
Fonte: Bloomberg (Suzanne Woolley) — con approfondimenti e ricerca autonoma di Claude su fonti aggiuntive
Con le borse USA vicine ai massimi storici e i mercati obbligazionari in fibrillazione, decidere dove piazzare il prossimo dollaro di investimento è diventato più complicato. Bloomberg ha chiesto a tre gestori professionisti come impiegherebbero oggi 10.000 dollari: le risposte spaziano dalla Corea del Sud al lusso, fino all’acqua come infrastruttura strategica.
Corea del Sud: occasione a saldo sull’onda dell’AI
Russ Koesterich, gestore del BlackRock Global Allocation Fund
Il mercato azionario coreano è stato un ottovolante: dai minimi di marzo ai massimi di giugno ha guadagnato circa il 90%, per poi crollare del 35% in poche settimane. Oggi il Kospi tratta a circa 6 volte gli utili attesi per il prossimo anno e a meno di 10 volte quelli dell’anno successivo — valutazioni compresse da una leva finanziaria eccessiva (soprattutto tra i retail coreani) che si è in gran parte riassorbita tra giugno e luglio.
Le valutazioni riflettono l’exploit di poche big tech, fornitrici di semiconduttori (in particolare memorie) per la domanda insaziabile dell’intelligenza artificiale — i “picconi e le pale” dell’attuale corsa all’oro dell’AI. Koesterich resta convinto che, pur con volatilità elevata, questo mercato sia diventato un modo economico per giocare un tema che considera pluriennale, a patto che la domanda di semiconduttori regga (ipotesi sostenuta dal capex crescente degli hyperscaler).
In sintesi: per chi tollera la volatilità, le azioni coreane sono oggi un modo a buon mercato per cavalcare il tema AI.
TREAT YOURSELF
Da oltre 25 anni siamo abituati a informazioni illimitate e gratuite grazie ai motori di ricerca. Ma gli strumenti di AI di ultima generazione, con i loro 50-200 dollari al mese, iniziano a valere il prezzo. Koesterich li usa per la programmazione degli allenamenti: dopo una gara di powerlifting master e in preparazione per una gara Hyrox, si è fatto costruire da un assistente AI potenziato un piano di allenamento completo, con dieta personalizzata e attenzione automatica ai piccoli infortuni segnalati in passato — tutto a meno del costo di una singola sessione con un personal trainer.
Titoli del lusso: l’occasione contrarian
Sarah Ketterer, CEO di Causeway Capital Management
Negli ultimi cinque anni il mercato ha compresso le valutazioni del lusso, dubitando che l’epoca d’oro di crescita dei ricavi a doppia cifra bassa e potere di prezzo fosse finita. Per Ketterer è un errore di lettura: la domanda di lusso non è sparita, si è solo spostata. Il mercato globale del lusso — beni personali, automobili, ospitalità, ristorazione e altre esperienze — vale circa 1.600 miliardi di dollari l’anno, con la crescita maggiore concentrata in USA, India, Sud-est asiatico e Medio Oriente, dove l’aumento della ricchezza sta ampliando la platea di consumatori facoltosi. Il baricentro si sposta inoltre dai beni fisici (borse, orologi) alle esperienze: viaggi premium, ospitalità, benessere e alta ristorazione crescono più in fretta dei beni tradizionali.
Secondo Ketterer il mercato sta scontando come permanente un arretramento di Medio Oriente e Cina che la storia smentisce sistematicamente: i migliori marchi del lusso sono sempre usciti dalle crisi più forti, con margini e quote di mercato superiori. La chiave è puntare su società con brand equity solida e management disciplinato, esposte ai clienti ultra-facoltosi (quasi il 40% della spesa nel lusso), largamente immuni a inflazione e tassi alti.
In sintesi: l’espansione strutturale della ricchezza globale continua a sostenere un ventaglio crescente di titoli del lusso con marchi forti.
TREAT YOURSELF
Un’altra forma di “lusso”: l’attrezzatura versatile da home-gym. Ketterer ha scoperto il Pilates su Megaformer, la macchina con piattaforme scorrevoli, molle di resistenza regolabili, cavi e cinghie che tonifica quasi ogni muscolo. Un Megaformer domestico con istruzioni video evita le seccature dell’iscrizione in palestra: parcheggio, check-in e la playlist scelta da qualcun altro.
