I Computer Quantistici 5′

Benvenuto in I computer quantistici 5, il thread di Filosofare sui Mercati dedicato al quantum computing. Se sei arrivato qui da Google o da un link diretto, sappi che questo blog segue l’evoluzione del settore quantistico con la strategia del paniere gorilla: piccole posizioni distribuite su più operatori in un mercato nascente, nella scommessa che almeno uno diventi dominante. La filosofia di base è spiegata qui. Il thread precedente — I computer quantistici 4 — si è chiuso ricco di segnali: IonQ con ricavi trimestrali a $64,7 milioni e un backlog esploso del 554%, Quantinuum in procinto di IPO, QuantWare che vuole essere la TSMC del quantum, NVision che porta la fisica quantistica in oncologia. Il filo conduttore di quelle settimane era una domanda che continuava a tornare: il quantum sta ancora promettendo, o sta finalmente cominciando a consegnare? La risposta, con l’annuncio di oggi, si fa più nitida. Il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti ha impegnato oltre 2 miliardi di dollari in nove aziende del settore, prendendo in cambio quote azionarie dirette. IBM ha creato Anderon, la prima foundry quantistica americana pura. D-Wave, Rigetti e Infleqtion hanno firmato accordi da 100 milioni ciascuna. Non è più solo hype accademico. C’è la sensazione concreta che il quantum stia uscendo dall’adolescenza. Gli articoli più recenti sono elencati qui sotto. Buona lettura.

 

Elenco degli articoli di questo thread

 

 

05/06/26 – Quantinuum crolla dopo il debutto IPO deludente nel quantum. Cosa è andato storto?

Quantinuum quantum computing IPO debut
Quantinuum ha debuttato giovedì con un guadagno iniziale del 13%, ma il momentum si è rapidamente dissolto

⚠️ Conflitto di interesse dichiarato

L’autore detiene posizioni nei seguenti titoli citati nell’articolo: IONQ, QBTS, QUBT, RGTI, HQ, XNDU (quantum gorilla basket).

Quantinuum ha debuttato giovedì a $68 per azione, al di sopra del prezzo IPO di $60. Ma il momentum si è rapidamente dissolto, con le azioni destinate a scendere venerdì dopo una prima giornata piatta.

Le azioni hanno aperto a $68 giovedì prima di scendere a $60,38, chiudendo la sessione con un guadagno di appena lo 0,6%. Nonostante ciò, il titolo ha sovraperformato altri nomi di rilievo nel settore: IonQ ha chiuso in calo del 3,8%, mentre D-Wave Quantum e Rigetti Computing hanno aggiunto lo 0,3% ciascuna.

Ma Quantinuum è scivolata in territorio negativo venerdì, calando di quasi il 9% a $55,02, ben al di sotto del prezzo di offerta. I titoli peer stavano andando ancora peggio, con IonQ, D-Wave e Rigetti ciascuno in calo di oltre l’11% mentre il mercato più ampio scendeva.

In definitiva, è stata una storia familiare ai più degli investitori nel quantum: i titoli rimangono altamente volatili, guidati da sentimento e hype. Mentre i protagonisti del settore sostengono che la tecnologia non è più speculativa, il mercato più ampio deve ancora acquistare questa visione.

I guadagni modesti di giovedì significano poco per le prospettive a lungo termine dell’azienda. Il quantum computing è ancora un gioco d’attesa. Il vero cambiamento non accadrà fino alla fine del decennio, quando protagonisti come Quantinuum si aspettano di fornire sistemi scalabili e commercialmente viabili.

L’appetito iniziale e il finanziamento governativo

All’inizio, l’appetito degli investitori per Quantinuum era innegabile. La startup sostenuta da Honeywell ha raccolto $1,68 miliardi nella sua IPO rialzista di 28 milioni di azioni verso la fine di mercoledì, creando il palcoscenico per uno degli elenchi di tecnologia più attesi dell’anno. Ai sottoscrittori è stata concessa l’opzione di vendere 4,2 milioni di azioni aggiuntive a seconda della domanda.

Quantinuum ha anche assicurato il sostegno del governo degli Stati Uniti. Come parte di un pacchetto di finanziamento di $2 miliardi, Quantinuum riceverà fino a $100 milioni dal Dipartimento del Commercio per scalare i suoi computer quantici a ioni intrappolati. A sua volta, il dipartimento riceverà una partecipazione azionaria di minoranza nella società.

“Avere il supporto e la validazione del governo degli Stati Uniti è importante,” ha detto il CEO Rajeeb Hazra. “E pensiamo che questo renda il governo degli Stati Uniti, a lungo termine, un buon amministratore di questa area di tecnologia, essendo investito in essa e ottenendo ritorni da essa.”

Il contesto industriale e la visione del CEO

“Inserisco l’azienda nel contesto di un’intera industria,” ha detto il CEO Rajeeb Hazra in un’intervista con Barron’s. “Per l’industria dell’informatica, questo è un periodo molto trasformativo, dove c’è un’insaziabile necessità di più capacità di calcolo per fare cose che l’IA o il calcolo ad alte prestazioni possono fare.”

Nella visione di Hazra, il quantum computing è la risposta a un crescente problema di sostenibilità. “Ciò che è necessario è una nuova forma di calcolo che possa continuare il tipo di prestazioni, forse addirittura esteso oltre quello che il calcolo classico può fare, ma consumare molto meno energia,” ha detto il CEO. “Quella è la promessa del quantum computing.”

L’interesse per la tecnologia è esploso negli ultimi dodici mesi. Andando ben oltre la teoria, rappresenta un modo completamente nuovo di elaborare le informazioni. I sistemi quantici sfruttano la fisica per risolvere problemi ben al di là della portata delle macchine tradizionali, promettendo accelerazioni esponenziali su compiti che richiederebbero ai supercomputer classici millenni per completare.

Quantinuum mirava a capitalizzare questa ondata di interesse. Lunedì, l’azienda ha aumentato la sua IPO a 26,5 milioni di azioni a $53-$55 ciascuna. Al massimo dell’intervallo, Quantinuum avrebbe avuto un valore di mercato di $14,3 miliardi.

La valutazione di Quantinuum si aggirava intorno ai $17,5 miliardi giovedì, rendendola la seconda più grande società di quantum computing quotata in borsa dietro IonQ.

La storia dell’azienda e il posizionamento strategico

L’IPO conclude mesi di incertezza per gli investitori che guardavano a Quantinuum come la prossima grande forza nel quantum computing. Formata nel 2021 attraverso una fusione tra Honeywell Quantum Solutions e una startup britannica, Quantinuum ha costruito un roster di collaboratori nei settori energetico, aerospaziale e finanziario.

Quantinuum rappresenta anche la prima società di quantum computing “pure-play” nella storia a optare per un’offerta tradizionale. Le nuove società peer Infleqtion, Xanadu Quantum Technologies e Horizon Quantum hanno seguito il modello storico dell’industria utilizzando fusioni con scopi speciali come percorso più rapido e più accessibile al mercato pubblico. Quantinuum può permettersi il rigoroso processo IPO grazie al sostanziale sostegno di Honeywell.

