Cryptovalute e Investimenti 3

Crypto 3 05/05

Le cryptovalute dividono il mondo in due: chi le considera la rivoluzione monetaria del secolo e chi le considera la più grande catena di Sant’Antonio della storia. In questo thread non prendiamo le parti di nessuno — seguiamo i fatti, le valutazioni, i movimenti istituzionali e le idee di investimento con lo stesso scetticismo che applichiamo a tutto il resto. Bitcoin, Solana, Ethereum e i loro derivati finanziari: tutto è degno di analisi, niente è degno di fede cieca.

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05/05/26 — Sam Bankman-Fried gli devo una riabilitazione intellettuale. Il portfolio da 100 miliardi del più grande truffatore della crypto

⚠️ Conflitto di interesse dichiarato
L’autore detiene Bitcoin e COIN (Coinbase). Claude (Anthropic) è co-autore di questo blog — Anthropic è citata nell’articolo come investimento di SBF. Conflitto di interesse strutturale dichiarato.
Sam Bankman-Fried al momento dell'arresto, dicembre 2022
Sam Bankman-Fried al momento dell’arresto, dicembre 2022.

Anche io, come si legge nell’articolo del dicembre 2022 che trovate in calce, lo avevo giudicato un ciarlatano. Sul piano morale e legale, lo confermo senza riserve: ha rubato 8 miliardi di dollari a persone reali. Ma come visionario degli investimenti gli devo una riabilitazione — e per sua fortuna, a differenza di Gardini, non è postuma.

C’è un copione che si ripete nella storia del capitalismo con una regolarità quasi meccanica. Un uomo — quasi sempre un uomo — vede qualcosa che gli altri non vedono ancora. Costruisce velocemente, spesso a debito, spesso scommettendo su più fronti contemporaneamente. Per un periodo sembra invincibile. Poi qualcosa si inceppa. I creditori bussano, i soci si defilano, i giornali cambiano tono. Il visionario diventa il ciarlatano. Le sue spoglie vengono accaparrate per quattro spiccioli da avvoltoi pazienti, generalmente appartenenti all’establishment che lo aveva prima ammirato e poi abbandonato. E la storia, con il tempo, giudica.

Questa settimana Forbes ha pubblicato un articolo che racconta cosa sarebbe valso il portfolio di investimenti di Sam Bankman-Fried se FTX non fosse fallita: circa 100 miliardi di dollari. Anthropic, Cursor, SpaceX, Robinhood, Solana. Scelti prima che diventassero ovvi. Scelti con i soldi dei clienti, il che è la parte che lo ha mandato in prigione per 25 anni. Ma scelti straordinariamente bene.

Il portfolio da 100 miliardi

Nel 2022, pochi mesi prima del crollo di FTX, Bankman-Fried aveva comprato una quota dell’8% in Anthropic per 500 milioni di dollari. Anthropic vale oggi circa 900 miliardi — quella quota varrebbe 72 miliardi. Un ritorno di 144 volte in meno di quattro anni.

Aveva scritto uno dei primissimi assegni a Cursor, l’assistente AI per programmatori, pagando $200.000 per il 5%. SpaceX ha recentemente annunciato un accordo per acquisire Cursor a 60 miliardi di dollari. Quella quota vale oggi 3 miliardi. Ritorno: 15.000 volte. Quindicimila.

Aveva investito 700 milioni in K5 Global, di cui circa 200 milioni finiti in SpaceX. SpaceX si prepara all’IPO più grande della storia a una valutazione di 2 trilioni di dollari. Quella posizione potrebbe valere 15 miliardi — 75 volte l’allocazione originale.

Aveva comprato il 7,6% di Robinhood per 648 milioni. Vale oggi circa 5 miliardi. Aveva accumulato 60 milioni di token Solana nel 2020-2021 quando nessuno li voleva. Vale oggi circa 5 miliardi, un ritorno di 27 volte.

Rory O’Driscoll di Scale Venture Partners, uno dei più rispettati VC della Silicon Valley, ha dichiarato a Forbes: “Il fatto che Sam abbia investito presto in Anthropic e Cursor è sbalorditivo. Scegliere due delle società più importanti nel post-crash del 2021, prima del momento ChatGPT, quando tutti dicevano ‘forse funzionerà, chissà’… Che talento.”

Michael Burry — quello del Big Short — ha scritto su X: “Se Sam Bankman-Fried non avesse fatto niente di illegale, sarebbe potuto essere il miglior VC della storia.”

