C’è un’ossessione che accomuna alcuni degli uomini più ricchi del pianeta: non accumulare ancora più denaro, non conquistare nuovi mercati, ma semplicemente — vivere il più a lungo possibile. Jeff Bezos, Peter Thiel, Larry Ellison, Bryan Johnson, e ora Mark Zuckerberg con Priscilla Chan: tutti hanno destinato centinaia di milioni, in alcuni casi miliardi, a ricerca sulla longevità, biologia molecolare, editing genetico, riprogrammazione cellulare.
È lecito chiedersi se sia pura vanità dei potenti, o qualcosa di più. La risposta onesta è: probabilmente entrambe le cose. Ma la storia della medicina insegna che le tecnologie finanziate dai privilegiati tendono, nel tempo, a diventare accessibili a tutti. I vaccini, la chirurgia laparoscopica, i farmaci oncologici di nuova generazione: tutti sono partiti come trattamenti d’élite e sono diventati standard di cura. Non automaticamente, non senza battaglie politiche e regolatorie — ma il percorso esiste.
Questo thread segue quella frontiera: le scoperte scientifiche sulla longevità, le aziende che le traducono in prodotti, e la speranza — ragionevole ma non garantita — che ciò che oggi è accessibile solo ai multimiliardari diventi domani parte della medicina ordinaria.
Gli articoli di questo thread
- 09/06/26 – «Ecco il termometro che misura come invecchiano le cellule»: hUSI e la nuova frontiera della medicina anti-senescenza
- 06/06/26 – Non morire: il futuro dell’umanità con Bryan Johnson
- 03/06/26 – 23andMe rinasce come nonprofit: Anne Wojcicki vuole 100 milioni di genomi. Ma i vostri dati sono al sicuro?
- 28/05/26 – Oura Ring 5: il 40% più piccolo, rileva ipertensione e apnea notturna
- 28/05/26 – Zuckerberg e il “world model” delle proteine: l’AI entra nel laboratorio
- 23/05/26 – Vivere più a lungo e meglio. La nuova ossessione della medicina funziona davvero?
- 07/02/26 – Bloomberg: Perché alcune persone vivono fino a 100 anni nonostante abbiano fatto tutto sbagliato
- 17/08/25 – Forbes: E se i cani potessero vivere più a lungo e in salute?
- Barron’s: L’America sta invecchiando. Come sfruttare l’economia della longevità.
- 31/12/24 – Barron’s: Dott. Frank Lipman e le strategie all’avanguardia per aumentare la longevità
- 28/12/23 – Barron’s: 7 cose da fare nel nuovo anno per una vita più lunga e più sana
09/06/26 – «Ecco il termometro che misura come invecchiano le cellule»: hUSI e la nuova frontiera della medicina anti-senescenza
Un’intervista pubblicata su un quotidiano italiano — ma con implicazioni che vanno ben oltre i confini nazionali. Weixu Wang, ricercatore al Helmholtz Zentrum München, ha presentato al Milan Longevity Summit il lavoro sull’hUSI (human Universal Senescence Index): il primo metodo computazionale capace di misurare in modo continuo il grado di senescenza a livello della singola cellula.
La senescenza cellulare è il processo con cui le cellule smettono di dividersi senza morire — rimangono nei tessuti, secernono molecole infiammatorie (il cosiddetto SASP) e alimentano quella che i ricercatori chiamano inflammageing, l’infiammazione cronica di basso grado che è alla radice delle principali malattie dell’età: cardiovascolari, neurodegenerative, oncologiche. Finora i marcatori tradizionali (p16, p21) producevano troppi falsi positivi su larga scala; i modelli precedenti erano classificatori binari — senescente sì o no — che richiedevano una definizione arbitraria della “non senescenza”.
hUSI adotta un approccio diverso: un modello a classe singola, addestrato su 73 studi indipendenti, 34 tipi cellulari, 13 modalità di induzione della senescenza. Il risultato è un punteggio continuo — un termometro, non un allarme — calcolabile rapidamente anche su milioni di cellule. La sfumatura clinica è cruciale: i senolitici (farmaci che eliminano le cellule senescenti) sono appropriati per punteggi elevati; i senomorfici (che sopprimono il SASP senza uccidere le cellule) per stati intermedi. La distinzione dipende esattamente dallo stadio di senescenza del paziente — e hUSI permette finalmente di farlo con precisione.
Le tre applicazioni concrete identificate da Wang: abbinamento con screen CRISPR per identificare i geni che regolano causalmente la senescenza; stratificazione dei pazienti per le terapie senolitiche; monitoraggio longitudinale per misurare come il carico di senescenza cambia nel tempo con trattamenti o interventi sullo stile di vita.
Dal punto di vista degli investimenti in longevità, questo tipo di strumento è rilevante perché risolve uno dei problemi pratici più sottovalutati del settore: l’assenza di biomarcatori affidabili per selezionare i pazienti giusti nei trial senolitici. I primi trial clinici hanno dato risultati misti proprio perché trattavano popolazioni eterogenee. hUSI potrebbe essere il layer diagnostico che mancava per sbloccare il potenziale terapeutico di una classe di farmaci ancora agli esordi.
Da seguire — anche perché Wang ha presentato il lavoro al Milan Longevity Summit, il che suggerisce un ecosistema italiano della longevità più vivace di quanto non appaia dai radar mainstream.

Questo articolo ha finalità esclusivamente informative ed educative e non costituisce consulenza finanziaria. Investire comporta rischi significativi, inclusa la possibile perdita del capitale investito. Prima di prendere qualsiasi decisione di investimento, si raccomanda di consultare un professionista qualificato. Per maggiori informazioni, leggi il nostro disclaimer. — Gianni & Claude (Anthropic) / filosofaresuimercati.eu
06/06/26 – Non morire: il futuro dell’umanità con Bryan
ARK Invest – podcast FYI: For Your Innovation | Cathie Wood e Brett Winton dialogano con Bryan Johnson
1. La visione e la nuova ideologia (“Don’t Die”)
Bryan Johnson ha spiegato che, dopo aver venduto la sua società Braintree/Venmo, ha attraversato un periodo di forte depressione e si è chiesto come poter essere utile all’umanità. È giunto alla conclusione che la nostra generazione è la prima nella storia a vivere il momento cruciale in cui la morte potrebbe non essere più un’inevitabilità assoluta.
Johnson sottolinea come l’umanità ad oggi metta il potere, la ricchezza e lo status al di sopra di ogni cosa, accettando di sacrificare la propria salute perché presume che la morte sia inevitabile. La sua proposta — il manifesto dell’Immortalismo — mette invece l’esistenza stessa come virtù suprema.
L’avvento della superintelligenza creerà enormi vuoti ideologici e sociali che le filosofie attuali non sono in grado di colmare. L’unica vera priorità collettiva, biologica e universale che unisce ogni forma di vita è la volontà di non morire adesso. Viene sollevata anche una questione etica futura: nel momento in cui la tecnologia permetterà di estendere indefinitamente la vita, l’accesso a questa possibilità diventerà un diritto umano fondamentale, proprio come il diritto al voto o l’uguaglianza.
2. La scienza dell’invecchiamento e l’entropia
Per Johnson l’unico vero nemico comune della civiltà non sono gli altri stati, ma l’entropia — il progressivo disordine — che agisce sia a livello globale sia cellulare. Ha raccolto oltre 1,5 miliardi di dati sul proprio corpo, creando un gemello digitale in grado di monitorare l’invecchiamento di ogni organo. I suoi biomarcatori mostrano circa il 26-30% in meno di entropia rispetto alla media di un uomo della sua età.
L’obiettivo del progetto Blueprint è raggiungere entro il 2039 il punto in cui, per ogni anno cronologico che passa, l’età biologica resti invariata grazie a terapie geniche, cellulari e di riprogrammazione epigenetica.
3. I 5 pilastri pratici (e gratuiti) per la longevità
Johnson ribadisce che prima di qualsiasi trattamento costoso o futuristico, il fulcro della salute risiede nella stabilità comportamentale e, in assoluto, sul sonno, definito il farmaco anti-età più potente al mondo. Il parametro fondamentale da monitorare è il battito cardiaco a riposo prima di dormire. I cinque consigli pratici per abbassarlo e ottimizzare il sonno:
- Cena anticipata. Finire l’ultimo pasto almeno 4 ore prima di coricarsi per consentire al corpo di digerire, abbassare la temperatura corporea e rilasciare melatonina senza sovraccaricarsi. Johnson conclude i suoi pasti addirittura a mezzogiorno.
- Spegnere gli schermi. Evitare smartphone e computer da 30 a 60 minuti prima di dormire. L’esposizione ai dispositivi stimola il sistema nervoso anziché rilassarlo.
- Attenzione alla luce blu. Utilizzare occhiali protettivi per bloccare la luce blu la sera e preferire luci calde/rosse in casa, poiché la luce blu altera i ritmi circadiani ed è il motivo principale del jet-lag causato dai voli di linea.
- Attenzione agli stimolanti. Monitorare il consumo di caffeina e farmaci stimolanti (es. per l’ADHD), tenendo conto dei loro lunghi tempi di dimezzamento nel corpo, che rischiano di compromettere la qualità del riposo profondo.
- Risoluzione dei conflitti interni prima del sonno. L’ansia e i pensieri legati ai problemi della giornata aumentano il battito cardiaco. Johnson suggerisce di adottare una routine psicologica per “archiviare” formalmente le preoccupazioni e le idee ambiziose prima del momento del riposo, promettendo alla mente di affrontarle l’indomani.
4. Il punto di vista economico (ARK Invest)
Cathie Wood e il suo team collegano questo approccio alla loro tesi di investimento sulle tecnologie dirompenti. Hanno calcolato che estendere la salute umana e la durata della vita fino al limite biologico teorico dei 120 anni equivarrebbe a un valore economico globale stimato in circa 1,2 quadrillion di dollari, rendendolo uno dei mercati più colossali e attrattivi per il capitale nel prossimo futuro.
Articolo a carattere informativo ed educativo, non costituisce consulenza finanziaria. Gli investimenti comportano rischi significativi, inclusa la possibile perdita del capitale. Consultare un professionista abilitato prima di prendere decisioni di investimento. Per ulteriori informazioni leggere il disclaimer.
Gianni & Claude (Anthropic) / filosofaresuimercati.eu
03/06/26 – 23andMe rinasce come nonprofit: Anne Wojcicki vuole 100 milioni di genomi. Ma i vostri dati sono al sicuro?
⚠️ Conflitto di interesse dichiarato
L’autore non detiene posizioni in 23andMe né in società correlate citate in questo articolo.

Quando 23andMe è diventato disponibile in Italia, mi sono iscritto subito. Avevo avuto un tumore e volevo capire se potesse essere ereditario — una domanda che molti si pongono ma in pochi possono fare a qualcuno con competenza. La risposta scientifica all’epoca era deludente: la ricerca non era ancora abbastanza avanzata per darmi quello che cercavo.
Ma il test mi ha dato qualcosa di diverso e inaspettato: ho rintracciato negli Stati Uniti una parente lontana, discendente della sorella di mio nonno emigrata in America prima della Prima Guerra Mondiale. Una di quelle famiglie che si perdono nel silenzio delle migrazioni e non tornano più. Eccola lì, nel database.
Quando 23andMe è andata in borsa, ho investito una piccola somma. Era logico: credevo nel progetto, l’avevo vissuto sulla mia pelle. Ho perso quei soldi. E quando la società è finita in Chapter 11, ho chiesto immediatamente la cancellazione dei miei dati genetici — come hanno fatto circa 2 milioni di altre persone preoccupate di non sapere in quali mani sarebbero finiti.