“Vediamo questo come un gioco a lungo termine,” ha spiegato Hazra. “Per quanto riguarda la trasparenza che possiamo fornire come parte della nostra credibilità e la base di investitori che possiamo attrarre, abbiamo sempre pensato che un’IPO tradizionale fosse il percorso giusto.”

La pazienza e il capitale di Honeywell hanno anche concesso a Quantinuum un bene raro nel settore quantico: il tempo. Invece di correre per commercializzare tecnologia prematura, l’azienda ha potuto concentrarsi sul perfezionamento della sua architettura flagship a ioni intrappolati.

La tecnologia e i roadmap futuro

Il sistema Helios dell’azienda ha raggiunto una fedeltà del gate a due qubit del 99,921% insieme a una fedeltà a singolo qubit del 99,9975%—tra le più alte dell’industria. La fedeltà misura quanto da vicino uno stato quantico effettivo o un’operazione corrisponda a un bersaglio. Il sistema vanta un rapporto qubit fisico-logico di 2:1, segnalando un codice di correzione degli errori altamente efficiente che promette bene per il ridimensionamento verso sistemi più grandi.

L’azienda sta sviluppando un cosiddetto full stack di hardware, software e applicazioni. Quantinuum mira a fornire il suo sistema di prossima generazione, Sol, entro il 2027, seguito da Apollo nel 2029. Quest’ultimo è definito come una macchina fault-tolerant in grado di eseguire centinaia di milioni di operazioni a errore corretto.

Naturalmente, un investimento nel quantum comporta i soliti avvertimenti. Prima della commercializzazione più ampia, le società di quantum pure-play si affidano a una base concentrata di early adopter. Nessuna delle aziende è redditizio e tutti continueranno a registrare perdite per il prossimo futuro.

Nel caso di Quantinuum, il ricavo del primo trimestre è sceso a $5,2 milioni da $19,1 milioni nel periodo dell’anno precedente, mentre la sua perdita netta si è ampliata a $136,6 milioni da $30,5 milioni.

Nello stesso tempo, l’IPO presenta un punto di ingresso attraente per alcuni investitori. I rialzisti hanno la possibilità di acquistare in un leader tecnico che raggiunge costantemente o accelera i suoi obiettivi di distribuzione. Ancora meglio, Quantinuum ha il sostegno di grandi nomi come Nvidia e Amgen, che hanno entrambi partecipato a raccolte di capitale passate.

“L’intero processo IPO per noi è la validazione che il quantum è importante,” ha detto Hazra a Barron’s. “È la validazione che la differenziazione di Quantinuum, quello che portiamo in tavola, è chiaramente visibile e può essere delineato da quello che altri stanno offrendo.”

È altrettanto consequenziale per Honeywell. Lo spin-off fa parte di uno sforzo più ampio per smantellare la sua struttura conglomerata diffusa e eliminare le distrazioni operative. Honeywell mantiene una partecipazione di maggioranza in Quantinuum nonché diritti di voto a seguito dell’IPO.

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Disclaimer: Questo articolo è a titolo informativo e educativo. Non costituisce consulenza di investimento. Gli investimenti in titoli di quantum computing comportano rischi significativi, inclusa la possibile perdita totale del capitale. Consulta un professionista qualificato prima di prendere decisioni di investimento. — Gianni & Claude (Anthropic) / filosofaresuimercati.eu

 

 

 

03/06/26 – Quobly raccoglie €115 milioni per industrializzare il quantum computing su silicio

Quobly - silicon quantum computing Series A
Conflitto di interesse (COI): L’autore detiene posizioni nei seguenti titoli citati nell’articolo: QBTS, QUBT, RGTI, IONQ, HQ, XNDU. Quobly non è quotata.

Quobly, società francese di quantum computing che sviluppa computer quantistici su base silicio, ha chiuso un round Series A da €115 milioni per accelerare l’industrializzazione della propria tecnologia e supportare il lancio del primo prodotto commerciale. Il round è stato guidato da Bpifrance, SEALSQ e STMicroelectronics, con la partecipazione del Consiglio Europeo per l’Innovazione (EIC), Blast, Air Liquide Venture Capital (ALIAD) e l’investitore esistente Innovacom. Tra gli azionisti storici figurano CEA, CNRS, Quantonation e Supernova Invest.

La CEO e co-fondatrice Maud Vinet ha definito il finanziamento come il passaggio dalla validazione tecnologica al deployment industriale: “Con questa Series A acceleriamo il dispiegamento dei nostri primi sistemi commerciali e costruiamo una piattaforma di quantum computing progettata per integrarsi nelle infrastrutture di calcolo esistenti.”

La tecnologia: silicio su wafer da 300 mm

L’approccio di Quobly si distingue nel panorama del quantum computing per una scelta radicale: utilizzare la tecnologia FD-SOI (Fully Depleted Silicon-On-Insulator) su wafer da 300 mm, sfruttando i processi semiconduttori già consolidati nell’industria. La logica è quella che nel paniere del gorilla chiamiamo “infrastruttura abilitante”: non inventare una nuova fisica, ma adattare la fisica già industrializzata ai qubit di silicio, risolvendo così i problemi di scalabilità, resa produttiva e riproducibilità che affliggono gli approcci basati su ioni intrappolati o superconduttori.

I qubit di silicio di Quobly sono progettati per l’integrazione densa e la compatibilità con gli standard produttivi industriali — in pratica, potrebbero essere fabbricati nelle stesse fab che producono chip classici. STMicroelectronics come lead investor non è casuale: è uno dei principali produttori europei di chip FD-SOI.

Il prodotto: Alloy Pioneer, disponibile via cloud nel 2026

Il primo sistema della linea Alloy — denominato Alloy Pioneer — è atteso via cloud entro fine 2026 attraverso Alloy Forge, la piattaforma di sviluppo applicativo di Quobly. Successivamente sarà distribuito in ambienti HPC (High Performance Computing). L’integrazione con data center e infrastrutture HPC esistenti è un elemento centrale della strategia: Quobly non si posiziona come alternativa ai computer classici ma come acceleratore complementare, esattamente il modello ibrido che tutti i principali player del settore stanno perseguendo.

Perché è rilevante per il paniere

Quobly non è quotata e non entra direttamente nel nostro basket. Ma questa operazione è rilevante per due ragioni. Prima: conferma che il quantum computing su silicio ha ora un campione europeo con backing industriale serio e una roadmap commerciale concreta. Seconda: €115 milioni di Series A in un settore pre-revenue è un segnale forte di fiducia istituzionale europea nel quantum, in un momento in cui gli USA stanno aumentando la pressione normativa sulle esportazioni di tecnologia quantistica.

Per i titoli del nostro paniere — che operano tutti su architetture diverse (ioni intrappolati, superconduttori, fotonica) — Quobly rappresenta un competitore futuro da monitorare, non ancora una minaccia commerciale immediata.


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Disclaimer: I contenuti di questo blog hanno finalità esclusivamente informative e non costituiscono consulenza finanziaria, legale o fiscale. Le opinioni espresse sono personali e non impegnano soggetti terzi. Investire comporta rischi, inclusa la possibile perdita del capitale. Prima di prendere decisioni di investimento, consulta un professionista abilitato. Leggi il disclaimer completo.

