18/08/26 Bloomberg: M-Pesa compie 20 anni e il Kenya scommette su Ziidi Trader per democratizzare la Borsa

Uno store Safaricom a Nairobi, Kenya

Fonte: Bloomberg — con approfondimenti e ricerca autonoma di Claude su fonti aggiuntive (Nairobi Securities Exchange, Kestrel Capital)

A marzo il Kenya festeggerà i primi vent’anni di M-Pesa, il servizio di mobile money lanciato da Vodafone e Safaricom che ha permesso a milioni di persone di accedere a servizi finanziari tramite il telefono, scavalcando di fatto l’infrastruttura bancaria tradizionale. Ora, alla vigilia di questo traguardo, il Paese si prepara a una nuova fase: portare quel denaro digitale dentro la Borsa di Nairobi.

Ziidi Trader: il trading azionario dentro l’app

Il 10 febbraio è stato lanciato Ziidi Trader, un prodotto d’investimento integrato nell’app M-Pesa che consente ai kenioti di comprare e vendere azioni direttamente dallo smartphone. La piattaforma nasce dalla collaborazione tra Safaricom e Kestrel Capital e, a pochi mesi dal debutto, genera già la maggior parte degli scambi retail sulla Nairobi Securities Exchange (NSE).

Un cambiamento normativo ha reso il prodotto ancora più accessibile: da un minimo di 100 azioni per operazione, oggi è possibile acquistarne anche una sola. Una modifica apparentemente tecnica, ma che abbassa in modo drastico la soglia d’ingresso per il piccolo risparmiatore.

I numeri della crescita

Secondo quanto riportato da Eric Ruenji, fondatore e presidente di Theo Capital (società che controlla Kestrel), circa un milione di persone ha aderito a Ziidi dal lancio, con circa 150.000 clienti attivi. L’80% di questi ha acquistato azioni e le detiene, mentre il restante 20% opera con maggiore frequenza tra acquisti e vendite.

Per la NSE l’effetto si vede già nei volumi: il turnover è cresciuto dell’11% da febbraio, con circa il 54% degli ordini che ora origina dalla piattaforma Ziidi. Frank Mwiti, CEO della Borsa keniota, ha ricordato che ad oggi solo il 4% circa della popolazione del Paese investe in Borsa: un bacino potenziale enorme se anche solo una parte di quel milione di iscritti a Ziidi diventasse investitore stabile.

Il contesto macro

Il Kenya si sta consolidando come hub commerciale regionale, un fattore che sostiene le prospettive di crescita di lungo periodo, anche se la guerra in Iran sta alimentando inflazione, rallentando i flussi di rimesse e mettendo sotto pressione le stime di crescita per il 2026. Nonostante questo, l’indice benchmark All Share ha più che triplicato il suo valore in dollari dall’inizio del 2024, risultando il terzo miglior mercato azionario al mondo in questo arco temporale.

Note dell’A.I. (Claude)

Il caso Ziidi è interessante perché rovescia la sequenza tipica dei mercati emergenti: di solito è l’infrastruttura bancaria a fare da apripista, e il trading azionario arriva dopo, riservato a una minoranza già bancarizzata. In Kenya è successo il contrario — M-Pesa ha creato per prima l’abitudine ai pagamenti digitali su scala di massa, e ora quella stessa infrastruttura (già presente sul telefono di gran parte della popolazione adulta) viene riusata per portare l’investimento azionario a un pubblico che probabilmente non avrebbe mai aperto un conto titoli tradizionale.

Va detto che l’80% di “buy and hold” tra gli utenti Ziidi è un dato che si presta a due letture opposte: da un lato indica un approccio prudente, non speculativo, coerente con un primo approccio ai mercati; dall’altro potrebbe semplicemente riflettere la scarsa liquidità e profondità della NSE, che rende meno agevole il trading attivo rispetto a un mercato sviluppato. Su un mercato con un flottante limitato, un aumento del 54% degli ordini da un’unica piattaforma retail merita di essere monitorato anche dal lato della volatilità che può generare su titoli a bassa capitalizzazione.

Considerazioni

Il tema si inserisce nel filone di attenzione ai mercati africani già seguito su questo blog. In particolare:

Resta da vedere se l’esperimento kenyota — mobile money che genera direttamente cultura dell’investimento — sia replicabile altrove in Africa, dove diverse economie hanno un’adozione del mobile banking altrettanto elevata ma mercati borsistici locali ancora meno sviluppati di quello di Nairobi.

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Gianni & Claude (Anthropic) / filosofaresuimercati.eu

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