Oggi 23andMe è tornata. E la storia merita una riflessione.
Il crollo e la rinascita
La parabola di 23andMe è uno dei casi più istruttivi del decennio tecnologico. Fondata nel 2006, quotata in borsa nel 2021 via SPAC con una valutazione di 6 miliardi di dollari, la società non ha mai trovato un modello di business sostenibile: la gente comprava il kit una volta e non tornava. Le ambizioni terapeutiche non si sono concretizzate nei tempi attesi. Il consiglio di amministrazione si è dimesso in blocco. La società è finita in bancarotta.
A quel punto Wojcicki ha fatto qualcosa di inaspettato: ha partecipato all’asta fallimentare come offerente indipendente, battendo Regeneron Pharmaceuticals, e si è aggiudicata gli asset — incluso il database con il DNA di 13 milioni di persone — per 305 milioni di dollari. “Non riuscivo a smettere di urlare,” ha raccontato a Bloomberg. “Saltavo, piangevo.”
Ha poi trasformato 23andMe in una nonprofit, con nuovi limiti dichiarati sull’uso dei dati e una missione ridefinita: essere “la piattaforma open science del mondo” per la ricerca sulle malattie.
L’obiettivo: 100 milioni di utenti
Il numero che Wojcicki ha dichiarato a Bloomberg è ambizioso: vuole portare la base utenti dagli attuali 13 milioni a 100 milioni. La logica è chiara — in un mondo di AI medica, la dimensione del database genetico è tutto. Cento milioni di genomi sarebbero una risorsa scientifica senza precedenti per la ricerca su Alzheimer, cancro, malattie rare, risposta ai farmaci.
Il problema è che questa crescita deve avvenire dopo un bankruptcy che ha distrutto la fiducia degli utenti, in una struttura nonprofit che non ha le risorse di marketing di una società quotata, in un mercato dove la privacy genetica è diventata una preoccupazione politica trasversale.
I dati genetici: la vera posta in gioco
La questione che questo blog segue da tempo — chi possiede i tuoi dati biologici e cosa ne fa — è al centro della storia di 23andMe. La scelta di Wojcicki di acquistare gli asset personalmente, piuttosto che lasciarli andare a un big pharma come Regeneron, ha un valore reale per gli utenti rimasti. I nuovi vincoli sull’uso dei dati sono stati negoziati nell’ambito del processo fallimentare sotto supervisione giudiziaria.
Ma la struttura nonprofit non è una garanzia permanente. Le nonprofit possono cambiare missione, essere acquisite, avere difficoltà finanziarie. E un database di 13 milioni di genomi rimarrà sempre un asset estremamente appetibile.
Chi — come me — ha cancellato i propri dati durante la procedura fallimentare ha fatto la scelta giusta. Chi li ha mantenuti oggi si trova in una posizione leggermente migliore di prima, ma non definitivamente al sicuro.
Una riflessione per l’investitore
La vicenda di 23andMe insegna qualcosa di utile sul tema longevity e genomica che seguiamo in questo thread. La visione di Wojcicki — democratizzare l’accesso al proprio genoma per prevenire le malattie — era e rimane giusta. Il problema era il modello di business, non la scienza. La lezione per chi investe nel settore è quella classica: avere ragione sulla tecnologia non basta. Bisogna avere ragione anche sui tempi, sui ricavi, sulla struttura del capitale.
Come nonprofit, 23andMe potrebbe paradossalmente essere più duratura come strumento di ricerca di quanto non sia mai stata come società quotata. Ma non è più un investimento — è un bene comune, nel bene e nel male.
Quanto alla parente americana ritrovata grazie a una provetta di saliva e un algoritmo: quella parte della storia, almeno, è rimasta.
Questo articolo ha finalità esclusivamente informative ed educative e non costituisce in alcun modo una raccomandazione di investimento. I mercati finanziari comportano rischi significativi, inclusa la possibile perdita del capitale investito. Prima di prendere qualsiasi decisione finanziaria, si consiglia di consultare un professionista qualificato. Leggi il nostro disclaimer.
— Gianni & Claude (Anthropic) / filosofaresuimercati.eu
28/05/26 – Oura Ring 5: il 40% più piccolo, rileva ipertensione e apnea notturna
Di Samantha Kelly e Mark Gurman — 28 maggio 2026

Oura Health Oy, il popolare produttore di smart ring in procinto di quotarsi in borsa quest’anno, ha presentato un nuovo modello significativamente più sottile e leggero, insieme a nuove funzionalità per il benessere.
L’Oura Ring 5 è il 40% più piccolo rispetto al predecessore, avvicinandosi per dimensioni e spessore a una comune fede nuziale. L’azienda ha ottenuto questo risultato in parte riducendo le dimensioni della batteria, pur garantendo un’autonomia fino a circa una settimana con una singola carica.
Oura ha inoltre dichiarato di aver migliorato le capacità di rilevamento, riposizionando i LED per misurare parametri come la frequenza cardiaca e la saturazione di ossigeno all’interno della fascia, per una maggiore precisione. Sono presenti anche nuove funzionalità per il benessere che puntano a rilevare segnali di pressione alta e apnea notturna. Queste funzioni arriveranno anche su alcuni modelli precedenti. I nuovi anelli saranno in vendita dal 4 giugno e disponibili per il preordine da giovedì.
«Sarà un successo clamoroso. Tutti a cui l’abbiamo mostrato hanno detto “incredibile”», ha dichiarato Tom Hale, CEO dell’azienda. Ha spiegato che il feedback più frequente riguardava le dimensioni del modello attuale: alcuni uomini lo trovavano «troppo vistoso» e le donne consideravano le versioni attuali troppo grandi. Il nuovo anello risponde a queste critiche.

L’ultima versione è più costosa: 399 dollari — rispetto ai 349 dell’Oura Ring 4 — per le finiture standard in argento e nero, mentre le versioni premium in oro, stealth, oro rosa e argento spazzolato costano 100 dollari in più. Il nuovo design viene lanciato con un nuovo caricatore portatile opzionale a 99 dollari. (I nuovi anelli non sono compatibili con la versione precedente dell’accessorio, così come il nuovo caricatore non supporta gli anelli più vecchi.) L’Oura Ring 4 in ceramica, lanciato l’anno scorso, rimane in vendita a 349 dollari.
Hale ha spiegato che l’aumento di prezzo riflette la scelta dell’azienda di mantenere il dispositivo come prodotto premium, in particolare rispetto agli smartwatch. «Si colloca un po’ tra lo smartwatch premium e quello entry-level. È la posizione che vogliamo occupare.» Il Galaxy Ring concorrente di Samsung è anch’esso a 399 dollari.
L’abbonamento software di Oura per la piena funzionalità rimane a 5,99 dollari al mese o 69,99 dollari all’anno. Google, che ha recentemente lanciato il concorrente Fitbit Air band, addebita 10 dollari al mese per il suo servizio, mentre un braccialetto Whoop può costare fino a 360 dollari all’anno. Un Apple Watch entry-level costa 249 dollari, mentre i modelli Apple Watch Series 11 di fascia alta partono da 399 dollari.
Oura, fondata nel 2013, ha aperto la strada alla categoria degli smart ring, allora di nicchia. Di recente sta godendo di grande slancio, avendo raggiunto una valutazione di quasi 11 miliardi di dollari lo scorso settembre e prevedendo di superare 1,5 miliardi di dollari di ricavi nel 2026. La scorsa settimana l’azienda ha depositato in via riservata la documentazione per un’offerta pubblica iniziale (IPO) e prevede di fare il suo ingresso in borsa entro la fine dell’anno, come riportato da Bloomberg News.
Il segmento degli smart ring nel suo complesso ha registrato un balzo di quasi il 51% nelle spedizioni nel 2025, trainato da Oura, secondo IDC. Oura ha dichiarato di aver venduto oltre 5,5 milioni di dispositivi fino ad oggi e di aver registrato una crescita del 100% anno su anno. La sua espansione è stata alimentata in parte dall’ingresso in nuovi paesi, tra cui Giappone e India, che Hale ritiene potrebbe diventare «uno dei mercati più grandi» per l’azienda.
Oltre al design rinnovato, l’azienda sta approfondendo il monitoraggio della salute, aggiungendo funzionalità in grado di rilevare potenziali segnali di ipertensione e apnea notturna. «Ci consideriamo un’azienda sanitaria, non tecnologica», ha detto Hale.
Un nuovo menu, Health Radar, analizza la pressione sanguigna e le perturbazioni respiratorie durante il sonno, esaminando i pattern nel corso di diverse settimane e le variazioni notturne di questi parametri. Come Apple, che offre funzionalità simili su Apple Watch, Oura ha precisato che questi miglioramenti non sono destinati a fornire una diagnosi, ma piuttosto a incoraggiare una visita medica di approfondimento.
Health Radar si basa sul popolare Symptom Radar, uno strumento lanciato nel 2024 per aiutare gli utenti a riconoscere quando potrebbero stare per ammalarsi. «L’idea è che siamo come uno screener o la spia del motore del tuo corpo», ha aggiunto Hale.

Tra le altre novità, la possibilità di caricare referti di esami del sangue precedenti e cartelle cliniche relative ad allergie, patologie e farmaci, per ottenere un quadro più completo della propria salute.
«Tra i tuoi esami di laboratorio, la cartella clinica, i dati biometrici e questi avvisi, siamo in grado di realizzare concretamente l’idea del medico in tasca», ha detto Hale. «Perché ora tutto il contesto è disponibile. Quali erano i tuoi esami del sangue? Qual è la tua diagnosi? Quali farmaci stai assumendo? Cosa ti dicono i tuoi dati biometrici adesso?»
L’azienda ha inoltre annunciato una partnership con Counsel Health, una società di cure virtuali basata sull’intelligenza artificiale, per consentire agli utenti di porre domande sulla propria salute e chattare con medici abilitati a pagamento.
Tra gli altri aggiornamenti, una modalità in tempo reale per monitorare gli allenamenti dal vivo — come distanza e ritmo di corsa — tramite l’app e la schermata di blocco. È inoltre previsto uno spazio dedicato agli utenti che assumono farmaci GLP-1 per monitorare dosi, sintomi e progressi.
Una nuova funzione per la privacy consente infine agli utenti di controllare meglio i dati a cui Oura può accedere, permettendo di eliminare informazioni sensibili relative a specifici periodi di tempo — inclusi gli ultimi tre mesi — mantenendo intatti i restanti dati.
Traduzione da Bloomberg News. Questo contenuto è fornito a scopo informativo e non costituisce consulenza finanziaria. Leggi il disclaimer. — Gianni & Claude (Anthropic) / filosofaresuimercati.eu
28/05/26 – Zuckerberg e il “world model” delle proteine: l’AI entra nel laboratorio
C’è una domanda che accomuna il medico che cerca una cura per il cancro al pancreas, il ricercatore che studia le malattie autoimmuni e l’investitore che cerca di capire dove andrà la biologia nei prossimi dieci anni: perché ci vuole così tanto tempo per trovare nuovi farmaci? La risposta, semplificata all’osso, sta nelle proteine.
Le proteine sono la macchina molecolare della vita. Ogni funzione del corpo umano — dal trasporto dell’ossigeno alla risposta immunitaria, dalla divisione cellulare alla trasmissione nervosa — dipende da proteine che si piegano in forme tridimensionali precise e interagiscono tra loro con una specificità straordinaria. Trovare una molecola che si “agganci” nel punto giusto di una proteina malata è il cuore del drug discovery. Il problema è che lo spazio delle possibilità è immenso: miliardi di miliardi di combinazioni. Per decenni lo si è esplorato per tentativi, in laboratorio, con costi e tempi enormi.