 

 

03/06/26 – Quantinuum (QNT): l’IPO prende forma. Valutazione fino a 14,3 miliardi, domanda record, rischi reali

⚠️ Conflitto di interesse dichiarato

L’autore detiene posizioni nei seguenti titoli citati nell’articolo: QBTS, QUBT, RGTI, IONQ, HQ, XNDU, HON.

Fonte: Briefing.com, 3 giugno 2026

Quantinuum (QNT) è prevista al debutto domani mattina al Nasdaq. La società offre 26,5 milioni di azioni a un prezzo compreso tra 53 e 55 dollari, dopo aver aumentato le dimensioni dell’offerta rispetto ai 21,05 milioni di azioni iniziali e alla forchetta originaria di 45-50 dollari. Al limite superiore della forchetta, l’offerta implica una valutazione fino a 14,3 miliardi di dollari e proventi lordi di circa 1,46 miliardi.

A differenza di molte società di quantum computing approdate in borsa come storie SPAC poco capitalizzate, QNT porta con sé un pedigree industriale più consolidato. È stata costituita nel 2021 dalla fusione di Honeywell Quantum Solutions e Cambridge Quantum. Honeywell (HON) dovrebbe mantenere il 48,1% del potere di voto combinato dopo l’IPO.

Il business

QNT si descrive come una piattaforma di quantum computing verticalmente integrata che combina hardware quantistico, middleware, software applicativo e proprietà intellettuale. Il modello di business è costruito attorno a un futuro di computing ibrido in cui quantum, classico e accelerated compute lavorano insieme anziché sostituirsi a vicenda.

La piattaforma tecnica è basata sulla tecnologia a ioni intrappolati con architettura QCCD (Quantum Charge-Coupled Device). Il sistema Helios contava 98 qubit fisici, 48 qubit logici e una fedeltà media dei gate a due qubit del 99,921% al 31 dicembre 2025. La società ha già clienti commerciali in farmaceutica, scienza dei materiali, servizi finanziari, governo e industria, tra cui JPMorgan Chase, Amgen e Mitsui.

QNT compete con le società di quantum computing che perseguono architetture superconduttrici e altre, inclusi i grandi player come IBM e Google, oltre che con le pure-play quantistiche più piccole. Il management sostiene che il differenziale non è il numero grezzo di qubit ma la fedeltà superiore, le prestazioni dei qubit logici, la scalabilità e il time-to-solution.

Strategia di crescita e rischi

La strategia di crescita è hardware-led e software-enhanced, con enfasi sul miglioramento della leadership di mercato nelle soluzioni quantistiche on-premises e cloud e sull’espansione della monetizzazione verso software, applicazioni e IP. Le future generazioni di sistemi Sol e Apollo sono centrali nella roadmap: Sol è atteso nel 2027, Apollo nel 2029.

Un catalyst importante per l’IPO è la combinazione di domanda istituzionale, validazione governativa e scarcity value strategico di lungo periodo. La società ha comunicato un investimento diretto di 100 milioni di dollari legato a una più ampia iniziativa del governo USA nel quantum computing. La struttura ha però un doppio risvolto: il supporto di HON fornisce credibilità sulla supply chain e disciplina operativa, ma il controllo continuato da parte di Honeywell potrebbe complicare l’indipendenza, la flessibilità degli acquisti e la governance.

Il bear case è altrettanto rilevante. RIKEN ha rappresentato il 60% dei ricavi del 2025 e il 90% dei ricavi nel trimestre terminato il 31 marzo 2025. La società riconosce inoltre un rischio sulla supply chain perché acquista materiali isotopicamente arricchiti tramite il programma isotopi del Dipartimento dell’Energia USA su base ordinaria standard, senza un accordo fornitore in vigore.

I numeri

Per l’anno terminato il 31 dicembre 2025, QNT ha riportato ricavi di 30,9 milioni di dollari (+34% anno su anno) e una perdita operativa di 199,3 milioni. La perdita netta è stata di 192,6 milioni. La liquidità disponibile ammontava a 677 milioni di dollari al 31 marzo 2026.

A una valutazione di 14,3 miliardi, QNT andrà in borsa a un multiplo estremamente esigente rispetto alle vendite attuali, a sottolineare quanto il mercato stia pagando per l’opzionalità tecnica, la rilevanza governativa e il valore di piattaforma di lungo periodo piuttosto che per i fondamentali di breve termine.

Il giudizio di Briefing.com

QNT si distingue perché non sta vendendo una storia quantistica generica — sta vendendo una roadmap credibile e supportata dall’hardware, con sponsorship istituzionale e un vantaggio tecnico insolitamente avanzato. Il trade-off è che il business appare ancora precoce, concentrato e capital-intensive, quindi l’IPO sarà probabilmente giudicata più sul posizionamento strategico e sulla consegna delle milestone che sulla redditività convenzionale di breve termine. In altre parole: una storia di piattaforma quantistica di alta qualità, ma prezzata come se la strada tecnica e commerciale che si apre debba andare quasi perfettamente.

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Questo articolo ha finalità esclusivamente informative ed educative e non costituisce in alcun modo una raccomandazione di investimento. I mercati finanziari comportano rischi significativi, inclusa la possibile perdita del capitale investito. Prima di prendere qualsiasi decisione finanziaria, si consiglia di consultare un professionista qualificato. Leggi il nostro disclaimer.
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03/06/26 – Needham avvia copertura su Horizon Quantum (HQ): Buy con target $20

⚠️ Conflitto di interesse dichiarato

L’autore detiene posizioni nei seguenti titoli citati nell’articolo: HQ, QBTS, QUBT, RGTI, IONQ, XNDU.

Needham & Company ha avviato la copertura di Horizon Quantum Computing (HQ) con rating Buy e price target di $20, rispetto a una quotazione corrente di $13,87. L’analista N. Quinn Bolton firma l’initiation, e la tesi merita una lettura attenta — perché tocca esattamente il nodo che distingue HQ da tutti gli altri titoli del nostro paniere.

Software puro in un mondo di hardware

Tutti gli altri componenti del paniere del gorilla — IONQ, QBTS, RGTI, QUBT, XNDU — costruiscono computer quantistici fisici. Horizon no. È l’unica società del basket focalizzata esclusivamente sullo strato software, e questo cambia tutto in termini di struttura dei costi: niente criostati, niente laboratori di fisica sperimentale, niente supply chain di componenti esotici. Il risultato, sottolineato da Bolton, è che le perdite EBITDA di HQ sono significativamente inferiori rispetto ai peer hardware. In un settore dove il cash burn è il principale rischio di sopravvivenza, questo è un vantaggio strutturale non banale.

Triple Alpha: abbassare la barriera d’ingresso

Il prodotto centrale è Triple Alpha, un IDE web-based che permette di sviluppare, distribuire ed eseguire programmi quantistici a diversi livelli di astrazione. La promessa è ambiziosa: rendere la programmazione quantistica “intuitiva come un sistema classico.” Non è marketing — è il problema reale che blocca l’adozione industriale del quantum. Oggi programmare un computer quantistico richiede competenze che esistono in poche centinaia di persone al mondo. Triple Alpha punta ad allargare quella base a chiunque sappia già programmare in modo classico.

