e continua, senza dipendenza dal sole o dal vento. L’IPO di Fervo — che secondo fonti vicine all’azienda punta a una valutazione tra i 2 e i 3 miliardi di dollari — scommette che quell’entusiasmo possa estendersi a una società relativamente giovane in un settore che vale ancora appena lo 0,3% della generazione elettrica mondiale.
Il primo giorno del suo secondo mandato, Trump ha dichiarato un’emergenza energetica nazionale, citando esplicitamente la geotermia — insieme ai combustibili fossili e al nucleare — come parte della soluzione. Le agevolazioni fiscali per la geotermia sono rimaste intatte, a differenza di quelle per l’eolico e il solare. Quella scelta politica non è casuale: la geotermia si presta al frame della sicurezza energetica nazionale, non si vede e non disturba nessun paesaggio, e ha radici tecnologiche nell’industria petrolifera e del gas.
Come funziona la geotermia avanzata di Fervo
La geotermia tradizionale funziona dove la natura lo consente: Islanda, Giappone, California, alcune zone dell’Africa orientale. Bisogna trovare contemporaneamente calore, acqua e permeabilità del sottosuolo — una combinazione rara. Un operatore può spendere milioni di dollari in perforazioni per scoprire che non c’è vapore sufficiente. Vale la pena ricordare, en passant, che l’Italia è stata in questo senso un precursore mondiale: l’impianto geotermico di Larderello, in Toscana, è in funzione dal 1913 ed è tuttora uno dei più grandi al mondo. Siamo stati i primi, e poi ci siamo dimenticati di esserlo.
Fervo ha proposto di risolvere il problema della permeabilità applicando alla geotermia le tecniche di perforazione orizzontale che hanno trasformato gli Stati Uniti nel maggiore produttore mondiale di petrolio: la stessa logica della fratturazione idraulica (fracking), applicata non per estrarre idrocarburi ma per creare artificialmente la permeabilità necessaria. Si perforano due pozzi e si collegano in profondità; si inietta acqua fredda ad alta pressione nel primo pozzo, l’acqua assorbe il calore della roccia e risale dal secondo come acqua calda, azionando poi turbine in superficie.
Il Dipartimento dell’Energia stima che la geotermia avanzata negli Stati Uniti potrebbe arrivare a 120 gigawatt di capacità installata — abbastanza per alimentare circa 100 milioni di abitazioni.

Il progetto Utah e i numeri che contano
Il banco di prova principale di Fervo è Cape Station, un impianto in costruzione nei pressi di Milford, nello Utah. Il sito operava con circa 400 lavoratori al momento di una visita del giornalista di Bloomberg nell’ottobre scorso: scienziati che esaminano campioni di roccia, squadre che cambiano punte da perforazione usurate, tre piattaforme di pozzo ciascuna destinata a ospitare otto pozzi nella prima fase. L’impianto pilota in Nevada — che alimenta un data center di Google — è già operativo dal 2023.
Sul fronte dei costi, Fervo riporta progressi significativi. Le punte da perforazione del primo pozzo in Nevada duravano circa 60 metri; le versioni più recenti in Utah arrivano a 600 metri. Il costo di perforazione di un pozzo verticale di monitoraggio è sceso da 13 milioni a circa 3 milioni di dollari. L’azienda ha inoltre annunciato giovedì un pacchetto di debito da 421 milioni di dollari per completare la prima fase dello Utah.
Parallelamente, Fervo ha investito massicciamente in acquisizioni fondiarie fin dalla sua prima raccolta di capitali: circa il 30% della Serie A da 11 milioni di dollari è andato in affitti di terreni, replicando la logica dei wildcatter petroliferi. Ha accumulato oltre 240.000 ettari, principalmente nell’ovest degli Stati Uniti. I prezzi pubblici dei terreni geotermici sono saliti del 282% nel 2025.

I rischi che un investitore non può ignorare
Il principale rischio tecnico è il thermal decline: nel tempo, le rocce attorno alle fratture si raffreddano, la produzione di energia scende e occorre perforare nuovi pozzi. I dati del pilota in Nevada mostrano un declino termico contenuto, ma l’impianto è piccolo e i dati disponibili sono ancora scarsi. Come ha osservato un partner di Boston Consulting Group, nessun impianto di geotermia avanzata ha operato abbastanza a lungo da sapere con certezza ogni quanto si debbano ridiscendere a perforare.
C’è poi la questione delle acque: i sistemi di geotermia avanzata possono disperdere fino al 20% dell’acqua nelle rocce porose — un tema sensibile nell’arido Ovest americano. Fervo sostiene di utilizzare acqua salmastra non potabile e di aspettarsi tassi di recupero crescenti. Non è una risposta definitiva, ma è pragmatica.
Il rischio sismico è quello che ha più capacità di danneggiare il consenso pubblico. Studi documentati registrano microsismi durante esperimenti di geotermia avanzata. Il caso più grave è quello della Corea del Sud nel 2017, dove un sistema ha causato danni materiali e 135 feriti. Fervo dichiara di seguire le linee guida del Dipartimento dell’Energia per mitigare il rischio. Ma come ha detto lo stesso Latimer: il problema non è tanto il rischio reale quanto la percezione pubblica. “Non vuoi diventare il prossimo nucleare e ritrovarti con il NIMBY.”
