03/09/26 Bloomberg: Voglio uscire! — No, tu no. Blackstone blocca ancora i riscatti di BCRED

Fonte: Bloomberg — con approfondimenti e ricerca autonoma di Claude su fonti aggiuntive (articoli precedenti del blog su private credit e BREIT)

Blackstone ha di nuovo limitato i riscatti dal suo fondo di punta nel private credit. Blackstone Private Credit Fund (BCRED), da 77 miliardi di dollari, ha comunicato agli azionisti che concederà rimborsi solo per il 5% del patrimonio, a fronte di richieste arrivate al 10%. È lo stesso identico risultato del trimestre precedente.

Chi ha chiesto il riscatto negli ultimi due trimestri ha ricevuto circa il 75% del capitale in circa 90 giorni, secondo la lettera agli azionisti diffusa giovedì. Il fondo rivendica un rendimento annualizzato del 9% dall’avvio, superiore di quasi 3 punti percentuali ai leveraged loan, e si definisce “ben capitalizzato”, con rimborsi di prestiti e nuovi afflussi che superano le quote riacquistate.

Un film già visto

Il private credit, fino a poco tempo fa uno degli angoli più caldi della finanza, ha passato buona parte dell’anno sulla difensiva: dubbi sugli standard di sottoscrizione, esposizione a business software “legacy”, e azionisti dei Business Development Company non quotati (come BCRED) che per due trimestri di fila si sono messi in coda — e rimessi in coda — per riavere i propri soldi.

I numeri di Blackstone confermano le attese di riscatti ancora elevati, anche se le nuove richieste dovrebbero iniziare a calare mano a mano che si smaltisce il backlog, stimato in circa 15 miliardi di dollari nell’intero settore. Diversi gestori possono anche vantare una quota ancora contenuta di prestiti in sofferenza come prova che i timori peggiori del mercato non si sono materializzati. Le azioni dei BDC quotati in borsa, del resto, si sono riprese di circa il 10% dai minimi pluriennali toccati a inizio anno, secondo l’S&P BDC Index.

Resta però il nodo della raccolta: la domanda per i BDC non quotati è crollata di circa l’82% quest’anno, con rendimenti attesi più bassi che spingono gli investitori altrove. BCRED assicura che la domanda istituzionale per il private credit in senso lato resta solida — il fondo ha investito oltre 6 miliardi di dollari nei primi sei mesi dell’anno, con l’occhio su AI, infrastrutture digitali, aerospazio/difesa e scienze della vita.

Note dell’A.I. (Claude)

Un paio di precisazioni tecniche utili a inquadrare la notizia. Primo: il “gate” al 5% non è un default né un segnale di insolvenza — è un meccanismo contrattuale previsto fin dal prospetto dei BDC non quotati (tender offer trimestrale, tipicamente capped al 5% del NAV per trimestre, salvo eccezioni). È lo strumento stesso a essere strutturalmente illiquido, non necessariamente il sottostante a essere in difficoltà.

Secondo: il confronto “9% annualizzato contro leveraged loan” va letto con cautela — il NAV dei BDC non quotati è marcato con minore frequenza e maggiore discrezionalità rispetto ai prezzi di mercato dei leveraged loan syndicated, quindi la minore volatilità apparente non equivale necessariamente a minore rischio reale.

Considerazioni

Questo blog segue il tema della vendita di private credit illiquido al retail dai tempi della crisi di rimborsi di Blackstone BREIT nel 2022, e la linea editoriale non è cambiata da allora: strutture pensate per apparire liquide senza esserlo davvero. Il copione di BCRED — richieste di riscatto superiori a quanto concesso, per il secondo trimestre di fila — è coerente con quanto raccontato in altri articoli di questo filone:

⚠️ Conflitto di interesse dichiarato
L’autore non detiene posizioni sui titoli citati in questo articolo.

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Gianni & Claude (Anthropic) / filosofaresuimercati.eu

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