Un copione già visto: Raul Gardini

Per chi ha vissuto il capitalismo italiano degli anni Ottanta e Novanta, questa storia ha un sapore familiare. Raul Gardini, erede del gruppo Ferruzzi, aveva una visione industriale reale: costruire il primo polo petrolchimico europeo privato capace di competere con i colossi di stato. Acquisì Montedison, creò Enimont con ENI, scommise su scala enorme. La visione non era sbagliata — l’Europa aveva effettivamente bisogno di un campione privato nella chimica. Ma i debiti si accumularono, lo scontro con ENI degenerò, arrivò Tangentopoli.

Il 23 luglio 1993 Gardini si sparò in testa a Milano. Le spoglie del gruppo Ferruzzi finirono smembrate tra i soggetti che lui aveva cercato di sfidare. Chi aveva ragione industrialmente non aveva importanza più.

Gli avvoltoi di FTX

La bankruptcy estate di FTX, nel tentativo di restituire rapidamente i soldi ai creditori, ha liquidato tutto — spesso a prezzi di saldo. La quota in Anthropic è stata venduta per 1,3 miliardi a Mubadala (Abu Dhabi), Jane Street, Fidelity e HOF Capital. Oggi varrebbe 72 miliardi. I token Solana sono stati svenduti a sconto perché soggetti a vesting quadriennale — chi li ha comprati da Galaxy Digital e Pantera Capital ha moltiplicato l’investimento molte volte. La quota del 5% in Cursor è stata ceduta al prezzo pre-seed del 2022 a compratori anonimi.

Sono alcuni dei migliori vulture investment della storia recente. Non perché i compratori fossero più bravi di SBF nel vedere il futuro — ma perché erano nella condizione di comprare quando lui era nella condizione di dover vendere.

La distinzione che conta

Sia chiaro: questo non è un articolo di riabilitazione morale. Bankman-Fried ha rubato 8 miliardi di dollari a persone reali che si fidavano di lui. La visione non cancella il crimine. La frase chiave dell’articolo di Forbes vale la pena ripeterla: “Il portfolio non esisteva separatamente dalla frode. Era, di fatto, uno dei suoi sottoprodotti.”

Ma la storia del capitalismo è piena di questa tensione irrisolta: i visionari che costruiscono il futuro raramente sono santi. E il mercato — bravo a prezzare il rischio nel breve — è spesso cieco di fronte al valore nel lungo periodo. Gli avvoltoi lo sanno. Per questo aspettano.

Il mercato punisce i visionari prima ancora di capire se avevano ragione. Gli avvoltoi raccolgono i cocci. La storia poi giudica. E spesso dà torto al mercato.

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Disclaimer. Questo articolo ha finalità esclusivamente informative e non costituisce consulenza finanziaria ai sensi del D.Lgs. 58/1998 (TUF). L’autore detiene Bitcoin e COIN. Claude (Anthropic) è co-autore di questo blog. I rendimenti passati non garantiscono risultati futuri.

05/05/26 — Toncoin +37% in un giorno: Durov prende il controllo di TON e cambia tutto

⚠️ Conflitto di interesse dichiarato
L’autore detiene posizioni nel 21Shares Toncoin Staking ETP (ISIN CH1297762812), che replica il prezzo di Toncoin (TON) includendo le ricompense di staking. Questo articolo non costituisce un consiglio di acquisto.
Pavel Durov, fondatore e CEO di Telegram
Pavel Durov, fondatore e CEO di Telegram.

Il 4 maggio 2026 Pavel Durov ha scritto un post su X che è valso un +37% in 24 ore a Toncoin. Non è uno scherzo — è la misura di quanto il mercato stesse aspettando esattamente questo segnale.

Durov ha annunciato che Telegram sostituirà la TON Foundation come principale forza trainante della blockchain TON, diventando il suo più grande validatore. Le commissioni sulla rete, ha aggiunto, sono già scese di sei volte — a circa $0,0005 per transazione, praticamente zero. Il roadmap parla di superiorità tecnica, nuovi strumenti per gli sviluppatori, integrazione sempre più profonda con i 950 milioni di utenti di Telegram.

Grafico prezzo Toncoin TON 2025-2026
Andamento del prezzo di Toncoin (TON) in EUR. Fonte: justETF, maggio 2026.

È una mossa che cambia la natura stessa di TON. Non più una blockchain community-driven teoricamente decentralizzata, ma un’infrastruttura direttamente sotto il controllo operativo di Telegram. Un rischio per i puristi della decentralizzazione. Un’opportunità enorme per chi guarda alla distribuzione.