L’IPO: cosa aspettarsi
Fervo è sostenuta da Breakthrough Energy Ventures (Bill Gates), da una società precedentemente guidata dall’attuale Segretario all’Energia Chris Wright, e da altri investitori istituzionali. La competizione nel settore si sta intensificando: Quaise Energy e Mazama Energy (entrambe finanziate da Vinod Khosla) puntano a perforare più in profondità e a temperature più alte; Occidental Petroleum e SLB stanno investendo nel settore attraverso i loro bilanci da grandi corporate.
Sul mercato, il prezzo medio dei contratti di acquisto per la geotermia è salito da 60–70 dollari per megawattora di qualche anno fa a livelli significativamente più alti oggi. Ormat, l’operatore tradizionale quotato, ha registrato una performance forte nell’ultimo anno. Il mercato è disposto a pagare per la firm power.
La domanda per l’IPO di Fervo è semplice: è disposto a farlo anche per una società che ha un solo pilota operativo e un grande impianto ancora in costruzione? La risposta dipenderà in larga misura da quanto i dati di Cape Station riusciranno a essere convincenti entro la finestra di quotazione.
Come indicato nel disclaimer del blog, i contenuti di questo articolo hanno finalità esclusivamente informative e non costituiscono sollecitazione all’investimento né consulenza finanziaria personalizzata. Prima di effettuare qualsiasi operazione è necessario leggere attentamente il disclaimer.
18/03/26 Il titolo Oklo scende dopo gli utili. Perché Wall Street non ha ancora perso la fiducia nella startup nucleare.

Fonte
Barron’s — “Oklo Stock Dips After Earnings. Why the Nuclear Start-Up Still Has Wall Street’s Support.”
Mackenzie Tatananni · 18 marzo 2026 · Traduzione e commento a cura dell’autore con il supporto di Claude (Anthropic)
Nota dell’autore
L’articolo che segue è una traduzione commentata del pezzo di Barron’s pubblicato il 18 marzo 2026 su Oklo (OKLO) e la sua trimestrale. I commenti editoriali sono chiaramente segnalati. Conflitti di interesse dichiarati: sono long su OKLO e su altri titoli del settore nucleare.
Il titolo Oklo (OKLO) è scivolato in territorio negativo dall’inizio dell’anno dopo una corsa straordinaria nei dodici mesi precedenti. I risultati del quarto trimestre mostrano che la società ha ancora molta strada da percorrere verso la redditività. Eppure Wall Street non ha ancora perso la fiducia.
La startup nucleare ha fatto “solidi progressi su tutti i fronti” nell’ultimo trimestre, ha sostenuto mercoledì l’analista di Citi Research Vikram Bagri, che ha mantenuto il rating Neutral tagliando però il prezzo obiettivo da 95 a 73,50 dollari. La nuova stima riflette proiezioni più elevate per le spese in conto capitale e i costi operativi nel 2026: Oklo ha comunicato martedì di attendersi un impiego tra 350 e 450 milioni di dollari in attività di investimento. Nonostante il taglio, il nuovo target implica ancora un potenziale di rialzo superiore al 24% dai livelli attuali. Il titolo cedeva il 2,5% a 59,02 dollari mercoledì.
Le perdite continue nel quarto trimestre non hanno sorpreso — del resto Oklo non ha ancora generato ricavi dai propri prodotti — ma c’è stato uno sviluppo positivo di rilievo: la società ha ottenuto la sua prima licenza dalla Nuclear Revenue Commission. La licenza si applica specificamente ad Atomic Alchemy, una sussidiaria interamente controllata che si occupa della produzione di isotopi radioattivi. Non è l’approvazione che gli investitori attendevano con più ansia — quella per i reattori a fissione rapida resta ancora da ottenere — ma apre una nuova linea di ricavi in un’azienda che fino ad ora non ne ha generata alcuna.
Dopo un’offerta at-the-market da 1,5 miliardi di dollari a gennaio, la società è “molto ben capitalizzata” e prevede di generare i primi ricavi dagli isotopi nel corso di quest’anno, ha sottolineato Bagri.
Parlando agli investitori nella call sugli utili di martedì, il CEO Jacob DeWitte ha definito il 2025 un anno di importante esecuzione operativa per Oklo, evidenziando anche il mutato contesto regolatorio come fattore favorevole.
“Il contesto normativo si è trasformato da un lieve vento di coda a un vento di coda molto forte per il settore nucleare, e Oklo è posizionata per muoversi in questo ambiente”, ha dichiarato DeWitte.
La società ha confermato l’obiettivo di dispiegamento del primo reattore entro la fine del 2027 o il 2028. Oklo è stata inoltre selezionata per un’iniziativa del Dipartimento dell’Energia americana che punta ad avere almeno tre reattori di prova operativi presso i laboratori nazionali entro luglio 2026. Martedì la società ha comunicato di aver firmato un accordo con il Dipartimento a supporto della progettazione, costruzione e gestione del primo reattore presso l’Idaho National Laboratory nell’ambito del cosiddetto Reactor Pilot Program.
Bagri rimane per ora in posizione di attesa, ma il suo commento è cautamente ottimista. L’analista ha evidenziato che Oklo ha già acquisito il combustibile per il suo primo impianto nucleare e dispone di liquidità sufficiente per attraversare il processo di revisione regolamentare senza ricorrere a capitale esterno.
Bagri ha anche messo in rilievo l’accordo di Oklo con Meta Platforms per lo sviluppo di un campus da 1,2 gigawatt in Ohio, che include l’impegno dell’hyperscaler a prepagare la fornitura di energia nucleare. Oklo utilizzerà i fondi di Meta per garantirsi il combustibile per i propri reattori. La società considera l’accordo un’operazione “anchor” — un’ancora — che fornisce un framework per le trattative con altri potenziali clienti. I primi 150 megawatt di potenza sono previsti per circa il 2030.
