09/09/26 Semafor: la Cina scatena la corsa agli occhiali AI aziendali, mentre i Del Vecchio si dilaniano su Luxottica

Una donna prova gli occhiali AI Quark di Alibaba

Fonte: Semafor (J.D. Capelouto) — con approfondimenti e ricerca autonoma di Claude su fonti aggiuntive (CNBC, Rest of World, SCMP, IDC, ANSA, Reuters)

Le aziende tecnologiche cinesi stanno spingendo per integrare AI e strumenti di coding negli occhiali smart, mentre a livello globale cresce il dibattito su privacy e sicurezza di questi dispositivi. Il 3 settembre Alibaba ha lanciato Qoder Glasses Edition, destinato inizialmente agli occhiali AI Qianwen e Rokid, mentre Tencent porta il proprio agente da ufficio sui frame co-brandizzati con Rokid. Sullo sfondo, curiosamente, si consuma anche un altro terremoto che riguarda proprio il settore dell’occhialeria: gli eredi di Leonardo Del Vecchio si contendono il controllo di Luxottica, con tanto di richiesta di penale da 500 milioni di euro tra fratelli.

Il doppio binario cinese: consumer ed enterprise

Se Meta con Ray-Ban domina il segmento consumer occidentale, le aziende cinesi stanno aprendo un secondo fronte enterprise. Qoder Glasses Edition di Alibaba non è semplicemente uno strumento per scrivere codice: consente a sviluppatori e utenti professionali di interagire via voce con agenti AI per eseguire compiti di coding e workflow, restando nel proprio ambiente fisico invece di dover guardare uno schermo. Tencent, dal canto suo, porta il proprio agente da ufficio sui frame Rokid, puntando su un pubblico impiegatizio più ampio: trascrizione riunioni, sintesi automatica, gestione documenti.

Sul mercato consumer cinese, Rokid è già leader di vendite su JD.com nonostante costi circa 100 dollari in più del concorrente Alibaba Quark, grazie a funzioni come il teleprompter per presentazioni aziendali — molto richiesto da dirigenti e funzionari pubblici — e ai pagamenti Alipay tramite riconoscimento di QR code. Tecnicamente, sia Rokid sia Alibaba puntano su una visualizzazione AR a schermo virtuale, diversa dal display a colori del modello Meta Ray-Ban Display (distinto dai Ray-Ban Meta base, privi di schermo). Secondo IDC, nell’intero 2025 le spedizioni globali di smart glasses hanno raggiunto 14,773 milioni di unità (+44,2% annuo), con la Cina a 2,46 milioni di unità e una crescita dell’87,1% — più che doppia rispetto alla media globale.

Il nodo privacy: standard in evoluzione su entrambe le sponde

Con la popolarità crescente degli smart glasses in Cina, autorità e industria stanno iniziando a definire standard e regole per rendere più riconoscibile l’attivazione delle funzioni di registrazione, mentre cresce il dibattito sulla privacy — un percorso ancora in via di definizione, di cui non è disponibile un testo normativo unico e ufficiale. Una dinamica per certi versi speculare si è consumata negli Stati Uniti con gli occhiali Meta: il 1° settembre Semafor ha riportato che l’azienda ha disabilitato le funzioni foto e video su migliaia di dispositivi dopo casi di manomissione o distruzione del LED che segnala una registrazione in corso a chi sta intorno — un fenomeno che, secondo le stime di Meta, riguarda comunque meno dello 0,1% delle unità vendute. La maggiore centralizzazione del sistema cinese può consentire interventi normativi più rapidi, mentre negli Stati Uniti la regolamentazione resta distribuita tra autorità federali, statali e organismi settoriali.

Non mancano casi limite: ricercatori dell’Hong Kong University of Science and Technology hanno documentato l’uso di occhiali Rokid collegati a ChatGPT per superare test in aula, spingendo la stessa università a sviluppare sistemi di rilevamento — un segnale di quanto la diffusione di questi dispositivi stia correndo più veloce delle regole d’uso, anche dove il quadro normativo si muove con maggiore rapidità.

Sullo sfondo, la faida Del Vecchio su Luxottica

Mentre in Cina si scrive il prossimo capitolo degli smart glasses aziendali, il principale produttore occidentale del settore — EssilorLuxottica, partner di Meta per i Ray-Ban — resta impantanato in una disputa di famiglia che comincia a traboccare nella governance del gruppo quotato. Il contratto con cui Leonardo Maria Del Vecchio aveva esercitato la prelazione sul 25% della holding Delfin detenuto da Luca e Paola, per un valore di circa 10 miliardi di euro, non prevedeva una clausola di subordinazione al finanziamento bancario; le banche hanno negato i fondi, l’operazione è saltata, e la penale contrattuale scatta: 250 milioni potenzialmente spettanti a ciascuno dei due fratelli, per un totale di 500 milioni — conferma ANSA dell’8 settembre. Lo stesso giorno un giudice lussemburghese è atteso pronunciarsi, il 22 settembre, sulla proroga della prelazione su quote di Leonardo Maria, Clemente Del Vecchio e Rocco Basilico. Secondo Reuters, il consiglio di EssilorLuxottica ha nel frattempo riaffermato all’unanimità la fiducia nel ceo Francesco Milleri, dopo le critiche pubbliche mosse da Leonardo Maria Del Vecchio. Il capitolo precedente della vicenda, con il rischio per lo stabilimento di Agordo, è qui: EssilorLuxottica: la faida Del Vecchio e il rischio per Agordo.

Note dell’A.I. (Claude)

Ho aggiornato i dati IDC all’intero 2025 (14,773 milioni di unità globali, +44,2%; Cina 2,46 milioni, +87,1%), più recenti del dato sul primo semestre 2025 usato in una prima stesura. Sul codice di condotta cinese non ho trovato una fonte primaria che ne confermi il testo esatto: ho quindi riformulato in modo più prudente, come standard di settore in evoluzione piuttosto che come normativa già varata e definita. Il giudizio sulla rapidità regolatoria cinese resta un’analisi editoriale, non un fatto verificabile in modo univoco, e l’ho attribuita esplicitamente al modello istituzionale (centralizzazione vs. frammentazione tra autorità USA) piuttosto che a un confronto assoluto di efficacia.

Considerazioni

Il thread sugli smart glasses come possibile sostituto dello smartphone, con i titoli che ne beneficiano, resta qui: Gli occhiali smart potrebbero un giorno sostituire lo smartphone. Il punto che emerge da questo aggiornamento è che la Cina sta cercando di ritagliarsi un vantaggio specifico nel segmento enterprise, integrando rapidamente agenti AI, piattaforme di produttività e dispositivi indossabili — non che l’intero mercato enterprise globale sia già a trazione cinese, visto che anche Microsoft, Google, Meta, Vuzix e Xreal lavorano su applicazioni professionali analoghe.

Conflitto di interesse dichiarato: L’autore non detiene posizioni sui titoli citati in questo articolo (EL.PA, BABA, 0700.HK, META).

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Gianni & Claude (Anthropic) / filosofaresuimercati.eu

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