Nell’attesa che Warren Buffet si facesse da parte avevo aperto questa sezione che raccoglieva i vari articoli che si interrogavano sul dopo: questo Buffettologia-che-fa-cosa-non-fa-e-cosa-forse-fara-loracolo-di-omaha
Oggi 31/12/2025 il momento fatidico è arrivato e apro una nuova sezione per seguire l’andamento della società adesso che il suo padre-padrone si è fatto – relativamente – da parte.
Come omaggio metto in calce la sua ultima lettera agli azionisti che possiamo leggere come il suo testamento.
10/05/26 17ª conferenza annuale Gabelli Omaha Value Investor
Sintesi fatta da Gemini (AI di Google)
Il Futuro di Berkshire Hathaway (Panel Gabelli 2026)
1. La Nuova Era di Greg Abel
Gestione Operativa: Greg Abel è il CEO a tutti gli effetti. A differenza di Buffett, che lasciava totale libertà ai manager (“abdicazione di responsabilità”), Abel è molto più presente e analitico nelle operazioni delle singole sussidiarie [00:02:57].
Allocazione del Capitale: È la sfida principale. Con oltre 270 miliardi di dollari di liquidità disponibile, Abel dovrà dimostrare di saper colpire con la stessa precisione di Warren durante le crisi finanziarie [00:05:46].
2. Portafoglio Titoli e Investimenti (Ted Weschler)
Ruolo di Weschler: Con i cambiamenti nel team (il panel menziona lo spostamento di Combs), Ted Weschler emerge come la figura chiave per i titoli azionari. Non è solo un selezionatore di azioni: Ted aiuta a valutare intere acquisizioni industriali e funge da consulente strategico per Abel [00:31:23].
Niente nuovi ingressi: Gli esperti sconsigliano vivamente di assumere altri gestori. Gestire decine di miliardi è quasi impossibile per chiunque non sia Buffett; meglio che Abel mantenga il controllo totale dell’allocazione, usando il riacquisto di azioni proprie (buyback) come valvola di sfogo principale [00:32:43].
3. IA e Durabilità dei Business
Fossati Difensivi: Business come la ferrovia BNSF o le utility sono considerati immuni all’intermediazione dell’IA: “L’intelligenza artificiale non può trasportare merci” [00:24:55].
Efficienza: L’IA verrà usata per migliorare i margini (specialmente in GEICO, che era rimasta indietro rispetto a Progressive sulla tecnologia), ma non cambierà la natura fondamentale del conglomerato [00:54:20].
4. Valutazione del Titolo
Hold vs Buy: Chris Bloomstrand suggerisce che per la prima volta il titolo ha raggiunto il suo valore intrinseco (non è più “regalato”). Tuttavia, rispetto all’indice S&P 500 (visto come sopravvalutato), Berkshire rimane un investimento più sicuro e diversificato, con un rendimento atteso del 10-11% annuo [00:17:43].
5. Il Nuovo Formato dell’Assemblea
Addio allo “Show”: Senza Munger e con Buffett meno presente sul palco, l’assemblea diventa una riunione d’affari seria e tecnica. Si darà molto più spazio ai CEO operativi come Katie Farmer (BNSF) e Ajit Jain (Assicurazioni) per rispondere su margini e strategie industriali [00:54:46].
In breve: Berkshire sta diventando una macchina operativa più professionale e meno “folcloristica”, guidata da un Abel molto pratico e supportata dall’esperienza di Ted Weschler per la parte finanziaria.
06/05/26 — L’era Abel a Berkshire: il primo esame è superato. Ma la sfida strutturale con l’AI rimane aperta
Il 2 maggio 2026 si è tenuto ad Omaha il primo annual meeting di Berkshire Hathaway senza Warren Buffett sul palco. Greg Abel, nominato CEO all’inizio dell’anno, ha guidato la sessione per la prima volta. Buffett era presente — seduto in prima fila — ma non sul palco. Lo striscione sopra il tavolo dei relatori recitava: “The Legacy Continues.”
Abel ha convinto. La valutazione degli azionisti e degli investitori professionali è stata ampiamente positiva: mano ferma, piena padronanza del conglomerato, quel tanto di stile personale necessario a rassicurare che l’era post-Buffett è su basi solide. Buffett stesso, dal suo posto in platea, ha dichiarato che Abel “sta facendo tutto quello che facevo io, e di più, e in tutti i casi lo sta facendo meglio.”
Il tema centrale dell’assemblea è stato l’intelligenza artificiale. Abel ha discusso strumenti AI applicati a BNSF Railway e ha sottolineato il potenziale della domanda di data center come tailwind per le utility di Berkshire. Una differenza marcata rispetto a Buffett, che per decenni ha evitato sistematicamente le aziende tecnologiche.
La tesi di Kaissar: i grandi scommettono Abel perderà
Kaissar solleva un argomento strutturale che vale la pena esaminare. Berkshire ha sottoperformato l’S&P 500 di 0,7 punti percentuali l’anno dal 2003 al 2025 — 23 anni. Non è una crisi, ma è un dato. E il portafoglio azionario attuale — Apple, Chevron, Bank of America, Coca-Cola, American Express, Moody’s — è atteso crescere in termini di fatturato del 5% annuo nei prossimi quattro anni. Microsoft, Amazon, Alphabet crescono del 15%. Broadcom e AMD del 29%.
La sfida di Abel è geometrica: con 900 miliardi di capitalizzazione, Berkshire non può comprare piccole aziende promettenti. Deve muovere capitali enormi, e le uniche aziende abbastanza grandi da fare la differenza sono quelle tech e AI che Buffett ha storicamente evitato.
Se Abel mantiene la concentrazione sui vecchi cavalli — energia, banche, consumer staples — Berkshire rischia di restare indietro rispetto a un indice sempre più dominato dall’AI. Se invece ruota verso le big tech, sembra un abbandono del metodo Buffett, proprio quello che gli azionisti fedeli si aspettano venga preservato.
La risposta di Abel: già dentro l’AI, ma dalla porta sul retro
Abel ha una risposta a questa critica, anche se Kaissar non la valorizza abbastanza. Berkshire non ha bisogno di comprare Nvidia per avere esposizione all’AI. Le sue utility producono e distribuiscono l’energia che alimenta i data center. BNSF trasporta le merci per costruirli. Berkshire Hathaway Energy sta investendo miliardi nella rete elettrica che li alimenterà. È un’esposizione indiretta, meno volatile, coerente con il metodo value.
Non è la stessa cosa che possedere Broadcom o AMD. Ma non è nemmeno assenza dall’AI.
La nostra lettura
Kaissar ha ragione sul problema strutturale delle dimensioni — è lo stesso che Buffett ha riconosciuto pubblicamente. Ma sottovaluta la coerenza del metodo Abel: non inseguire i trend, investire in ciò che si capisce, mantenere la disciplina sul prezzo.
La domanda vera non è se Berkshire batterà l’S&P 500 nel prossimo decennio — è se un investitore che compra Berkshire oggi sta comprando qualcosa di diverso da un indice a bassa volatilità con un gestore disciplinato. Per molti investitori, specialmente quelli con memoria delle crisi, quella è esattamente la proposizione di valore che cercano.
Abel ha passato il primo esame. I prossimi saranno più duri.
Disclaimer. Questo articolo ha finalità esclusivamente informative e non costituisce consulenza finanziaria ai sensi del D.Lgs. 58/1998 (TUF). L’autore non detiene posizioni in Berkshire Hathaway né nei titoli menzionati. I rendimenti passati non garantiscono risultati futuri. Investire comporta rischi, inclusa la possibile perdita del capitale.
02/05/26 — Berkshire post-Buffett: Greg Abel debutta a Omaha tra pupazzi, deepfake e 397 miliardi di dollari da investire
Il Woodstock del Capitalismo senza il suo guru
Omaha, Nebraska, 2 maggio 2026. Per la prima volta in sessant’anni, il palco principale dell’assemblea annuale di BRK-B non era dominato dalla figura di Warren Buffett. Al suo posto, Greg Abel — 63 anni, canadese, operatore scrupoloso che ha gestito per anni le attività non assicurative del conglomerato — si è trovato a condurre lo show davanti a migliaia di azionisti.
L’arena era solo a metà piena. Negli anni d’oro, Buffett e Charlie Munger richiamavano oltre 40.000 persone. Stavolta la folla era significativamente più ridotta — ma presente, fedele, e abbastanza curiosa da fare la fila a mezzanotte fuori dall’arena per entrare tra i primi. Il “Woodstock for Capitalists” resiste. Cambia, ma resiste.
Abel apre con un deepfake — e usa l’ironia
Il momento più sorprendente della mattinata è arrivato subito: Abel ha aperto la sessione di Q&A con un video in cui appariva un Buffett in giacca e cravatta, che si presentava come “Warren da Omaha” e poneva la prima domanda. Qualche secondo di sconcerto in sala — poi Abel ha rivelato che il video era un deepfake generato dall’intelligenza artificiale, e ha usato il momento per illustrare i rischi cyber che Berkshire affronta nel mondo digitale. Un colpo di teatro ben riuscito, con un messaggio serio sottotraccia.
Abel ha poi consegnato un aggiornamento dettagliato e metodico sulle varie aziende del portafoglio. Nessuna battuta memorabile alla Buffett-Munger, ma competenza evidente e padronanza dei dossier. Accanto a lui, il vicepresidente Ajit Jain — che a una domanda sull’assicurazione per le navi nel Golfo di Hormuz ha risposto con un laconico “dipende dal prezzo.” Abel gli ha sorriso: “Mi piace la tua risposta alla Charlie.”
I numeri: $397 miliardi di liquidità, utili in crescita
I risultati del primo trimestre sono stati positivi. La divisione assicurativa — che include Geico — ha registrato un utile di sottoscrizione di 1,7 miliardi di dollari, in crescita rispetto agli 1,34 miliardi dello stesso periodo dell’anno scorso. Utili in miglioramento anche per BNSF railroad e le utility. La riserva di liquidità ha raggiunto un record di 397 miliardi di dollari. Berkshire ha ripreso i buyback azionari per la prima volta in quasi due anni.
Abel ha però riconosciuto che ci sono ancora aree di miglioramento — soprattutto BNSF. E ha citato le pressioni sul settore delle case prefabbricate (Clayton Homes), dove i tassi di interesse elevati continuano a pesare sulla domanda.
Il dato più rilevante per gli investitori: il titolo ha sottoperformato l’S&P 500 di 39 punti percentuali da quando Buffett ha annunciato la sua uscita. Il conglomerato vale oltre mille miliardi di dollari, ma il mercato lo guarda con occhi diversi nell’era dell’AI e dei titoli tech ad alta crescita.
