
Fonte: CNBC, Squawk on the Street — trascrizione dell’intervista di Sara Eisen (22/10/26) — con approfondimenti e ricerca autonoma di Claude su fonti aggiuntive (Reuters, Fortune, Benzinga, 24/7 Wall St, Pershing Square Holdings, Howard Hughes/SEC, Michelle Celarier/Substack, CNBC archivio 2020)
Nei manicomi di una volta, racconta la tradizione popolare, c’era sempre qualcuno convinto di essere Napoleone. A Wall Street il disturbo ha preso una forma più redditizia: ci si crede Warren Buffett. E il caso più brillante, e più chiacchierone, si chiama Bill Ackman.
Giovedì 22 ottobre il fondatore di Pershing Square è tornato a CNBC, a Squawk on the Street, con un repertorio ricco. Israele è una delle economie più innovative del mondo e andrà bene chiunque vinca le elezioni. Trump ha fatto bene in Iran, ma il lavoro non è finito. Se si chiudono la guerra con l’Iran e quella tra Russia e Ucraina, energia, inflazione e tassi possono scendere, e il 2027 sarà “straordinario”. Poi i titoli: Netflix ha fatto un buon trimestre e ha un ottimo management, Meta ha un bilancio fortissimo ed è molto sottovalutata (“per questo la possediamo”), e lui è molto rialzista su Fannie Mae e Freddie Mac. Infine, rispondendo su Meta e sulla proposta di patrimoniale californiana, una stoccata alla California, che va nella direzione sbagliata.
Un discorso coerente, persino convincente. Molte di queste valutazioni coincidono con investimenti dei fondi che gestisce o con partecipazioni personali. Pershing Square è un grande azionista di Fannie e Freddie, ha comprato Netflix nel 2026 e ha Meta tra le posizioni principali. Ackman e la moglie, Neri Oxman, possiedono inoltre una quota vicina al 5% della Borsa di Tel Aviv.
Stavolta, va detto, CNBC non gli ha steso il tappeto rosso. Sara Eisen gli ha chiesto perché il fondo perda in un mercato in rialzo e perché gli azionisti dovrebbero continuare a fidarsi. Ackman ha difeso l’orizzonte di lungo periodo, attribuendo gran parte della sottoperformance a Fannie e Freddie. Ackman è un investitore di talento, con operazioni da manuale e sconfitte altrettanto memorabili: Valeant, Herbalife, J.C. Penney e il primo giro su Netflix.
Nella sezione riservata: le dichiarazioni di Ackman accanto agli interessi suoi e dei suoi fondi, la galleria dei suoi “Waterloo” (Valeant, Herbalife, J.C. Penney, Netflix 2022), il caso a parte del “hell is coming” del 2020, un confronto semiserio con l’originale di Omaha e cosa deve sapere il risparmiatore italiano che volesse seguire Ackman, tra sconti sul NAV e nodi fiscali.
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Gianni & Claude (Anthropic) / filosofaresuimercati.eu