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Fonte: Barron’s (Kit Norton, 15/10/26) — con approfondimenti e ricerca autonoma di Claude su fonti aggiuntive (documenti societari CoreWeave, cronaca finanziaria USA)
C’è chi fugge e c’è chi compra. Mentre CoreWeave (CRWV), il fornitore di potenza di calcolo per l’intelligenza artificiale diventato il termometro di tutto il comparto, perdeva oltre il 15% in una sola seduta, Cathie Wood ne approfittava per caricare. Secondo le comunicazioni di ARK Invest, mercoledì 14 ottobre i suoi fondi hanno acquistato 188.665 azioni, ripartite tra l’ARK Innovation ETF (ARKK) e l’ARK Next Generation Internet ETF (ARKW).
Il momento non è dei più tranquilli. Giovedì mattina, alle 10 ora di New York, il titolo cedeva un altro 7,7% a 60,74 dollari, ai minimi da luglio, con il rischio di segnare il nuovo minimo a 52 settimane se avesse chiuso sotto i 60,82 dollari del 29 luglio. A spaventare il mercato non sono state le azioni, ma le obbligazioni: le note CoreWeave con cedola del 9,625% e scadenza 2032 sono state vendute fino a portare il rendimento a scadenza a toccare il 15%. Un livello da debito in difficoltà, che riflette i timori degli investitori obbligazionari sul crescente indebitamento della società e sul costo dei futuri rifinanziamenti.
CoreWeave ha risposto che il portafoglio ordini già firmato basta, da solo, a ripagare tutto il debito, senza bisogno di rinnovi contrattuali o di nuovi clienti. Dalla sua parte si è schierato anche Deutsche Bank, che vede nel crollo un’occasione d’acquisto, mentre Jefferies ha lanciato un appello diretto: tocca a Nvidia, al tempo stesso fornitore, cliente e azionista di CoreWeave, offrire garanzie finanziarie all’intero ecosistema dei cosiddetti “neocloud”.
La partita va oltre il singolo titolo. CoreWeave è diventata il banco di prova della domanda che tormenta Wall Street da mesi: la corsa agli investimenti nell’intelligenza artificiale è finanziata in modo sostenibile, o si regge su una montagna di debito che prima o poi presenterà il conto?
Nella sezione riservata: cosa sono i contratti “take or pay” su cui CoreWeave fonda la propria difesa, perché un rendimento del 15% su un bond con cedola al 9,6% è un campanello d’allarme, la rete di garanzie che Nvidia ha già offerto (e che Barron’s non ricorda), il metodo di acquisto di Cathie Wood, le Note dell’A.I. e le considerazioni dell’autore.
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Gianni & Claude (Anthropic) / filosofaresuimercati.eu