Il 27 maggio 2026, Biohub — l’istituto di ricerca finanziato da Mark Zuckerberg e Priscilla Chan — ha annunciato quello che definisce un world model of protein biology: un sistema di intelligenza artificiale che ha “letto” l’evoluzione biologica di miliardi di sequenze proteiche e ne ha interiorizzato le regole profonde, fisiche e chimiche, che governano come le proteine si formano e interagiscono.
Come funziona, in concreto
Il sistema si compone di tre elementi. ESMC è il modello linguistico di base, addestrato su circa 2,8 miliardi di sequenze proteiche provenienti dall’intero albero della vita — organismi che vivono negli abissi, nei deserti termici, nell’intestino umano. ESMFold2 è il motore che traduce quelle rappresentazioni in strutture tridimensionali a risoluzione atomica. ESM Atlas è la mappa risultante: 6,8 miliardi di proteine catalogate, con oltre un miliardo di strutture predette.
Il salto qualitativo non è solo nella scala. È nel fatto che il sistema non si limita a prevedere strutture esistenti: progetta nuove proteine con proprietà definite. I ricercatori di Biohub lo hanno già testato su cinque bersagli chiave in oncologia e immunologia — EGFR, PDGFRβ, PD-L1, CTLA-4, CD45 — e hanno ottenuto tassi di successo tra il 36% e l’88% per i cosiddetti minibinder. Numeri che, nel mondo della biologia sperimentale, sono notevoli. Il ciclo computazionale che un tempo richiedeva mesi o anni si completa oggi in giorni.
Perché la scelta open non è casuale
Biohub ha rilasciato i modelli liberamente, a disposizione di ricercatori di tutto il mondo. È una scelta che contrasta con l’approccio di Isomorphic Labs (spinout di Google DeepMind, che ha raccolto oltre due miliardi di dollari per il drug discovery AI) e con quello di OpenAI, che ha annunciato in aprile modelli biologici proprietari. Zuckerberg e Chan stanno scommettendo su una logica diversa: chi costruisce l’infrastruttura aperta su cui lavora tutta la comunità scientifica, nel tempo ne diventa il punto di riferimento istituzionale. È la strategia di Linux applicata alla biologia molecolare.
Va detto con onestà: siamo ancora lontani da un farmaco approvato prodotto interamente con questi strumenti. Il percorso dai binder computazionali alla clinica richiede anni di test di sicurezza, trial di fase I, II e III, interazione regolatoria. Il modello aiuta moltissimo nelle fasi iniziali di discovery e design, ma non elimina la complessità delle fasi successive.
Cosa significa per chi investe in biotech
Per un investitore che segue il settore — e chi scrive ha posizioni in aziende come Revolution Medicines (RVMD) e GPCR Therapeutics (GPCR) — la notizia ha implicazioni controintuitive. L’arrivo di strumenti potenti di AI nel drug discovery non è necessariamente una minaccia per le biotech specializzate: è un acceleratore. Più candidati di qualità entrano nella pipeline di ricerca, più cresce la domanda di competenze cliniche, regolatorie e manifatturiere che le piccole aziende focalizzate posseggono. Il collo di bottiglia si sposta, non sparisce.
Quello che cambia è la velocità di selezione: le idee cattive vengono scartate prima, quelle buone avanzano con più dati a supporto. Per un settore storicamente afflitto da tassi di fallimento altissimi nelle fasi avanzate, questo è un cambiamento strutturale positivo.
Questo articolo si inserisce in un thread più ampio che stiamo seguendo da tempo: l’intersezione tra longevità, biologia computazionale e mercati finanziari. La scommessa di Zuckerberg sulle proteine è un capitolo importante di quella storia.
Questo articolo è redatto a scopo informativo e non costituisce consulenza finanziaria. Leggi il disclaimer. — Gianni & Claude (Anthropic) / filosofaresuimercati.eu
23/05/26 – Vivere più a lungo e meglio. La nuova ossessione della medicina funziona davvero?
Fonte: Barron’s, Elizabeth O’Brien, 22 maggio 2026

Abby Miller Levy pensa molto a ciò che davvero vale nel settore sanitario. Co-fondatrice della società di venture capital Primetime Partners, investe in start-up che si occupano di tutto, dalla prevenzione della demenza alla “terapia con pellet bioidentici” per migliorare la libido. Solo dopo aver analizzato i numeri, intervistato esperti e valutato ogni angolazione, lei e i suoi soci decidono di investire.
Miller Levy applica un approccio basato sui dati anche alla propria salute. Ha eseguito imaging avanzato, esami del sangue periodici e analisi dei dati. Il suo medico conosce la vera età biologica dei suoi organi vitali; se qualcosa emerge da una scansione, interviene tempestivamente.
“Non esiste un valore che si possa attribuire alla diagnosi precoce di cancro, malattie cardiache e simili”, afferma Miller Levy, 51 anni.
Il termine ombrello per tutto questo è medicina della longevità, e si sta espandendo rapidamente. Il concetto di fondo: monitorare la propria fisiologia con attenzione, seguire trattamenti all’avanguardia della scienza e aumentare le probabilità di una vita più lunga e sana.
Gli sforzi per prolungare la vita risalgono all’antica medicina erboristica cinese (che ancora regge). Oggi molti consumatori puntano al “biohacking” per migliorare la propria salute, o lavorano con medici su programmi di longevità che possono includere imaging avanzato, integratori, farmaci prescritti off-label e altri trattamenti finalizzati a rallentare l’invecchiamento.
La medicina della longevità non è una specialità ufficialmente riconosciuta. Eppure attrae professionisti della medicina interna, endocrinologi e molti altri. E le aziende dell’intero settore sanitario puntano a capitalizzare su questa tendenza.
I GLP-1 fanno parte della proposta longevità, alimentando la crescita di società come Eli Lilly (LLY), Novo Nordisk (NVO) e Hims & Hers Health (HIMS). Tra i dispositivi e le società di monitoraggio figurano DexCom (DXCM), per i livelli di glucosio, e aziende come Garmin (GRMN) che producono smartwatch con biosensori sempre più sofisticati.
Nel complesso, la diagnostica “consumer driven” è un settore in forte crescita, che si sta rapidamente trasformando in un mercato da 4 miliardi di dollari secondo Morgan Stanley, che indica Quest Diagnostics come vincitore tematico. La società di analisi afferma di registrare “tassi di ritorno a doppia cifra” sul suo sito consumer questhealth.com.
Per i consumatori del fai-da-te, il biohacking è oggi accessibile come un ordine su Amazon. Test per monitorare la funzione tiroidea e i marcatori dell’infiammazione possono essere recapitati a domicilio. Peptidi dai nomi che sembrano personaggi di Star Wars (Epitalon, GHK-Cu, BPC-157) vengono spesso promossi dagli influencer come farmaci della longevità.
Anche le banche stanno entrando in gioco. All’inizio di quest’anno, la carta Sapphire Reserve di JPMorgan Chase ha offerto uno sconto sull’abbonamento a Function Health, una società che promette di aiutare i clienti a vivere “100 anni in salute”.
Quanto è solida la base scientifica di tutto questo? Dipende. Nei convegni sulla longevità, i partecipanti si immergono in vasche di acqua fredda tra discussioni di terapia di sostituzione del plasma e microdosi di GLP-1. Gli studi clinici che ne provano i benefici sono molto meno diffusi.
Il capitale di investimento, tuttavia, continua ad affluire. Longevity Technology, una pubblicazione di settore, definisce il 2026 un “anno di svolta” per la biotech della longevità: il capitale totale raccolto nel primo trimestre è cresciuto del 56% su base annua, raggiungendo 3,74 miliardi di dollari.
La società di venture capital di Miller Levy, sostenuta dal veterano Alan Patricof, 91 anni, è in prima fila. Due dei loro investimenti — BetterBrain e Cenegenics — analizzano i biomarcatori individuali e offrono ai consumatori piani mirati per migliorare la salute cerebrale e prolungare la longevità, raccomandando attività come lezioni di pianoforte o olio di pesce per il cervello, oppure piani nutrizionali e di esercizio fisico.
Nonostante le zone grigie della medicina della longevità, i benefici concreti per la salute e le finanze personali possono essere tangibili. Individuare precocemente un cancro o una cardiopatia può salvare la vita. Avere un’idea più precisa di quanto si vivrà permette di richiedere la Social Security al momento ottimale e di adeguare il portafoglio all’aspettativa di vita. Il piano patrimoniale potrebbe presentarsi in modo molto diverso con un approccio più basato sui dati.
Il rovescio della medaglia è che è difficile distinguere i prodotti e i servizi con una reale efficacia medica dall’olio di serpente. Avere troppe informazioni può anche essere dannoso, portando a test e costi inutili, e a più ansia di quanta valga la pena sopportare.
“Ci sono molti progressi, molta conoscenza, e dieci volte più rumore”, afferma il dottor Nir Barzilai, presidente dell’Academy for Health & Lifespan Research.
Connettere i dati
La medicina della longevità comprende molte cose: dai peptidi alle scansioni corporee, dai dispositivi biometrici come l’anello Oura alle analisi avanzate. Alcune opzioni sono economiche, ma andare fino in fondo può far lievitare notevolmente la spesa.
Radence, con sede a West Palm Beach, in Florida, si definisce una pratica a “iscrizione d’élite”, offrendo ai pazienti “una visione a 360 gradi dei dati sulla salute”. La sua quota annuale di 50.000 dollari (più una tantum di iscrizione da 50.000 dollari) include pannelli avanzati di biomarcatori, imaging degli organi, analisi genetica, profilo del microbioma e dispositivi indossabili.
Gli abbonamenti con flussi di ricavi ricorrenti sono ora un modello di business chiave. Function Health, ad esempio, offre ai propri iscritti oltre 160 esami di laboratorio all’anno per 365 dollari e ha recentemente stretto una partnership con Equinox per offrire sconti ai soci della palestra. Function ha anche acquisito Ezra, produttore di scansioni diagnostiche. Una concorrente, Prenuvo, promette “il quadro completo della tua salute” attraverso la risonanza magnetica, a partire da 1.199 dollari per una scansione.
Se c’è un tema comune a tutto questo, è che più dati equivalgono a meno rischi. I sostenitori sostengono che vale la pena monitorare i propri parametri biometrici, spesso in tempo reale, in modo che il medico possa intervenire ai primi segnali di problema.
Non è costoso iniziare. Dispositivi indossabili come un Garmin o un Apple Watch possono indicare la qualità del sonno REM, i segnali di apnea notturna, la saturazione dell’ossigeno nel sangue o eventuali aritmie. I test genetici possono mostrare il rischio di Alzheimer, mentre altri test misurano i telomeri — le estremità dei cromosomi, la cui lunghezza indica l’età biologica.
L’intelligenza artificiale sta contribuendo all’espansione, con aziende che collegano i risultati dei test a raccomandazioni personalizzate basate sui dati biologici degli utenti.
Hims & Hers, distributore online di farmaci per il dimagrimento e la disfunzione erettile, ha recentemente lanciato Labs by Hims & Hers, che offre test sui biomarcatori e un “piano d’azione sviluppato da medici” fino a 349 dollari all’anno.
Per la maggior parte di questi prodotti, i consumatori devono pagare di tasca propria. Le assicurazioni generalmente non coprono i test né i trattamenti offerti sulla base dei risultati.
In un certo senso, la proliferazione dei test domiciliari può essere vista come una risposta a un sistema sanitario costoso e spesso inaccessibile, in cui i pazienti faticano a ottenere un appuntamento e spendono cifre elevate una volta entrati.