Un dettaglio tecnico rilevante: Triple Alpha è hardware agnostic. Funziona su qualunque architettura — ioni intrappolati, superconduttori, fotonica, atomi neutri. Questo ha permesso a Horizon di costruire partnership con i principali vendor hardware senza scommettere su una tecnologia specifica. In una fase in cui non è ancora chiaro quale approccio fisico prevarrà, la neutralità tecnologica è una posizione difensiva intelligente.

Il parallelo con i cicli informatici precedenti

Bolton cita un framework che chi segue questo blog riconosce: nei cicli tecnologici precedenti — dal mainframe al PC al cloud — il valore finale non si è concentrato sull’hardware ma sullo strato piattaforma. Chi ha costruito il sistema operativo, le librerie, gli ambienti di sviluppo ha catturato rendimenti sproporzionati rispetto a chi ha fabbricato i chip. Microsoft non ha inventato il microprocessore. Salesforce non ha costruito server. Il quantum, se e quando raggiungerà il vantaggio commerciale, seguirà lo stesso schema. Horizon vuole essere quel layer.

Vale la pena ricordare che già nell’articolo di Jensen (Cantor Fitzgerald) del 21 maggio scorso, HQ veniva citata spontaneamente come player chiave nei compilatori e sistemi operativi quantistici — un segnale che la sua posizione nel software stack sta emergendo nel radar degli analisti specializzati.

I numeri e i rischi

Bolton è esplicito: i ricavi attuali sono minimi. HQ è una scommessa sul timing — sul momento in cui l’industria “si avvicina al vantaggio commerciale” e ha bisogno di uno strato software per industrializzare l’accesso. Il target $20 (+44% dal prezzo corrente) prezza uno scenario di adozione progressiva, non un’esplosione immediata dei ricavi.

Il rischio principale resta la liquidità e il timing: se il vantaggio commerciale del quantum slittasse di anni, HQ dovrebbe finanziare le proprie perdite operative in attesa. La struttura SPAC con cui è approdata al Nasdaq in marzo — raccogliendo circa 120 milioni di dollari lordi — fornisce una pista di atterraggio, ma non infinita.

Per chi segue la logica del paniere del gorilla, HQ non è una posizione da pesare come un’utility: è una delle scommesse più asimmetriche del basket, con il profilo rischio/rendimento più alto e il modello di business strutturalmente più difendibile nel lungo periodo.

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02/06/26 – Microsoft Majorana 2: 12 qubit, 20 secondi di coerenza, obiettivo 2029

Microsoft Majorana 2 – nuovo chip quantistico

⚠️ Conflitto di interesse dichiarato

L’autore detiene posizioni nel paniere del gorilla quantistico: QBTS, QUBT, RGTI, IONQ, HQ/Horizon Quantum, XNDU/Xanadu. Non detiene posizioni in Microsoft. La strategia del paniere è spiegata nella pagina dedicata al gorilla.

Microsoft ha presentato al Build developer conference di San Francisco il chip Majorana 2, sequel del dispositivo che aveva diviso la comunità quantistica un anno fa. L’annuncio arriva con un aggiornamento sostanziale della roadmap: l’obiettivo di un computer quantistico commercialmente utile viene anticipato al 2029, dimezzando la timeline precedente.

Cosa cambia rispetto a Majorana 1

Il nuovo chip porta i qubit da 8 a 12. Ma il salto più rilevante non è nel numero: è nella coerenza. I qubit del Majorana 1 duravano meno di 12 millisecondi prima di collassare. Quelli del Majorana 2 superano i 20 secondi — un miglioramento di oltre 1.600 volte. Sul piano costruttivo, il chip sostituisce i connettori in alluminio del modello precedente con un superconduttore al piombo.

Microsoft mantiene il suo approccio distintivo ai qubit topologici basati sui quasiparticelle di Majorana — un percorso teorizzato dal fisico italiano Ettore Majorana — che diverge nettamente dalla strada percorsa da Google, IBM e dalla maggior parte dei competitor. La scommessa è che questi qubit siano intrinsecamente meno soggetti agli errori rispetto alle architetture tradizionali. La scommessa è ancora aperta.

Le critiche non si sono dissipate

Il debutto del Majorana 1 aveva suscitato scetticismo nella comunità scientifica: diversi ricercatori avevano contestato che il chip e il relativo paper dimostrassero davvero il salto tecnologico proclamato da Microsoft. In precedenza, alcune ricerche quantistiche finanziate da Microsoft erano state ritirate. Per rispondere a queste critiche, Microsoft lavora con la DARPA in un programma di revisione settimanale che prevede accesso completo ai dati. “Abbiamo un esercito dei migliori scienziati al mondo che rivede il nostro programma ogni settimana”, ha dichiarato il ricercatore Zulfi Alam. I dati però non vengono condivisi con i laboratori accademici concorrenti — una scelta comprensibile dal punto di vista competitivo, ma che alimenta la diffidenza esterna.

La prospettiva per il gorilla basket

Microsoft non fa parte del nostro paniere — è una big tech che gioca nel quantum come uno dei tanti cavalli su cui punta, non un pure-play. Ma i suoi progressi contano per tutto il settore: se l’approccio topologico si dimostrasse superiore, ridisegnerebbe la mappa competitiva a svantaggio delle architetture superconduttive (IBM, Google) e a ioni intrappolati (IonQ). Per ora siamo nella fase in cui ogni azienda sostiene di avere l’approccio vincente e nessuno può ancora dimostrarlo sul campo applicativo. Il 2029 che Microsoft si è data come target è lo stesso orizzonte in cui anche Google e IBM puntano a sistemi utili. La gara è aperta.

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Questo articolo è redatto a scopo informativo ed educativo e non costituisce consulenza finanziaria né raccomandazione di investimento. Gli strumenti finanziari citati comportano rischi significativi, inclusa la possibile perdita del capitale investito. Prima di prendere qualsiasi decisione di investimento, si raccomanda di consultare un professionista abilitato. Leggi il disclaimer completo. — Gianni & Claude (Anthropic) / filosofaresuimercati.eu

 

 

29/05/26 – Quantinuum valuta di aumentare prezzo e dimensione dell’IPO: la domanda ha travolto l’offerta

Quantinuum IPO – aumento prezzo e dimensione
Quantinuum valuta di alzare il prezzo dell’IPO di circa il 10% dopo una domanda da multiplo doppio cifra. Fonte: Bloomberg, 29 maggio 2026.
Conflitto di interesse (COI): L’autore detiene posizioni in QBTS, QUBT, RGTI, IONQ nel paniere gorilla quantum. Non detiene ancora posizioni in Quantinuum (QNT), in corso di quotazione.

È il segnale che i mercati aspettavano: Quantinuum sta valutando di aumentare sia il numero di azioni offerte sia il prezzo dell’IPO di circa il 10%. Bloomberg riferisce che la domanda ricevuta durante il roadshow ha già coperto l’offerta per un multiplo a due cifre — un livello di interesse che raramente si vede anche nelle IPO tecnologiche più attese.

 

I termini originali prevedevano circa 21 milioni di azioni a un prezzo tra 45 e 50 dollari, per una capitalizzazione massima di 12,7 miliardi di dollari. Con un aumento del 10% sul prezzo e un ampliamento del numero di azioni, la raccolta potrebbe superare di centinaia di milioni di dollari il target iniziale di circa 1,05 miliardi. La quotazione è prevista dopo la chiusura dei mercati di mercoledì 4 giugno, con il primo giorno di trading giovedì 5 giugno. Il ticker sarà QNT.

