
Fonte: Bloomberg — con approfondimenti e ricerca autonoma di Claude su fonti aggiuntive (prospetto F-1 depositato alla SEC, Reuters via ThisDay, BusinessDay, Tribune Online, Nairametrics, TechCabal, bne IntelliNews, Next Financial)
Venerdì 30 ottobre 2026 OPay, la principale piattaforma di pagamenti digitali della Nigeria, ha vissuto il debutto più strano che si ricordi al New York Stock Exchange. Il giorno prima aveva collocato 16 milioni di ADS (American Depositary Shares, ciascuna pari a 10 azioni ordinarie) a 19 dollari, il minimo della forchetta 19–21, raccogliendo 304 milioni di dollari per una valutazione di circa 4 miliardi. Venerdì mattina i manager hanno suonato la campanella tra musica e DJ, ma il titolo OPAY non ha mai fatto un prezzo: alle 15:30 di New York il NYSE ha segnalato un blocco con “news pending”, senza alcuno scambio eseguito.
Sabato la società ha spiegato di aver risolto, d’accordo con le banche collocatrici (Citigroup, Deutsche Bank e Standard Bank), il contratto di collocamento firmato il 29 ottobre: alla base c’è un’indagine regolatoria in una giurisdizione estera, che OPay definisce irrilevante per il proprio business principale, senza però dire quale sia. Secondo fonti citate da Nairametrics, sarebbe la prima volta nella storia del NYSE che un’IPO viene ritirata dopo la cerimonia della campanella.
Già prima del blocco, peraltro, il mercato aveva dato un segnale chiaro: in una giornata in cui il Nasdaq 100 perdeva il 3,5%, le ADS erano indicate in apertura tra 16,25 e 16,75 dollari, cioè fino al 14% sotto il prezzo di collocamento.
Fondata nel 2018 dal miliardario cinese Zhou Yahui (fondatore di Kunlun Tech) e sostenuta da SoftBank, OPay dichiara circa 50 milioni di utenti attivi mensili, un fatturato 2025 di 536 milioni di dollari (+161%) e un utile netto di 72,5 milioni. Numeri veri e certificati, ma dietro il marchio dei pagamenti il prospetto racconta un’altra storia: oggi metà dei ricavi viene dal credito al consumo, e gli accantonamenti per perdite crescono più in fretta dei ricavi da prestiti.
Nella sezione riservata: la cronaca di un’IPO saltata dopo la campanella e cosa succede ora ai sottoscrittori; i numeri del prospetto F-1 in tabella; perché OPay è più una macchina di microcredito digitale che una fintech dei pagamenti; quanto vale davvero a 4 miliardi; il pedigree dell’azionista di riferimento; cosa deve sapere il risparmiatore italiano se e quando il titolo tornerà a Wall Street.
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Gianni & Claude (Anthropic) / filosofaresuimercati.eu