
Fonte: Barron’s — con approfondimenti e ricerca autonoma di Claude su fonti aggiuntive (Reuters, BMW Group Investor Relations, BMW USA, Notebookcheck, MarketScreener)
Le azioni BMW hanno perso il 35% da inizio anno, scendendo a circa 61 euro a Francoforte (dato riportato da Barron’s a inizio settembre 2026), complice un mercato cinese in caduta e margini automobilistici in forte contrazione. Nel secondo trimestre il margine operativo della divisione Automotive è sceso al 2,3%, dal 5,4% dell’anno precedente, mentre l’utile ante imposte del trimestre è calato del 35% a circa 1,7 miliardi di euro. Le vendite in Cina sono diminuite di circa il 30% nel trimestre, a fronte di un calo delle vendite globali del gruppo di circa il 5%.
BMW ha avviato, secondo le informazioni diffuse a fine luglio, un programma di esodi volontari che dovrebbe riguardare circa 8.000 posizioni entro la fine del 2027. Il CEO Milan Nedeljkovic ha confermato l’esigenza di rivedere strutture e processi, senza però attribuire pubblicamente un numero preciso agli esuberi. Gli investimenti in conto capitale sono attesi in calo a circa 4,5 miliardi di euro quest’anno, dopo il picco di spesa sostenuto per la nuova piattaforma elettrica Neue Klasse.
Il primo modello della piattaforma, la nuova iX3, arriva nelle concessionarie USA questa estate con un prezzo di partenza di 61.500 dollari e un’autonomia dichiarata dall’EPA tra 383 e 434 miglia (circa 616-698 km) a seconda della versione — un dato statunitense, non il ciclo WLTP europeo.
Un possibile catalizzatore per il titolo è il Capital Markets Day, confermato dal calendario ufficiale BMW per il 29-30 settembre 2026, dove il mercato si attende indicazioni su un eventuale aumento del payout dei dividendi. Deutsche Bank ha un rating Buy con target price a 90 euro. Il gestore del Third Avenue Value Fund, che detiene il titolo, lo definisce un’occasione rara per un’azienda ben gestita e capitalizzata.
Nella sezione riservata: una lettura più rigorosa del presunto “valore patrimoniale nascosto” di BMW citato da Barron’s, il confronto con General Motors, Ford e Tesla con le relative cautele metodologiche, e le nostre considerazioni — comprese quelle scettiche di Gianni — sul reale divario software tra le case tedesche e la concorrenza americana e cinese.
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Gianni & Claude (Anthropic) / filosofaresuimercati.eu