 

Quantinuum è controllata da Honeywell International e si posiziona tra i leader mondiali nel quantum computing basato su tecnologia trapped-ion — la stessa architettura che IonQ utilizza, e che oggi rappresenta uno degli approcci più maturi in termini di fedeltà dei gate. L’azienda sviluppa piattaforme per chimica computazionale, machine learning, cybersecurity, finanza e drug discovery.

 

Va ricordato che il governo Trump ha annunciato il 21 maggio oltre 2 miliardi di dollari di investimenti nel settore quantistico: Quantinuum riceverà 100 milioni di quei fondi, cedendo in cambio una quota al governo. Un endorsement istituzionale che ha certamente contribuito a riscaldare la domanda degli investitori.

 

Per chi segue il paniere gorilla del quantum computing, Quantinuum rappresenta un caso a sé: non è una delle piccole scommesse speculative del basket, ma un’azienda con una valutazione già da grande capitalizzazione al momento dell’IPO. Chi ha già esposizione al settore tramite IONQ, QBTS, RGTI e QUBT ha una copertura indiretta sulla tecnologia trapped-ion. Chi volesse aggiungere QNT al momento della quotazione dovrà valutare se il prezzo post-IPO lascia ancora margine o se parte del potenziale è già incorporato nella valutazione d’ingresso.

 

Seguiamo l’evoluzione: il pricing di mercoledì sera dirà molto sull’appetito reale del mercato per il quantum a queste valutazioni.

 

Gianni & Claude (Anthropic)

 

 


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28/05/26 – IBM: 10 miliardi per il computer quantistico definitivo. E il mercato si sveglia

IBM Quantum System Two C’è un momento in cui una scommessa smette di essere tale e diventa una dichiarazione industriale. IBM ci è arrivata oggi. In un filing depositato alla SEC, Big Blue ha annunciato un investimento superiore a 10 miliardi di dollari in cinque anni nella ricerca e nella produzione quantistica, con un obiettivo dichiarato e datato: consegnare il primo computer quantistico fault-tolerant su larga scala entro il 2029. Si chiamerà Starling — come da tradizione ornitologica della casa — e sarà capace di eseguire 100 milioni di operazioni quantistiche con 200 qubit logici. Non è solo un numero sul bilancio. È una mossa che cambia la geometria del settore.

Anderon: la prima fabbrica di wafer quantistici d’America

La settimana scorsa era già arrivata la notizia dell’accordo con il Dipartimento del Commercio statunitense: nascerà Anderon, una società autonoma e dedicata esclusivamente alla produzione di chip quantistici, con sede ad Albany, New York. Un miliardo dal governo federale attraverso il CHIPS Act, un miliardo da IBM in contanti, più proprietà intellettuale, asset e personale qualificato. L’obiettivo dichiarato è ambizioso: produrre negli Stati Uniti la maggior parte dei wafer quantistici mondiali. Anderon non è una divisione interna. È una fonderia autonoma al servizio di tutto il settore — compresi i concorrenti di IBM — con tecnologia a 300 millimetri, interconnessioni through-silicon via, e piani di espansione verso modalità di qubit diverse dal superconduttivo. Jay Gambetta, il responsabile quantistico di IBM da poco promosso a capo dell’intera divisione ricerca, è stato esplicito nell’intervista a Barron’s: «Non si tratta del finanziamento. Ora che stiamo accelerando, vogliamo un team agile per progettare nuovi processori quantistici e abbiamo bisogno di una fabbrica affidabile. È questo il punto.»

Il mercato reagisce. E non solo IBM

A Wall Street la notizia ha avuto effetti immediati. IBM ha guadagnato oltre il 3,5% a 264 dollari. Ma i movimenti più significativi si sono visti sui titoli pure-play: IONQ +8,2%, D-Wave (QBTS) +9,4%, Rigetti (RGTI) +9,3%, Infleqtion (INFQ) +11,5%. È una dinamica che conosciamo bene nel paniere del gorilla: quando il gigante legittima il settore, tutto il listino sale. IBM non è un concorrente diretto di IONQ o Rigetti nel senso stretto — usa architetture superconduttive, loro usano ioni intrappolati o gate superconduttivi di diversa generazione — ma la credibilità che un investimento da 10 miliardi porta all’intero ecosistema è reale e misurabile in tempo reale sui prezzi. Va detto: il governo americano non sta solo scrivendo assegni. Il Dipartimento del Commercio ha annunciato che prenderà partecipazioni azionarie dirette in D-Wave, Rigetti e Infleqtion come parte del pacchetto di investimenti da 2 miliardi complessivi del CHIPS Act sul quantum. La politica industriale è entrata nel merito, non si limita a sussidiare.

La prospettiva del gorilla

Per chi segue il blog, la logica del paniere del gorilla in ambito quantistico non è cambiata: nessuno sa ancora quale architettura vincerà — superconduttiva, a ioni intrappolati, fotonici, silicio — e quindi si diversifica su più operatori, nella consapevolezza che uno di loro emergerà come leader dominante del mercato nascente. IBM porta però un elemento nuovo alla riflessione: la scala industriale. Se Anderon diventa davvero la fonderia di riferimento per i wafer quantistici — anche di terze parti — allora IBM non gioca solo come costruttore di sistemi ma come infrastruttura del settore. Un po’ come TSMC per i semiconduttori classici: chi produce i chip conta quanto chi li progetta, forse di più. La tabella di marcia di IBM prevede Starling nel 2029 con 200 qubit logici e 100 milioni di gate, e Blue Jay nel 2033 con 2.000 qubit logici e un miliardo di gate. Sono numeri che, se raggiunti, renderebbero molte applicazioni commerciali — ottimizzazione, chimica computazionale, crittografia — finalmente praticabili. Il «se» resta importante: la storia della tecnologia è piena di roadmap annunciate e riviste. Ma la posta in gioco è cambiata. Con 10 miliardi sul tavolo, IBM non può più permettersi di sbagliare la direzione. Nel nostro portafoglio il settore quantistico è rappresentato da QBTS, RGTI, IONQ, QUBT, HQ/Horizon Quantum e XNDU/Xanadu — tutti con posizioni piccole nella logica del gorilla. Non deteniamo IBM direttamente.  

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Questo articolo non costituisce consulenza finanziaria. Investire comporta rischi, inclusa la possibile perdita del capitale. Leggi il disclaimer prima di prendere qualsiasi decisione. Gianni & Claude (Anthropic) / filosofaresuimercati.eu

26/05/26 – Quantinuum (QNT): la prima grande IPO tradizionale del quantum computing vale $12,7 miliardi. Ecco cosa sappiamo

⚠️ Conflitto di interesse dichiarato L’autore intende acquistare QNT il primo giorno di quotazion e detiene posizioni nei seguenti titoli citati nell’articolo: IONQ, RGTI, QBTS, QUBT, HON. Quantinuum (QNT) non è ancora quotata; non si detengono posizioni. Il basket quantum fa parte della strategia gorilla.
Quantinuum – sistema di quantum computing a ioni intrappolati
Quantinuum: hardware a ioni intrappolati, la tecnologia alla base del sistema Helios.
Oggi, 26 maggio 2026, Quantinuum ha depositato l’S-1 amendato con i termini definitivi della propria IPO: 21.052.632 azioni di Classe A a un prezzo atteso tra $45 e $50, per una raccolta lorda fino a $1,05 miliardi. Quotazione su Nasdaq con ticker QNT, attesa per la seconda settimana di giugno. È la prima IPO tradizionale di una grande società di quantum computing puro, e la più grande per valutazione nella storia del settore.