Buffett in platea — e Tim Cook sul palco
Buffett era presente, seduto tra il pubblico degli azionisti. Ha preso brevemente la parola per elogiare Abel: “Greg sta facendo tutto quello che facevo io, e anche di più.” Ha poi riconosciuto Tim Cook — CEO di Apple, presente in sala — ricordando che l’investimento iniziale di Berkshire in Apple, circa 35 miliardi di dollari, è oggi valorizzato oltre 185 miliardi includendo i dividendi. Cook ha ricevuto un applauso persino più lungo di quello di Buffett.
Sul palco, Abel ha condiviso il microfono anche con i CEO di alcune controllate — Dairy Queen, See’s Candy, Brooks Running — che hanno confermato: la cultura Berkshire non è cambiata. I manager operano in autonomia, mandano la liquidità in eccesso a Omaha, e si fidano del giudizio del quartier generale sulle grandi decisioni.
La sfida di Abel: 397 miliardi da investire (senza Buffett)
Il vero nodo è questo: Abel non ha mai gestito denaro professionalmente prima di diventare CEO. È un operatore straordinario — ma la gestione di un portafoglio da mille miliardi, con quasi 400 miliardi di liquidità da allocare in un mercato dove i prezzi sono alti, è un’altra cosa. Abel ha detto chiaramente che Berkshire ha identificato aziende interessanti per management e operazioni, ma non le ha comprate perché le valutazioni erano troppo elevate. È la risposta corretta — è quella che avrebbe dato Buffett. Ma aspettare ha un costo, e il mercato lo sa.
Il tema AI è emerso più volte. Abel ha sottolineato che Berkshire è esposta alla crescita dell’intelligenza artificiale attraverso le utility di sua proprietà — che alimentano i data center. Ha anche precisato che i costi energetici dei data center devono essere addebitati alle aziende tech che li utilizzano, non scaricati sui consumatori finali delle reti elettriche.
La nostra lettura
Abel ha superato il primo esame. Ha dimostrato di conoscere i dossier, di saper stare sul palco, di avere la disciplina di non comprare a qualsiasi prezzo. La continuità culturale con Berkshire è genuina — non è retorica.
Il problema non è Abel. Il problema è strutturale: Berkshire è un conglomerato industriale-assicurativo-finanziario che opera in un mercato che premia la crescita digitale e l’AI. La liquidità di 397 miliardi è un’enorme opzione sul futuro — ma le opzioni hanno un costo del tempo. E il tempo, per un investitore che guarda l’S&P 500 correre, non è gratuito.
Abbiamo scritto più volte di Berkshire su questo blog. Abel merita fiducia — ma il mercato gliene darà poca se la liquidità rimarrà parcheggiata troppo a lungo.
Non detengo posizioni dirette in BRK-B. Detengo ARKK (che include esposizione indiretta a temi finanziari e assicurativi). Il presente articolo esprime valutazioni personali e non costituisce consulenza finanziaria.
Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo esclusivamente informativo e non costituiscono consulenza finanziaria, legale o fiscale. Prima di prendere qualsiasi decisione di investimento consulta un professionista abilitato. Leggi il disclaimer completo.
27/04/26 — Berkshire perde sulla pizza: i piccoli pick dell’era post-Buffett non funzionano
Domino’s Pizza e la perdita da $400 milioni
Domino’s Pizza ha pubblicato i risultati del primo trimestre 2026 mancando le stime su ricavi e utili. Il titolo ha ceduto quasi il 9% in una seduta, toccando nuovi minimi a 52 settimane a $335. Berkshire Hathaway, che detiene circa il 10% della società — poco più di 3,35 milioni di azioni acquistate tra fine 2024 e 2025 a un prezzo stimato tra $400 e $450 — siede oggi su una perdita di circa $400 milioni su una posizione che vale $1,1 miliardi.
La notizia in sé è marginale rispetto alle dimensioni di Berkshire, il cui portafoglio azionario vale circa $300 miliardi. Il punto non è la pizza. Il punto è cosa racconta questa perdita della Berkshire post-Buffett.
Warren Buffett non avrebbe mai comprato Domino’s. Non perché la pizza sia un cattivo business — è un business eccellente — ma perché Buffett comprava aziende con fossati difensivi larghi e pricing power strutturale, non ex-darling della crescita il cui ciclo aveva già girato. Domino’s, Constellation Brands, Pool Corp.: sono tutte storie simili. Growth stock mature, acquistate tardi, quando il mercato le aveva già rivalutate e la crescita aveva già rallentato.
Il problema si chiama Combs — e Abel non lo ha risolto
Per capire cosa sta succedendo, bisogna capire come funzionava Berkshire prima del pensionamento di Buffett a fine 2025. Il portafoglio aveva due livelli: i grandi “intoccabili” — Apple (~$60 miliardi), American Express (~$50 miliardi), Coca-Cola (~$30 miliardi), Moody’s (~$11 miliardi) — selezionati da Buffett e destinati a restare per sempre. E poi una serie di posizioni più piccole, sotto i $3 miliardi, gestite da Ted Weschler e Todd Combs, i due portfolio manager che Buffett aveva ingaggiato con l’idea che uno dei due potesse un giorno gestire l’intero portafoglio.
L’idea non ha funzionato. Buffett stesso aveva smesso di commentare le performance di Combs e Weschler dopo il 2019, quando aveva ammesso che entrambi erano leggermente sotto l’S&P 500 dalla loro assunzione. La speculazione nel mercato è che il gap non si sia mai chiuso.
Quando Greg Abel è diventato CEO a fine 2025, Combs è partito quasi subito — a dicembre — per un ruolo in JPMorgan Chase. Abel non lo ha rimpiazzato. Secondo il Wall Street Journal, ha liquidato buona parte delle posizioni di Combs, che potrebbero aver totalizzato fino a $15 miliardi. Weschler è rimasto, ma gestisce ora solo il 6% del portafoglio — su dal 5%, ma ben lontano dall’ipotesi originale di Buffett.
La lettura più onesta è questa: l’esperimento dei “successori al portafoglio” è stato un mezzo fallimento. Né Combs né Weschler hanno replicato il tocco di Buffett sui piccoli pick. Abel lo ha riconosciuto implicitamente non rimpiazzando Combs e accentrando su se stesso la supervisione delle decisioni di investimento. Il problema è che Abel è un operatore industriale straordinario — ha gestito le utility di Berkshire per anni — ma non è un investitore azionario nel senso in cui lo era Buffett.
Il grappolo dei losers: non è solo Domino’s
La Domino’s non è un caso isolato. Tra le posizioni più piccole di Berkshire, Barron’s stima che diversi investimenti siano in perdita:
Constellation Brands — circa $2 miliardi investiti, acquistati a circa $175 per azione. Il titolo ora tratta a $155. Perdita stimata significativa su una posizione da 7% del capitale della società.
Pool Corp. — 8% della società acquistato in gran parte nel 2025 a circa $350 per azione. Ora tratta a $225. Uno dei peggiori della lista.
Sirius XM — la radio satellitare. Berkshire detiene il 37% della società, una posizione da oltre $3 miliardi. Stimata in calo del 50% o più rispetto al costo medio di acquisto. Il business della radio satellitare è strutturalmente sotto pressione dallo streaming.
Ci sono eccezioni positive: Alphabet (acquistato nel terzo trimestre 2025, probabilmente su del 50% a oltre $6 miliardi), Visa e Mastercard (posizioni storiche ancora vincenti), e una piccola posizione nel New York Times avviata a fine 2025 ($400 milioni, già in guadagno ma irrilevante per le dimensioni del portafoglio).
Il pattern dei losers è rivelatore: Domino’s, Constellation, Pool sono tutte storie simili. Aziende di qualità, con buoni fondamentali storici, acquistate quando erano ancora considerate growth stock — ma il cui ciclo di crescita aveva già girato. È esattamente il tipo di errore che Buffett non faceva: lui comprava quando nessuno voleva, non quando tutti avevano già capito. I gestori delegati hanno comprato nella coda del ciclo.
La crisi vera: Berkshire senza l’allure di Buffett
Per decenni, una posizione di Berkshire in un’azienda era di per sé un segnale. Il mercato si muoveva al solo sospetto che Buffett stesse comprando. Il “Buffett premium” era reale — non solo come validazione del management, ma come garanzia implicita di pazienza del capitale e di visione a lungo termine che pochi investitori istituzionali possono permettersi.
Abel ha scritto nella sua prima lettera agli azionisti, a febbraio, che “gli investimenti azionari sono fondamentali per le nostre attività di allocazione del capitale” e che la responsabilità finale è sua. Ha anche confermato che gli “intoccabili” — Apple, American Express, Coke — resteranno. Ma ha de-enfatizzato esplicitamente i pick più piccoli, e i numeri lo confermano.
Il risultato è una Berkshire che sta diventando qualcosa di diverso: una conglomerata industriale con un grande portafoglio passivo di blue chip, gestita da un eccellente operatore industriale che non pretende di essere Buffett. È una scelta onesta e probabilmente corretta. Ma non è la stessa cosa.
Il mercato se ne sta accorgendo lentamente. La Berkshire B tratta oggi senza il premio di valutazione che aveva negli anni d’oro, e la domanda che gli investitori si fanno è quella giusta: senza il tocco magico dei piccoli pick — che ogni tanto produceva una Coca-Cola o un American Express — che cosa offre Berkshire che un ETF sull’S&P 500 non offre, a costi più bassi?
La risposta onesta è: le utility, le ferrovie, le assicurazioni, il float. È un business straordinario. Ma non è più una storia di stock picking geniale. Berkshire sta diventando una holding industriale sofisticata — e il mercato dovrà rivalutarla di conseguenza, senza il Buffett premium. Per chi la tiene in portafoglio come “proxy Buffett”, vale la pena ragionare su cosa si sta comprando davvero oggi.
Articolo redatto da Gianni & Claude (Anthropic) il 27 aprile 2026, basato su Andrew Bary, Barron’s, 27 aprile 2026. Le informazioni contenute hanno scopo esclusivamente informativo e non costituiscono consulenza finanziaria, legale o fiscale. Leggi il disclaimer completo.
25/04/26 — Berkshire Hathaway senza Buffett: da costosa a conveniente in dodici mesi
Berkshire Hathaway (BRK.B) sta attraversando uno dei peggiori periodi di sottoperformance relativa dalla S&P 500 dai tempi in cui Warren Buffett prese il controllo della società nel 1965. Le azioni di classe A sono scese del 6% da inizio 2026 a $706.000, mentre le B hanno perso una percentuale analoga a $470. Nello stesso periodo, l’S&P 500 ha guadagnato circa il 4%. Il gap nell’ultimo anno è ancora più marcato: -13% per Berkshire contro +26% per l’indice — quasi 40 punti percentuali di divario.
Il catalizzatore della discesa è noto: il 3 maggio 2025, all’assemblea annuale, Buffett ha sorpreso tutti annunciando il passaggio del testimone a Greg Abel. Da quel giorno il titolo non ha più recuperato. La domanda che Barron’s pone — e che vale la pena fare — è se questa debolezza sia giustificata o se Berkshire sia diventata un’opportunità.
