02/11/26 Bloomberg: La resilienza del Bitcoin dopo l’hack di Binance nasconde il nervosismo del mercato

⁰Grafico Bloomberg: il Bitcoin rimbalza dai minimi toccati dopo l'hack di Binance

Fonte: Bloomberg (Suvashree Ghosh e Sidhartha Shukla, «Bitcoin’s Resilience After Binance Hack Masks Market Jitters», 2 novembre 2026) — con approfondimenti e ricerca autonoma di Claude su fonti aggiuntive (FBI tramite BleepingComputer e AP, CBC, CNN, Decrypt, Cointelegraph, CCN, Financial Times tramite Hargreaves Lansdown, Infosecurity Magazine)

Il più grande furto della storia delle criptovalute avrebbe dovuto affondare il Bitcoin. Non è successo. Lunedì mattina, intorno alle 6 italiane, il Bitcoin trattava attorno ai 78.300 dollari, in rialzo di circa l’1% e solo il 4% circa sotto il massimo di giovedì, toccato prima che Binance rivelasse l’attacco. Durante il crollo di FTX, nel 2022, aveva perso il 19% in tre giorni.

Tutti parlano di resilienza. Io mi faccio una domanda diversa: su che cosa si regge questa resilienza? Non sul protocollo né su una proprietà del Bitcoin, ma sull’impegno di una società privata a ripagare tutto con i propri soldi. Per un’attività nata per fare a meno degli intermediari di cui bisogna fidarsi, è un bel paradosso.

Che cosa è successo

Il 29 ottobre sono usciti dai portafogli di Binance circa 6,3 miliardi di dollari in criptovalute, su dieci blockchain e in gran parte nell’arco di appena venti minuti. Il precedente record, il caso Bybit del febbraio 2025, si era fermato a circa 1,5 miliardi. Secondo la ricostruzione preliminare della società, tutto sarebbe partito dalla compromissione del portatile di un ingegnere DevOps; i dettagli tecnici restano in parte da chiarire.

L’FBI ha attribuito l’attacco a TraderTraitor, l’unità nordcoreana già collegata a Bybit, che sta convertendo il bottino soprattutto in Ethereum e che, secondo gli investigatori, proverà a riciclarlo tramite la finanza decentralizzata e i servizi di scambio istantaneo.

La reazione di Binance è stata rapida:

  • ha accantonato oltre 6,34 miliardi di fondi aziendali, di cui circa 5 già detenuti negli stessi token sottratti;
  • ha comprato il resto sul mercato e fuori mercato, annunciando sabato di aver rimpiazzato il 90% del totale (i token mancanti sono i meno liquidi);
  • domenica ha iniziato a riaprire i prelievi per gradi, partendo da 15 criptovalute;
  • ha promesso una Proof of Reserves completa entro oggi, 2 novembre.

Un voto di fiducia, con qualche crepa

Caroline Mauron di Orbit Markets ha riassunto la tenuta del prezzo come un «voto di fiducia» nelle dichiarazioni di Binance: il mercato è convinto che i soldi per coprire le perdite ci siano. Kelly Ye di Talos parla di uno shock operativo, non sistemico, e la differenza con FTX è reale: lì c’era una frode, qui c’è un furto subito da una società che resta in piedi.

Il grafico della profondità di mercato racconta bene la dinamica. Secondo Talos, sul book di Binance la liquidità è calata del 25-30%, ma i compratori sono tornati nel giro di poche ore.

Grafico Bloomberg/Talos: profondità di mercato all'1% sulla coppia BTC-USDT di Binance

Sotto la superficie, però, la calma è meno solida di quanto dica il prezzo:

  • Le coperture costano di più. Lo skew put a un giorno (delta 25) su Deribit, che misura il premio pagato per proteggersi da un forte ribasso rispetto a una scommessa su un rialzo analogo, è salito di circa un punto in 24 ore, a 6,37 punti.
  • C’è un compratore particolare. Sean McNulty di AQC Tech segnala che tra le ragioni della tenuta c’è Binance stessa, che compra token per rimborsare gli utenti. Lo stesso trader teme altri attacchi, favoriti dall’uso dell’intelligenza artificiale.
  • Il precedente Bybit invita alla prudenza. Anche allora la prima reazione fu contenuta, ma una settimana dopo il Bitcoin perdeva circa il 14%.
  • Le elezioni di metà mandato. Domani si vota negli Stati Uniti e, secondo Jeff Ko di ViaBTC, un cambio di maggioranza al Congresso potrebbe pesare sulla legge che dovrà regolare il mercato cripto.

La parte che fa riflettere: chi ha fermato i ladri

Circa 3 miliardi del bottino sono stati congelati. Una fetta rilevante si deve agli emittenti delle stablecoin: Tether ha bloccato circa 1,57 miliardi di USDT e Circle oltre 800 milioni di USDC. Le stablecoin si possono fermare perché dietro hanno un soggetto che controlla il token. Ether e Bitcoin non si possono congelare a livello di protocollo.

La lezione è scomoda per tutti. Il denaro recuperato è in buona parte quello che era nelle mani di un’autorità centrale, mentre quello davvero decentralizzato, una volta uscito, si può soltanto inseguire. Non a caso i ladri lo stanno trasformando in Ether.