Chi è Quantinuum

Quantinuum nasce nel novembre 2021 dalla fusione tra Honeywell Quantum Solutions e Cambridge Quantum Computing, fondata a Cambridge nel 2014 da Ilyas Khan. L’operazione ha unito l’hardware a ioni intrappolati sviluppato da Honeywell con lo stack software e algoritmico di Cambridge Quantum — dando vita all’unica azienda oggi in grado di offrire una piattaforma full-stack proprietaria, dall’hardware ai compilatori, middleware e applicazioni verticali. La tecnologia di riferimento è il QCCD (Quantum Charge-Coupled Device): ioni caricati sospesi in campi elettromagnetici usati come qubit. A differenza dei qubit superconduttori — dove le variazioni microscopiche nel processo di fabbricazione introducono errori strutturali — gli ioni sono naturalmente identici, garantendo fidelity intrinsecamente più alta. Il sistema commerciale attuale, Helios, conta 98 qubit fisici e 48 qubit logici, con una fidelity a due qubit del 99,921% — il valore più alto mai pubblicato per un sistema commerciale a gate.

I numeri: valutazione ambiziosa su ricavi ancora embrionali

Qui inizia la conversazione difficile. Ricavi 2025: $30,9 milioni. Perdita netta 2025: $192,6 milioni. Deficit accumulato dalla fondazione: circa $1,5 miliardi. Nel primo trimestre 2026 i ricavi sono scesi a $5,2 milioni (-73% su base annua), con una perdita trimestrale di $136,6 milioni. I bookings 2025 ammontano a $79,3 milioni — un indicatore forward più incoraggiante dei ricavi riconosciuti, ma ancora lontano dalla massa critica. A $50 per azione, la valutazione fully diluted è di $12,7 miliardi. Il multiplo implicito sul fatturato 2025 è superiore a 400 volte. Anche prendendo i bookings LTM ($36 milioni ai dodici mesi chiusi al 31 marzo 2026), si supera ampiamente 350 volte. Il confronto con IonQ — l’unico benchmark pubblico diretto sul trapped-ion — è illuminante: IonQ capitalizza circa $19 miliardi con $130 milioni di ricavi annui (multiplo ~146x). Quantinuum chiede una valutazione pari ai due terzi di IonQ con ricavi che sono meno di un quarto. Il premio, secondo i proponenti, è giustificato dalla superiorità hardware (fidelity), dalla piattaforma full-stack e dall’endorsement istituzionale.

La struttura azionaria e il ruolo di Honeywell

Post-IPO, Honeywell manterrà circa il 49,1% del potere di voto. Cambridge Quantum Holdings deterrà circa il 32,5%. Il fondatore Ilyas Khan è il maggiore azionista individuale, con una quota valorizzata oltre $2 miliardi al prezzo di IPO. Il pubblico acquisisce meno del 20% del capitale — struttura tipica delle grandi IPO tech dove i fondatori non cedono il controllo. Honeywell rimarrà cliente e partner commerciale dopo la quotazione, il che introduce una dipendenza da parti correlate da monitorare. La struttura è Up-C, con una LLC operativa sottostante e la holding quotata come unica entità pubblica — standard nel settore, ma che aggiunge uno strato di complessità fiscale e distributiva.

Il vento a favore: il governo americano scende in campo

Il timing non è casuale. Pochi giorni fa l’amministrazione Trump ha annunciato partecipazioni azionarie per $2 miliardi in nove aziende di quantum computing nel quadro della strategia di leadership tecnologica nazionale. Quantinuum riceve un grant da $100 milioni — validazione federale esplicita della roadmap tecnologica, anche se non cambia la struttura dei ricavi nel breve. Sul fronte industriale, Quantinuum cita tra i propri clienti e partner JPMorgan Chase, Amgen, BMW Group, Airbus, HSBC e Mitsui. Il round di settembre 2025 da $600 milioni — che ha valorizzato la società $10 miliardi — aveva visto l’ingresso di Nvidia, JPMorgan e Fidelity come investitori. La stessa JPMorgan è ora joint lead bookrunner: un allineamento di interessi non irrilevante.

Il giudizio: la domanda giusta non è “è cara?” ma “è la migliore del basket?”

Chiunque guardi i multipli in modo convenzionale uscirà da questa lettura senza acquistare. Ma chi segue il quantum computing sa che i multipli sul fatturato corrente sono il parametro sbagliato: il mercato prezza la probabilità che il quantum fault-tolerant emerga, e che Quantinuum sia posizionata tra i sopravvissuti del consolidamento. Rispetto ai comparables quotati del basket — IONQ, RGTI, QBTS, QUBT — Quantinuum porta tre elementi differenziali: la fidelity hardware più alta disponibile commercialmente, uno stack software proprietario (eredità Cambridge Quantum), e un azionista di controllo industriale con manifattura reale e clienti reali. Non è un’azienda universitaria quotata via SPAC: è una carve-out di Honeywell con un history operativo. Il rischio principale non è la valutazione — è l’architettura. I ioni intrappolati hanno alta fidelity ma scaling difficile. Alphabet, IBM, Microsoft e altri stanno investendo miliardi su superconduttori, atomi neutrali e qubit topologici. Come ricorda l’S-1 stesso, l’architettura “vincente” del quantum computing non è ancora determinata — e potrebbe non essere mai quella di Quantinuum. Per chi ha già esposizione al settore tramite il basket gorilla, QNT è un’aggiunta che concentra il rischio sull’approccio trapped-ion e lo fa a una valutazione più alta di tutti i comparables. La domanda da farsi non è se comprare, ma quanta sovrapposizione è accettabile con IONQ — che fa la stessa cosa, è già quotata, e capitalizza 50% in più con ricavi quattro volte superiori.

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21/05/26 – Il quantum computing sull’orlo della svolta: l’analista Jensen (Cantor Fitzgerald) spiega perché non è più solo speculazione

Troy Jensen, analista Cantor Fitzgerald - foto Barron's / Cassidy Araiza

Troy Jensen, Managing Director Cantor Fitzgerald. Foto: Barron’s / Cassidy Araiza

⚠️ Conflitto di interesse dichiarato

L’autore detiene posizioni nei seguenti titoli citati nell’articolo: IONQ, QBTS, RGTI, QUBT, HQ, XNDU. Questo non costituisce consulenza finanziaria.