I numeri chiave
I numeri raccontano una storia precisa. Berkshire vale oggi circa $1 trilione di capitalizzazione, con una cassa di $373 miliardi — un terzo abbondante del valore di mercato. Il book value stimato per il Q1 2026 è $504.631 per azione di classe A, e il titolo tratta a 1,4 volte il book value — contro 1,8 volte un anno fa, che era vicino ai massimi degli ultimi 25 anni. Il P/E forward 2026 è 23 volte, ma l’enorme posizione di cassa e gli investimenti a basso rendimento distorcono questo multiplo verso l’alto: rettificato per la cassa, il rapporto scende verso il high-teens.
La capacità di generare utili è stimata intorno ai $50 miliardi annui. Il programma di riacquisto azionario è stato ripreso il 4 marzo 2026 dopo una pausa di quasi due anni — con oltre $200 milioni acquistati il primo giorno, e potenzialmente fino a $50 miliardi nell’intero anno se il titolo resta a questi livelli.
Il problema Abel
La sottoperformance riflette alcune preoccupazioni legittime. Greg Abel è un eccellente operatore industriale — ha gestito Berkshire Hathaway Energy con competenza — ma non ha esperienza formale come gestore di portafoglio. E si trova ora a dover supervisionare $300 miliardi di equity portfolio, dopo che Todd Combs ha lasciato Berkshire a dicembre per JPMorgan. Ted Weschler gestisce solo il 6% del portafoglio.
I ricavi operativi nel 2025 sono stati piatti. BNSF (la ferrovia) e Berkshire Hathaway Energy sono in ritardo sui margini rispetto ai peer. L’analista CFRA Cathy Seifert chiede esplicitamente ad Abel di presentare un piano di miglioramento della redditività.
La domanda più grande è cosa farà con $373 miliardi di cassa. Buffett aveva costruito quella posizione perché non trovava nulla a prezzi ragionevoli. Abel dovrà rispondere agli azionisti con fatti, non con la stessa pazienza leggendaria del predecessore.
La tesi toro
Christopher Davis di Hudson Value Partners la chiama «molla compressa» — un asset di qualità eccezionale temporaneamente ignorato dal mercato che insegue le HALO stocks (Heavy Assets, Low Obsolescence) come Caterpillar. Berkshire è per definizione la HALO stock per eccellenza: ferrovie, utilities, assicurazioni, industria manifatturiera — asset reali, difficilmente replicabili, con protezione dall’inflazione integrata.
L’intrinsic value stimato da Chris Bloomstran di Semper Augustus è $855.000 per azione — il 21% sopra i prezzi attuali. UBS stima $758.000 — il 7% sopra. Il target price di UBS sulle A shares è $871.000, il 25% sopra. Il consensus tende alla stessa direzione: Berkshire è conveniente, il problema è il catalizzatore.
Barron’s suggerisce anche un’aggiunta al board: Tim Cook, CEO di Apple, atteso a lasciare la carica operativa a settembre mantenendo la presidenza. Berkshire detiene circa $60 miliardi di Apple — Cook porterebbe competenza tecnologica a un conglomerato che non brilla in quel campo.
Leggere il disclaimer prima di utilizzare i contenuti di questo sito. Questo articolo è redatto da Gianni & Claude (Anthropic) ed è soggetto a copyright. Non costituisce sollecitazione all’investimento.
21/04/26 — Hic Omaha, hic salta! — Abel, CEO di Berkshire, chiamato alla prova come gestore del portafoglio da 300 miliardi
18/04/26 — Berkshire e la damnatio memoriae: quando cambia il gestore, spariscono anche le sue azioni
Nell’antica Roma, quando un imperatore cadeva in disgrazia, scalpellavano il suo volto dalle statue e cancellavano il suo nome dalle lapidi. Damnatio memoriae — la condanna della memoria. Come se quella persona non fosse mai esistita. Non è che adesso sia cambiato molto. Il luogo è diverso, il marmo è diventato portafoglio azionario, ma la logica è la stessa.
Todd Combs ha lasciato Berkshire Hathaway a dicembre 2025 per un ruolo in JPMorgan Chase. E secondo quanto riporta il Wall Street Journal, il nuovo CEO Greg Abel avrebbe già provveduto a vendere buona parte — forse tutta — la quota di portafoglio che Combs gestiva: circa il 5% dei 300 miliardi di dollari di equity di Berkshire, ovvero grosso modo 15 miliardi di dollari in azioni liquidate nel primo trimestre 2026.
Chi gestiva cosa
Berkshire non ha mai divulgato quale manager gestisse quale titolo. Ma nel tempo gli osservatori hanno ricostruito una mappa approssimativa: Buffett gestiva il 90% — le grandi posizioni storiche come Apple, American Express, Coca-Cola, Moody’s, Occidental, Chevron. Combs e Ted Weschler si dividevano il restante 10%, con una specializzazione tecnologica attribuita a Combs.
I titoli che il mercato sospetta fossero nel perimetro Combs: Amazon, VeriSign, Constellation Brands, Pool, Capital One, Visa, Mastercard, Kroger. Berkshire aveva già venduto quasi l’80% della posizione in Amazon nell’ultimo trimestre 2025 — probabilmente subito dopo l’uscita di Combs a dicembre. Constellation Brands e Pool erano stati ridotti nello stesso periodo.
Il precedente Lou Simpson
Non è la prima volta che Berkshire agisce così. Quando Lou Simpson lasciò la società circa quindici anni fa, Berkshire vendette sistematicamente le azioni che lui gestiva. Stesso copione dopo l’acquisizione di Alleghany nel 2022: quasi tutto il portafoglio azionario dell’assicuratore fu liquidato. La logica è coerente: un portafoglio non è una collezione di titoli, è un’estensione del giudizio di chi lo gestisce. Cambia il gestore, cambia il portafoglio.
Abel e Weschler: il dopo Buffett
Con l’uscita di Combs, Greg Abel si trova ora a gestire direttamente il 94% del portafoglio, con Weschler responsabile del restante 6%. Berkshire non prevede di assumere un nuovo gestore in sostituzione. Abel ha scritto nella sua lettera annuale di febbraio che Weschler “gestisce circa il 6% degli investimenti, inclusa una parte del portafoglio precedentemente gestito da Todd Combs.”
I titoli attribuiti a Weschler sono più facili da identificare: ha dichiarato posizioni personali in DaVita (emodialisi, circa 4 miliardi in portafoglio Berkshire), Sirius XM (3 miliardi) e Liberty Live Holdings (1,5 miliardi). Difficile che venda ciò in cui ha investito i propri soldi.
I dettagli completi arriveranno presto: il 10-Q del primo trimestre è atteso per il 2 maggio, il 13-F con il dettaglio dei singoli titoli intorno al 15 maggio. A quel punto sapremo chi è sopravvissuto alla cancellazione.
Articolo redatto da Gianni & Claude (Anthropic) il 18 aprile 2026, basato su Barron’s (18 aprile 2026). Per il disclaimer completo: leggere il disclaimer.
29/03/26 Berkshire Hathaway: Otto Sedute Consecutive in Rosso. È il Momento di Comprare?

Conflitti di interesse: L’autore non detiene posizioni dirette in Berkshire Hathaway (BRK.B/A). Posizione long su Chevron (CVX): assente nel portafoglio. Posizione long su Occidental Petroleum (OXY): assente nel portafoglio. Nessun conflitto dichiarato su questo articolo.
- Le azioni di Classe B di Berkshire Hathaway sono scese per otto sedute consecutive, con un calo del 6,8% nel 2026 — appena peggio del -6,7% dell’S&P 500.
- Nonostante 373 miliardi di dollari in cassa e un portafoglio di attività difensive, la performance del titolo è deludente.
- Il ribasso offre a Berkshire l’opportunità di investire in modo aggressivo e di accelerare i riacquisti di azioni proprie, ripresi il 4 marzo.
La solidità patrimoniale di Berkshire Hathaway — con 373 miliardi di dollari in cassa — non ha fin qui portato molto beneficio al titolo nel difficile avvio di borsa del 2026.
Le azioni di Classe B hanno chiuso venerdì a 468,49 dollari, segnando l’ottava seduta consecutiva in calo — la striscia negativa più lunga dal 2018 — con una perdita giornaliera dell’1,4%, in controtendenza rispetto all’S&P 500 che ha ceduto il 1,7% toccando un nuovo minimo annuale.
Le azioni B sono ora in calo del 6,8% dall’inizio dell’anno, appena peggio del -6,7% totalizzato dall’S&P 500. Stesso scenario per le azioni di Classe A, scese del 6,8% a 703.700 dollari.
Una performance deludente, se si considera che Berkshire è probabilmente il titolo mega-cap più difensivo del mercato: 373 miliardi in cassa, circa 45 miliardi di utili operativi annui, e una posizione di liquidità che rappresenta quasi il 40% della sua capitalizzazione di mercato di mille miliardi di dollari.
▶ Detto con il rispetto che si deve al maestro di Omaha: 373 miliardi parcheggiati in Treasury bill mentre il mercato scende non sono una strategia, sono un problema. Buffett ha sempre detto che la liquidità è un’opzione, non un obiettivo. Abel ha ereditato la cassaforte più grande della storia. Ora deve dimostrare di saper aprirla.
Due delle principali attività di Berkshire — il settore assicurativo e le utility elettriche — non sono particolarmente sensibili al ciclo economico. I titoli delle utility sono in rialzo quest’anno e il settore property and casualty (assicurazioni danni) batte il mercato. Le due grandi partecipazioni energetiche di Berkshire, Occidental Petroleum e Chevron, sono entrambe in forte rialzo nel 2026 e valgono complessivamente circa 45 miliardi di dollari.
Il calo del mercato azionario di quest’anno offre a Berkshire l’occasione di investire in modo più aggressivo rispetto agli ultimi anni — una decisione che spetta in primo luogo al nuovo CEO Greg Abel.
Potrebbe essere un buon momento per gli investitori per acquisire esposizione al titolo. Berkshire tratta ora a circa 1,4 volte il valore contabile (book value), in calo rispetto al picco di 1,8 volte raggiunto quando le azioni A toccarono gli 800.000 dollari all’inizio di maggio 2025.
Il membro del consiglio Chris Davis ha definito Berkshire un titolo “anti-fragile” — riprendendo un concetto di Nassim Taleb — in un programma Barron’s Live di lunedì. Vale a dire: il bilancio-fortezza di Berkshire e la solidità dei suoi utili la rendono più preziosa nei momenti di stress o caos, poiché può dispiegare capitali quando gli altri ne sono privi. La liquidità offre quella che alcuni investitori chiamano “optionality” — la capacità di agire in modo aggressivo nei momenti difficili.
▶ “Anti-fragile” è una parola bella e chi ha letto Taleb sa che non significa semplicemente “robusto”. Significa che il sistema si rafforza grazie al disordine. Per Berkshire questo è vero solo se Abel usa quella liquidità quando il mercato è in crisi — non se la tiene ferma aspettando il momento perfetto che non arriverà mai.
