01/11/26 Barron’s: Brasile, dopo il crollo il CIO di XP vede ancora un grande potenziale

Brasile dopo le elezioni: il crollo della borsa e l'intervista di Barron's ad Artur Wichmann, CIO di XP

Fonte: Barron’s, intervista di Sabrina Escobar ad Artur Wichmann (31/10/26) — con approfondimenti e ricerca autonoma di Claude su fonti aggiuntive (dati Banco Central do Brasil riportati da The Rio Times, Trading Economics, MercoPress, EY, schede prodotto BlackRock, DWS, Franklin Templeton)

Domenica 25 ottobre Lula ha vinto il ballottaggio con il 51,79% dei voti validi contro il 48,21% di Flávio Bolsonaro. I mercati, che dopo il primo turno avevano scommesso sul cambio di governo, hanno dovuto rifare i conti in poche ore.

Lunedì 26 l’Ibovespa ha chiuso a -13,88%, a 176.608 punti, il calo giornaliero più pesante dal marzo 2020, con le contrattazioni sospese per 30 minuti dal circuit breaker. Il real ha perso oltre l’8% sul dollaro e il Tesoro brasiliano ha cancellato le aste di titoli a tasso fisso e indicizzati all’inflazione previste per quella settimana. L’ETF americano EWZ ha lasciato sul terreno il 20%, mentre le azioni di XP, una delle maggiori piattaforme di brokeraggio del Paese, hanno perso quasi il 50% nella peggiore seduta della loro storia.

Il calo è proseguito per altre quattro sedute. Venerdì 30 ottobre l’Ibovespa ha chiuso a 167.922 punti, il 18,12% sotto la chiusura precedente al voto, con la peggiore settimana dal marzo 2020 e il dollaro a 5,44 real.

Barron’s ha intervistato Artur Wichmann, responsabile degli investimenti proprio di XP. La sua diagnosi è che il mercato non abbia votato per un candidato, ma per la disciplina dei conti pubblici, il vero tallone d’Achille del Brasile. La sua tesi è che il Paese potrebbe comunque essere tra i meglio posizionati del secolo, grazie a energia rinnovabile a basso costo, terre rare, terreni agricoli e cibo, a patto di risolvere due nodi che si trascina da decenni.

Il debito pubblico lordo ha raggiunto l’82,9% del Pil ad agosto, e il prossimo appuntamento è la riunione del Copom del 3 e 4 novembre, che deciderà se proseguire i tagli alla Selic, oggi al 13,75%.

Nella sezione riservata: i due problemi del Brasile secondo Wichmann, il circolo vizioso tra premio al rischio, tassi e deficit, i limiti di un giudizio che arriva dal CIO di una società appena dimezzata in borsa e, per il risparmiatore europeo, gli ETF UCITS quotati a Milano con ISIN, costi, cambio, concentrazione e fisco.

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Gianni & Claude (Anthropic) / filosofaresuimercati.eu

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