Il 21 maggio 2026, Barron’s ha pubblicato una lunga intervista a Troy Jensen, Managing Director e analista senior di Cantor Fitzgerald, uno dei pochi analisti sell-side di Wall Street a coprire sistematicamente i pure play del quantum computing. È un documento che vale la pena leggere con attenzione, non tanto per le novità — la tesi strutturale è quella che il blog segue da tempo — quanto per il livello di chiarezza con cui un professionista con 28 anni di esperienza descrive il quadro competitivo e i rischi reali. Di seguito la traduzione integrale dell’intervista, seguita dalle nostre considerazioni redazionali.


TRADUZIONE DELL’INTERVISTA

I ricercatori nel campo del quantum computing tendono in genere alla prudenza quando si tratta di prevedere una svolta commerciale. I CEO delle aziende del settore, al contrario, sono invariabilmente entusiasti. Troy Jensen dice di trovarsi a metà strada, anche se ci ha messo un po’ a passare da scettico a credente. Jensen fa parte di un piccolo gruppo di analisti di Wall Street che seguono i “pure play” del quantum — al contrario dei colossi come IBM e Google di Alphabet, anch’essi impegnati nello sviluppo della tecnologia. Il quantum computing mira a sfruttare la fisica quantistica per risolvere problemi complessi molto più rapidamente dei computer classici. Un elemento complicante nella corsa alla commercializzazione è la molteplicità di metodologie in competizione. I circuiti superconduttori utilizzano metalli raffreddati a temperature prossime allo zero assoluto; gli ioni intrappolati sono sospesi nel vuoto e manipolati con laser. La fotonica sfrutta le particelle di luce. Gli atomi neutri sono un’altra modalità emergente, descritta come altamente scalabile. Ogni approccio è sostenuto da attori diversi. Jensen copre alcune delle maggiori società quotate, con rating Buy su IonQ (IONQ), D-Wave Quantum (QBTS) e Rigetti Computing (RGTI), e Hold su Quantum Computing (QUBT).


Barron’s: In cosa differisce il quantum computing da quello classico? Jensen: Il computing classico e quello quantistico hanno più similitudini che differenze. Entrambi richiedono processori, memoria, sistema operativo e software applicativo. La differenza principale è nel processore: il quantum usa unità di elaborazione quantistica alimentate da qubit che seguono le leggi della fisica quantistica. Quanto potrebbe essere grande il mercato finale? McKinsey prevede tra 43 e 71 miliardi di dollari di ricavi entro il 2035. BCG stima un valore economico globale tra 450 e 850 miliardi entro il 2040. Come sono cambiate le sue aspettative da quando ha avviato la copertura? Sono analista azionario da 28 anni. Quando mi è stato chiesto di seguire le aziende del quantum ero scettico: le metriche tradizionali — ricavi, EBITDA — sono inutilizzabili data la mancanza di ricavi significativi e l’entità delle perdite. Approfondendo, ho visto subito il rischio per la sicurezza nazionale: se un computer quantistico viola le tecnologie di cifratura più avanzate, tutti i nostri dati sono a rischio — informazioni classificate, codici di lancio, banche, rete elettrica, criptovalute. Parlando con i tecnici, ho acquisito fiducia che il quantum stia facendo progressi verso i traguardi necessari. Entro uno o due anni vedremo computer quantistici lavorare in tandem con CPU e GPU, risolvendo equazioni con centinaia o migliaia di variabili che oggi restano irrisolvibili. È troppo presto per separare i vincitori dai perdenti? Sono un grande sostenitore dell’idea che ci saranno più vincitori. Non è uno scenario winner-take-all. Se vince la superconduttività, i beneficiari sono IBM e Google. Se prevalgono gli ioni intrappolati, vincono IonQ e Quantinuum. Se vince la fotonica, i leader sono Xanadu e PsiQuantum — quest’ultima sta costruendo il più grande impianto quantum del paese a Chicago; QUBT è un terzo nome ma è indietro. Negli atomi neutri, Infleqtion è appena diventata pubblica. Come definisce un vincitore? Commercializzazione o apprezzamento della capitalizzazione di mercato. I vincitori potrebbero creare ricchezza enorme nella scoperta di farmaci, nella scienza dei materiali, nella logistica. Le piccole startup possono competere con i giganti? Sì. Avere IBM e Google nella categoria crea standard e accelera il settore. In questo momento non manca la capacità di raccogliere capitali. Ci saranno pure play computazionali, fornitori di componenti, fornitori di chip e fornitori di refrigerazione a diluizione. Quali altre aziende potrebbero beneficiare? IBM sta creando molto software. Aziende come Horizon Quantum (HQ) produrranno i compilatori e i sistemi operativi. Xanadu ha la propria versione di strumenti di sviluppo. Poi ci sono i fornitori di refrigeratori a diluizione: Bluefors e Maybell Quantum Industries. I titoli quantum sono altamente speculativi? Ci sarà qualche zero. Aziende che non riusciranno a commercializzare bruceranno il capitale — e tutte hanno tassi di consumo molto elevati. C’è molto momentum retail. Alcuni titoli fanno movimenti importanti anche in assenza di notizie. Come giustificare le valutazioni in assenza di ricavi significativi? Vedo queste aziende come le biotech. Se commercializzano, ci saranno aziende da 100 miliardi di capitalizzazione, ma ci vorranno anni. I traguardi tecnici sono molto più importanti dei ricavi attuali. Quali metriche monitorare nelle trimestrali? La fedeltà — l’accuratezza dello stato quantistico. Cinque noni (99,999%) è il tasso necessario per un sistema affidabile. Il numero di clienti. Il conteggio di qubit fisici (deve crescere fino a centinaia di migliaia) e soprattutto di qubit logici — gli insiemi di qubit fisici entangled che lavorano insieme. L’obiettivo cinese del 2030 è fattibile? Penso che il 2030 abbia senso, ma il quantum si svilupperà in due fasi. Fase uno: acceleratore che lavora con computer ad alte prestazioni, entro due anni. Fase due: 1.000 qubit logici — il traguardo dei computer fault-tolerant. Il quantum advantage avverrà nel prossimo uno o due anni. Come si integrerà il quantum con l’intelligenza artificiale? Va in due direzioni. L’AI può già ora aiutare le aziende quantum a scrivere codice. Nvidia ha appena annunciato Ising, una famiglia di modelli AI per la correzione degli errori quantistici. Le due tecnologie si facilitano a vicenda. Il quantum è una minaccia reale per la cybersecurity? Nei prossimi anni vedremo computer quantistici violare la crittologia. Quando SHA-256 — l’algoritmo alla base delle reti blockchain — sarà a rischio, sarà un enorme problema di sicurezza nazionale. Si spera tra cinque anni, ma potrebbe succedere prima. Nel settore lo chiamano Q-Day. La crittografia post-quantum riuscirà a difendersi? Sono dubbioso. Come facciamo davvero a sapere quanto è potente un computer quantistico? È probabile che riescano a violare la maggior parte dei protocolli che possiamo sviluppare oggi. Un pensiero finale? Sono partito scettico, ma la mia convinzione che il quantum computing si commercializzerà è aumentata significativamente nell’ultimo anno e mezzo. Ho la sensazione che siamo sull’orlo.


LE NOSTRE CONSIDERAZIONI

Le riflessioni che seguono sono della redazione di FSM, presentate in corsivo per distinguerle dalla traduzione.