Il ribasso del titolo potrebbe anche spingere Berkshire ad accelerare i propri riacquisti di azioni (stock buybacks), ripresi il 4 marzo con circa 225 milioni di dollari di acquisti — dopo quasi due anni di pausa. Da quella data, il titolo è sceso di circa il 3%, il che potrebbe invogliare l’azienda a comprare ulteriori quantità. È possibile che Berkshire riacquisti qualche miliardo di dollari di azioni nel corso di questo mese.
Sarà inoltre interessante verificare se Berkshire abbia incrementato il proprio portafoglio azionario nel trimestre in corso, approfittando del calo dei mercati. Gli investitori avranno maggiori dettagli quando la società pubblicherà i risultati del primo trimestre, previsti per il 2 maggio, data dell’assemblea annuale degli azionisti a Omaha.
Autore: Gianni & Claude (Anthropic)
Il titolo Berkshire scende del 5% mentre gli utili e la lettera di Abel non riescono a entusiasmare gli investitori
02/03/26 Barron’s:
I risultati operativi di Berkshire Hathaway sono diminuiti del 30% nel quarto trimestre.
Il rapporto sugli utili del quarto trimestre di Berkshire Hathaway e la lettera inaugurale agli azionisti del CEO Greg Abel stanno arrivando sul mercato azionario con un tonfo lunedì, con il titolo Berkshire in calo del 5%.
Le azioni di Classe A di Berkshire sono scese del 4,5% a 723.000 dollari, mentre le azioni di Classe B hanno perso il 4,5% a 482,22 dollari.
Gli operating profits (utili operativi — l’utile derivante dalle normali attività aziendali, escludendo voci straordinarie o investimenti) di Berkshire sono diminuiti del 30% nel quarto trimestre e, anche rettificando per alcuni fattori speciali, tra cui le oscillazioni valutarie e una svalutazione dell’avviamento, sono calati di quasi il 20%, secondo le stime di Barron’s.
Si è registrato un calo superiore al 50% nell’insurance underwriting income (reddito da sottoscrizione assicurativa — il profitto che rimane dopo aver pagato i sinistri e le spese di gestione delle polizze) e Berkshire ha segnalato che le condizioni stanno diventando più difficili nel suo segmento principale property and casualty (assicurazioni danni e infortuni — polizze che coprono danni a proprietà o responsabilità verso terzi).
In seguito al rapporto, l’analista di KBW Meyer Shields ha tagliato le sue stime di profitto per il 2026 e il 2027.
Abel ha ricevuto elogi da molti fedelissimi di Berkshire per la sua franca discussione sulle principali attività operative di Berkshire e per il suo impegno a mantenere la cultura che Warren Buffett, 95 anni, ha costruito in 60 anni prima di dimettersi da CEO a fine anno.
Ma la società non ha indicato alcun cambiamento nella capital allocation (allocazione del capitale — la strategia con cui un’azienda decide come distribuire o investire i propri fondi). Non ha riacquistato alcuna azione nel quarto trimestre o nel gennaio 2026, continuando una tendenza iniziata a maggio 2024, e Abel ha segnalato che nessun dividendo è imminente.
Ciò significa che la liquidità di Berkshire, ora al record di 373 miliardi di dollari, è destinata a continuare a crescere in assenza di un calo del titolo o di un altro evento che spinga a una ripresa dei stock buybacks (riacquisto di azioni proprie — l’acquisto da parte di una società delle proprie azioni per ridurne il numero sul mercato) o a un’acquisizione degna di nota. La società ha pagato quasi 9,5 miliardi di dollari all’inizio di gennaio per l’attività chimica di Occidental Petroleum.
Riguardo al dividendo, Abel ha scritto che la sua opinione è che Berkshire possa creare più valore trattenendo gli utili piuttosto che distribuendoli agli azionisti sotto forma di dividendi.
Shields ha scritto che gli utili hanno mancato le aspettative “ampiamente” nel quarto trimestre e ha tagliato le sue stime per il 2026 e il 2027 a 30.610 e 32.290 dollari per azione di classe A, in calo rispettivamente del 5% e del 4% rispetto alle sue stime precedenti.
Shields ha mantenuto il suo rating Underperform (sottoperformare — indicazione che il titolo renderà probabilmente meno della media del mercato) e un obiettivo di prezzo di 695.000 dollari per le azioni A.
La sua mossa di tagliare il rating da Market Perform (in linea con il mercato) a Underperform alla fine di ottobre ha attirato il disprezzo di alcuni investitori di Berkshire, ma da allora il titolo è rimasto indietro rispetto all’S&P 500 — e ai titoli assicurativi P&C, ai titoli delle utility e a Union Pacific. Le partecipazioni di Berkshire si sovrappongono a questi tre investimenti.
L’analista di CFRA Cathy Seifert ha definito i risultati di Berkshire “mediocri”. Afferma che la mancanza di crescita dei ricavi dell’azienda non è impressionante.
Sulla base delle stime degli analisti, Berkshire potrebbe vedere una crescita scarsa o nulla nei suoi utili operativi quest’anno.
Alcuni investitori pensavano che Abel potesse segnalare una maggiore volontà di restituire contanti agli investitori, ma non sembra essere così. Un’idea sarebbe stata una tender offer (offerta pubblica d’acquisto — un’offerta pubblica rivolta ai soci per acquistare le loro azioni a un prezzo predeterminato) per, ad esempio, 50 miliardi di dollari di azioni Berkshire.
Nessuna azienda dispone di un livello di liquidità neanche lontanamente vicino a quello di Berkshire e la società ne ha circa 127 miliardi attualmente presso la parent company (società capogruppo), dove può essere più facilmente distribuita agli azionisti.
La maggior parte della liquidità si trova presso le unità assicurative di Berkshire, dove le autorità di regolamentazione hanno una maggiore voce in capitolo su quando il contante viene trasferito alla capogruppo per potenziali dividendi agli investitori.
I risultati del quarto trimestre hanno confuso molti investitori perché Berkshire non ha evidenziato la goodwill write-down (svalutazione dell’avviamento — riduzione contabile del valore di un’acquisizione quando questo non è più giustificato dai profitti futuri) da 1,6 miliardi di dollari relativa a determinate unità nel suo comunicato sugli utili di sabato.
Tale informazione era sepolta a pagina K-54 del 10-K report (bilancio annuale — documento dettagliato obbligatorio per la borsa americana) pubblicato sabato. Abel non ha rilasciato alcun commento sul rapporto e non ha tenuto una conference call (teleconferenza con analisti e investitori). Questo sembra un errore data la complessità dei risultati di Berkshire. Inoltre, Berkshire non ha dettagliato i risultati del quarto trimestre per molte unità, in linea con una politica di lunga data.
Abel intende continuare la politica di Buffett di non effettuare chiamate trimestrali sugli utili, scrivendo che sono incoerenti con un “orizzonte a lungo termine”.
Abel, 63 anni, si aspetta di restare a lungo come CEO, segnalando di voler guidare Berkshire anche tra 20 anni.
Il commento di Gemini
Ciao! È interessante osservare questo momento di passaggio. Per un investitore, Berkshire Hathaway è sempre stata la “cassaforte” per eccellenza, ma oggi vediamo le prime crepe nel rapporto di fiducia basato sulla figura carismatica di Buffett.
Dal punto di vista dell’investitore, la prospettiva è duplice:
- La solidità è indiscutibile: 373 miliardi di dollari in contanti sono una polizza assicurativa contro qualsiasi crisi globale. Se il mercato dovesse crollare, Berkshire sarebbe l’unica con i soldi pronti per comprare tutto a prezzi di saldo.
- Il “costo opportunità” scotta: Tenere così tanto contante fermo mentre l’inflazione (anche se bassa) erode il valore e gli utili operativi calano del 30% spazientisce chi cerca rendimenti immediati. La scelta di Abel di non fare buyback né dividendi, unita alla mancanza di una conference call per spiegare i numeri meno brillanti, trasmette un’immagine di estrema chiusura.
In sintesi: per un investitore “cassettista” (a lungo termine), questo calo del 5% potrebbe essere un’occasione, perché la filosofia non è cambiata. Per chi invece teme che senza Buffett manchi quel “guizzo” nelle acquisizioni che ha reso grande Berkshire, il periodo di sottoperformance rispetto all’S&P 500 potrebbe durare ancora a lungo.
28/02/26 Berkshire Hathaway: lettera agli azionisti e bilancio 2026
Il fascicolo lo trovate https://www.berkshirehathaway.com/2025ar/2025ar.pdf
questo è una sintesi fatta da Gemini che mette in risalto le differenze con lo stile di Buffet:
Sintesi della Lettera di Greg Abel (Bilancio 2025)
L’eredità e il futuro Abel apre la lettera con un profondo tributo a Warren Buffett, definendolo il più grande investitore di tutti i tempi e un CEO straordinario. Sottolinea che, sebbene Buffett rimanga Presidente (Chairman), la responsabilità della gestione operativa e della fiducia degli azionisti ricade ora su di lui e sull’intera struttura di Berkshire. Abel si impegna a mantenere l’azienda un’entità duratura per i prossimi 60 anni e oltre.+4
I Valori Fondamentali (Il “Playbook”) Per la prima volta, Abel esplicita i valori che guidano la società, dichiarando che verranno pubblicati come allegato fisso in tutte le lettere future per garantirne la continuità:+1
- Modello Decentralizzato: Massima autonomia ai manager delle controllate, eliminando la burocrazia per favorire decisioni rapide e accountability.+1
- Integrità Ruthless: Ribadisce il mantra di Buffett: perdere soldi è comprensibile, perdere anche un briciolo di reputazione sarà punito senza pietà.+1
- Solidità Finanziaria: Manterrà un bilancio “a prova di bomba” con debito minimo e liquidità elevata (oltre 370 miliardi di dollari a fine 2025) per agire decisamente quando gli altri hanno paura.+2
Allocazione del Capitale Abel conferma che Berkshire continuerà a investire in attività comprensibili, con vantaggi competitivi durevoli e guidate da leader integri. Nel 2025, questo ha portato alle acquisizioni di OxyChem (chimica industriale) e Bell Laboratories (controllo dei roditori). I riacquisti di azioni proprie (buyback) avverranno solo se il prezzo sarà inferiore al valore intrinseco stimato conservativamente.+2
Performance Operativa Gli utili operativi del 2025 sono stati di 44,5 miliardi di dollari. Abel evidenzia l’eccezionale risultato del settore assicurativo, con un combined ratio dell’87,1%, grazie anche a una stagione dei uragani insolitamente mite e alla disciplina di Ajit Jain.+2
Differenze tra Greg Abel e Warren Buffett
Sebbene Abel dichiari una totale continuità culturale, emergono alcune differenze sostanziali nel tono e nella struttura della comunicazione:
- Codificazione vs Narrazione: Buffett scriveva lettere colloquiali, ricche di aneddoti, citazioni bibliche o di baseball (come Ted Williams) per spiegare concetti complessi. Abel è più sistematico: ha creato una sezione specifica per i “Valori Fondamentali”, trasformando i principi di Buffett in una sorta di manuale operativo formale per l’organizzazione.+2
- Focus Manageriale vs Filosofico: Mentre Buffett amava filosofeggiare sul mercato e sull’economia americana, la lettera di Abel è molto più focalizzata sull’eccellenza operativa e sulla struttura dei processi interni. Dedica ampio spazio a casi specifici di gestione delle crisi (come l’incendio alla Precision Castparts) per dimostrare l’efficacia del modello decentralizzato.+3
- Umiltà Istituzionale: Abel scrive con il tono di un “custode” o “amministratore” (steward) piuttosto che di un fondatore. La sua lettera è quasi interamente dedicata a validare e blindare il metodo Buffett-Munger, cercando di rassicurare gli azionisti che la “macchina” può funzionare perfettamente anche senza il genio solitario al comando operativo.+2
- Trasparenza sulla Successione: Abel cita esplicitamente i futuri cambi di leadership (come il nuovo CFO Chuck Chang che sostituirà Marc Hamburg nel 2026), adottando uno stile di comunicazione aziendale più standardizzato e orientato alla pianificazione rispetto alle riflessioni più personali di Buffett.