La tesi: un miliardo di persone nel portafoglio

La logica di Toncoin è sempre stata questa: Telegram ha quasi un miliardo di utenti. Se riesci a far sì che ogni utente Telegram abbia un wallet TON integrato nell’app, hai creato il sistema di pagamento crypto più grande al mondo — senza che l’utente debba scaricare niente, registrarsi su exchange, capire seed phrases.

Con commissioni a $0,0005 e integrazione nativa, i micropagamenti diventano possibili su scala di massa. I creator possono ricevere pagamenti crypto direttamente in chat. Le mini-app di Telegram possono monetizzare senza intermediari. Il TON Teleport Bridge, atteso per metà 2026, porterà Bitcoin direttamente sulla rete TON per il DeFi cross-chain.

L’upgrade Catchain 2.0 di aprile 2026 ha già ridotto il tempo di produzione dei blocchi a 400 millisecondi — le transazioni si confermano in meno di un secondo. L’infrastruttura tecnica c’è. Il problema è sempre stato la governance e la credibilità. Durov ha appena risolto entrambi con un post.

Come acquistare TON in Europa: l’ETC 21Shares

TON è quotato su exchange crypto come OKX, Bybit, KuCoin — ma per chi opera su mercati regolamentati europei e preferisce evitare la complessità degli exchange crypto, esiste uno strumento accessibile direttamente dal proprio broker o banca: il 21Shares Toncoin Staking ETP.

ISIN: CH1297762812 — quotato su SIX Swiss Exchange e su altri mercati europei. TER: 2,50% annuo. È l’unico ETP che replica il valore di TON includendo anche le ricompense dello staking, reinvestite automaticamente. In pratica, oltre all’esposizione al prezzo, si beneficia del rendimento da validatore — attualmente nell’ordine del 3-5% annuo in TON.

Attenzione: con un TER del 2,50% i costi sono elevati rispetto agli ETF tradizionali. È il prezzo da pagare per avere esposizione a un asset crypto attraverso un prodotto regolamentato senza aprire un conto su exchange. Per esposizioni di lungo periodo e importi significativi, vale la pena valutare l’alternativa dell’acquisto diretto su exchange regolamentato.

I rischi che non vanno sottovalutati

Pavel Durov, fondatore e CEO di Telegram
Pavel Durov, fondatore e CEO di Telegram.

TON è ancora giù del 77% dal suo massimo storico di $8,29 raggiunto nel giugno 2024. Il +37% di oggi è un movimento speculativo su un annuncio — non ancora su ricavi o utenti reali. L’RSI ha superato quota 72, territorio di ipercomprato. Una presa di profitto a breve termine è plausibile.

Il rischio strutturale più importante è la centralizzazione: Telegram che prende il controllo di TON è una buona notizia per la distribuzione, ma una brutta notizia per la resistenza alla censura. Se un governo decidesse di fare pressione su Telegram — come è già successo in Russia e poi in Francia con l’arresto di Durov nell’agosto 2024 — TON potrebbe essere colpita in modo molto più diretto di quanto accadrebbe con una blockchain veramente decentralizzata.

Durov ha vinto la sua battaglia legale in Francia. Ma la vicenda ha mostrato la vulnerabilità di un ecosistema che dipende da un uomo solo.

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Disclaimer. Questo articolo ha finalità esclusivamente informative e non costituisce consulenza finanziaria ai sensi del D.Lgs. 58/1998 (TUF). L’autore detiene posizioni nell’ETC 21Shares Toncoin (CH1297762812). I rendimenti passati non garantiscono risultati futuri. Investire in asset crypto comporta rischi elevati, inclusa la possibile perdita totale del capitale.


23/04/26 — Solana Company (HSDT): storia, staking e confronto con un ETC Solana

Conflitto di interesse: L’autore detiene una piccola posizione in un ETC Solana. Non detiene posizioni in HSDT (Solana Company).

Si chiama Solana Company, ticker HSDT, e la sua storia recente è uno di quei plot twist che il mercato americano sa produrre con sorprendente disinvoltura. Fino a settembre 2025 era Helius Medical Technologies — una società di neurotecnologia che sviluppava dispositivi per la riabilitazione dell’equilibrio. Poi, in un colpo solo, ha raccolto 508 milioni di dollari da investitori istituzionali, ha comprato 2,3 milioni di SOL e si è reinventata come veicolo di investimento sulla blockchain Solana. Il tutto con la benedizione di Pantera Capital, uno dei fondi crypto più rispettati del settore.

Questa settimana B. Riley Securities ha avviato la copertura con un giudizio Buy e un target price di 3 dollari — il 44% sopra il prezzo attuale di 2,09 dollari. Vale la pena capire perché.

