Un rapporto di S&P Global Market Intelligence pubblicato venerdì 24 aprile 2026 certifica un dato storico: per la prima volta, le assicurazioni vita americane hanno spostato più del 50% del rischio dei loro portafogli generali fuori dai confini degli Stati Uniti. I deal di riassicurazione con entità offshore rappresentano $1,06 trilioni di riserve nel 2025 — il 52% del totale del settore. Il sorpasso sull’onshore è avvenuto nell’ultimo anno.
La destinazione principale è Bermuda, che da sola assorbe il 40,5% della capacità riassicurativa totale utilizzata dalle assicurazioni vita americane, in crescita dal 38,3% del 2024. Seguono le Isole Cayman con $85,6 miliardi di riserve, in crescita da $65,5 miliardi dell’anno precedente.
Come funziona il meccanismo
La riassicurazione è, nella definizione standard, l’assicurazione delle assicurazioni: permette a una compagnia di cedere parte del rischio iscritto nei propri libri contabili a un’altra entità, liberando capitale che può poi essere impiegato per la crescita. È uno strumento legittimo e necessario al funzionamento del settore.
Il problema non è lo strumento — è la direzione e la destinazione. Quando il rischio viene ceduto a entità in giurisdizioni con regolamentazione più leggera di quella americana, si crea un’asimmetria: il risparmiatore americano che ha sottoscritto una rendita vitalizia pensa di avere la tutela del sistema regolatorio americano, ma il rischio reale del suo contratto è custodito a Hamilton, Bermuda.
Chi sta dall’altra parte di questi deal? Sempre più spesso, fondi di private equity e gestori alternativi. Il nome più citato è Apollo, che attraverso Athene Holding ha costruito un modello di business basato esattamente su questo schema: raccogliere riserve assicurative, riassicurarle offshore, e investire il capitale liberato in asset alternativi ad alto rendimento — private credit, real estate, infrastrutture.
Il grafico che dice tutto
Il grafico di S&P è eloquente: dal 2015 al 2020 la riassicurazione offshore cresceva ma restava nettamente sotto quella domestica. Dal 2021 in poi la forbice si è chiusa rapidamente, fino al sorpasso del 2025. Non è una tendenza marginale — è una trasformazione strutturale del settore avvenuta in cinque anni, sotto gli occhi dei regolatori.
Le autorità di Bermuda hanno introdotto requisiti di disclosure più stringenti nell’ultimo anno — ma la crescita è continuata comunque. Il mercato ha trovato la sua strada.
Il collegamento con il private credit
Chi segue questo blog sa che la nostra posizione editoriale sul private credit e sulla liquidità illusoria non è cambiata dal 2022 — dall’episodio Blackstone BREIT in poi. La storia delle assicurazioni vita offshore è la stessa storia raccontata con attori diversi.
Lo schema è identico: prodotti apparentemente sicuri e stabili (le rendite vitalizie) venduti a risparmiatori retail e pensionati → rischio reale ceduto a veicoli offshore con regolamentazione alleggerita → capitale liberato reinvestito in asset illiquidi e alternativi → complessità strutturale che rende impossibile la valutazione indipendente del rischio reale.
La differenza rispetto al BREIT è la scala: non stiamo parlando di un fondo immobiliare da $70 miliardi. Stiamo parlando di $1,06 trilioni di riserve — il risparmio previdenziale di milioni di americani in pensione o prossimi alla pensione.
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