In breve, se quella di Buffett era la lettera di un Maestro, quella di Abel è la lettera di un General Manager che vuole dimostrare che il sistema è ora più grande di chi lo ha creato.
28/02/26 Barron’s: Gli utili operativi di Berkshire Hathaway sono scesi del 30% nel quarto trimestre. Nessun riacquisto di azioni proprie.
Gli utili operativi di Berkshire Hathaway al netto delle imposte sono scesi del 30% nel quarto trimestre a 10,2 miliardi di dollari, penalizzati da un calo di oltre il 50% dei profitti derivanti dalle sottoscrizioni assicurative e da minori redditi da investimenti assicurativi. La società non ha riacquistato azioni proprie nel periodo, continuando un trend iniziato nel maggio 2024.
Di Andrew Bary 28 febbraio 2026
Liquidità e riserve La liquidità e gli equivalenti di Berkshire si attestavano a 373 miliardi di dollari alla fine del 2025, in calo rispetto al picco di 381 miliardi di dollari di fine settembre. Rettificando i dati per le tempistiche di acquisto di alcuni Treasury bill (titoli di stato a breve termine emessi dal Tesoro USA) alla fine del terzo trimestre, i livelli di cassa di Berkshire risultavano più elevati a fine anno rispetto al 30 settembre.
La svalutazione di Kraft Heinz Berkshire ha effettuato una svalutazione non-cash (una riduzione contabile del valore di un asset che non comporta un’uscita immediata di cassa) della sua partecipazione azionaria in Kraft Heinz (KHC) per 4,5 miliardi di dollari nel quarto trimestre, portando a un totale di 8,3 miliardi di dollari di svalutazioni su tale quota durante il 2025. Berkshire deteneva la partecipazione del 27% in Kraft Heinz per un valore contabile di 8,6 miliardi di dollari a fine 2025, cifra vicina all’attuale valore di mercato di circa 8 miliardi. Le svalutazioni riflettono la debolezza del titolo Kraft nel 2025, anno in cui è sceso di circa il 20%.
Utili per azione e attese Gli utili operativi al netto delle imposte per azione di Berkshire sono scesi del 30% a circa 7.093 dollari per azione di Classe A nel quarto trimestre rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questo risultato è stato ben al di sotto del consensus (le previsioni medie degli analisti finanziari) di FactSet, che prevedeva 8.400 dollari per azione A.
Assenza di Buyback La mancanza di stock buybacks (riacquisto di azioni proprie da parte dell’azienda per annullarle o detenerle in portafoglio) nel quarto trimestre rappresenta una lieve delusione per gli investitori di Berkshire, ma non una sorpresa. Gli analisti non si aspettavano che la società riacquistasse azioni durante gli ultimi tre mesi di Warren Buffett come CEO. A inizio 2026 gli è succeduto Greg Abel, mentre Buffett rimane presidente. Berkshire non è stata acquirente del proprio titolo nemmeno a gennaio, secondo i calcoli di Barron’s.
Valutazione e Valore Contabile La mancanza di riacquisti indica che la società non considera il titolo valutato a buon mercato; Berkshire riacquisterà le proprie azioni solo quando riterrà che scambino a uno sconto rispetto al valore intrinseco calcolato in modo “conservativo”, ha dichiarato Abel nella sua lettera agli azionisti rilasciata sabato mattina. Il book value (valore contabile: il patrimonio netto della società diviso per il numero di azioni) è salito del 3% circa a 499.000 dollari per azione A.
Dettagli sugli utili totali Gli utili totali al netto delle imposte di Berkshire nel quarto trimestre sono scesi di circa il 2% a 19,2 miliardi di dollari. Questa cifra riflette sia il reddito operativo delle attività di Berkshire, sia i guadagni da investimenti, per lo più non realizzati. Buffett invita gli investitori a concentrarsi sugli utili operativi, data la variabilità dei guadagni da investimenti da un trimestre all’altro.
Impatto dei cambi valutari Il calo dei profitti operativi è in parte sovrastimato perché la società include fluttuazioni valutarie non-cash legate principalmente al debito in yen utilizzato per finanziare le partecipazioni nelle cinque trading companies giapponesi. Escludendo queste oscillazioni, il calo degli utili sarebbe stato di circa il 28%.
Performance dei settori assicurativo ed energetico I risultati delle sottoscrizioni assicurative sono scesi del 54% a 1,6 miliardi di dollari nel quarto trimestre. I profitti della ferrovia Burlington Northern Santa Fe sono saliti del 7%, mentre gli utili di Berkshire Hathaway Energy sono scesi del 5% a 691 milioni di dollari. Il segmento manifatturiero, dei servizi e della vendita al dettaglio ha visto un aumento dei profitti del 3%.
Movimenti nel portafoglio azionario Berkshire è stata un venditore netto di azioni per il terzo anno consecutivo nel 2025. Buffett e i suoi gestori Ted Weschler e Todd Combs (che ha lasciato la società a dicembre) hanno trovato poche opportunità. Nel quarto trimestre, la società è stata venditrice netta per circa 3,5 miliardi di dollari in azioni. Complessivamente, nel 2025 ha venduto netti 14 miliardi di dollari in titoli, dopo i 134 miliardi del 2024.
Le valutazioni di Gemini
Come Gemini, ho analizzato i dati forniti e il cambio della guardia al vertice della holding più famosa del mondo:
- La “pulizia di casa” del nuovo CEO: È una consuetudine quasi universale nel mondo corporate che un nuovo CEO, in questo caso Greg Abel, approfitti dei primi bilanci per “ripulire gli angolini”. Le pesanti svalutazioni su Kraft Heinz (8,3 miliardi in un anno) e il riconoscimento di utili operativi inferiori alle attese permettono ad Abel di azzerare il contatore. In questo modo, eventuali miglioramenti futuri saranno attribuiti esclusivamente alla nuova gestione, mentre la responsabilità delle perdite contabili attuali rimane legata al passato (anche se si tratta della gestione del leggendario Buffett).
- Cash is King (ancora): Con 373 miliardi di dollari in cassa e zero buyback, Berkshire sta inviando un segnale chiarissimo: il mercato è sopravvalutato. Il fatto che Buffett e Abel preferiscano i Treasury Bill (titoli di stato a breve termine) alle proprie azioni o a nuove acquisizioni indica una posizione estremamente difensiva e di attesa per un eventuale storno del mercato.
- Redditività assicurativa sotto pressione: Il calo del 54% nei profitti da sottoscrizione è il dato più preoccupante del report. Il settore assicurativo è il motore di Berkshire perché genera il float (la liquidità derivante dai premi incassati e non ancora pagati come indennizzi) che Buffett usa per investire. Se questo motore rallenta, la capacità di Berkshire di generare valore a lungo termine potrebbe risentirne.
In sintesi, Berkshire Hathaway entra nell’era Abel con un bilancio “ripulito” e una riserva di cassa senza precedenti, pronta a intervenire solo quando le valutazioni torneranno a essere ragionevoli.
27/02/26 Barron’s: Berkshire Hathaway è sottovalutata rispetto al suo valore intrinseco e può rendere oltre il 10% annuo, afferma l’analista Chris Bloomstran
Di Andrew Bary

L’investitore e analista di lunga data di Berkshire Hathaway, Chris Bloomstran, ha pubblicato mercoledì la sua dettagliata analisi annuale sulla società, scrivendo che il titolo scambia a prezzi convenienti rispetto alla sua stima del valore intrinseco e che dovrebbe essere in grado di offrire rendimenti annui dal 10% al 12% nel prossimo decennio.
Bloomstran, Chief Investment Officer presso Semper Augustus Investments a St. Louis, ha intitolato il rapporto di circa 90 pagine “Going Out on Top” (Uscire di scena al vertice), un riferimento alla decisione di Warren Buffett di ritirarsi come CEO alla fine del 2025.
Ci sono solo una manciata di analisti a Wall Street che coprono Berkshire ed è raro vedere il tipo di analisi approfondita che Bloomstran svolge ogni anno. Il suo lavoro è seguito da molti investitori di Berkshire.
Bloomstran ha stimato che il valore intrinseco di Berkshire sia cresciuto del 9,3% nel 2025, raggiungendo 1.100 miliardi di dollari, ovvero 855.396 dollari per azione di Classe A e 570 dollari per azione di Classe B.
Questa stima è superiore di circa il 13% rispetto all’attuale prezzo di mercato. Le azioni di Classe A sono salite dell’1,5% giovedì a 753.376 dollari, probabilmente spinte dall’analisi rialzista di Bloomstran.
Bloomstran utilizza diversi approcci per valutare Berkshire, tra cui la somma delle parti, i bilanci GAAP rettificati e il rapporto prezzo/valore contabile (Price/Book). Ha fatto la media di queste stime per arrivare alla sua valutazione del valore intrinseco.
Buffett afferma che il valore intrinseco di Berkshire è un parametro chiave, ma non divulga la sua stima. Molti investitori considerano il valore contabile (Book Value) come un indicatore approssimativo, seppur sottostimato, del valore intrinseco.
Bloomstran ha notato che il prezzo delle azioni Berkshire è cresciuto dell’11,3% annuo nei 20 anni terminati nel 2025 e che la crescita del valore contabile per azione ha eguagliato tale aumento del prezzo.
“Sarei molto sorpreso se Berkshire rendesse meno del 10% annuo nei prossimi 10 anni”, ha scritto Bloomstran del titolo. La sua visione è che Berkshire possa costantemente ottenere un rendimento del 10% – 12% sul proprio patrimonio netto, in gran parte grazie agli ampi profitti operativi.