Nonostante la “forte execution” degli ultimi mesi, Bagri non modifica ancora il rating. L’analista osserva che la società sta esplorando più strade per raccogliere capitale, ma un accordo vincolante di power purchase agreement “potrebbe ancora essere a un anno o più di distanza, il che potrebbe limitare il finanziamento di progetto”.
Altrove su Wall Street, l’analista di Needham Sean Milligan ha quasi dimezzato il proprio prezzo obiettivo, portandolo da 135 a 73 dollari, pur mantenendo il rating Buy. Milligan attribuisce il taglio a un multiplo di valutazione più basso e a aspettative ridotte per il dispiegamento degli anni più lontani. Il Buy rimane comunque un endorsement deciso per una società in fase iniziale che non ha ancora ricavi.
Il sentiment più ampio di Wall Street rimane favorevole: delle 22 società seguite da FactSet, 14 hanno un rating Buy o Overweight su Oklo, 7 Hold e soltanto 1 Sell. Il prezzo obiettivo medio è di 101,03 dollari.
DISCLAIMER — Questo articolo ha finalità esclusivamente informative e non costituisce consulenza finanziaria, sollecitazione all’investimento né raccomandazione personalizzata. Le opinioni espresse sono dell’autore. Investire comporta rischi, inclusa la possibile perdita del capitale. Prima di prendere qualsiasi decisione finanziaria, consultare un professionista abilitato.
17/03/26 Oklo ottiene la prima licenza NRC prima dei risultati trimestrali: cosa significa per il titolo nucleare

Mi chiamo Claude, sono un assistente AI sviluppato da Anthropic. Ho tradotto questo articolo di Mackenzie Tatananni (Barron’s, 17 marzo 2026) e ho inserito alcune mie valutazioni. Dichiaro un conflitto di interesse rilevante: Meta Platforms, citata nell’articolo come partner di Oklo, è un concorrente diretto di Anthropic nel settore dell’intelligenza artificiale.
Di Mackenzie Tatananni — Barron’s, 17 marzo 2026 · Traduzione e commento: Claude (Anthropic)
Il percorso verso la redditività di Oklo è stato oggetto di scrutinio da parte degli investitori in attesa di aggiornamenti sul fronte regolatorio. Martedì ne è arrivato uno.
La startup nucleare ha annunciato di aver ottenuto la sua prima licenza dalla Nuclear Regulatory Commission, l’agenzia federale che sovrintende all’uso civile dei materiali radioattivi.
C’è però un caveat: la licenza riguarda Atomic Alchemy, una controllata interamente acquisita da Oklo nel 2025. La licenza consente ad Atomic Alchemy di maneggiare, processare e distribuire isotopi, che possono essere estratti dal combustibile nucleare esaurito e applicati alla diagnosi e al trattamento di alcune malattie.
La licenza consente ad Atomic Alchemy di avviare le prime vendite commerciali dal suo laboratorio di radiochimica in Idaho, introducendo un nuovo flusso di ricavi per l’azienda, che si trova ancora nella fase pre-revenue.
Non è necessariamente la licenza che Wall Street attendeva con maggiore impazienza: i reattori veloci avanzati di Oklo sono ancora in attesa di approvazione da parte dell’NRC. Fino ad allora la società non potrà vendere elettricità né generare i ricavi principali del suo modello di business.
Ciononostante, come ha sottolineato Oklo martedì, la licenza rappresenta un passo dalla fase di progettazione e pianificazione all’esecuzione concreta. Contribuisce inoltre a legittimare il modello di business della società mentre l’azienda conferma l’obiettivo di produzione commerciale di energia entro il 2028.
Separatamente, Oklo ha annunciato un accordo con il Dipartimento dell’Energia per supportare la progettazione, costruzione e operatività del suo primo reattore presso l’Idaho National Laboratory nell’ambito del programma Reactor Pilot Program del dipartimento.
Oklo ha stretto una partnership con Meta Platforms per costruire un campus nucleare nel sud-est dell’Ohio, che gli analisti di BofA Securities hanno descritto come «una delle poche partnership ferme e vincolanti oggi esistenti» per Oklo e per l’intero settore nucleare.
La startup pubblicherà i risultati trimestrali dopo la chiusura dei mercati martedì. Il titolo è salito del 4,6% nel pre-mercato.
Nota di Claude — non parte dell’articolo originale
La notizia va letta con la giusta prospettiva. Oklo è una società che non ha ancora un centesimo di ricavi dal suo core business — i reattori nucleari avanzati — e non li avrà prima del 2027-2028 nella migliore delle ipotesi. La licenza ottenuta oggi riguarda una controllata che vende isotopi medici: è un business reale, ma è marginale rispetto alla tesi di investimento principale.
Il valore della notizia è però soprattutto simbolico: dimostra che Oklo sa ottenere licenze dall’NRC, l’agenzia regolatoria più esigente al mondo in materia nucleare. Il percorso regolatorio dei reattori avanzati è lungo e incerto — la prima domanda di licenza di Oklo era stata respinta nel 2022 — e ogni segnale di capacità esecutiva conta.
La partnership con Meta per il campus nucleare in Ohio rimane il catalizzatore più concreto: un’azienda con la capitalizzazione e la credibilità di Meta che si impegna contrattualmente con Oklo è una validazione difficile da ignorare. I data center AI consumano quantità enormi di energia, e il nucleare è l’unica fonte che combina densità energetica, continuità e zero emissioni. La domanda non è se il nucleare servirà all’AI — è chi riuscirà a costruirlo in tempo.
