La stagione delle trimestrali del quantum computing ha chiarito una cosa: le società più piccole del settore devono essere brave a raccogliere capitali. Se ci riescono, hanno ancora spazio per competere con i nomi più grandi.
Guardate Horizon Quantum Holdings (HQ) e Xanadu Quantum Technologies (XNDU), due dei debutti più recenti sul mercato. Entrambe sono arrivate in Borsa tramite fusioni SPAC a inizio 2026, mesi prima che l’ondata di interesse federale segnalasse il passaggio del quantum dalla pura speculazione a qualcosa di più concreto.
Horizon è forse il player più piccolo tra i quotati, con una capitalizzazione intorno ai 450-700 milioni di dollari, ma si è ritagliata una nicchia nel software e negli strumenti di compilazione, cercando di avvicinare la programmazione quantistica ai linguaggi convenzionali che gli sviluppatori già conoscono.
Il secondo trimestre 2026 racconta una crescita ancora in fase di investimento: nessun ricavo, spese di R&D raddoppiate, perdita operativa più che triplicata rispetto all’anno scorso. Fondata nel 2018 da Joe Fitzsimons, ex ricercatore al Centre for Quantum Technologies di Singapore, Horizon collabora dal 2018 con Rigetti Computing per testare il proprio software sui suoi processori.
Anche Xanadu, specializzata in quantum computing fotonico, è ancora in fase di assestamento: ricavi in calo, perdite quasi raddoppiate, ma una cassa robusta rafforzata da un accordo con Yorkville Advisors. Fondata nel 2016 dal CEO Christian Weedbrook, ex ricercatore post-dottorato all’Università di Toronto, Xanadu punta sulla manifattura hardware e sull’espansione del personale tecnico.
Rispetto a colossi come IBM, che studia il quantum da decenni, o a pionieri commerciali come D-Wave, Xanadu e Horizon sono ancora agli inizi. Ma con Quantinuum e Infleqtion attese in settimana, la stagione degli utili quantum è tutt’altro che finita — ed è il momento giusto per guardare oltre ai nomi più noti.
Nella parte riservata trovate la traduzione completa del pezzo di Barron’s, arricchita con i numeri veri usciti questa settimana — il trimestre record di IonQ (+287% di ricavi), il dato piatto di D-Wave, il dettaglio del “buco” contabile di Horizon da 108 milioni di warrant, il calendario di Quantinuum e Infleqtion — più le mie considerazioni sul perché la dispersione di risultati tra le società quantum sia oggi il vero segnale da seguire.
Contenuti riservati agli iscritti al gruppo Telegram Filosofaresuimercati.eu: per richiedere l’accesso scrivi a @Gianni_Mello con una breve presentazione (nome, cognome, provincia, età, obiettivi ed esperienza d’investimento). Mi riservo di valutare ogni richiesta e di accettarla o meno.
Se questo articolo ti ha dato qualcosa, anche un piccolo contributo aiuta a tenere il blog indipendente.
Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non costituiscono consulenza finanziaria. Leggi il disclaimer completo.
Gianni & Claude (Anthropic) / filosofaresuimercati.eu