Il titolo scambia ora a circa 1,5 volte il suo valore contabile stimato per la fine del 2025, in linea con il suo multiplo medio degli ultimi anni.
Bloomstran ritiene che il nuovo CEO di Berkshire, Greg Abel, impiegherà l’attuale montagna di liquidità che ammonta a oltre 350 miliardi di dollari e potenzialmente sarà più aggressivo sul riacquisto di azioni proprie (buyback) di quanto Buffett sia stato negli ultimi anni.
Berkshire pubblicherà la prima lettera agli azionisti di Abel sabato, insieme al rapporto annuale e ai risultati del quarto trimestre. Berkshire non riacquista azioni da maggio 2024.
“È probabile che Berkshire, sotto la guida di Greg Abel, impegnerà una gran parte delle attuali riserve di cassa per ottenere rendimenti materialmente più elevati rispetto a quelli attualmente guadagnati sui titoli del Tesoro USA”, ha scritto Bloomstran.
Le valutazioni di Gemini
Come Gemini, ho analizzato i dati forniti da Bloomstran e le dinamiche attuali del mercato per offrirti una prospettiva imparziale:
- La “Montagna di Cassa”: 350 miliardi di dollari sono una cifra astronomica. Se Greg Abel riuscisse a investirli anche solo al 6-7% annuo (invece che al 3-4% dei titoli di Stato), genererebbe oltre 10 miliardi di dollari di profitto extra all’anno, giustificando la stima di Bloomstran.
- Il rischio successione: Il mercato è sempre nervoso quando un leader carismatico come Buffett lascia. Se la prima lettera agli azionisti di Abel (in uscita sabato) non dovesse convincere gli investitori sulla sua capacità di gestire questa liquidità, il titolo potrebbe subire pressioni a breve termine, a prescindere dal valore intrinseco calcolato.
- Confronto con il mercato: Una stima di valore a $570 per le azioni B (oggi a circa $500) implica un potenziale di rialzo solido, ma non “esplosivo”. Berkshire Hathaway è un titolo “rifugio” per eccellenza: cresce meno dei titoli tech durante i boom, ma protegge il capitale durante le crisi.
In sintesi, la valutazione di Bloomstran è razionale e basata sui fondamentali, ma assume che il passaggio di testimone a Greg Abel sia fluido e che la liquidità venga investita con successo.
28/01/26 Barron’s: Berkshire Hathaway perderà il suo più grande sostenitore tra i fondi comuni con il ritiro di Danoff
Di Andrew Bary — 27 gennaio 2026
Il problema di Berkshire non è solo il pensionamento di Warren ma anche il venir meno per motivi anagrafici del nocciolo duro dei suoi azionisti, di quel popolo variegato che inondava le strade di Omaha il giorno delle assemblee. Soci da lustri che grazie a lui si sono arricchiti e gli restavano fedeli. Ma questa fedeltà sopravviverà al cambio generazionale?

Punti Chiave
- Il gestore di Fidelity Contrafund, Will Danoff, andrà in pensione alla fine del 2026 dopo 35 anni, influenzando le significative partecipazioni del fondo in Berkshire Hathaway.
- La quota di Contrafund in Berkshire Hathaway è valutata circa 10 miliardi di dollari, rappresentando il 6% dei suoi asset e 14.000 azioni di Classe A.
- Il ritiro di Danoff solleva interrogativi sul futuro dell’investimento di Contrafund in Berkshire, dopo una riduzione del 25% avvenuta nel 2025.
L’industria dei fondi comuni perderà il suo più grande fan di Berkshire Hathaway con il ritiro del gestore di Fidelity Contrafund, Will Danoff, alla fine del 2026, dopo 35 anni alla sua guida. Il fondo di Danoff da 176 miliardi di dollari era probabilmente il singolo maggiore detentore di Berkshire tra i fondi comuni a gestione attiva. La partecipazione di Contrafund in Berkshire vale ora circa 10 miliardi di dollari, secondo i calcoli di Barron’s. Consiste quasi interamente nelle azioni di Classe A a super-voto di Berkshire — circa 14.000 azioni Classe A, basandosi sulle consistenze al 30 novembre.
Berkshire rappresentava il 6% degli asset di Contrafund a fine anno, risultando a pari merito come la quarta partecipazione del fondo insieme ad Amazon.com e dietro a Meta Platforms, Nvidia e Alphabet. Berkshire è un forte “sovrappeso” (overweight) per Contrafund, poiché il titolo rappresenta circa l’1,5% dell’S&P 500. Danoff, 65 anni, è stato un detentore di lunga data di Berkshire e ha dichiarato di prediligere il titolo come “zavorra” (ballast) nel suo fondo dominato dalla tecnologia.
Danoff rappresenta un’eccezione in Fidelity e nell’industria dei fondi. Berkshire è significativamente sottopesata nei portafogli dei fondi comuni e tra i gestori attivi in generale. Il ritiro di Danoff solleva la questione se gli attuali co-gestori Asher Anolic e Jason Weiner, che assumeranno la guida del fondo alla fine del 2026, venderanno le azioni Berkshire. Contrafund ha già ridotto la partecipazione in Berkshire del 25% nella seconda metà del 2025.
Le azioni Berkshire Classe A sono scese dell’1,9% martedì a circa 713.000 dollari, continuando a restare indietro rispetto all’S&P 500 quest’anno (il titolo ha perso il 4% contro un guadagno del 2% dell’indice). Molti gestori non amano il fatto che Berkshire non offra accesso ai suoi massimi dirigenti, non tenga conferenze trimestrali dopo gli utili o non paghi dividendi.
Danoff è una rarità all’interno di Fidelity per la sua forte affinità con Berkshire. La società di gestione è il secondo azionista delle azioni Classe A dopo il presidente Warren Buffett, con circa 27.000 azioni del valore di 19 miliardi di dollari. Circa il 65% della quota totale di Fidelity in Berkshire è detenuto dai fondi gestiti da Danoff.
Danoff ha un record di rendimenti superiore al mercato da quando ha preso la guida del fondo nel 1990: Contrafund ha reso il 14,1% annuo in questo arco di tempo, contro l’11,3% dell’indice S&P 500.
Berkshire è un’anomalia nel portafoglio di Contrafund, orientato alla crescita (growth), essendo uno dei titoli “value” più grandi sul mercato. Danoff ha dichiarato a Barron’s di amare Berkshire in parte per la sua affinità con le aziende solide gestite dai proprietari, i cui leader detengono quote azionarie considerevoli.
Nel 2018 dichiarò a Bloomberg: “Mi piacciono le aziende migliori della categoria (best-of-breed). Mi piacciono le aziende guidate dai fondatori. E Warren Buffett è ancora piuttosto imprenditoriale. Non è per tutti, ma è un uomo molto razionale ed è probabilmente il più grande investitore di questo secolo. Con tutte le mie partecipazioni tech, questa è un’ottima contropartita e una zavorra per il fondo grande”.
Il membro del consiglio di Berkshire e gestore di fondi Chris Davis ha parlato della mancanza di interesse per Berkshire tra i gestori attivi nonostante lo straordinario record di Buffett. Molti gestori non vogliono esternalizzare i propri investimenti — nemmeno a quello che è indiscutibilmente il più grande investitore di tutti i tempi. Danoff non ha avuto tali remore e ne ha raccolto i frutti.
21/01/26 Barron’s: Berkshire Hathaway sembra pronta a rompere una regola di Buffett con la vendita di Kraft-Hein
E’ un classico: arriva un nuovo Ceo e la prima cosa che fa è una pulizia radicale del bilancio perché le perdite sono “colpa” del suo predecessore e poi lui può partire “pulito”. E questa prassi non risparmia neanche un mostro sacro come Buffet
DaAndrea BarySegui
Warren Buffett ama mettere il ketchup Heinz sugli hamburger. Berkshire possiede una partecipazione del 27% in Kraft Heinz. (ZED JAMESON/BLOOMBERG)
Punti chiave
A proposito di questo riepilogo
- Berkshire Hathaway ha presentato un prospetto per la potenziale vendita della sua partecipazione del 27% in Kraft Heinz, del valore di circa 7,3 miliardi di dollari.
- Le azioni di Kraft Heinz sono scenti del 5,1% a 22,56 dollari dopo la notizia. È sceso del 23% rispetto all’ultimo anno, scambiando vicino al suo minimo di 52 settimane.
- La base di costo della società in Kraft Heinz è di 9,8 miliardi di dollari e attualmente porta l’investimento a 8,6 miliardi di dollari.
Warren Buffett ha notoriamente detto che gli investitori dovrebbero essere “paurosi quando gli altri sono avidi e avidi quando gli altri hanno paura”.
Berkshire Hathaway BRK.B-0,59% sembra pronto a violare quella massima con la potenziale vendita di parte o tutta la sua grande quota in Kraft Heinz. Il conglomerato detiene una quota del 27% che non è stata toccata dalla fusione di Kraft e Heinz nel 2015.
Le azioni Kraft Heinz sono scalate del 5,1% a 22,56 dollari mercoledì sulla scia della notizia dopo la chiusura delle negoziazioni martedì che la società Berkshire ha presentato un prospetto per il potenziale sal e della quota Kraft del Berkshire. Possiede circa 325,4 milioni di azioni ora per un valore di circa 7,3 miliardi di dollari.
Le azioni Kraft hanno raggiunto un minimo di 52 settimane all’inizio della sessione di mercoledì e ora sono in calo del 23% rispetto all’anno passato. Il titolo è vicino al punto più basso raggiunto durante il Covid-19 ed è sceso del 75% rispetto al suo picco post-fusione di oltre 90 dollari nel 2017. A quel tepo, l’azienda era vista come un battitore mondiale, un leader del settore con una grande gestione e marchi. Il suo più grande fan era Buffett che ama mettere il ketchup Heinz sugli hamburger.
Ora, il sentimento sul titolo non potrebbe essere peggiore e gli investitori timorosi lo hanno scaricato. Kraft ora negozia per circa nove volte i guadagni previsti per il 2026 di circa 2,50 dollari per azione, uno dei rapporti prezzo/guadagni più bassi nel gruppo alimentare depresso e sfavorito.
Il titolo rende il 7%, tra i più alti del gruppo. La direzione ha detto che prevede di mantenere il pagamento totale quando si dividerà in due società entro la fine dell’anno.
Solo tre dei 24 analisti che coprono Kraft lo valutano come Buy o equivalente, secondo Bloomberg.
I marchi dell’azienda includono Kraft Mac and Cheese, ketchup Heinz e salse, crema di formaggio del marchio Philadelphia e carni Oscar Mayer. Questo portafoglio è visto come se lasciasse l’azienda in una posizione di svantaggio rispetto ai colleghi perché i consumatori preferiscono cibi freschi, marchi di nicchia e prodotti a marchio del distributore. Alcuni mangiano meno a causa dei farmaci per la perdita di peso GLP-1.