Come precisato nel DISCLAIMER del mio blog, i contenuti hanno finalità esclusivamente informative e non costituiscono sollecitazione all’investimento né consulenza finanziaria. Le valutazioni presenti in questo articolo — le note di commento firmate Claude (Anthropic) — sono elaborate autonomamente da un sistema di intelligenza artificiale e rappresentano farina del suo sacco: non sono revisionate né avallate dall’autore del blog, e non devono essere intese come raccomandazioni operative.
Testo originale © Barron’s, Mackenzie Tatananni, 17 marzo 2026 · Traduzione italiana e note: Claude (Anthropic) · Solo uso informativo
04/03/26 TerraPower sostenuta da Bill Gates vince l’approvazione degli Stati Uniti per un reattore nucleare avanzato
Bloomberg
TerraPower LLC, una società di energia nucleare sostenuta dal miliardario Bill Gates, ha ricevuto l’approvazione per costruire la prima centrale commerciale d’America utilizzando la next-generation reactor technology (tecnologia dei reattori di prossima generazione).
L’azienda ha broke ground (avviato i lavori di scavo) sulle parti non nucleari del progetto nel Wyoming nel 2024, e mercoledì è stato concesso un construction permit (permesso di costruzione) per il suo reattore Natrium dalla Nuclear Regulatory Commission (Commissione di Regolamentazione Nucleare).
TerraPower è all’avanguardia delle startups (nuove imprese innovative) nucleari che gareggiano per costruire reattori per aiutare a rifornire i data centers (centri di elaborazione dati) assetati di energia, così come le grids (reti elettriche) messe a dura prova dal tempo estremo e dalla crescente domanda elettrica. L’azienda si aspetta che l’impianto del Wyoming entri in servizio nel 2031, e vede la domanda accelerare rapidamente mentre i costi diminuiscono.
“Dobbiamo mostrare che il decimo sarà a metà del costo del primo”, ha detto il Chief Executive Officer (Amministratore Delegato) Chris Levesque in un’intervista. “Pianifichiamo di consegnarne 10 o più a livello internazionale nel 2035”.
Mentre le centrali nucleari convenzionali sono raffreddate con acqua, TerraPower e altre società stanno sviluppando advanced reactors (reattori avanzati) che usano diversi tipi di coolant (refrigerante). Il 345-megawatt Natrium design(progetto Natrium da 345 megawatt) usa molten salt (sale fuso) come materiale di raffreddamento, ed è circa un terzo della dimensione delle centrali standard in servizio ora che tipicamente hanno circa 1,000 megawatts of capacity(capacità di 1.000 megawatt).
È il primo reattore commerciale approvato per la costruzione dalla Nuclear Regulatory Commission in quasi un decennio. Il Presidente Donald Trump ha dato il suo peso dietro l’accelerazione della costruzione di centrali elettriche nucleari. Un executive order (ordine esecutivo) che ha firmato a maggio ha ordinato un revamp (ristrutturazione o ammodernamento) della commissione, sostenendo che fosse diventata troppo risk averse (avversa al rischio). L’ordine stabilisce una scadenza di 18 mesi affinché i permessi siano approvati per la costruzione e l’operatività di nuovi reattori.
“Questo è uno storico passo avanti per l’energia nucleare avanzata negli Stati Uniti e riflette il nostro impegno nel fornire decisioni tempestive e prevedibili basate su una rigorosa e indipendente safety review (revisione della sicurezza)”, ha detto il Presidente della NRC Ho Nieh in una dichiarazione.
Altre due società che perseguono la tecnologia dei reattori avanzati hanno già vinto l’approvazione per sistemi più piccoli, ma TerraPower è la prima con il permesso di costruire una centrale commerciale a grandezza naturale.
Kairos Power LLC sta sviluppando un demonstration system (sistema dimostrativo) da 50 megawatt nel Tennessee, e pianifica di vendere l’energia alla Tennessee Valley Authority per aiutare a gestire i data centers di proprietà della Google di Alphabet Inc. Natura Resources LLC sta costruendo un reattore da 1 megawatt presso la Abilene Christian University in Texas che potrebbe essere completato quest’anno.
Ciao, sono Gemini! È davvero interessante notare come il settore nucleare stia passando da “promessa tecnologica” a realtà industriale concreta. Se guardiamo la cosa con gli occhi di un investitore, il tempismo sembra perfetto. La fame di energia dei data center per l’IA è un motore di crescita senza precedenti e queste aziende stanno offrendo l’unica soluzione capace di fornire energia “baseload” (costante) e pulita su larga scala.
Le prospettive che vedo sono molto solide per chi ha un orizzonte temporale di lungo periodo. Il fatto che il governo USA stia forzando la mano alla NRC per tagliare i tempi burocratici è un segnale enorme: riduce il rischio normativo, che è sempre stato il “killer” dei progetti nucleari. Se TerraPower riesce a rispettare la tabella di marcia del 2031 e a dimostrare la scalabilità (quella famosa riduzione dei costi dal primo al decimo reattore), potremmo essere all’inizio di un super-ciclo energetico. Il consiglio per un investitore? Tenere d’occhio non solo chi costruisce i reattori, ma anche chi gestisce le reti e chi fornisce le tecnologie di raffreddamento come i sali fusi, perché lì si giocherà la partita dell’efficienza.
24/02/26 Barron’s: Il titolo BWX Technologies balza. Il suo business nel nucleare è in crescita.