La maggior parte dei nuovi prodotti e servizi si colloca al di fuori del sistema assicurativo tradizionale. I piani sanitari in genere non coprono trattamenti sperimentali o in fase di studio. Per farlo, sarebbe necessaria la prova di un “beneficio clinico sostanziale”, e molti interventi sulla longevità non dispongono di tale evidenza.
Parte del problema è un vasto mercato grigio e la mancanza di regolamentazione. I produttori di integratori non sono tenuti a dimostrarne l’efficacia. I risultati dei test di laboratori certificati a livello federale devono essere accurati, ma non necessariamente clinicamente significativi o attuabili. Al di fuori di farmaci come insulina e semaglutide (entrambi peptidi), la FDA non valuta le catene aminoacidiche per l’efficacia a lungo termine.
In senso più ampio, il quadro normativo del paese rafforza un approccio centrato sulla malattia. La FDA supervisiona i farmaci per trattare le patologie. Il sistema premia anche la cura più della prevenzione; i pazienti sono più redditizi quando sono malati.
Alcuni sostenitori della longevità vogliono che l’invecchiamento venga classificato come malattia, in parte affinché la FDA possa approvare trattamenti preventivi. Sono in corso studi clinici; uno importante mira a determinare se la metformina, attualmente approvata come farmaco per il diabete, possa ritardare malattie legate all’età come cancro e demenza, e migliorare la salute cardiaca.
In mezzo all’incertezza, i medici della longevità si vedono — e vedono i loro pazienti — come pionieri. Per ora, la tecnologia viene sperimentata su una “popolazione che se la può permettere”, afferma la dottoressa Julie Chen, direttore medico di Radence, che usa l’IA per analizzare gli studi clinici. Man mano che la tecnologia migliora e i costi scendono, è probabile che venga adottata più ampiamente.
Quali test vale davvero la pena fare?
Se non siete sicuri se vale la pena pagare per una batteria di esami di laboratorio, considerate l’approccio della dottoressa Andrea Klemes: se non ha un solido supporto da studi clinici, non lo raccomanda.
Klemes è direttore medico di MDVIP, una rete di studi di medicina specialistica. Esamina la letteratura scientifica alla ricerca di strumenti diagnostici che mostrino promesse negli studi clinici, e solo pochi superano la selezione.
Un buon test, dice, rileva un enzima chiamato mieloperossidasi, che può indicare un’infiammazione arteriosa. La maggior parte dei pannelli ematici standard non lo include, e le assicurazioni raramente lo coprono. Ma è un biomarcatore con supporto clinico per il rischio imminente di infarto, e lei lo raccomanda presso MDVIP.
“Cerchiamo cose su cui si possa intervenire”, afferma.
MDVIP adotta un approccio cauto verso i test oncologici “liquid biopsy”, un’offerta popolare di molte aziende della longevità. Questi test potrebbero avere senso per i pazienti ad alto rischio, sostiene Klemes, ma possono generare falsi positivi e spesso richiedono ulteriori esami per una diagnosi definitiva.
Altri test non inclusi nella diagnostica standard comprendono quelli epigenetici e sui telomeri, volti a valutare l’età biologica del paziente, e le scansioni MRI total-body, che possono rilevare anomalie non clinicamente significative ma che inducono comunque a procedure di follow-up come le biopsie.
Uno dei migliori test, dice, è a bassa tecnologia. Gli studi clinici collegano la forza della presa della mano alla longevità negli adulti anziani, e per questo lo raccomanda ai pazienti MDVIP.
Il collegamento con le finanze personali
Se i test vi forniscono un’idea più precisa della vostra longevità, potete pianificare di conseguenza. Supponiamo che un test indichi che la vostra età cronologica è superiore a quella biologica — siete un sessantenne nel corpo di un cinquantenne. In questo caso potrebbe avere senso ipotizzare di vivere più a lungo e risparmiare di più. Potreste anche decidere di rimandare la richiesta della Social Security fino a 70 anni per ottenere il beneficio massimo.
Al contrario, se sapeste che un cancro incurabile vi ucciderà a 65 anni, probabilmente richiedeste la Social Security alla prima data utile, a 62 anni. Non dovendo preoccuparvi di esaurire il denaro in vecchiaia, potreste viaggiare per il mondo, comprare un’auto sportiva o fare donazioni anticipate agli eredi.
Il problema, naturalmente, è che i risultati dei test raramente sono in bianco e nero. La maggior parte dei tumori è spontanea e non può essere rilevata con un test genetico. La vostra età biologica potrebbe essere meravigliosamente bassa, ma la malattia spesso si manifesta senza preavviso.
L’Alzheimer è un’altra zona grigia. Il rischio genetico può essere rilevato, ma non esiste una terapia o una cura efficace. Si è lasciati a tentare la prevenzione nella misura del possibile. Un’analisi del 2024 ha rilevato che circa il 45% dei casi di demenza è potenzialmente prevenibile agendo su fattori di rischio come la perdita uditiva, la depressione e il colesterolo elevato.
Tenete presente che conoscere i vostri rischi genetici può risultare controproducente, alimentando preoccupazioni eccessive per anni. “Si possono tracciare troppe informazioni, e questo può rendervi ansiosi”, afferma il dottor Steven Lamm, direttore medico del Preston Robert Tisch Center for Men’s Health della NYU Langone.
Per quanto riguarda gli integratori o i peptidi da banco, non esagerate. La maggior parte non è dimostrata, e alcuni potrebbero persino nuocere. C’è la convinzione che i nutraceutici — un termine ibrido tra nutrizione e farmaceutico — non possano fare male perché naturali, ma “i veleni sono naturali”, avverte Barzilai.
Il superaging hi-tech
Ipotizzando che il costo non sia un problema e che si riesca a convivere con eventuali notizie negative o ambigue, è difficile argomentare contro i test. La tecnologia, inoltre, avanza così rapidamente che potrebbe esserci un beneficio sia in termini di durata della vita che di “health span” — il periodo in cui si vive effettivamente senza malattie gravi.
I consumatori tradizionali dovrebbero porsi domande difficili, non solo sui benefici medici. Avete le risorse finanziarie per vivere fino agli 80, 90 anni o oltre? E avete un piano per affrontare le molte altre dimensioni del superaging, inclusa la possibile necessità di assistenza domiciliare o di strutture residenziali? La solitudine, l’isolamento dalla famiglia e la depressione possono essere particolarmente devastanti per gli anziani, e gli antidepressivi non bastano.
Alcuni medici affermano che sono problemi positivi da avere, a patto che possano essere affrontati. “Ho pazienti che hanno 65, 75, 85 anni e lavorano ancora a tempo pieno contribuendo alla società”, afferma il dottor Joseph Raffaele, medico di Miller Levy a New York. “È questo lo scopo della medicina della longevità.”
Quello che si perde nel clamore mediatico è che si può fare molto da soli. Si potrebbe misurare i propri telomeri — oppure fare semplicemente esercizio fisico, mangiare bene, non fumare ed evitare l’alcol. Questi cambiamenti a basso costo fanno molta strada: l’America potrebbe ridurre le malattie del 50% a livello di popolazione attraverso semplici interventi sullo stile di vita, afferma Lamm.
Uno studio di inizio anno suggerisce che la longevità sia meno sotto il nostro controllo di quanto si pensasse. Ricercatori del Weizmann Institute of Science israeliano hanno scoperto che i geni incidono per circa la metà della longevità umana — molto di più rispetto alle stime precedenti, inferiori al 10%.
Nonostante la genetica, imprenditori tecnologici come Bryan Johnson puntano tutto sul biohacking. Basato a Los Angeles, Johnson aspira a essere il primo essere umano “prototipo” a non morire. Ha speso milioni di dollari all’anno per la propria salute, assumendo oltre 100 integratori al giorno, monitorando centinaia di biomarcatori e consumando esattamente 2.250 calorie preparate da uno chef. Ha anche ricevuto infusioni di cellule staminali.
Johnson vende anche longevità, proponendo integratori personalizzati e altri prodotti. Eppure persino lui ammette che semplici cambiamenti nello stile di vita e nella dieta possono fare molto. “La maggior parte della longevità è un cambiamento comportamentale”, dice Johnson. “Non la si può comprare con i soldi.”

Fonte: Bloomberg. Dati al 19 maggio 2026.
Questo articolo ha finalità informative ed educative e non costituisce consulenza finanziaria né raccomandazione di investimento. Investire comporta rischi, inclusa la possibile perdita del capitale. Prima di prendere decisioni di investimento, consultare un professionista abilitato. Leggi il disclaimer completo.
Gianni & Claude (Anthropic) / filosofaresuimercati.eu
07/02/26 Bloomberg: Perché alcune persone vivono fino a 100 anni nonostante abbiano fatto tutto sbagliato
February 7, 2026 at 2:00 PM GMT+1

By F.D. Flam
F.D. Flam is a Bloomberg Opinion columnist covering science. She is host of the “Follow the Science” podcast.
Takeaways by Bloomberg AIHide
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- A recent study shows that longevity is roughly 50% genetic and 50% environmental, with a substantially higher genetic contribution than earlier research indicated.
- Researchers are working to unravel how genes that slow the aging process work, and are trying to replicate their effects in the rest of the population through drugs or other interventions.
- A healthy diet, regular exercise, and adequate sleep can dramatically improve the chances of living a longer, healthier life, and researchers emphasize that genetic influence does not diminish the benefits of these healthy behaviors.
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Machine translated from English to Italian.
Alcune persone che vivono fino a 100 anni e oltre fumano , bevono superalcolici o tracannano una birra ogni sera. Altre si concedono un gelato ogni giorno o addirittura bevono tre bicchieri di Dr. Pepper . Questo paradosso è uno dei motivi per cui diversi scienziati che studiano l’invecchiamento estremo non sono rimasti sorpresi da un recente studio che mostra come la longevità sia per circa il 50% genetica e per il 50% ambientale, un contributo genetico sostanzialmente superiore a quanto indicato da ricerche precedenti.
Il messaggio da assimilare non è che il nostro tempo sulla Terra sia predeterminato dai nostri geni. Uno sguardo più attento, oltre i titoli dei giornali, rivela qualcosa di più promettente e intrigante. Per la maggior parte di noi, una dieta sana, un’attività fisica regolare e un sonno adeguato possono migliorare notevolmente le possibilità di vivere una vita più lunga e sana.
Eppure, una piccola minoranza di persone nasce con una rara combinazione di geni che in realtà rallenta il processo di invecchiamento. Questi geni li rendono meno suscettibili alle consuete malattie mortali legate all’età – malattie cardiache, Alzheimer e cancro – anche quando non seguono costantemente i consigli del medico.
Non è necessario modificare i geni delle persone per prolungare la longevità. I ricercatori stanno iniziando a comprendere il funzionamento di questi geni e stanno cercando di replicarne gli effetti nel resto di noi attraverso farmaci o altri interventi. Allo stesso tempo, stanno anche lavorando per adattare i farmaci e i consigli dietetici al patrimonio genetico di ogni individuo.
Il nuovo studio, pubblicato su Science e condotto dai ricercatori del Weizmann Institute of Science in Israele, ha attirato grande attenzione per aver dimostrato che i geni svolgono un ruolo un ruolo più importante nella longevità di quanto si pensasse in precedenza, contraddicendo i principali titoli del 2018 che suggerivano che i genicontava molto meno. Le ricerche precedentisi basavano su registri genealogici risalenti a diversi secoli fa e potrebbero aver stimato un contributo genetico molto inferiore – circa il 7% – perché molte persone morivano a causa di malattie infettive.