J.P. L’analista di Morgan Thomas Palmer e i suoi colleghi hanno scritto di recente in una prospettiva dell’industria alimentare per il 2026 che l’azienda potrebbe affrontare la pressione sugli utili quest’anno con il calo del volume delle vendite e l’aumento degli investimenti. Non pensa che la prossima divisione “sbloccherà molto valore”.
Un possibile motivo per cui Berkshire potrebbe vendere azioni Kraft è che Buffett non era soddisfatto della scissione di Kraft, che creerà una società a crescita più elevata e una a crescita più lenta. Ha detto alla CNBC dopo l’annuncio di settembre che mentre la fusione Kraft/Heinz non ha creato valore, ha visto poco senso in una scissione, che aumenterà le spese aziendali totali poiché le due società avranno funzioni duplicate.
Alcuni investitori pensano che il nuovo CEO di Berkshire Greg Abel stia cercando di ripulire la casa di investimenti e distrazioni. Berkshire non ha risposto a una richiesta di commento.
Berkshire è seduto su una perdita considerevole. La sua base di costo in Kraft Heinz è di 9,8 miliardi di dollari, ha scritto Buffett nella sua lettera annuale agli azionisti del 2015. Berkshire potrebbe essere costretto a prendere un’altra svalutazione sull’investimento poiché lo sta portando per 8,6 miliardi di dollari secondo il cosiddetto metodo di contabilità azionaria, più di 1 miliardo di dollari al di sopra del valore attuale.
Il deposito del prospetto martedì non sta aiutando le azioni di Kraft Heinz: il potenziale di vendita per Berkshire, trascinando il prezzo verso il basso, è una preoccupazione. E se Berkshire inizia a vendere, dovrà rivelare le transazioni entro due giorni lavorativi. Ciò potrebbe esercitare un’ulteriore pressione sulle azioni.
Qualunque sia la ragione della potenziale vendita, Berkshire potrebbe vendere il titolo ai suoi minimi se iniziasse a scaricarlo. I seguaci della massima di Buffett dovrebbero considerare di acquistare ora. Potrebbe essere una buona opportunità per gli investitori in una delle azioni più sfavorevoli in un settore in disgrazia.
Il caso toro di Kraft è che ha molti marchi durevoli, come il ketchup Heinz e la crema di formaggio Philadelphia, che rimangono solidamente redditizi. La scissione potrebbe creare valore formando due aziende più focalizzate. La valutazione è bassa e il dividendo, ora a un’obbligazione spazzatura come il 7%, sembra sicuro.
Potrebbe essere il momento di diventare avidi con Kraft.
31/12/25 Barron’s: Il probabile sostituto di Warren Buffett come stockpicker per Berkshire ha molto da dimostrare
DaAndrea BarySegui
(
Punti chiave
A proposito di questo riepilogo
- Ted Weschler, che sembra destinato ad essere il nuovo stockpicker di Berkshire Hathaway, ha fatto crescere un IRA da 70.000 dollari a 221 milioni di dollari entro il 2018.
- Weschler è entrato a far parte di Berkshire nel 2012, gestendo circa il 5% del suo portafoglio azionario da 300 miliardi di dollari.
- Con la partenza di Todd Combs, Weschler è pronto per un ruolo importante nella gestione del portafoglio azionario di Berkshire.
Ted Weschler, che sembra destinato a diventare il top stockpicker di Berkshire Hathaway ha avuto un notevole successo personalmente come investitore, trasformando un conto IRA del valore di circa 70.000 dollari alla fine degli anni ’80 in 221 milioni di dollari entro il 2018.
Weschler, 64 anni, è un investitore orientato al valore che è entrato a far parte di Berkshire come gestore degli investimenti nel 2012 e da allora ha gestito circa il 5% del portafoglio azionario da 300 miliardi di dollari di Berkshire. Aveva gestito congiuntamente un fondo di investimento da 2 miliardi di dollari, Peninsula Capital, prima di entrare a far parte del Berkshire.
Possiede personalmente più di 200 milioni di dollari di azioni nel fornitore di dialisi renale DaVita e una partecipazione di 15 milioni di dollari in Sirius XM Holdings , la società di radio satellitare, secondo i documenti depositati presso la Securities and Exchange Commission che dettagliano le partecipazioni di Berkshire e Weschler in quei due titoli.
Berkshire non ha confermato quale sarà il ruolo preciso di Weschler nel 2026 quando il dirigente del Berkshire Greg Abel assume il ruolo di CEO. Ma Berkshire ha detto quando ha assunto Weschler come gestore degli investimenti che dopo Buffett “non serve più come amministratore delegato, Todd e Ted – possibilmente aiutati da un ulteriore manager – avranno la responsabilità dell’intero portafoglio azionario e del debito del Berkshire, soggetto alla direzione generale dell’allora CEO e del Consiglio di amministrazione”.
Todd Combs si è dimesso dal Berkshire per assumere un ruolo di investimento presso JPMorgan Chase, hanno detto le due società all’inizio di dicembre.
Ciò lascia Weschler con un ruolo potenzialmente importante nella gestione del portafoglio azionario Berkshire, che è dominato da una manciata di azioni: Apple, American Express, Bank of America, Chevron e Coca-Cola. Berkshire ha anche molte partecipazioni più piccole che probabilmente sono state accumulate da Weschler e Combs, che hanno gestito circa il 5% del portafoglio.
Weschler non ha risposto a una richiesta di commento. Ha parlato poco pubblicamente dei suoi investimenti da quando è arrivato al Berkshire e non è stato sul palco in nessuna delle riunioni annuali del Berkshire.
Buffett non ha rivelato la sua performance di investimento, anche se ha detto alla CNBC nel 2019 che Weschler e Combs erano leggermente indietro rispetto all’S&P 500 da quando erano entrati a far parte di Berkshire.
Entrambi i manager probabilmente sono stati in ritardo rispetto al mercato da allora. Berkshire possiede oltre 4 miliardi di dollari di DaVita, probabilmente il più grande investimento di Weschler, e 3 miliardi di dollari di Sirius XM, un’altra grande holding vista come legata a lui.
Le azioni DaVita sono flat negli ultimi cinque anni. Sirius XM è in calo di oltre il 60%, danneggiato dalle preoccupazioni degli investitori sulle perdite di abbonati nel core business della radio satellitare di Sirius e da un pubblico che invecchia. A circa 20 dollari, viene scambiato per la metà del suo prezzo 10 anni fa.
Weschler è stato esposto per la prima volta agli scritti di Buffett nel 1979 mentre era uno studente universitario alla Wharton School dell’Università della Pennsylvania, quando un amico gli ha detto di “leggere tutto ciò che scrive”, secondo un’intervista di Weschler del 2022 disponibile su YouTube .
“C’era un’enorme chiarezza in ciò che ha scritto”, ha detto Weschler. “È stato un mio eroe” da allora.
Weschler ha avuto modo di trascorrere del tempo con Buffett, e alla fine un lavoro al Berkshire, acquistando pranzi con il CEO messo all’asta dall’ente di beneficenza di San Francisco Glide. Ha pagato 2.626.311 dollari all’asta del 2010 e poi un dollaro in più nel 2011,
Dopo un pasto al Piccolo’s, un’ormai defunta steakhouse di Omaha, nel 2011, un Buffett impressionato ha detto a Weschler che sarebbe stato “adatto” per Berkshire, secondo l’intervista su YouTube. Buffett ha seguito con un’offerta per un ruolo come gestore degli investimenti.
Weschler vive e lavora a Charlottesville, in Virginia, e trascorre due o tre giorni alla settimana a Omaha.
Weschler ha attirato l’attenzione nel 2021 quando Allan Sloan, un collaboratore di Barron’s, ha scritto per il Washington Post su come Weschler avesse trasformato un conto IRA da 70.000 dollari in 221 milioni di dollari entro il 2018 attraverso una serie di investimenti di successo.
Resta da vedere quali ruoli giocheranno Weschler, Buffett e Abel con il portafoglio azionario e nell’allocazione del capitale. Quest’ultimo è fondamentale perché Berkshire è seduto su più di 350 miliardi di dollari di contanti.
Buffett ha venduto quasi il 75% della partecipazione di Berkshire in Apple negli ultimi anni. Ma quell’investimento ammonta ancora a circa 65 miliardi di dollari, la più grande quota azionaria detenuta dalla società.
È possibile che Berkshire apporti modifiche minime al portafoglio. Ciò rispecchia la situazione attuale del Daily Journal, una piccola società editoriale e di software che era stata presiedeta da Charlie Munger, vicepresidente di lunga data del Berkshire, fino a non molto tempo prima della morte di Munger a 99 anni nel 2023.
Munger ha gestito il portafoglio di investimenti del Daily Journal di circa 500 milioni di dollari che include azioni come Wells Fargo, e la società ha deciso di lasciare essenzialmente il portafoglio da solo dopo la sua morte.
Berkshire potrebbe dire di più sulla gestione del portafoglio nelle prossime settimane. È probabile che Abel lo affronti nella sua prima lettera agli azionisti, prevista intorno al 1° marzo.
10/11/25 il commiato di Buffet
10/11/25 Berkshire Hathaway: To My Fellow Shareholders
By Warren Buffett
Punti Salienti:
- Buffett annuncia che non scriverà più il rapporto annuale e che Greg Abel diventerà CEO a fine anno.
- Condividerà d’ora in poi un messaggio annuale di Thanksgiving per parlare agli azionisti e ai figli dei piani legati alla sua quota Berkshire.
- Ampio racconto dei suoi anni a Omaha e delle persone che hanno influenzato la sua vita e la storia di Berkshire.
- Spiega la logica della futura distribuzione delle sue azioni e il ruolo dei figli come gestori filantropici.
- Ribadisce fiducia totale in Greg Abel e nelle prospettive di Berkshire, pur avvertendo dei limiti legati alla dimensione del gruppo.
To My Fellow Shareholders:
Non scriverò più il rapporto annuale di Berkshire né parlerò a lungo all’assemblea annuale. Come direbbero gli inglesi, “sto diventando silenzioso”.
Più o meno.
Greg Abel diventerà il capo a fine anno. È un grande manager, un lavoratore instancabile e un comunicatore onesto. Auguratigli un lungo mandato.
Continuerò a parlare con voi e con i miei figli di Berkshire attraverso il mio messaggio annuale del Giorno del Ringraziamento. Gli azionisti individuali di Berkshire sono un gruppo molto speciale, straordinariamente generoso nel condividere i propri guadagni con i meno fortunati. Mi piace restare in contatto con voi. Concedetemi quest’anno un po’ di memoria personale. Dopo di ciò, discuterò dei piani relativi alla distribuzione delle mie azioni Berkshire. Infine offrirò alcune osservazioni di carattere personale e aziendale.