Punti chiave:
- BWX Technologies è un fornitore di tecnologia nucleare per l’esercito, la NASA e le utility commerciali.
- La società ha emesso una previsione per il 2026 superiore alle attese, proiettando vendite per 3,75 miliardi di dollari, un aumento del 16% su base annua.
- All’inizio della settimana, il titolo BWXT era in rialzo del 104% negli ultimi 12 mesi.
La tecnologia nucleare è di nuovo un business in crescita. Le azioni di BWX Technologies, fornitore di tecnologia nucleare per le forze armate, la NASA e le utility commerciali, sono salite dopo aver pubblicato forti utili per il quarto trimestre e prospettive per il 2026 migliori del previsto.
Lunedì sera, BWX Technologies ha annunciato utili per azione nel quarto trimestre di 1,08 dollari su vendite per 885,6 milioni di dollari. Wall Street cercava utili per azione di 89 centesimi da vendite per 838 milioni di dollari. Un anno fa, BWX aveva riportato utili per azione di 92 centesimi da vendite per 746 milioni di dollari.
“Nel nostro decimo anno come società pubblica indipendente, il 2025 è stato monumentale per BWXT poiché abbiamo ampliato la nostra offerta di servizi e prodotti con due acquisizioni e ottenuto importanti premi ad alto valore in entrambi i segmenti, Governativo e Commerciale, guidando una crescita del portafoglio ordini (backlog) del 50%”, ha dichiarato il CEO Rex Geveden in un comunicato stampa.
Nel 2015, Babcock & Wilcox si è divisa in due società: una focalizzata sulla tecnologia per l’energia nucleare e un’altra sulla generazione di energia commerciale.
Per il 2026, il management di BWX Technologies si aspetta utili per azione compresi tra 4,55 e 4,70 dollari su vendite per 3,75 miliardi di dollari. Wall Street prevede utili per azione di 4,30 dollari da vendite per 3,7 miliardi di dollari, in crescita del 16% anno su anno.
Il titolo BWX Technologies è salito quasi del 9% nelle contrattazioni pre-market, ma i guadagni sono svaniti, lasciando le azioni in rialzo del 2,8% a 203,64 dollari, mentre l’S&P 500 era in calo dello 0,2% e il Dow Jones Industrial Average era in rialzo dello 0,4%.
La forte reazione agli utili arriva con un titolo già forte. All’inizio della settimana, l’azione BWXT era salita del 104% negli ultimi 12 mesi, portando le azioni a scambiare a circa 47 volte gli utili stimati per il 2026, secondo FactSet. Gli investitori credono che il business nucleare dell’azienda crescerà più velocemente in futuro. Tale convinzione sembra giustificata.
13/02/26 Bloomberg: La società nucleare sostenuta da Amazon ottiene l’approvazione per il combustibile per reattori

Machine translated from English to Italian.
X-Energy Reactor Co., un’azienda nucleare avanzata sostenuta da Amazon.com Inc., ha ricevuto l’approvazione federale per produrre combustibile all’uranio per reattori avanzati, la prima nuova licenza di questo tipo in oltre 50 anni.
L’unità Triso-X dell’azienda sta già costruendo il suo primo impianto e prevede di iniziare a produrre combustibile nel 2028. La licenza della Nuclear Regulatory Commission rilasciata venerdì autorizza l’azienda a costruire due impianti di produzione nel sito di Oak Ridge, nel Tennessee.
X-Energy fa parte di un gruppo di aziende che stanno sviluppando la tecnologia dei reattori di nuova generazione, inclusi nuovi tipi di combustibile. Il sito del Tennessee fornirà i cosiddetti pellet Triso, ovvero sfere di uranio isotropiche tristrutturali delle dimensioni di un seme di papavero, che bruciano a temperature più elevate e più a lungo del combustibile convenzionale.
I pellet Triso vengono trasformati in capsule o sfere più grandi che si prevede alimenteranno molti dei nuovi progetti di reattori, utilizzando una forma più potente di uranio chiamata HALEU.
— With assistance from Ari Natter
11/02/26 Barron’s: Solstice si prepara per l’impennata dell’energia nucleare. Il titolo è in rialzo.
Di Al Root 10 febbraio 2026, 17:05 EST
Il business del nucleare è in pieno boom, il che rappresenta un’opportunità per un ristretto numero di aziende.
Martedì sera, Solstice Advanced Materials (SOLS) ha dichiarato di voler espandere la produzione di esafluoruro di uranio a “oltre 10 chilotonnellate” all’anno, un incremento di circa il 20% rispetto all’output del 2024.
L’esafluoruro di uranio è un prodotto intermedio tra il minerale di uranio e le fuel pellets (pastiglie di combustibile nucleare). Solo poche aziende sono in grado di produrlo, tra cui Solstice e la canadese Cameco (CCO). La capacità globale è stimata in circa 60 chilotonnellate, includendo Cina e Russia.
La domanda è in aumento perché si stanno costruendo più centrali nucleari. Sebbene oggi siano operativi oltre 400 reattori in tutto il mondo, tale numero dovrebbe salire a circa 600 nei prossimi anni.
Ciò si tradurrebbe in un incremento degli affari per Solstice, una dinamica che sta guidando le sue decisioni di investimento. L’entità del capitale investito nell’espansione non è stata inclusa nel comunicato stampa.
Il titolo Solstice è salito dello 0,3% nelle contrattazioni after-hours a $64. Le azioni erano scese dell’1,3% durante la sessione regolare, mentre l’S&P 500 è calato dello 0,3% e il Dow Jones Industrial Average è salito dello 0,1%.
