
Fonte: Forbes, Monica Hunter-Hart, 3 agosto 2026
Il venture capital ha investito 32 miliardi di dollari nella “defense tech” dal 2022 a oggi, e una parte crescente di questi capitali finisce in mano a fondatori con un passato militare. Secondo un’inchiesta di Forbes, solo nella prima metà del 2026 i VC hanno immesso 12,8 miliardi di dollari nel settore della difesa — più di cinque volte l’intero 2022 — mentre il numero di nuove startup del comparto è quasi quadruplicato nello stesso periodo.
Il fenomeno ha nomi e numeri concreti. Shield AI, fondata dai fratelli Tseng (uno dei due, Brandon, ex Navy SEAL), vale oggi 12,7 miliardi di dollari dopo l’ultimo round di marzo 2026. Anduril, la creatura di Palmer Luckey, ha raccolto 11,9 miliardi. Saronic, che costruisce navi da guerra autonome, è stata valutata 9,3 miliardi nel round di marzo. Sono numeri da unicorno multiplo, in un settore che fino a pochi anni fa i fondi di venture capital guardavano con sospetto.
Dietro la crescita ci sono due spinte parallele: la guerra in Ucraina, che ha mostrato quanto contino i droni economici rispetto ai sistemi d’arma tradizionali, e un Pentagono che ha aperto le porte alle startup dopo decenni di dominio di cinque soli grandi appaltatori (Boeing, General Dynamics, Lockheed Martin, Northrop Grumman, RTX). Nel 2025 le aziende “non tradizionali” hanno ricevuto 122,6 miliardi di dollari in contratti federali, il doppio di dieci anni prima.
Nella sezione riservata ricostruiamo i casi concreti raccontati da Forbes — da Shield AI a Blue Water Autonomy, da Darkhive a Defense Unicorns — e perché i venture capitalist dicono di cercare specificamente fondatori con un passato militare in squadra.
Contenuti riservati agli iscritti al gruppo Telegram Filosofaresuimercati.eu: per richiedere l’accesso scrivi a @Gianni_Mello con una breve presentazione (nome, cognome, provincia, età, obiettivi ed esperienza d’investimento). Mi riservo di valutare ogni richiesta e di accettarla o meno.
Se questo contenuto ti è utile, puoi offrirmi un caffè su Ko-fi.
Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non costituiscono consulenza finanziaria. Leggi il disclaimer completo.
Gianni & Claude (Anthropic) / filosofaresuimercati.eu
Considerazioni
Come già scritto in Fate la guerra! Non fate l’amore… 2, non investo personalmente in aziende che producono armi in senso stretto — droni il cui prodotto finale è l’eliminazione di persone, sistemi di targeting per operazioni con alto numero di vittime civili, contractor il cui business dipende interamente dall’intensità del conflitto. Non è una postura morale da imporre a chi legge: è la linea che traccio io, sapendo bene che è sfumata come ogni linea del genere.
In questo caso specifico il punto è in buona parte teorico, perché quasi tutte le aziende di cui parla Forbes — Shield AI, Anduril, Saronic, Firestorm Labs, Defense Unicorns, Blue Water Autonomy, Darkhive — sono private: non c’è un titolo da comprare o non comprare. Ma vale la pena dirlo comunque, perché diverse di queste (Anduril su tutte) sono candidate ricorrenti a una futura IPO, e quando succederà mi troverò davanti alla stessa domanda che mi sono già posto per KNDS: un’azienda con ottimi numeri e un prodotto che rientra proprio nella categoria che ho scelto di non comprare.
Racconto il settore — qui come nel thread sul riarmo — perché ignorarlo editorialmente sarebbe un’omissione: è uno dei temi economici più strutturali del decennio. Ma raccontarlo non è un invito a investirci.
Se questo contenuto ti è utile, puoi offrirmi un caffè su Ko-fi.
Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non costituiscono consulenza finanziaria. Leggi il disclaimer completo.
Gianni & Claude (Anthropic) / filosofaresuimercati.eu