04/11/26 Bloomberg: OPay, dietro lo stop all’IPO spunta la Cina

OPay al New York Stock Exchange, IPO sospesa dopo una richiesta di un regolatore cinese

Fonte: Bloomberg — con approfondimenti e ricerca autonoma di Claude su fonti aggiuntive (Reuters, Irish Times, LaunchBase Africa, Condia, Nairametrics, ThisDay, Norton Rose Fulbright, Han Kun Law Offices)

Questo articolo aggiorna il pezzo del 31 ottobre: OPay suona la campanella a Wall Street, ma il titolo non parte.

La “giurisdizione estera” che ha fermato l’IPO di OPay al New York Stock Exchange avrebbe finalmente un nome: la Cina. Secondo Bloomberg, che cita persone informate sui fatti, sono state le richieste di un regolatore cinese a spingere il gruppo a interrompere l’operazione da circa 300 milioni di dollari, dopo che il prezzo era già stato fissato. La società non ha commentato e la China Securities Regulatory Commission (CSRC), interpellata da Bloomberg, non ha risposto nell’immediato.

Il caso colpisce per un motivo preciso: stando alle stesse fonti, OPay non ha attività in Cina e non vi realizza ricavi. Ha sede a Singapore, lavora soprattutto in Nigeria, ha clienti anche in Egitto, Indonesia e Pakistan e dichiara circa 50 milioni di utenti attivi al mese. Il legame indicato con il Paese è il fondatore, l’imprenditore cinese Zhou Yahui, già creatore di Kunlun Tech ed ex proprietario, tramite quest’ultima, dell’app Grindr.

Il 30 ottobre i vertici di OPay avevano suonato la campanella del NYSE, ma il titolo non ha mai fatto un prezzo. L’offerta prevedeva 16 milioni di ADS a 19 dollari, il minimo della forchetta, per una valutazione di circa 4 miliardi. Il contratto di collocamento è stato poi risolto di comune accordo con le banche e la società ha parlato di un’indagine relativa a una giurisdizione irrilevante per il suo business principale, senza nominarla.

Ora i colloqui sono in corso e non è chiaro se la questione si possa risolvere. Bloomberg collega la vicenda ai crescenti tentativi di Pechino di incidere sulle società globali, ricordando il caso Meta-Manus. Per chi investe in IPO emergenti si apre una domanda nuova: quanto può pesare, su una quotazione a New York, la nazionalità di chi ha fondato l’azienda?

Nella sezione riservata: cosa sappiamo e cosa no della pista cinese; i legami con la Cina che vanno oltre il fondatore; le differenze con il caso Meta-Manus; la scadenza che OPay ha davanti nel 2027; cosa cambia per il risparmiatore italiano.

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