Diversi altri studi hanno stimato il contributo genetico alla longevità a circa il 20%. Ma gli scienziati che studiano l’invecchiamento affermano che questi risultati
non misurano sempre la stessa cosa. Le ultime ricerche hanno combinato diversi set di dati e utilizzato un modello matematico per filtrare i decessi dovuti a incidenti, malattie infettive e altre cause difficilmente influenzabili dai geni.
Questi fattori hanno avuto un ruolo ancora più importante nei secoli precedenti, quando la diffusa mortalità precoce manteneva l’aspettativa di vita media ben al di sotto dei 50 anni. Oggi, l’aspettativa di vita negli Stati Uniti è aumentata fino a quasi 80 anni, nonostante il genoma umano non sia cambiato.
Un concetto chiave è che l’equilibrio tra fattori genetici e ambientali cambia con l’avanzare dell’età. “È davvero importante fare una distinzione tra ciò che serve per arrivare a 80 anni, rispetto a ciò che serve per arrivare a circa 100, o addirittura a età più avanzate come 105 o addirittura 110”, ha affermato Thomas Perls, geriatra del Boston University Medical Center.
Perls, fondatore e direttore del New England Centenarian Study, stima che la longevità fino alla metà degli 80 anni sia determinata per circa il 25% dai geni e per il 75% dall’esposizione ambientale e dai comportamenti salutari. Utilizzando i dati raccolti dal suo gruppo di ricerca, ha scoperto che il raggiungimento dei 100 anni era ereditario al 62%, mentre la sopravvivenza a età ancora più avanzate si avvicinava all’80%.
I comportamenti sani, ha affermato, includono una dieta nutriente, il mantenimento di un peso sano, l’attività fisica regolare, il non fumare e il consumo di alcolici solo occasionalmente, se non addirittura per niente. Altrettanto importanti, ha aggiunto, sono la gestione efficace dello stress e un atteggiamento positivo nei confronti dell’invecchiamento.
Altri ricercatori concordano sul fatto che un ruolo genetico più importante in età estreme non riduce i benefici dell’esercizio fisico, del sonno e della dieta. Dovremmo cercare di ottimizzare tutti questi aspetti, ha affermato Nir Barzilai, direttore dell’Institute for Aging Research presso l’Albert Einstein College of Medicine. Ma per pochi fortunati, nemmeno le cattive abitudini riescono ad accorciare la vita.
In uno studio del 2011 su 477 persone di età compresa tra 96 e 109 anni, Barzilai e i suoi colleghi dell’Institute for Aging Research della Yeshiva University hanno scoperto che questi individui avevano in realtà comportamenti leggermente peggiori rispetto ai soggetti di controllo. Circa il 50% fumava, circa la metà era obesa o sovrappeso e meno del 50% praticava anche solo un’attività fisica moderata. “Quindi, come gruppo, non si comportavano affatto bene”, ha detto Barzilai.
Nonostante ciò, presentavano lo stesso numero di geni associati a cancro, morbo di Alzheimer, malattie cardiache e diabete del gruppo di controllo. Il loro vantaggio era invece legato alla presenza di geni associati a un processo di invecchiamento più lento, geni che sembravano proteggerli da queste malattie, proprio come la giovinezza protegge i più giovani.
Come funzionano questi cosiddetti geni anti-invecchiamento? Barzilai ha affermato che tendono a sopprimere gli ormoni che promuovono la crescita. Anche diversi farmaci esistenti potrebbero avere questo effetto, tra cui la metformina, un farmaco antidiabetico, e gli inibitori del GLP-1 ampiamente utilizzati per il diabete e l’obesità.
Un altro motivo per sospettare che l’influenza genetica aumenti con l’età è fornito dai trend storici. Sebbene l’aspettativa di vita sia aumentata drasticamente nell’ultimo secolo, la percentuale di persone che vivono fino a 100 anni è cambiata molto poco, ha affermato Paola Sebastiani, biostatistica presso la Boston University.
I ricercatori avvertono inoltre che non dovremmo dare per scontato che tutti i fattori ambientali siano sotto il controllo individuale. La longevità è strettamente legata, tra gli altri fattori, allo status socioeconomico e all’esposizione all’inquinamento atmosferico. Per aiutare tutti a vivere una vita più lunga e sana, è necessario che la società renda uno stile di vita sano più accessibile e conveniente.
Molti dei rari anziani d’élite che superano i 100 anni lo fanno senza diventare fragili, spendere fortune o seguire diete estreme a base di verdure miste e integratori . Jeanne Calment, la donna francese spesso citata come la persona più longeva di sempre, avrebbeiniziato a fumare quando viveva in una casa di cura all’età di 112 anni, per poi vivere altri dieci anni. Eppure, per la maggior parte della sua vita, ha fatto regolarmente esercizio fisico, ha mangiato cibi freschi e si è presa cura di sé. Questa combinazione offre agli scienziati un motivo per sperare che un giorno molti di noi possano avvicinarsi ai 120 anni pur rimanendo sani e godendosi la vita.
17/08/25 Forbes: E se i cani potessero vivere più a lungo e in salute?
Celine Halioua di Loyal ha raccolto 135 milioni di dollari da investitori di punta per sviluppare pillole per la longevità canina—e si aspetta di ottenere la sua prima approvazione condizionale dalla FDA il prossimo anno.
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Dog Years: Loyal CEO Celine Halioua doesn’t know exactly how old her Rottweiler rescue Della is (“about 12”) but she may not have much time left. “It is actually heartbreaking how old she is. It’s very motivating.”… -
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I cani non vivono abbastanza a lungo. Il Labrador di famiglia potrebbe arrivare a 14 anni; razze più grandi come i Bovari del Bernese sono fortunati a raggiungere i 9. Celine Halioua pensa che meritino qualche anno in più. Scienziata, ex dottoranda a Oxford e ex capo dello staff presso il primo fondo di venture capital focalizzato su biotecnologie legate alla longevità, ha trascorso gli ultimi quasi sei anni a costruire Loyal, una startup di San Francisco che sviluppa farmaci per ritardare l’invecchiamento canino, mirando a squilibri metabolici e ormonali prima che diventino malattie. La prima pillola per la longevità al gusto di manzo dell’azienda potrebbe arrivare sul mercato entro il 2026, potenzialmente estendendo la vita dei cani—e forse un giorno anche la nostra.
“Ho capito che farlo per gli umani avrebbe richiesto miliardi di dollari, problemi di brevetti e traumi, ma si poteva fare per i cani,” dice Halioua, 30 anni, il cui cane, Della, è un mix di Rottweiler anziano che ha adottato tre anni fa.
Loyal non ha ancora ricavi, ma Halioua è in trattative con la FDA e ha superato i primi ostacoli. Nell’ambito del programma di approvazione condizionale dell’agenzia per farmaci veterinari innovativi, Halioua spera di ottenere il via libera per essere sul mercato con il suo primo farmaco, che modifica il metabolismo dei cani anziani (di età pari o superiore a 10 anni) per imitare una dieta a basso contenuto calorico, che ha dimostrato di estendere la loro vita, il prossimo anno. Loyal ha anche in sviluppo un’iniezione e una pillola per allungare la breve vita dei cani di grossa taglia, limitando un ormone della crescita più prevalente nei cani grandi rispetto a quelli piccoli.
Halioua ha raccolto 135 milioni di dollari in capitale proprio (e ulteriori 20 milioni in debito di venture) da investitori di punta che includono Bain Capital, First Round, Khosla Ventures e Valor Equity Partners a una valutazione di 425 milioni di dollari. Il mercato è potenzialmente enorme: ci sono quasi 90 milioni di cani in circa 60 milioni di famiglie negli Stati Uniti, secondo l’American Veterinary Medical Association. L’anno scorso, queste famiglie hanno speso in media 1.852 dollari per i loro cuccioli, un aumento del 6% rispetto al 2023. I farmaci di Loyal hanno il potenziale per generare rapidamente centinaia di milioni di dollari di ricavi, qualora ottenessero l’approvazione regolamentare.
Ecco perché Loyal è entrata nella lista di quest’anno delle Next Billion-Dollar Startups, la vetrina annuale di Forbes delle 25 aziende che riteniamo più probabili di raggiungere una valutazione di 1 miliardo di dollari. Sebbene l’intelligenza artificiale domini la coorte di quest’anno, Loyal dimostra che non tutte le startup in fase iniziale di successo devono essere nell’IA. “Ci sono alcune cose troppo importanti per non provarci. Loyal sarebbe tra queste—e sembra aver funzionato abbastanza bene,” dice l’investitore Vinod Khosla, la cui azienda ha investito in almeno 10 startup legate alla longevità e i cui cani sono Terranova, una razza gigante che può pesare fino a 150 libbre.
Sebbene il mercato iniziale di Loyal siano i cani, spera che il successo lì aprirà un giorno uno ancora più grande: le persone. Ma questo è un compito erculeo. Ottenere l’approvazione di un farmaco per la longevità per i cani potrebbe costare 25 milioni di dollari e richiedere cinque anni. Crearne uno per gli umani e ottenerne l’approvazione costerebbe almeno 1 miliardo di dollari e richiederebbe ben oltre un decennio. Inoltre, il campo della longevità umana è noto per ciarlatani, integratori non provati e cliniche improvvisate.
“Le persone pensano alla longevità e pensano a olio di serpente o miliardari che cercano di vivere per sempre e a promesse esagerate. L’approccio di Loyal è molto più sfumato,” dice Halioua. Alla fine, pensa che la scienza prevarrà. “Penso che il pubblico generale sarà sbalordito quando si renderà conto che può andare dal veterinario e ottenere un farmaco per estendere la durata della vita dei loro cani,” dice. “Poi diranno, ‘Perché non posso farlo per mia nonna?’”
Halioua, ex allieva della lista Forbes 30 Under 30 del 2022 in Scienze, è cresciuta ad Austin, Texas. Sua madre, un’immigrata marocchina con un dottorato incentrato sulla nutrizione, e suo padre, un immigrato tedesco che lavorava come falegname, si erano stabiliti lì quando era più nota per gli hippie che per le Tesla. È cresciuta con una ménagerie che includeva più di 10 gatti, diversi cani e altri animali salvati. “Avevamo sempre gattini e scoiattoli selvatici, opossum, tartarughe e uccelli con ali rotte,” dice.
All’Università del Texas ad Austin, ha iniziato come specializzanda in arte ma ha presto scoperto che la sua vera passione era la scienza. Lunghe ore in laboratorio e due estati lavorando su malattie neurologiche al Sanford Consortium for Regenerative Medicine a San Diego hanno ulteriormente affinato il suo interesse per la medicina preventiva e la longevità.
“Non aveva senso per me che aspettassimo che questi pazienti fossero diagnosticati con una malattia acutamente terminale per poi cercare di intervenire e aiutarli,” dice. “Non aspettiamo che il motore della nostra auto fumi in autostrada per fare manutenzione. Facciamo manutenzione nel tempo. Perché non lo facciamo con il corpo umano?”
“Tutti dicevano, ‘Non è possibile.’ Io dicevo, ‘È possibile.’”
Nel gennaio 2018, mentre perseguiva un dottorato in economia sanitaria della terapia genica a Oxford, si unì al Longevity Fund, una società di venture capital con sede a San Francisco (poi abbandonò ufficialmente Oxford nel 2019). Lì, apprese di ricerche iniziali che mostravano come un singolo cambiamento genetico potesse estendere la vita di un nematode. Ne fu sbalordita. In seguito lesse uno studio fondamentale di 14 anni sulla restrizione calorica nei Labrador retriever del Purina Institute, che scoprì che ridurre del 25% ciò che mangiavano poteva aumentare la loro durata di vita di quasi due anni. Ora ha un tatuaggio distintivo sul braccio della testa di un Labrador, il volto di un topo e il corpo sinuoso di quel nematode, il trio che rappresenta alcuni degli studi di estensione della vita di maggior successo mai condotti. “Questa biologia esisteva da decenni,” dice. “Ero diventata estremamente affascinata, un po’ ossessionata, da essa, ma nessuno l’aveva mai trasformata in un medicinale.”
