
Sono nato nei primi anni ’50, in un’Italia che si stava ricostruendo.
Erano anni in cui il Paese — e la mia famiglia — erano dignitosamente poveri ma con tanta voglia di crescere
Ho lavorato quarant’anni nel credito, da cassiere di primo pelo alla gestione di clientela importante.
Ho attraversato crisi, euforie e paure collettive. Ho visto quanto l’emotività possa costare cara.
Oggi sono in pensione.
Scrivo per passione e per senso di responsabilità.
Non svolgo consulenza, non raccolgo denaro, non propongo investimenti.
Le mie sono esclusivamente opinioni personali. Dedico tempo e sostengo alcune spese senza ricavarne alcun beneficio economico.
Lo faccio perché credo ancora nel valore dell’educazione finanziaria e dell’indipendenza di pensiero.
Quarant’anni nel credito mi hanno insegnato una cosa: il vero lusso non è il rendimento, ma l’indipendenza di giudizio.