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Fonte: Bloomberg, 26/10/26 — con approfondimenti e ricerca autonoma di Claude su fonti aggiuntive (Paymentscan, Cointelegraph, The Block, Finance Magnates, Visa, Visual Capitalist, Electronic Payments International)
Redotpay, la fintech di Hong Kong che emette carte fisiche e virtuali per spendere criptovalute e soprattutto stablecoin nel mondo reale, starebbe preparando un deposito confidenziale alla SEC per quotarsi negli Stati Uniti entro fine anno. Lo riporta Bloomberg, citando fonti vicine al dossier: la società tratterebbe in parallelo un aumento di capitale pre-IPO a una valutazione di 4-5 miliardi di dollari, mentre per la quotazione si punta ad almeno 5 miliardi. Il consorzio di banche è di primo piano: JPMorgan, Goldman Sachs, Jefferies e ora anche Barclays.
I numeri dichiarati sono notevoli per un’azienda fondata nel 2023: oltre 9 milioni di clienti, 280 dipendenti, ricavi annualizzati superiori a 180 milioni di dollari, crescita dei ricavi di oltre il 50% nei primi nove mesi del 2026 e un margine operativo sopra il 50%. Tra i finanziatori figurano i fondi di venture capital di Coinbase e Circle, l’emittente di USDC.
La strada verso Wall Street non è stata lineare. In estate l’IPO era stata rinviata per questioni regolamentari e legali, tra cui una causa da circa 473 milioni di dollari intentata a Hong Kong da società del gruppo Binance contro i fondatori, che respingono ogni addebito. Pesano anche il ricambio ai vertici e i legami con la Cina continentale segnalati dalla stampa.
La domanda che conta per chi valuta l’operazione è un’altra: che quota del mercato delle carte crypto detiene davvero Redotpay, e quanto potrà difenderla? Il settore è esploso: la spesa mensile con carte in stablecoin ha superato il miliardo di dollari da luglio 2026, contro meno di un milione nell’ottobre 2023, e oltre 250 progetti si contendono il mercato. Redotpay è il leader, ma i dati raccontano una storia più sfumata di quella che apparirà nel prospetto.
Nella sezione riservata: la stima della quota di mercato di Redotpay con i dati on-chain di Paymentscan e quelli di Visa, il confronto con i concorrenti (EtherFi, KAST, Rain), tre scenari al 2028, i multipli impliciti nella valutazione, i punti deboli del dossier (causa Binance, dati autodichiarati, governance) e cosa significa tutto questo per il risparmiatore italiano.
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Gianni & Claude (Anthropic) / filosofaresuimercati.eu