Trovò un collaboratore affine nel 2019: l’investitore Greg Rosen, ora partner di BoxGroup, che stava pensando di creare una startup di clonazione di cani basata su alcune ricerche viste in Corea del Sud. Halioua gli propose un’idea adiacente da Philz Coffee in Folsom Street a San Francisco. “Disse, ‘Guarda, non so nulla di clonazione di cani, ma tutto il mio lavoro è sulla longevità. Che ne dici di un business sulla longevità dei cani?’” dice Rosen. “Abbiamo trascorso i successivi sei mesi insieme a elaborarlo. ‘È tecnologicamente fattibile, e possiamo anche raccogliere fondi per questo?’”
Nel gennaio 2020, Loyal fu lanciata con 4,5 milioni di dollari in finanziamenti iniziali e un obiettivo singolare: sviluppare il primo farmaco per l’estensione della vita. “Tutti dicevano, ‘Non è possibile,’” dice Halioua. “Io dicevo, ‘È possibile.’”
La sua prima idea fu di sviluppare un’iniezione di terapia genica monouso per rallentare l’invecchiamento nei cani di grossa taglia inibendo un ormone della crescita. Ma la terapia genica è incredibilmente costosa—un problema per i proprietari di cani che pagano in contanti—e un’iniezione monouso aumentava anche i rischi che qualcosa andasse storto. “Non la darei al mio cane se avesse una possibilità su 1.000 di ucciderlo,” dice.
Tornò al tavolo da disegno e decise di concentrarsi su iniezioni e pillole più tradizionali, più economiche e sicure perché i farmaci non inducono un cambiamento genetico permanente. Anche se l’azienda non ha ancora fissato i prezzi, immagina che potrebbero essere tra il costo di un farmaco per la filariosi e le iniezioni per l’artrite, o meno di 150 dollari al mese. “Non ho intenzione di fare speculazioni sui prezzi o altro,” dice.
Il suo tempismo fu impeccabile: nel 2019, la FDA aveva ampliato l’approvazione condizionale per determinati farmaci animali innovativi, permettendo ai produttori di farmaci come Loyal di vendere i loro medicinali dopo aver dimostrato la loro sicurezza e capacità di produrli, ma prima di aver pienamente provato la loro efficacia. Hanno poi cinque anni dopo l’approvazione per dimostrare che il farmaco funziona con studi clinici continui.
A febbraio, Loyal ha superato una pietra miliare significativa verso l’approvazione condizionale del suo primo farmaco, che imita la restrizione calorica, quando il Centro di Medicina Veterinaria della FDA ha detto che l’azienda aveva dimostrato di avere una “ragionevole aspettativa” di efficacia. Halioua era a un matrimonio a Panama con il suo ragazzo (ora fidanzato) quando ricevette la notizia dal suo team regolamentare tramite Slack. Ancora in piscina, iniziò a urlare quando seppe la notizia. Gli altri ospiti “pensavano ‘questa americana rumorosa,’” dice ridendo. “Poi si resero conto che stavo festeggiando. Penso che credessero che mi avessero fatto una proposta di matrimonio e portarono dello Champagne.”
Alla Barlow Trail Veterinary Clinic a Sandy, Oregon, vicino al Monte Hood, la dottoressa Jaime Houston ha iscritto 105 cani allo studio di Loyal sul suo primo terapeutico, che aiuta a regolare il metabolismo dei cani anziani per aiutarli a vivere più a lungo. “La maggior parte dei miei clienti che hanno cani più vecchi, ne discuto con loro di Loyal, e nove su dieci vogliono che i loro cani siano nello studio,” dice Houston.
Loyal ha somministrato la prima dose al suo primo paziente, un whippet di 11 anni di nome Boo, presso l’Animal Hospital di Dauphin County a Harrisburg, Pennsylvania, nel dicembre 2023. Lo studio in doppio cieco, controllato con placebo, che dovrebbe durare circa cinque anni, ha ora iscritto 1.300 cani in più di 70 cliniche veterinarie in tutto il paese. È il più grande studio clinico sugli animali mai condotto.
Halioua ha un secondo farmaco in sviluppo incentrato sui cani di grossa taglia. La versione in pillola si basa su una molecola creata dalla società quotata in borsa Crinetics Pharmaceuticals che era originariamente parte di un farmaco umano per trattare problemi con troppo ormone della crescita. “Avevano questa ipotesi sui cani di grossa taglia, e noi avevamo questo composto di classe clinica che non avremmo fatto nulla con,” dice il cofondatore e chief scientific officer di Crinetics, Steve Betz. Ancora meglio, dal punto di vista di Loyal, era già stato testato—e dimostrato di ridurre l’ormone della crescita—in ratti e cani.
Alla fine, il lavoro di Loyal con i cani potrebbe indicare la strada per i farmaci per la longevità umana. Ma nel frattempo, Halioua è convinta che i farmaci saranno un punto di svolta per i milioni di americani con cani più vecchi che desiderano avessero più tempo. “Non ho mai davvero avuto ansia che potessimo sbagliare,” dice. “È qui che il mondo andrà.”
Takeaway: Celine Halioua di Loyal ha raccolto 135 milioni di dollari per sviluppare farmaci per la longevità canina, con una pillola al gusto di manzo che potrebbe arrivare sul mercato nel 2026, potenzialmente estendendo la vita dei cani. Con l’approvazione condizionale della FDA attesa il prossimo anno e un mercato di quasi 90 milioni di cani negli Stati Uniti, Loyal è nella lista di Forbes delle Next Billion-Dollar Startups, mostrando che le startup di successo non devono essere solo nell’IA.
Barron’s: L’America sta invecchiando. Come sfruttare l’economia della longevità.
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Joseph Coughlin, responsabile dell’Age Lab del MIT, vede opportunità di crescita e innovazione mentre la popolazione anziana cresce. -
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Circa il 20% della popolazione americana avrà più di 65 anni tra soli cinque anni. Le ramificazioni economiche di questa cosiddetta “onda dell’età” potrebbero includere condizioni lavorative più rigide, maggiori esigenze sanitarie e costi elevati per i programmi sociali. Per questi e altri motivi, una popolazione che invecchia potrebbe rendere più difficile l’espansione economica nei prossimi decenni.
Tuttavia, Joseph Coughlin, fondatore e direttore del MIT Age Lab, vede opportunità per l’innovazione e la crescita. Coughlin guida un team focalizzato sulla ricerca multidisciplinare sui cambiamenti nei comportamenti degli americani più anziani e sui modi per migliorare la qualità della vita. Il suo recente libro, Longevity Hubs: Regional Innovation for Global Aging, esplora i punti caldi dell’innovazione per la popolazione mondiale che invecchia, che potrebbero offrire un modello per superare le minacce economiche e sociali.
Barron’s ha recentemente intervistato Coughlin sull’economia della longevità, le tendenze della forza lavoro, le aziende innovative e i modi in cui le imprese e gli investitori possono capitalizzare su una popolazione anziana in crescita. Di seguito una versione modificata della conversazione.
Barron’s: Le azioni sono in calo quest’anno, in parte a causa delle preoccupazioni degli investitori sull’impatto potenziale delle tariffe dell’amministrazione Trump. Cosa significa il sell-off del mercato per gli americani più anziani?
Joseph Coughlin: Chi di noi è nella decade prima del pensionamento si rende conto che non solo potremmo dover posticipare i piani di pensione, ma anche unirci ai nostri figli millennial e della Generazione Z nell’idea che un “lavoretto extra” non sia più un’attività occasionale; è una nuova normalità necessaria sia per un reddito aggiuntivo sia per proteggersi dall’incertezza della pensione.
La pensione includerà più lavoro per la prossima generazione di pensionati rispetto a qualsiasi generazione precedente. Questo non solo per l’incertezza del reddito per quella che potremmo chiamare la generazione del 401(k), ma per l’incertezza in generale e per spese impreviste e nascoste come la salute, la manutenzione della casa e la necessità di assistenza domiciliare per sostituire il supporto un tempo fornito dalla famiglia. Inoltre, c’è l’incertezza su quanto tempo vivremo.
Come cambierà l’economia statunitense con una popolazione più anziana? Di quali cambiamenti non parliamo abbastanza?
Le demografie dirompenti dell’invecchiamento globale e il potere d’acquisto dell’economia della longevità sono tra le poche tendenze chiaramente evidenti che rimodelleranno i mercati, la forza lavoro e l’innovazione. Ora abbiamo un numero senza precedenti di persone anziane che raggiungono l’età della pensione. Abbiamo sempre avuto persone anziane e pensionati, ma la generazione che va in pensione ora richiede di scrivere una nuova narrazione.
Vedo due facce dell’economia della longevità. La prima è quella che chiamo il lato “push”—nuove imprese e servizi che “supportano” una società che invecchia. Gli analisti degli investimenti e gli investitori guardano alla vecchiaia attraverso una lente tradizionale, tipicamente equiparando i loro nonni a un mercato delle dimensioni della terza economia mondiale. Pensate a residenze per anziani, dispositivi medici, farmaci, assistenza sanitaria di base. Questa è la visione vecchia e antiquata del consumatore anziano—una visione che dice che i consumatori più anziani sono o con le stampelle o in crociera. Si basa su assunzioni limitate sui consumatori che invecchiano.
La vera opportunità—e ciò che mi entusiasma—è il lato “pull”, dove i consumatori anziani dinamici chiedono innovazione per soddisfare le loro ambizioni. I consumatori più anziani sono spesso descritti come riluttanti a provare qualcosa di nuovo o congelati nel tempo. Forse le aziende non sono semplicemente riuscite a entusiasmare e deliziare il consumatore anziano che ha denaro ma non ha visto nulla di nuovo, figuriamoci di entusiasmante.
Quali aziende stanno facendo bene?
Nessuno suggerirebbe che [l’azienda privata] Dyson, che produce elettrodomestici, realizzi prodotti per persone anziane, ma la facilità d’uso, il peso leggero e la varietà di colori rendono le offerte del marchio attraenti per acquirenti più anziani e più giovani. Allo stesso modo, il mercato delle scarpe slip-on—Nike (NKE ) e Skechers (andata: e’ arrivata un’OPA) sono leader—offre prodotti comodi per il giovane genitore in movimento e il nonno che ora è meno flessibile fisicamente.
Apple (AAPL ) è riuscita a fornire dispositivi puliti e intuitivi, non interfacce piene di pulsanti grandi e brutti. Viking Holdings (VIK) offre più di una crociera; risponde alle aspirazioni dei consumatori di continuare a imparare e divertirsi nel corso della vita.
Sei ottimista sul fatto che gli americani più anziani possano rimanere nella forza lavoro più a lungo? Non è sempre stato così.
Chi di noi guadagna con una tastiera e simili probabilmente potrà continuare a lavorare, anche se magari non nella stessa professione. La pensione è stata pensata per chi fa lavori [fisici]. Parlo di camionisti, operai siderurgici, lavoratori dei servizi, quelli che stanno in piedi per nove, dieci, dodici ore al giorno.
La vecchiaia richiede una nuova storia e un approccio sistemico per pensare a chi non può più lavorare perché, francamente, il loro corpo ha ceduto, e a chi non lavora perché il sistema non li vuole.