Le azioni di Solstice, uno spinoff di Honeywell International (HON), sono state toniche ultimamente. Hanno iniziato a fare trading in ottobre, pochi giorni prima che la separazione diventasse ufficiale. All’epoca, il titolo Solstice quotava nella fascia alta dei 40 dollari. Alla chiusura di martedì, il titolo era in rialzo del 31% year to date (dall’inizio dell’anno).
Il primo earnings report della società come entità indipendente, relativo al quarto trimestre, sarà pubblicato mercoledì.
Wall Street si aspetta un Ebitda (utile prima degli interessi, delle imposte, del deprezzamento e degli ammortamenti) di circa 181 milioni di dollari, secondo Bloomberg. Per il 2026, Wall Street stima un Ebitda di 1 miliardo di dollari.
09/02/26 Barron’s: Il settore nucleare è pronto per la sua più grande IPO degli ultimi anni
DaAvi SalzmanSegui
Punti chiave
A proposito di questo riepilogo
- Holtec International, una società di energia nucleare, ha depositato confidenzialmente presso la SEC per rendere pubblica, valutando potenzialmente la società a oltre 10 miliardi di dollari.
- Holtec, con un reddito annuo superiore a 500 milioni di dollari, si sta espandendo dallo stoccaggio delle scorie nucleari e dalla disattivazione dell’impianto alla costruzione e alla gestione delle proprie centrali nucleari.
- La società è vicina alla riapertura del reattore Palisades nel Michigan e prevede di aggiungere due piccoli reattori nucleari nel sito, con il sostegno di sovvenzioni federali.
Holtec International, una società di energia nucleare che è sul punto di riaprire un reattore chiuso nel Michigan, ha depositato in modo confidenziale con la SEC per rendere pubblico. Potrebbe essere una delle più grandi IPO nell’industria nucleare degli ultimi anni, probabilmente valutata oltre 10 miliardi di dollari.
Holtec, con sede in Florida, produce attrezzature per immagazzinare scorie nucleari e smantellare le centrali nucleari esistenti. Il suo reddito annuo è di oltre 500 milioni di dollari, ha detto l’anno scorso una persona che ha familiarità con le sue finanze. La notizia sull’IPO è stata riportata in precedenza da Axios.
Barron’s ha riferito l’anno scorso che il CEO Krishna Singh aveva intenzione di pubblicizzare la società quest’anno. Singh disse all’epoca che mirava a vendere circa il 20% delle azioni della società al pubblico.
Ora Holtec sta aggiungendo una nuova linea di business oltre alle sue operazioni di disattivazione e rifiuti nucleari: prevede di costruire e potenzialmente gestire i propri impianti, a partire dal reattore del Michigan.
Quell’ impianto è conosciuto come Palisades e si trova appena al largo del lago Michigan. È stato chiuso nel 2022 e venduto a Holtec, che avrebbe dovuto decostruire gli edifici e immagazzinare le scorie nucleari. Ma i funzionari statali e federali hanno chiesto a Holtec di far funzionare di nuovo il reattore, perché volevano l’affidabile potenza priva di carbonio dell’impianto.
Holtec è ora sul punto di riaprire Palisades, con il sostegno finanziario dei governi statali e federali. Un rappresentante dell’azienda ha detto che è probabile che l’impianto apra nella prima metà dell’anno.
Holtec ha anche un progetto per il proprio piccolo reattore nucleare e sta tentando di ottenere l’approvazione per posizionare due dei piccoli reattori nel sito di Palisades. L’amministrazione Trump selezionato Holtec per una sovvenzioneper costruire quei reattori. Non ci sono ancora piccoli reattori negli Stati Uniti, ma dozzine di aziende stanno cercando di farli approvare e localizzare.
Scrivi ad Avi Salzman all’indirizzo avi.salzman@barrons.com
03/02/26 Una startup di Fusion raccoglie fondi per costruire centrali elettriche delle dimensioni di un desktop
Avalanche Energy vuole utilizzare questa tecnologia per alimentare satelliti e droni, anche se è ancora lontana dalla realizzazione di un prototipo commerciale.

By Will Wade
Takeaways by Bloomberg AIHide
- Avalanche Energy Inc. has raised $29 million to develop small reactors that can power satellites, underwater drones and remote bases.
- The company is pursuing magneto-electrostatic fusion, an approach that uses powerful magnets and high voltage to confine a cloud of plasma, and expects its first product to be ready in the early 2030s.
- Avalanche’s reactor is designed to deliver up to 100 kilowatts of power from a system about 1 meter wide and 2 meters long, with a larger system aimed at data center operators also in development.
Machine translated from English to Italian.
La startup di fusione Avalanche Energy Inc. ha raccolto 29 milioni di dollari per sviluppare reattori sufficientemente piccoli da poter essere posizionati su una scrivania e che, si spera, un giorno potranno alimentare satelliti, droni sottomarini e basi remote.
Il round di finanziamento, che ha registrato un’offerta superiore alle richieste, è stato guidato da RA Capital Management, a cui si sono uniti il nuovo investitore Overlay Capital e i sostenitori esistenti Congruent Ventures e Lowercarbon Capital.BloombergGreen
- Australia’s World-Leading Solar Drives Residential Battery Boom
- Siemens Energy to Invest $1 Billion in US to Tap Power Boom
- Why Hospitals Are Phasing Out a Popular Operating Room Anesthetic
- Top Indian Solar Panel Maker Sees US Trade Deal Reviving Exports
La fusione offre la promessa di energia abbondante e pulita, ma gli ostacoli tecnici e ingegneristici rimangono scoraggianti, in particolare per costruire reattori su scala così ridotta. Sebbene il round di finanziamento sia modesto, è un altro segnale che gli investitori sono disposti a investire in questa tecnologia ancora poco conosciuta . Il settore ha attirato oltre 9,7 miliardi di dollari, secondo la Fusion Industry Association. Rapporto 2025, inclusi 2,6 miliardi di dollari investiti nei 12 mesi che terminano a giugno 2025.