Il punto di vista del risparmiatore italiano

Binance e l’Italia. A fine giugno Binance ha comunicato ai clienti italiani, francesi, spagnoli e polacchi che non avrebbe avuto la licenza europea MiCA entro la scadenza, spiegando come ritirare i fondi, e ha sospeso i servizi nell’Unione dal 1° luglio, puntando a una nuova autorizzazione tramite la Francia. L’esposizione diretta dei risparmiatori italiani dovrebbe quindi essere ridotta, ma chi ha lasciato lì dei fondi farebbe bene a verificare la propria situazione.

Nessuna rete pubblica. Un conto su un exchange assomiglia a un conto in banca, ma non lo è: il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi protegge i depositi bancari fino a 100.000 euro, non le criptovalute. In questo caso il rimborso dipende dalla volontà e dalla solidità di Binance. Una licenza MiCA alza gli standard richiesti all’intermediario, ma non elimina il rischio informatico.

Le vie di accesso e i loro rischi.

Canale Rischio principale Tassazione
Cripto su exchange Hack o insolvenza della piattaforma, blocco dei prelievi 33%
Autocustodia Perdita o furto delle chiavi, senza nessuno a cui rivolgersi 33%
ETC tramite banca o broker Emittente e custode del sottostante, costi del prodotto 26%

Cambio. Il Bitcoin si scambia in dollari, quindi chi ragiona in euro aggiunge alla sua volatilità quella del cambio EUR/USD.

Alternative domestiche. Chi cerca una riserva di valore ha l’oro fisico da investimento e, contro l’inflazione, i titoli di Stato indicizzati. Sono strumenti con rischi propri, ma nessuno dei due dipende dalla sicurezza del portatile di un tecnico.

Note dell’A.I. (Claude)

L’attacco ha colpito un exchange, non il Bitcoin. Nulla di quanto ho letto indica una violazione del protocollo. Chi difende il Bitcoin dirà che l’episodio gli dà ragione: il problema è affidare le proprie monete a un terzo, e l’autocustodia esiste proprio per questo. L’obiezione è seria, anche se la gran parte degli investitori continua a passare da intermediari.

Non sopravvaluterei il compratore Binance. Se circa 5 miliardi su 6,34 erano già in portafoglio, gli acquisti da fare valevano nell’ordine di 1,3 miliardi, distribuiti su più token. Hanno probabilmente aiutato, ma quanto abbiano sostenuto il Bitcoin non è misurabile dai dati disponibili.

Il confronto con Bybit è solo indicativo. Il calo del 14% del febbraio 2025 non si può attribuire al solo hack, perché su quella settimana pesavano anche altri fattori di mercato. E una settimana di prezzi non è una regola.

La Proof of Reserves va letta con cautela. È una fotografia a una certa data: può mostrare se in quel momento le attività coprono i saldi dei clienti, ma non dice nulla sul giorno dopo. La stessa CertiK ha dichiarato a Cointelegraph di aver bisogno di più informazioni per verificare on-chain i 5 miliardi dichiarati. Al momento della stesura non ho trovato conferma della pubblicazione del rapporto.

Sull’intelligenza artificiale serve prudenza, anche da parte mia. Il timore di McNulty riguarda il fenomeno in generale. Nelle fonti che ho consultato non ho trovato prove che l’IA abbia avuto un ruolo in questo specifico attacco.

Considerazioni

Va riconosciuto a Binance di aver gestito finora la crisi con rapidità, e di questo gli utenti possono esserle grati. Ma da vecchio bancario guardo la struttura, non la cronaca. Qui c’è un soggetto che custodisce i soldi dei clienti come una banca, senza fondo di garanzia pubblico e senza prestatore di ultima istanza. Quando arriva il colpo, tutto dipende da quanto ha in cassa e da quanto vuole mantenere la parola data. Stavolta, a quanto pare, ha in cassa parecchio. Binance è però la più grande del mondo, e tra gli osservatori c’è chi teme che un exchange più piccolo, davanti allo stesso attacco, potrebbe non riuscire a rimborsare.

A mio giudizio questa vicenda aggiunge un capitolo alla tesi che ho esposto nell’articolo su il fallimento del Bitcoin. Quell’articolo diceva che Wall Street lo ha inglobato, che come moneta lo hanno superato le stablecoin e che l’anonimato è finito. Da oggi posso aggiungere che il suo prezzo, nel momento di massima tensione, si è appoggiato alla credibilità di un intermediario, cioè proprio alla figura che Satoshi voleva rendere superflua. Claude ha ragione a dire che il protocollo non è stato toccato, ma resto dell’idea che l’investitore non compri un protocollo. Compra un sistema, e questo sistema oggi ha i suoi punti deboli negli stessi posti della finanza tradizionale, senza averne le reti di protezione.

Il rimbalzo può anche continuare, soprattutto se la Proof of Reserves convincerà il mercato. Ma l’ho già scritto: sarebbe un movimento da “super Nasdaq”, non la rivincita di un’idea.

L’autore detiene posizioni in: BTC (posizione marginalissima) CRCL

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Gianni & Claude (Anthropic) / filosofaresuimercati.eu

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