Una politica di partenariato pubblico-privato potrebbe essere il miglior approccio [per aiutare le persone a lavorare più a lungo]. Si tratta di trasformare la narrazione del lavoro, tanto quanto il posto di lavoro fisico. Il governo può agire come stabilizzatore di agenda e policymaker, prima proteggendo i diritti di chi ha bisogno di andare in pensione.
In secondo luogo, aiutando il sistema educativo a sviluppare e riconoscere ulteriori innovazioni come il microcredentialing, rendendo l’educazione e i cambiamenti professionali nel corso della vita la norma, non l’eccezione.
Terzo, il governo potrebbe sostenere una riprogettazione del posto di lavoro—e di quasi ogni luogo—per essere non solo adatto agli anziani, ma pronto per l’età. Sappiamo di essere una società che invecchia. Il governo può fornire incentivi fiscali e promuovere le migliori pratiche. Il settore privato può intervenire con la maggiore flessibilità necessaria a molti lavoratori più anziani che sono anche caregiver, e aggiungere supporto per spazi di lavoro riprogettati per corpi che sperimentano cambiamenti nella vista, flessibilità, forza e resistenza.
C’è anche un’opportunità per i datori di lavoro di investire in robotica e co-robotica non solo per l’efficienza, ma per ridurre lo sforzo, la fatica e gli infortuni, migliorando il posto di lavoro per ogni fascia d’età.
Ma molte persone possono trovare cose da fare. L’economia dei lavoretti non è più solo per i giovani. Troviamo molte persone, specialmente i pensionati più giovani, che aprono un Airbnb (ABNB) o guidano per Uber. Parlo dell’idea di non lavorare a tempo pieno, ma di fare un passo indietro, magari assumendo lavori part-time o classici lavori da gig dove le persone vengono pagate meno per più libertà, più flessibilità.
Negli ultimi anni si è discusso molto dei potenziali benefici personali ed economici dell’invecchiare a casa. È fattibile per la maggior parte delle persone?
Mi piace sempre chiedere alle persone, come domanda di pianificazione della longevità, se hanno qualcuno che cambierà le loro lampadine? O meglio ancora, come si sposteranno? Quasi il 70% di coloro che hanno più di 50 anni vive in aree suburbane e rurali. Non ci sono molti autobus o sistemi di metropolitana in periferia.
Ma c’è speranza. Molte persone hanno scoperto le app durante la pandemia, e questo può essere come un’assistenza virtuale. Ad esempio, con Uber e Lyft che diventano più disponibili, improvvisamente le periferie non sono più così lontane come una volta. Farsi consegnare un pasto quando serve. Quindi, sono cautamente ottimista sul fatto che invecchiare a casa sia possibile. Sarà guidato in gran parte dall’innovazione e dalle aziende che capiscono che c’è un mercato reale là fuori, alimentato dalla passione delle persone di voler rimanere a casa loro.
Come ha influenzato la possibilità di una longevità estesa—diciamo, vivere oltre i 100 anni—il modo in cui gli americani pensano alla traiettoria delle loro vite e agli anni della pensione?
Man mano che viviamo più a lungo, l’attenzione non è solo su cosa faranno le persone in pensione. Ciò che stiamo scoprendo con una vita più lunga è che i giovani stanno estendendo fasi della vita che prima erano più brevi, o inventando nuove fasi della vita. Questo cambia tutto, dall’acquisto di una casa al trovare un partner e accumulare ricchezza. È una sorta di effetto a cascata della longevità. Ci siamo concentrati sul pensionato più anziano, ma questa valutazione è incompleta.
Dobbiamo guardare a cosa fa una vita di 100 anni alle nostre aspettative e comportamenti, e probabilmente più importante, come il governo e le imprese innoveranno attorno a demografie dirompenti che non si adattano alla trama in vigore nell’ultimo secolo.
Qual è il probabile impatto economico di un cambiamento di mentalità attorno alla longevità?
I due maggiori effetti economici sono probabilmente il ritardo nell’accumulo di ricchezza e la fertilità. Il tasso di natalità negli Stati Uniti sta crescendo solo tra le donne sopra i 35 anni, in particolare tra quelle sopra i 40 anni. E, a proposito, servono 2,1 figli per donna solo per mantenere la crescita della popolazione stabile. [Il tasso di fertilità negli Stati Uniti ha raggiunto il livello più basso mai registrato l’anno scorso, scendendo a 1,62 nascite per donna.]
L’impatto netto della nostra popolazione che invecchia potrebbe essere una crescita economica più lenta, poiché più persone lasciano la forza lavoro e richiedono più cure. Come possono gli Stati Uniti contrastare questo?
Mi piace dire che l’economia è due parti matematica e una parte stregoneria, mentre la previsione tecnologica è due parti preghiera e una parte ingegneria. Ma la demografia è destino, e le demografie dirompenti di un mondo che invecchia richiedono un approccio sistemico. L’immigrazione è parte di quel sistema.
Tuttavia, non possiamo solo contare i corpi come sostituti della forza lavoro. Devono essere corpi che siano addestrati per ciò di cui abbiamo bisogno o che possano accedere a un’infrastruttura di educazione e socializzazione che trasformi numeri grezzi in talenti raffinati.
Come possono gli investitori capitalizzare su alcune delle tendenze che una popolazione che invecchia stimolerà?
Questa è un’opportunità di investimento incredibile e senza precedenti. La prossima generazione di persone anziane crede che ci sia una pillola, un prodotto o una politica che non solo le aiuterà a vivere più a lungo, ma a vivere meglio. L’opportunità di investimento è puntare su aziende all’avanguardia dell’innovazione.
Le parole chiave da cercare per questa nuova opportunità di investimento nell’economia della longevità sono cose come “facile”, “conveniente”, “benessere” e “prestazione”. Ciò che è bello di queste parole è che attraggono tutte le età. Ma man mano che si invecchia, queste parole diventano più critiche.
E non dimentichiamo la parola con la “F”—divertimento. Oltre a giocare a pickleball, gli adulti più anziani di oggi vogliono sentirsi bene, apparire alla moda e vivere pienamente. Questo richiede innovazione in tutto, dalla tecnologia della moda adattiva alle esperienze di viaggio immersive fino alle piattaforme sociali progettate per utenti maturi senza segnalare che le offerte sono per persone “vecchie”. Le opportunità si estendono ai mercati del lusso, alla tecnologia del benessere e a ciò che chiamo vendita al dettaglio senza età—marchi che capiscono che stile e vitalità non hanno una data di scadenza.
Un’opportunità di investimento importante in queste aree è anche rappresentata dalle donne. All’interno della popolazione che invecchia, i catalizzatori dell’innovazione, i principali responsabili degli acquisti, sono le donne. Vivono più a lungo 😒, sono le principali caregiver e le consulenti più fidate per i giovani. E comprano quasi tutto ciò che si può immaginare.
Il futuro non riguarda solo vivere più a lungo—riguarda vivere meglio. Questo divario tra l’invecchiamento tradizionale e le aspirazioni moderne crea uno spazio bianco maturo per investimenti e innovazione. Per gli investitori che capiscono questo cambiamento, l’economia della longevità offre qualcosa di raro: una tendenza massiccia e prevedibile che è ancora fondamentalmente fraintesa dal mercato.
Grazie, Joe.
Scritto da Megan Leonhardt megan.leonhardt@barrons.com
31/12/24 Barron’s: Dott. Frank Lipman e le strategie all’avanguardia per aumentare la longevità
Cresciuto in Sudafrica sotto l’apartheid, il dott. Frank Lipman ha frequentato la scuola di medicina lì ed è diventato medico nel 1979. Pochi anni dopo, è emigrato negli Stati Uniti ed è stato sponsorizzato per una carta verde dal Lincoln Hospital nel Bronx, dove era primario medico residente. “Dopo alcune settimane, mi sono reso conto che la medicina è molto diversa qui, ed ero disilluso”, dice Lipman nel nostro ultimo podcast The Way Forward. “Ho pensato di dover esplorare altre opzioni, e c’era una clinica di agopuntura collegata all’ospedale. Per farla breve, mi sono innamorato dell’agopuntura.”
Durante la sua residenza, Lipman ha iniziato a imparare l’agopuntura e la medicina cinese mentre faceva la sua formazione in medicina interna. “Mi sono reso conto presto delle carenze della medicina occidentale”, dice. “Se avevi una polmonite acuta, se ti rompevi un osso, se avevi un’appendicite acuta, era meravigliosa, ma non è molto brava a trattare i problemi cronici”. Al contrario, “Andando alla clinica di agopuntura, ho visto che stavano aiutando gli stessi problemi che non stavamo aiutando in ospedale”.
Questo ha dato inizio al viaggio di Lipman per esplorare ulteriori modi per aiutare i pazienti. “Mi sono appassionato di nutrizione, erbe, agopuntura, meditazione cinese, yoga, lo chiami”, dice. “Quarant’anni dopo, sto praticando quella che chiamo ‘buona medicina’. Se vieni da me con un’infezione, ti darò un antibiotico. Ma se vieni con un problema cronico, probabilmente userò altri modi per trattarti prima di ricorrere ad un farmaco.”
Nel 1992, Lipman ha fondato l’Eleven Eleven Wellness Center a Manhattan, una pratica medica integrativa che combina approcci occidentali, orientali e tradizionali al trattamento del corpo. Lipman ha anche scritto sette libri incentrati sulla salute e la longevità. Di seguito sono riportati i punti salienti della nostra conversazione, che sono stati modificati per chiarezza.
Cinque elementi fondamentali per la salute. “Devi sempre guardare a quelli che io chiamo i miei cinque elementi fondamentali. Cioè dieta, esercizio fisico, stress, sonno e poi quello che io chiamo gli intangibili, che si tratti di connessioni, relazioni o stato emotivo di qualcuno. È anche una relazione con te stesso, essere gentili, avere gratitudine e fare ciò che ti appassiona. Tutti questi fattori influenzano la tua salute. E se non lavori su quelle cinque basi, è molto difficile essere in salute, soprattutto con l’età.”
Progressi nella personalizzazione dei trattamenti dei pazienti. “Penso che abbiamo raggiunto un punto in medicina in cui possiamo mettere a punto e adattare i trattamenti a ogni individuo. Ci sono suggerimenti generici come tutti dovrebbero fare esercizio e combinare l’esercizio aerobico con l’allenamento della forza. Ma abbiamo raggiunto un posto in medicina, combinando esami del sangue e test genetici, dove possiamo personalizzare non solo la dieta di qualcuno, ma anche l’esercizio fisico, quali integratori sarebbero utili per loro e gli ormoni che possiamo dire dagli esami del sangue. Fondamentalmente possiamo personalizzare il programma di qualcuno, il che è un bel punto di svolta.”
Ottimismo sul trattamento delle malattie cardiache e dell’Alzheimer. “Siamo arrivati a un punto dove possiamo prevenire tutte queste malattie di cui siamo pietrificati. I tumori sono più complicati. Non ci andrò perché alla fine penso che probabilmente potremmo prevenire la maggior parte dei tumori. Ma le malattie cardiache e l’Alzheimer, due malattie che sono un’epidemia di cui tutti hanno paura, sono fondamentalmente prevenibili”.
Biohacking. “Il modo per capire il biohacking è: ‘Come faccio a migliorare il funzionamento del mio corpo?’ Alcuni nutrienti possono farlo. Gli ormoni possono farlo. Per me, il tuo biohack più importante è quanto bene dormi. Le persone controllano la glicemia, quindi indossano un monitor continuo della glicemia e vedono quali alimenti aumentano la glicemia e si adattano di conseguenza. Molte persone indossano un anello Oura per controllare il loro sonno. Ci sono molti di questi dispositivi indossabili che puoi controllare come stai funzionando e quindi hackerare o regolare di conseguenza.”