Aziende come Avalanche affermano di fare progressi costanti nello sviluppo di sistemi che sfruttino l’energia creata dalla fusione degli atomi – la stessa reazione che avviene nelle stelle – ma nessuna ha ancora dimostrato con successo la fattibilità di un sistema commerciale. L’amministratore delegato di Avalanche, Robin Langtry, ha affermato che l’interesse degli investitori per la tecnologia è trainato dall’aumento dei consumi di elettricità, soprattutto da parte dei data center.
“Nei prossimi anni assisteremo a una carenza di energia”, ha affermato.

Avalanche sta sperimentando la fusione magneto-elettrostatica, un approccio che utilizza potenti magneti e alta tensione per confinare una nube di plasma. Esistono barriere tecniche che rendono difficile l’applicazione su larga scala della tecnologia alle grandi centrali elettriche, sebbene Langtry abbia affermato che il progetto è adatto alla produzione di massa in fabbrica, una strategia che alla fine ridurrà i costi.
Inizialmente, la startup si concentrerà su applicazioni specifiche che non richiedono grandi quantità di energia, ma sono disposte a pagare un sovrapprezzo per avere energia pulita disponibile 24 ore su 24 e che non richiede rifornimenti frequenti. Tra queste rientrano basi militari remote, missioni di soccorso in caso di calamità ed esplorazione spaziale.
Avalanche prevede che il suo primo prodotto sarà pronto all’inizio degli anni ’30. Il reattore è progettato per fornire fino a 100 kilowatt di potenza, sufficienti per più di 50 abitazioni, da un sistema largo circa 1 metro e lungo 2 metri. L’azienda sta anche sviluppando un sistema più grande, con una capacità di circa 50 megawatt, destinato agli operatori di data center che potrebbero distribuire le unità in cluster.
Gli ultimi mesi hanno visto una serie di accordi di fusione. Tra questi, l’annuncio del mese scorso che General Fusion Inc. sta pianificando di quotarsi in borsa attraverso una fusione con una società di assegni in bianco, e la notizia di dicembre che Trump Media & Technology Group Corp., la società dietro Truth Social, si sarebbe fusa con lo sviluppatore di soluzioni di fusione TAE Technologies Inc.
23/01/26 Barron’s: Due società energetiche sostenute da Jeff Bezos e Bill Gates cercano di andare in borsa.
DaAvi SalzmanSegui
Project Red di Fervo Energy, nel nord del Nevada. (CORTESIA FERVO)
Punti chiave
A proposito di questo riepilogo
- Fervo, una società di energia geotermica, ha presentato una dichiarazione di riservatezza per l’IPO dopo aver raccolto 462 milioni di dollari in finanziamenti di serie E a dicembre.
- General Fusion, una società di fusione nucleare sostenuta da Jeff Bezos, sarà pubblica attraverso una fusione SPAC, con l’obiettivo di raccogliere 335 milioni di dollari.
- L’energia geotermica offre energia affidabile e costante, mentre la fusione nucleare, sebbene promettente, è considerata almeno 10 anni dalla redditività commerciale.
Due nuove società energetiche hanno appena presentato documenti per rquotarsi, dando agli investitori la possibilità di acquistare tendenze che potrebbero rimodellare la generazione di elettricità nel prossimo decennio, se funzionano.
Fervo, una società di energia geotermica che genera elettricità dal calore sotterraneo, ha depositato in modo confidenziale presso la SEC il prospetto per l’IPO, secondo Axios . E General Fusion, una società nucleare di nuova generazione sostenuta da Jeff Bezos, ha accettato di quotarsi attraverso una fusione con una società di acquisizione speciale, o SPAC.
Fervo è una delle società di energia pulita più discusse nei mercati privati e ha appena raccolto 462 milioni di dollari in una raccolta fondi di serie E a dicembre. Il suo principale investitore in quel round era B Capital, avviato dal cofondatore di Facebook Eduardo Saverin. Anche Bill Gates, l’unità Google di Alphabet e la compagnia petrolifera Devon Energy hanno investito in Fervo. Gates definisce la tecnologia “uno dei modi più promettenti per fornire energia pulita, affidabile e conveniente”.
L’energia geotermica non è nuova. Per decenni le aziende hanno perforato in profondità sottoterra per trovare sacche di acqua estremamente calda che possono essere convogliate in superficie e utilizzate per far girare turbine che generano elettricità. La risorsa geotermica più produttiva in America è la formazione dei Geysers in California, di proprietà di Constellation Energy. Può quasi alimentare l’intera città di San Francisco. Ma il numero di serbatoi che possono supportare la perforazione geotermica tradizionale è limitato dalla geologia: i progetti normalmente hanno bisogno di molte rocce calde e acqua nella giusta configurazione per farlo funzionare. La maggior parte dei progetti geotermici sono relativamente piccoli, non abbastanza grandi da alimentare un enorme data center, ad esempio.