Cos’è una DATCO e cosa fa HSDT

HSDT si autodefinisce una Digital Asset Treasury Company (DATCO) — un modello ispirato a MicroStrategy, che ha reso celebre l’idea di usare una società quotata come veicolo di accumulo di un asset digitale. La differenza è che invece di Bitcoin, HSDT accumula SOL, il token nativo della blockchain Solana.

Ma c’è un elemento aggiuntivo rispetto al semplice “compriamo e teniamo”: lo staking. Vediamo di spiegarlo semplicemente.

Cos’è lo staking di Solana

Solana è una blockchain che funziona con un meccanismo di consenso chiamato Proof of Stake. In pratica, chi possiede SOL può “metterli al lavoro” delegandoli a un validatore — un nodo della rete che elabora le transazioni. In cambio, il validatore paga una ricompensa periodica in SOL agli staker. È concettualmente simile a un dividendo, ma generato dal protocollo stesso anziché da una società.

Il rendimento medio di staking su Solana si aggira intorno al 6-6,5% annuo lordo. HSDT dichiara di ottenere circa il 7% annuo lordo — circa 75 punti base sopra la media di rete, grazie a una selezione più accurata dei validatori e a iniziative infrastrutturali proprietarie.

Questi rendimenti non vengono distribuiti agli azionisti come dividendi — restano dentro la società e incrementano il patrimonio in SOL. Il guadagno per l’azionista è solo nella rivalutazione del titolo.

Perché B. Riley dice Buy

L’analista Fedor Shabalin di B. Riley costruisce la tesi su tre pilastri.

Il primo è la credibilità istituzionale: Pantera Capital come sponsor è un segnale raro per una micro-cap crypto. Non è il solito promoter, è un fondo con track record nel settore.

Il secondo è la performance di staking superiore alla media: il 7% annuo lordo è verificabile on-chain e rappresenta un vantaggio concreto rispetto a chi detiene SOL passivamente.

Il terzo — e più interessante — è l’infrastruttura differenziata. HSDT ha sviluppato un modello di custodia tri-party con Anchorage Digital e Kamino che permette di prendere prestiti usando SOL in staking come collaterale. Normalmente il SOL in staking è bloccato e non può essere usato come garanzia — questa struttura risolve il problema. Sta anche costruendo il Pacific Backbone, un’infrastruttura a bassa latenza in Asia-Pacifico per staking, validazione e servizi DeFi.

La tesi è che il mercato stia valutando HSDT come un semplice accumulatore passivo di SOL, mentre la società si sta trasformando in un operatore infrastrutturale attivo. Se questa transizione viene riconosciuta, lo sconto rispetto al NAV si chiude — e il target di 3 dollari diventa raggiungibile.

HSDT vs ETC Solana: uno switch ha senso?

Chi già detiene un ETC Solana si chiede naturalmente se valga la pena fare lo switch. La risposta onesta è: dipende da cosa si cerca, e lo switch non è banale.

Un ETC Solana offre esposizione pura al prezzo di SOL, è liquido, regolamentato, e fiscalmente semplice in Italia — plusvalenza al 26% quando si vende, niente altro. HSDT invece è una società americana quotata al Nasdaq: fiscalmente è capital gain su azioni estere, nessun dividendo periodico, ma complessità dichiarativa potenzialmente maggiore.

In termini di rendimento, il 7% di staking annuo che HSDT genera internamente è reale — ma non arriva in tasca all’investitore come cedola. Aumenta il NAV per azione, che si rifletterà nel prezzo solo se il mercato lo riconosce. È un rendimento potenziale, non garantito.

Il rischio aggiuntivo di HSDT rispetto all’ETC è il rischio idiosincratico: management, esecuzione, spread bid-ask di una micro-cap, possibile diluizione futura. Chi compra HSDT non sta solo scommettendo su SOL — sta scommettendo anche su questo team specifico, in questa struttura specifica.

Detto questo, per chi crede fortemente nell’ecosistema Solana a lungo termine e vuole qualcosa di più di un’esposizione passiva al prezzo, HSDT ha una logica. Non è uno switch automatico, ma è una storia che vale la pena seguire.

Fonte: B. Riley Securities, nota di avvio copertura, aprile 2026.

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⚠️ Questo articolo è a scopo informativo e non costituisce consulenza finanziaria. Leggi il disclaimer completo.


17/04/26 — Bitcoin: 46 giorni di scommesse ribassiste con leva. Le condizioni per uno short squeeze si stanno accumulando

Conflitto di interesse: Gianni detiene una piccola posizione in Bitcoin, inquadrata come “oro digitale sovrano”. Claude (Anthropic) ha una dipendenza strutturale da chip Nvidia e Broadcom.