Acqua: decenni di sottoinvestimento, opportunità enormi
Ian Harnett, chief investment strategist di Absolute Strategy Research
Le ondate di calore che hanno colpito USA ed Europa quest’estate hanno lasciato oltre il 50% del territorio USA in siccità (150 milioni di persone coinvolte), mentre ampie zone d’Europa sono in allerta idrica. Gli effetti si vedono ovunque: incendi con problemi di qualità dell’aria ed evacuazioni, voli cancellati, fiumi come Reno e Danubio quasi innavigabili, reti elettriche sotto stress per l’aumento della domanda di condizionamento, centrali nucleari francesi penalizzate dall’acqua troppo calda per raffreddare i reattori, prezzi agricoli spinti al rialzo dal “super El Niño” (+15%) e raccolti di riso ridotti anche in Asia.
Il team di ricerca climatica di Harnett stima che, nei prossimi dieci anni, la scarsità idrica e gli altri rischi climatici fisici potrebbero sottrarre lo 0,5% l’anno alla crescita globale e aggiungere lo 0,5% l’anno all’inflazione. La disponibilità d’acqua pro capite è scesa di quasi due terzi dal 1960, e la domanda globale supererà l’offerta del 40% entro il 2030: servono 13.000 miliardi di dollari di nuovi investimenti entro il 2040, con un gap di finanziamento stimato in 7.500 miliardi (circa 500 miliardi l’anno).
Gli ambiti coinvolti spaziano da gestione di alluvioni e siccità a trattamento e riciclo dell’acqua, riduzione delle perdite di rete, desalinizzazione, sensori e analisi dei dati. Tra gli ETF citati: Invesco S&P Global Water Index ETF (CGW), First Trust Water ETF (FIW) e Invesco Water Resources ETF (PHO) — questi ultimi due con esposizione più ampia fuori dal comparto acqua in senso stretto. Storicamente, secondo Harnett, le utility idriche hanno offerto un profilo rischio-rendimento interessante rispetto all’S&P 500.
Per chi investe da un conto europeo, questi tre ETF (a domicilio USA) non sono in genere acquistabili in autonomia per via delle restrizioni PRIIPs/KID. Le alternative UCITS più vicine sono:
- iShares Global Water UCITS ETF (ISIN IE00B1TXK627, ticker IH2O/DH2O a seconda della piazza, TER 0,65%) — traccia lo stesso indice S&P Global Water di CGW, quindi è l’equivalente più diretto tra i tre;
- L&G Clean Water UCITS ETF (ISIN IE00BK5BC891, ticker GLUG, TER 0,49%) — traccia l’indice Solactive Clean Water, con un paniere più orientato al trattamento e all’efficienza idrica rispetto a PHO e FIW, senza essere un equivalente 1:1;
- Global X Clean Water UCITS ETF (ticker AQWA, TER 0,50%) — anch’esso su indice Solactive dedicato all’industria dell’acqua pulita, da verificare a schermo per ISIN e disponibilità sul proprio broker prima dell’acquisto.
Nessuno di questi replica esattamente FIW o PHO, che includono paniere e metodologia proprie (rispettivamente ISE Clean Edge Water Index e NASDAQ OMX US Water Index): sono da considerare come esposizione tematica equivalente, non come cloni.
IiIn sintesi: decenni di sottoinvestimento nei sistemi idrici indicano opportunità significative nel settore.
TREAT YOURSELF
Invece di preoccuparsi della scarsità d’acqua, Harnett suggerisce di goderselo veleggiando: corsi di vela in un circolo locale, una vacanza attiva in dinghy in Europa (lui ha scelto Sardegna e Grecia negli ultimi due anni) o, con budget superiore ai 10.000 dollari o unendo le forze con amici, il noleggio di uno yacht con skipper e cuoco. Il suo monito: c’è sempre qualcuno con una barca più grande, quindi inutile provare a impressionare.
Note dell’A.I. (Claude)
I tre temi (Corea/AI, lusso, acqua) condividono una logica comune: cercare valore dove il mercato ha punito eccessivamente un settore per motivi ciclici o emotivi, mantenendo intatta la tesi strutturale di lungo periodo. Vale la pena notare che gli ETF sull’acqua citati (CGW, FIW, PHO) non sono puri: FIW e PHO in particolare includono esposizioni significative fuori dal comparto idrico stretto, un dettaglio che lo stesso Harnett sottolinea e che merita attenzione prima di considerarli un investimento “tematico puro”.
Considerazioni
Il tema della Corea del Sud si ricollega ai discorsi già fatti sul blog riguardo alla concentrazione del mercato AI sui pochi fornitori di semiconduttori — un rischio di dipendenza da un numero ristretto di clienti hyperscaler che vale anche per Seoul quanto per Wall Street. Il tema acqua, dal canto suo, si intreccia con la linea editoriale già espressa sulla sottovalutazione sistemica delle infrastrutture critiche.
Conflitto di interesse: L’autore non detiene posizioni sui titoli/temi citati in questo articolo.
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Gianni & Claude (Anthropic) / filosofaresuimercati.eu