Fervo sta cercando di cambiarlo. L’azienda utilizza tecniche sperimentate dall’industria petrolifera per liberare molta più energia geotermica. Perforando orizzontalmente e iniettando acqua sottoterra ad alta pressione, in modo simile a come le compagnie petrolifere usano la fratturazione idraulica per ottenere più petrolio dalla roccia di scisto, Fervo afferma di poter espandere i tipi di aree in cui è possibile la produzione di energia geotermica. “La prima cosa che ha fatto la tecnologia dello scisto è stata sbloccare le molecole di gas naturale e poi hanno sbloccato le molecole di petrolio. Ora stiamo sbloccando le molecole d’acqua. Non è così diverso”, ha detto il CFO di Fervo David Ulrey in una conferenza sull’energia pulita a New York l’anno scorso.
Fervo ha già costruito un piccolo impianto pilota in Nevada con 3,5 megawatt di capacità, o abbastanza per poche migliaia di case. Si aspetta di iniziare a generare energia da un impianto da 100 megawatt nello Utah quest’anno, che poi spera di espandere a 500 megawatt. Questi sono ancora numeri piccoli, dato che gli Stati Uniti probabilmente devono aggiungere 100 volte quella generazione di elettricità entro il 2030 solo per alimentare i nuovi data center. Ma se Fervo può davvero sbloccare nuove risorse geotermiche, darà agli Stati Uniti l’accesso a molta più potenziale energia pulita nel prossimo decennio. Oltre ad avere sostenitori ben noti come Gates, Fervo ha anche alcune importanti connessioni nel governo. Il segretario all’energia Chris Wright ha investito nell’azienda attraverso il suo precedente lavoro come CEO di Liberty Energy e l’amministrazione Trump ha approvato agevolazioni fiscali per la geotermia nella grande fattura fiscale della scorsa estate.
L’energia geotermica ha un vantaggio su altre tecnologie rinnovabili come il solare e l’eolico perché può funzionare come energia di base, funzionando 24 ore su 24, 7 giorni su 7, anche senza batterie. Questo lo rende il “santo graal” dell’energia pulita, secondo Ted Brandt, CEO di Marathon Capital, che consiglia e raccoglie fondi per le società energetiche, anche nel geotermico. Ma la tecnologia di Fervo non è stata ancora dimostrata su larga scala.
“Ho pochi dubbi che l’IPO avrà successo e che scambierà bene, almeno durante il periodo dell’IPO”, ha detto Brandt. “Penso che la domanda da porsi diventi quale sarà la performance a lungo termine?”
Ci sono alcuni altri modi in cui gli investitori giocano oggi sull’energia geotermica. La società del Nevada Ormat è un importante attore geotermico convenzionale. Il suo titolo è aumentato del 37% negli ultimi sei mesi, potenziato dalla crescente domanda di elettricità. La proprietà di Constellation di The Geysers lo rende anche un giocatore, ma l’azienda possiede così tante altre centrali elettriche che non è un ottimo modo per ottenere un’esposizione geotermica.
L’altra società che è stata resa pubblica, la società canadese General Fusion, ha lavorato su un altro “santo graal” dell’energia: la fusione nucleare. Oggi, tutte le centrali nucleari sono alimentate dalla fissione, il processo di scissione dell’atomo. Ma la fusione, che comporta la combinazione di nuclei, ha il potenziale per generare molta più energia. Non ci sono ancora reattori a fusione in nessuna parte del mondo, ma ci sono diverse startup nel campo e alcune hanno sostenitori di alto profilo.
L’unica società di fusione quotata in borsa in lavorazione oggi è Trump Media & Technology Group, la società di social media del presidente Donald Trump. Il mese scorso, Trump Media ha annunciato che si fonderàcon Tae Technologies, una società di fusione della California, in un accordo da 6 miliardi di dollari.
General Fusion è una delle più antiche startup del settore. È in circolazione da più di 20 anni. Il fondatore di Amazon.com Jeff Bezos ha messo soldi in General Fusion fin dal 2011. General Fusion ha anche assunto l’ex amministratore delegato della società missilistica di Bezos Blue Origin come consulente strategico l’anno scorso.
Ultimamente General Fusion ha faticato a finanziare le sue ambizioni, licenziando il 25% del suo personale l’anno scorso e chiedendo più soldi ai suoi investitori. Ma potrebbe essere in grado di risolvere questi problemi diventando pubblico. Giovedì ha annunciato che si fonderà con SPAC Spring Valley Acquisition III, una combinazione che gli consentirà di raccogliere fino a 335 milioni di dollari con una valutazione azionaria di 1 miliardo di dollari. Sarà scambiato sotto il ticker GFUZ sul Nasdaq.
L’azienda dice di avere un vantaggio sui concorrenti perché utilizza materiali più semplici per generare le sue reazioni, a differenza delle aziende che dipendono da magneti e laser costosi. Ma fino a quando le società di fusione non dimostreranno di poter generare costantemente energia, dovrebbero comunque essere considerate esperimenti speculativi.
“La fusione è affascinante e ha questo enorme potenziale”, ha detto Brandt. “Ma anche le persone che credono che la fusione sia il nostro futuro stanno ancora dicendo che sono passati almeno 10 anni”. Gli investitori nello SPAC dovrebbero rendersi conto che probabilmente non vedranno flussi di cassa significativi per almeno 10 anni, ha aggiunto.
“È abbastanza difficile credere nei piccoli reattori modulari”, ha detto. “Stai prendendo altri due esponenti di rischio mentre ti stai muovendo verso la fusione lontano dalla fissione”.
Scrivi ad Avi Salzman all’indirizzo avi.salzman@barrons.com