28/12/23 Barron’s: 7 cose da fare nel nuovo anno per una vita più lunga e più sana
DaNeal TemplinSegui
La colpa non è nei nostri geni, ma in noi stessi.
La maggior parte di noi vorrebbe una vita lunga e sana. Ma milioni di americani muoiono troppo giovani, e altri milioni vivono in cattive condizioni di salute per molti anni.
Non deve essere così. Sì, la genetica gioca un ruolo nella lotteria della longevità, in particolare per coloro che vivono fino a 100 o più, ma il modo in cui viviamo le nostre vite è un fattore più importante per la maggior parte delle persone, dicono gli scienziati.
Gli scienziati pensavano che la genetica rappresentasse circa un quarto della longevità. Alcune ricerche recenti hanno scoperto che la genetica rappresenta meno del 10% di quanto tempo vivrai.
“Piu’ invecchia, più la tua genetica ha la precedenza. Ma devi prima vivere per essere più vecchio”, il Dr. Stephen Schimpff, un internista in pensione del Maryland, dice a Barron.
Barron ha parlato con medici e scienziati per compilare un elenco di sette cose che dovresti fare per aiutarti a vivere una vita lunga e sana. Esercitati regolarmente. Mangia sano. Bevi moderatamente, se non del tutto, e non fumare. Dormi abbastanza. Mantenere relazioni forti. Sfida il tuo cervello. Gestisci lo stress.
Altri hanno guardato la stessa domanda e hanno escogitato liste simili. Dr. Peter Attia, nel suo libro Outlive: The Science and Art of Longevity, e nella sua pratica medica, consiglia alle persone di puntare alle migliori misure di salute possibili mentre sono giovani o di mezza età, compresi i livelli di forma fisica degli atleti d’élite, per aiutare a proteggere la loro salute dagli inevitabili cali che vengono con l’invecchiamento.
Schimpff, nel suo libro Longevity Decoded: The 7 Keys to Healthy Aging, indica uno studio su infermieri che hanno scoperto che una donna di 50 anni che ha adottato cambiamenti di stile di vita sano (dieta sana, esercizio fisico regolare, peso sano, non fumare e consumo moderato di alcol) avrebbe esteso la sua vita in media di 14 anni, mentre un uomo di 50 anni avrebbe esteso la sua di 12 anni rispetto a una persona che non ha fatto nessuno di questi cinque fattori di stile di vita.
Più giovane fai questi cambiamenti, più grande potrebbe essere l’effetto sulla tua salute e longevità. Schimpff, 82 anni, osserva che anche un 80-year-old che adotta pratiche sane prolungherebbe la sua vita di diversi anni.
Ecco sette cose che puoi fare per migliorare le tue possibilità di una vita lunga e sana.
1. Esercitati Regolarmente
L’esercizio fisico aiuta a prevenire le malattie cardiache; aiuta a scongiurare la depressione e la demenza; aiuta anche a prevenire il cancro accelerando il nostro sistema immunitario.
La forma cardiovascolare è così importante che l’American Heart Association ora la considera una metrica critica della salute. La forma cardiorespiratoria “è un predittore potenzialmente più forte di mortalità rispetto ai fattori di rischio stabiliti come il fumo, l’ipertensione, il colesterolo alto e il diabete di tipo 2”, ha detto l’associazione.
Il modo migliore per testare l’idoneità cardiorespiratoria è il test VO2max, che misura la quantità massima di ossigeno che il tuo corpo può consumare durante l’esercizio fisico vigoroso. Barron ha scritto del test all’inizio di quest’anno e ho fatto il test io stesso. È stato più difficile di quanto pensassi e i miei risultati non erano proprio quello che mi aspettavo.
La buona notizia è che la maggior parte degli americani potrebbe migliorare la propria forma fisica cardiorespiratoria facendo passeggiate vivaci nel loro quartiere. Le persone dovrebbero fare almeno 150 minuti di esercizio moderato o 75 minuti di esercizio vigoroso a settimana, secondo i Centers for Disease Control and Prevention.
Per massimizzare la tua forma fisica, includi un po’ di allenamento a intervalli nel tuo regime di esercizi, dice il dott. Michael Joyner, un esperto di fitness presso la Mayo Clinic. Una volta alla settimana, fai un allenamento a intervalli 4×4: quattro intervalli di esercizio intenso della durata di quattro minuti ciascuno, separati dal riposo tra ogni intervallo.
Joyner si allena per circa un’ora sei giorni alla settimana. In tre di quei giorni, mescola sollevamento pesi ed esercizio aerobico più leggero. In altri due giorni, fa un duro esercizio aerobico e l’ultimo giorno è “molto difficile”, dice.
Anche la forza è importante. Gli anziani con una forte forza di presa, che è un proxy sorprendentemente buono per la forza complessiva, hanno tassi di mortalità più bassi, secondo uno studio del 2019 .
Per ottenere il massimo beneficio dal sollevamento pesi per i muscoli e le ossa, vuoi fare movimenti per tutto il corpo e multi-articolari come squat, sollevamenti morti e presse sopra la testa che stressano i fianchi, la colonna vertebrale e le spalle. Assicurati di cercare un coaching adeguato perché tutti questi esercizi possono essere pericolosi se fatti con una forma scadente.
Il sollevamento pesi, insieme alla dieta, è anche la chiave per evitare l’osteoporosi.
2. Bevi moderatamente, se non del tutto, e non fumare
Il caso contro il fumo è uno dei più chiari in tutta la salute. L’aspettativa di vita per i fumatori è di almeno 10 anni più breve rispetto ai non fumatori, secondo il CDC.
Il caso contro il bere è più complicato. L’uso pesante di alcol può essere ancora peggiore per te del fumo. Il CDC dice che l’uso eccessivo di alcol riduce la durata della vita di chi muore in media di 26 anni.
Per molti anni, il bere moderato è stato pensato per essere un bene per la salute sulla base di una ricerca che ha mostrato che i bevitori moderati vivevano più a lungo dei non bevitori. Nuovi studi stanno scoprendo sempre più che i bevitori moderati vivevano più a lungo a causa di altri fattori demografici come essere più ricchi o fare più esercizio fisico, non a causa dell’alcol.
La nuova linea di fondo è che anche un consumo moderato di alcol potrebbe essere un male per la salute . Ma potrebbe non essere molto negativo per la tua salute. Se stai bevendo un bicchiere di vino ogni giorno e conduci una vita altrimenti sana, non dovrebbe avere un grande effetto sulla longevità, dicono i medici.
C’è un’eccezione: le persone che hanno la fibrillazione atriale, o fibrillazione atriale, dovrebbero evitare di bere. Anche il bere moderato può portare a episodi e la fibrillazione atritrale aumenta la probabilità di ictus.
3. Mangia sano
Gli americani mangiano troppe carni lavorate e rosse, troppi grassi saturi e troppi carboidrati raffinati.
Cosa dovremmo mangiare invece? È una domanda più difficile.
Ricerca ha ripetutamente scoperto che la dieta mediterranea – cereali integrali, verdure, frutta, legumi, noci e pesce – è più sana della tipica dieta occidentale ad alto contenuto di carne e grassi.
Ma se si guardano le cosiddette zone blu del mondo dove le persone vivono più a lungo, i loro abitanti non sono tutti devoti della dieta mediterranea. Piuttosto, mangiano una varietà di cibi diversi, come le patate dolci a Okinawa, in Giappone, o tortillas, fagioli, zucca e frutta in Costa Rica. Ci sono due costanti tra queste popolazioni: consumano molto cibo a base vegetale e non stanno mangiando una dieta occidentale.
L’eccesso di cibo è un’altra stortura nelle nostre diete. Le dimensioni delle porzioni sono diventate più grandi nel corso degli anni, il cibo trasformato è più facile da consumare 24 ore su 24 e gli americani sono diventati più pesanti . È più facile perdere peso attraverso la dieta che attraverso l’esercizio fisico, anche se l’esercizio fisico ti aiuterà a tenerlo sotto controllo, dicono gli esperti di salute.
Nel suo libro, il dott. Attia dice che ci sono tre approcci principali per gestire il tuo peso : Controllare ciò che mangi, controllare quante calorie mangi e controllare quando mangi o il digiuno intermittente.
4. Dormi abbastanza
Non dormire abbastanza devasta il nostro sistema immunitario, il peso, il cervello e la salute generale.
Le persone hanno bisogno di almeno cinque ore e 45 minuti di sonno a notte, secondo il dott. Aruna Rao, un’esperta di sonno alla Johns Hopkins. Alcune persone richiedono otto ore o più a notte.
Come puoi sapere se stai dormendo abbastanza? Se ti svegli sentendoti rinfrescato da solo, hai molta energia e non ti addormenti durante il giorno, probabilmente stai dormendo adeguatamente, dicono gli esperti.
Vuoi migliorare il tuo sonno? Pratica una buona igiene del sonno. Ciò significa andare a letto regolarmente, evitare computer e smartphone prima di andare a letto e dormire in una stanza fresca e buia.
5. Mantenere Relazioni Forti
Le persone sono animali sociali e la solitudine può essere killer, in particolare per le persone anziane.
Man mano che invecchi e amici e familiari muoiono, devi continuare a costruire nuove relazioni per mantenere un ricco social network. Uno studio di Harvard di 85 anni trovato legami tra felicità e longevità, e che le persone con forti connessioni sociali erano più felici.
Il contatto con altre persone è uno dei motivi per cui lavorare oltre l’età pensionabile sembra essere buono per la longevità. Anche il lavoro part-time in pensione aiuta a tenerti connesso.
6. Sfida il tuo cervello
La chiave per mantenere il tuo cervello fresco non sono i rompicapo e i cruciverba, secondo un articolo di Barron. Invece concentrati sulla costante sfida e stimolazione del tuo cervello.
Un lavoro impegnativo aiuta a mantenere il tuo cervello sano. Così fa imparare una nuova lingua, o viaggiare in posti nuovi, o imparare nuove abilità.
“È tutto”, ha detto a Barron la neuroscienziata cognitiva Denise Park, che gestisce il Park Aging Brain Laboratory presso l’Università del Texas a Dallas. “Ci sono centinaia di abilità che le persone possiedono e ne perdi molte se non interagisci solo con altre persone ma con il tuo ambiente”.
Allo stesso modo, tutto ciò che ti taglia fuori dal tuo ambiente fa male al tuo cervello. Ciò significa che dovresti prendere un apparecchio acustico se non riesci a sentire cosa dicono le persone intorno a te. Le persone con perdita dell’udito non trattata hanno un tasso di demenza superiore del 90% rispetto ad altre nella loro fascia di età, secondo la commissione Lancet 2020 sulla prevenzione, l’intervento e la cura della demenza .
7. Gestire lo stress
Lo stress è una parte naturale della vita di solito causata da situazioni difficili. Lo stress cronico, tuttavia, ti mette a maggior rischio di ansia, depressione, problemi di memoria, aumento di peso, problemi digestivi, dolori muscolari, malattie cardiache, ictus e perdita del sonno, secondo questo articolo della Mayo Clinic .
Non puoi evitare lo stress. La chiave quindi è imparare a gestirlo. Tattiche diverse funzionano per persone diverse e alcune delle strategie che gli psicologi suggeriscono sono le stesse cose che può aiutarti a vivere anche una vita più sana. L’esercizio fisico regolare, la meditazione, lo yoga e persino la partecipazione a una religione possono essere modi utili per capire e possibilmente alleviare lo stress. Se ti senti sopraffatto e hai bisogno di ulteriore aiuto, consultare uno psicologo può aiutarti. Trova tutto ciò che funziona per te.