La struttura a quattro metodologie è la più onesta che abbiamo letto da un analista sell-side. Invece di fingere di sapere chi vincerà, Jensen ammette che si tratta di scommesse parallele. Si allinea perfettamente con la strategia gorilla che il blog segue nel basket quantum: posizioni piccole e diversificate su più operatori, con la consapevolezza che uno potrebbe emergere come dominante. Potrebbe essere uno per ogni metodologia — o uno solo. Non lo sappiamo. E Jensen, onestamente, nemmeno. Il parallelo con le biotech è il framework valutativo giusto. I ricavi attuali non significano nulla. Cinque noni di fedeltà, numero di qubit logici, numero di clienti: questi sono i KPI da monitorare. Non l’EBITDA, che non esiste. Questo è il momento in cui si compra Moderna nel 2015, non nel 2021. Su QUBT, Jensen dice qualcosa di importante tra le righe. La copre con Hold e la descrive come “indietro rispetto agli altri” nella fotonica. È una stroncatura mascherata da neutralità. La graduatoria implicita è: fotonica → Xanadu e PsiQuantum (private) >> QUBT (pubblica ma arretrata). Rilevante per il dimensionamento della posizione, non per la tesi complessiva del basket. Horizon Quantum (HQ) viene citata spontaneamente come player chiave nei compilatori e sistemi operativi. Non è una domanda di Barron’s — Jensen la porta lui. Una citazione spontanea in un’intervista di questa visibilità è un segnale di crescente attenzione istituzionale. Il punto più inquietante è sepolto in fondo. Jensen dice: “Sono dubbioso che la crittografia post-quantum funzioni.” SHA-256 a rischio significa Bitcoin a rischio, BTP a rischio, tutto il sistema bancario a rischio. Il Q-Day non è fantascienza: è un rischio sistemico con un orizzonte di 3-7 anni che nessun portfolio manager retail sta ancora prezzando. Si investe non solo su un’opportunità, ma anche su una copertura rispetto a un rischio che il sistema non ha ancora riconosciuto. L’intervista non sposta la tesi. La conferma. Se il quantum advantage arriva davvero entro 1-2 anni come sostiene Jensen, siamo più vicini al momento discriminante di quanto molti credano.

Fonte: Barron’s, 21 maggio 2026. Intervista di Mackenzie Tatananni a Troy Jensen, Managing Director Cantor Fitzgerald. Traduzione e commento editoriale: Gianni & Claude (Anthropic).

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21/05/26 – Anderon, QBTS, RGTI, INFQ: quando Washington scommette 2 miliardi sul quantum

IBM Anderon quantum foundry

⚠️ Conflitto di interesse dichiarato

L’autore detiene posizioni in titoli citati in questo articolo: QBTS, RGTI, IONQ, INFQ. Il contenuto ha finalità esclusivamente informativa e non costituisce consulenza finanziaria.

C’è un momento in cui una tecnologia smette di essere una scommessa accademica e diventa una questione di stato. Per il quantum computing, quel momento è oggi, 21 maggio 2026. Il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti ha firmato lettere di intenti con nove aziende del settore, impegnando complessivamente oltre 2 miliardi di dollari in finanziamenti CHIPS and Science Act — e prendendo in cambio quote azionarie in alcune di esse. Non è una sovvenzione passiva: è una partecipazione diretta dello Stato nell’industria quantistica americana, con la stessa logica già applicata a Intel nell’agosto 2025 e a MP Materials a gennaio 2026.

IBM crea Anderon: la prima foundry quantistica pura americana

Il pezzo più importante dell’accordo è la nascita di Anderon, una società indipendente che IBM costituisce con il sostegno di 1 miliardo di dollari pubblici e un equivalente miliardo privato di IBM stessa (cash, proprietà intellettuale, workforce). Sede: Albany, New York. Missione: operare una foundry su wafer da 300 millimetri dedicata esclusivamente ai chip per computer quantistici, con l’obiettivo dichiarato di produrre la maggior parte dei wafer quantistici mondiali. Anderon sarà una foundry aperta — non un laboratorio interno IBM — e servirà più clienti nel settore, inclusi i concorrenti di Big Blue. Jay Gambetta, responsabile della ricerca IBM, ha spiegato la logica con una frase efficace: vuole che IBM sia il costruttore più grande e di successo, ma riconosce che non si vince se non esiste un ecosistema. IBM punta al primo computer quantistico fault-tolerant su larga scala entro il 2029.

Le altre aziende finanziate: QBTS, RGTI, INFQ e non solo

Accanto al maxi-accordo IBM, il Dipartimento del Commercio ha siglato lettere di intento da 100 milioni di dollari ciascuna con diverse aziende del settore:

      • D-Wave Quantum (QBTS): riceverà 100 milioni emettendo azioni ordinarie a favore del governo, che acquisisce così una quota nel capitale. Il titolo ha guadagnato oltre il 33% in giornata.
      • Rigetti Computing (RGTI): accordo analogo, con il governo che punta a una partecipazione azionaria proporzionale all’investimento. +30% circa in giornata.
      • Infleqtion (INFQ): quotata da febbraio 2026 tramite SPAC, ha ricevuto l’accordo sul presupposto del lavoro già svolto con clienti governativi nella difesa e sicurezza nazionale. Le azioni saranno emesse al governo con uno sconto del 15% rispetto al prezzo di mercato. +31% in giornata.
      • PsiQuantum e Quantinuum (di proprietà di Honeywell, in procinto di IPO): 100 milioni ciascuna, come aziende private.
      • GlobalFoundries (GFS): 375 milioni per la nuova divisione Quantum Technology Solutions; in cambio cede all’erario l’1% del capitale. +13% in giornata.

La logica politica: stessa medicina di Intel e MP Materials

Il Dipartimento del Commercio non eroga grant a fondo perduto: prende azioni, siede al tavolo, e lega il proprio interesse a quello dell’azienda. Con Intel, Washington aveva investito 8,9 miliardi prendendo il 10% del capitale nell’agosto 2025; da allora INTC ha guadagnato il 380%. Schema analogo con MP Materials sulle terre rare a gennaio 2026. Sul fronte legislativo, il National Quantum Initiative Reauthorization Act — che rinnova la legge del 2018 — ha superato il Senate Commerce Committee il mese scorso ed è ora avviato al voto del Senato. La corsa con la Cina è lo sfondo: Pechino pubblica paper a ritmo sostenuto ma rimane ancora indietro, e questo finanziamento serve ad accelerare la distanza.

Cosa cambia per il nostro basket quantistico

QBTS, RGTI e IONQ fanno parte del nostro basket gorilla sul quantum computing, costruito con la logica della diversificazione su più operatori in un mercato nascente, nell’attesa che uno emerga come dominante. Il basket è a costo zero dopo le vendite parziali durante la fase di euforia dei mesi scorsi. L’accordo di oggi non risolve la domanda su chi vincerà la corsa quantistica. Ma certifica che il governo americano ha deciso di non lasciare che quella corsa si perda. E questo cambia il profilo di rischio-rendimento del settore in modo non banale: non siamo più solo in presenza di una scommessa tecnologica, ma di una tecnologia diventata priorità di stato. INFQ merita attenzione separata: pochi mesi di vita come public company, ma già riconosciuta ufficialmente dall’amministrazione come partner strategico nella difesa.

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