Il recupero di Bitcoin sopra i 75.000 dollari ha un problema di credibilità: i trader più esposti con la leva non ci credono.

I funding rate sui futures perpetui — l’indicatore che misura se i trader con leva stanno scommettendo al rialzo o al ribasso — sono negativi da circa 46 giorni consecutivi. È uno dei periodi ribassisti più lunghi mai registrati, paragonabile alla sequenza novembre-dicembre 2022, quando il crollo dell’exchange FTX scosse l’intero settore.

Questo tipo di disallineamento tende a risolversi in fretta — e in modo doloroso per una delle due parti. Se i prezzi continuano a salire, i trader che hanno scommesso contro il rally si trovano di fronte a perdite crescenti che li costringono a riacquistare le posizioni tutte in una volta, spingendo i prezzi al rialzo in un effetto a cascata noto come short squeeze. Più a lungo dura lo stallo, più potente sarà l’eventuale liquidazione.

«I trader stanno attivamente costruendo posizioni corte e scommettendo contro un breakout, creando le condizioni in cui uno short squeeze diventa più probabile se il momentum al rialzo persiste» — Vetle Lunde, head of research, K33
Funding rates sui futures perpetui Bitcoin
Fonte: Coinglass

Il divario segna uno dei distacchi più ampi di quest’anno tra ciò che accade nei mercati spot e ciò per cui i trader di derivati si stanno posizionando. Bitcoin ha guadagnato circa l’11% rispetto ai minimi di aprile, sostenuto in parte dai nuovi acquisti negli ETF quotati negli Stati Uniti e dai rilevanti acquisti da parte di Strategy, la società di tesoreria in Bitcoin di Michael Saylor.

Ciò che rende il posizionamento corto particolarmente precario è il volume di catalizzatori rialzisti che stanno arrivando contemporaneamente — ognuno dei quali potrebbe innescare il tipo di impennata di prezzo che costringerebbe i trader ribassisti a coprire le posizioni. Strategy ha effettuato due acquisti per un totale di 2,6 miliardi di dollari nelle ultime due settimane. Nel frattempo, Charles Schwab ha annunciato piani per lanciare il trading spot di criptovalute quest’anno, suggerendo che i clienti potrebbero allocare fino all’8,8% del portafoglio in Bitcoin.

La pressione si estende ai grandi nomi di Wall Street. Goldman Sachs ha depositato questa settimana la richiesta per un ETF su Bitcoin, il suo primo ingresso diretto nello spazio degli investimenti crypto. La settimana scorsa Morgan Stanley era diventata la prima grande banca a lanciare un proprio ETF che replica Bitcoin — una mossa che K33’s Lunde ha definito «monumentale», nonostante i flussi iniziali modesti, proprio perché porta il nome Morgan Stanley.

Gli ETF su Bitcoin quotati negli Stati Uniti hanno assorbito oltre 800 milioni di dollari nell’ultima settimana, una brusca inversione rispetto ai deflussi di inizio anno. Ogni nuova ondata di acquisti aumenta il costo per i venditori allo scoperto nel mantenere le posizioni, stringendo ulteriormente le condizioni di squeeze che il mercato dei derivati sta costruendo da settimane.

«Una rottura sopra i 76.000 dollari potrebbe spingere BTC verso gli 85.000 dollari. Un rally di quella portata potrebbe cogliere qualcuno di sorpresa» — Laurens Fraussen, research analyst, Kaiko

Bitcoin scambiava intorno ai 75.000 dollari giovedì, ancora in calo del 40% rispetto al massimo storico di circa 126.000 dollari toccato in ottobre.

Bitcoin: recupero soft nonostante i trader ribassisti
Fonte: Bloomberg

Gli investitori ribassisti possono ancora chiudere in profitto se l’ultimo recupero si sgonfia. I trader di opzioni stanno pagando premi considerevoli per la protezione al ribasso, con livelli elevati di open interest sulle put a 60.000 e 50.000 dollari, secondo i dati dell’exchange crypto Deribit.

Bitcoin potrebbe inoltre incontrare resistenze significative nella sua salita, poiché i dealer di opzioni che gestiscono strategie market-neutral tendono a vendere durante i rally, con le posizioni più consistenti concentrate intorno agli 80.000 dollari.

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Articolo liberamente tradotto e adattato da Bloomberg (David Pan, 16 aprile 2026). Per il disclaimer completo: leggere il disclaimer.

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