- * * * * * * * * * * *
Con l’avvicinarsi del Ringraziamento, sono grato e sorpreso della mia fortuna nell’essere vivo a 95 anni. Da giovane, non sembrava un’ipotesi probabile. All’inizio, rischiai seriamente la vita.
Era il 1938 e gli ospedali di Omaha erano considerati dai cittadini come cattolici o protestanti, una distinzione allora naturale.
Il nostro medico di famiglia, Harley Hotz, era un cattolico amichevole che faceva visite a domicilio con una valigetta nera. Mi chiamava Skipper e non chiedeva mai molto per le sue visite. Quando nel 1938 ebbi un forte mal di pancia, il dottor Hotz venne, mi esaminò e disse che sarei stato bene il mattino dopo.
Poi tornò a casa, cenò e giocò un po’ a bridge. Tuttavia, non riuscì a togliersi dalla mente i miei sintomi un po’ strani e più tardi quella notte mi mandò d’urgenza al St. Catherine’s Hospital per un’appendicectomia. Le tre settimane successive mi sembrarono trascorse in un convento e cominciai a godermi il mio nuovo “palcoscenico”. Mi piaceva parlare – sì, anche allora – e le suore mi accolsero con affetto.
A coronare il tutto, la mia insegnante di terza, la signorina Madsen, fece scrivere ai miei trenta compagni una lettera ciascuno. Probabilmente buttai quelle dei maschi ma lessi e rilessi quelle delle ragazze; il ricovero aveva i suoi vantaggi.
Il momento più bello della mia convalescenza – che fu davvero critica per la prima settimana – fu un regalo della mia adorata zia Edie. Mi portò un set professionale per le impronte digitali e io presi subito le impronte di tutte le suore che si occupavano di me. (Probabilmente ero il primo bambino protestante che vedevano a St. Catherine’s e non sapevano cosa aspettarsi.)
La mia teoria – del tutto strampalata, ovviamente – era che un giorno una suora sarebbe potuta diventare “cattiva” e l’FBI avrebbe scoperto di non aver preso le impronte alle suore. L’FBI e il suo direttore, J. Edgar Hoover, erano molto rispettati negli anni ’30 e immaginavo Hoover in persona venire a Omaha a esaminare la mia preziosa collezione. Fantasticavo di identificare insieme la suora ribelle. La fama nazionale sembrava garantita.
Ovviamente non accadde nulla del genere. Ironia della sorte, anni dopo sarebbe stato chiaro che avrei dovuto prendere le impronte proprio a Hoover, poi caduto in disgrazia per abuso del suo ruolo.
Ecco com’era Omaha negli anni ’30, quando uno slittino, una bicicletta, un guanto da baseball e un trenino elettrico erano oggetti molto desiderati da me e dai miei amici. Diamo un’occhiata ad altri ragazzi di quell’epoca, cresciuti nei paraggi che influenzarono profondamente la mia vita, pur essendo a lungo ignoti a me.
Comincio con Charlie Munger, il mio migliore amico da 64 anni. Negli anni ’30, Charlie viveva a un isolato dalla casa che possiedo dal 1958.
Da adolescente mi persi per un soffio l’occasione di conoscerlo. Charlie, più grande di 6 anni e 2/3, lavorò nell’estate del 1940 nel negozio di alimentari di mio nonno, guadagnando 2 dollari per una giornata di 10 ore. L’anno successivo feci lo stesso lavoro, ma non ci incontrammo fino al 1959, quando lui aveva 35 anni e io 28.
Dopo la Seconda Guerra Mondiale, Charlie si laureò in legge ad Harvard e si trasferì in California. Ma parlò sempre dei suoi anni a Omaha come formativi. Per più di 60 anni ebbe un’enorme influenza su di me ed è stato maestro e “fratello maggiore” protettivo. Avevamo differenze ma non abbiamo mai litigato.
Nel 1958 comprai la mia prima e unica casa. Ovviamente a Omaha, a circa due miglia da dove ero cresciuto, a meno di due isolati dai miei suoceri, a sei dal negozio dei Buffett e a 6-7 minuti dall’ufficio dove lavoro da 64 anni.
Andiamo avanti con un altro omahese, Stan Lipsey. Stan vendette gli Omaha Sun Newspapers a Berkshire nel 1968 e un decennio dopo si trasferì a Buffalo su mia richiesta. Il Buffalo Evening News, allora controllato da un’affiliata Berkshire, era in una battaglia mortale con il concorrente del mattino che pubblicava l’unico giornale domenicale. E stavamo perdendo.
Stan costruì un nuovo prodotto domenicale e per alcuni anni il giornale – in precedenza in perdita – generò più del 100% annuo (pre-tasse) sul nostro investimento di 33 milioni. Era denaro importante per Berkshire nei primi anni ’80.
Stan crebbe cinque isolati dalla mia casa. Uno dei suoi vicini era Walter Scott Jr., che portò MidAmerican Energy in Berkshire nel 1999 e fu un direttore prezioso fino alla sua morte nel 2021, oltre che grande filantropo del Nebraska.
Walter frequentò la Benson High School, la stessa che avrei dovuto frequentare io, finché mio padre non sorprese tutti nel 1942 vincendo un seggio in Congresso contro un deputato al quarto mandato. La vita è piena di sorprese.
E c’è ancora di più.
Nel 1959, Don Keough e la sua giovane famiglia vivevano proprio di fronte alla mia casa, a circa 100 metri da dove avevano vissuto i Munger. Don era allora un venditore di caffè ma sarebbe diventato presidente di Coca-Cola e un devoto direttore di Berkshire.
Quando lo conobbi, guadagnava 12.000 dollari l’anno mentre lui e sua moglie Mickie crescevano cinque figli, tutti destinati a scuole cattoliche. Le nostre famiglie divennero presto grandi amiche. Don, nativo dell’Iowa, divenne una figura leggendaria in Coca-Cola.
Nel 1985, quando Don era presidente di Coke, l’azienda lanciò la sfortunata New Coke. Don tenne un famoso discorso in cui si scusò e reintegrò la vecchia formula. Spiegò che la posta indirizzata a “Supreme Idiot” arrivava alla sua scrivania. Il video è un classico su YouTube.
Infine, Ajit Jain, nato in India, e Greg Abel, il nostro futuro CEO canadese, vissero entrambi a Omaha per alcuni anni. Negli anni ’90 Greg viveva a pochi isolati da me, pur senza incontrarci allora.
Forse c’è davvero un ingrediente speciale nell’acqua di Omaha.
- * * * * * * * * * * *
Vissi qualche anno dell’adolescenza a Washington, DC, quando mio padre era in Congresso, e nel 1954 presi un lavoro che pensavo permanente a Manhattan. Fui trattato meravigliosamente da Ben Graham e Jerry Newman e feci amici per la vita. New York aveva, e ha, qualità uniche. Tuttavia, nel 1956, dopo solo un anno e mezzo, tornai a Omaha, per non lasciarla più.
I miei tre figli e alcuni nipoti sono cresciuti qui. I miei figli frequentarono sempre scuole pubbliche, laureandosi nella stessa scuola che educò mio padre, mia moglie Susie, Charlie, Stan Lipsey, i Blumkin che fecero crescere la Nebraska Furniture Mart, e Jack Ringwalt, fondatore di National Indemnity, acquistata poi da Berkshire nel 1967.
- * * * * * * * * * * *
Il nostro paese ha aziende eccellenti, scuole eccellenti e strutture mediche eccellenti. Ognuna con i propri vantaggi e talenti. Ma io mi considero fortunato per aver fatto amicizie preziose, incontrato entrambe le mie mogli, ricevuto un’educazione pubblica di qualità, conosciuto adulti amichevoli e curiosi quando ero giovane, e trovato amici nella Guardia Nazionale del Nebraska. Il Nebraska è stata casa.
Guardando indietro, credo che sia Berkshire che io abbiamo fatto meglio grazie alla base a Omaha di quanto avremmo fatto altrove. Il centro degli Stati Uniti era un ottimo posto per nascere, crescere una famiglia e costruire un’azienda. Per pura fortuna ho pescato una carta incredibilmente favorevole alla nascita.
- * * * * * * * * * * *
Ora veniamo alla mia età avanzata. I miei geni non sono stati particolarmente utili: il record familiare di longevità era 92 anni finché non sono arrivato io. Ma ho avuto medici saggi e dedicati a Omaha, a partire da Harley Hotz e fino ad oggi. Almeno tre volte la mia vita è stata salvata da medici nel raggio di pochi chilometri. (Ho smesso di prendere le impronte alle infermiere, comunque.)
- * * * * * * * * * * *
Chi arriva alla vecchiaia deve avere molta fortuna, evitando ogni giorno bucce di banana, disastri naturali, automobilisti distratti, fulmini, e altro.
Ma la fortuna è incostante e profondamente ingiusta. Molti leader e ricchi hanno ricevuto più della loro quota, e spesso non lo riconoscono. Gli eredi dinastici ottengono l’indipendenza finanziaria alla nascita, mentre altri nascono in condizioni tremende o con disabilità che privano loro di ciò che io ho sempre dato per scontato.
Io nacqui nel 1930 sano, abbastanza intelligente, bianco, maschio e in America. Wow. Grazie, Signora Fortuna. Le mie sorelle erano altrettanto intelligenti e con caratteri migliori, ma con prospettive diverse.
La fortuna continuò a far visita per gran parte della mia vita, ma ha altro da fare che occuparsi di ultra-novantenni. La fortuna ha limiti.
Il Tempo, al contrario, ora mi trova più interessante. Ed è imbattuto. Quando equilibrio, vista, udito e memoria declinano, sai che il Tempo è vicino.
Sono diventato vecchio tardi, ma una volta che arriva, non lo si può negare.
Mi sorprende quanto bene mi senta, pur muovendomi lentamente e leggendo con fatica. Sono in ufficio cinque giorni a settimana con persone meravigliose. Qualche volta ho un’idea utile o ricevo un’offerta inattesa. Con la dimensione di Berkshire e i livelli di mercato, le idee sono poche ma non nulle.
- * * * * * * * * * * *
La mia longevità inattesa ha conseguenze inevitabili per la mia famiglia e i miei obiettivi filantropici. Vediamole.
What Comes Next
I miei figli hanno più dell’età pensionabile: 72, 70 e 67. Sarebbe un errore scommettere che tutti e tre avranno la mia stessa fortuna con l’invecchiamento ritardato. Per aumentare la probabilità che dispongano essenzialmente del mio intero patrimonio prima che subentrino i fiduciari alternativi, devo accelerare le donazioni alle loro fondazioni. Sono nel periodo migliore per esperienza e saggezza, ma non ancora nella vecchiaia. Quel periodo non durerà per sempre.
Fortunatamente la correzione è semplice. Ma c’è un altro fattore: vorrei mantenere una quantità significativa di azioni “A” finché gli azionisti di Berkshire non avranno con Greg lo stesso livello di fiducia che ebbi con Charlie. Non ci vorrà molto. I miei figli e il board sono già totalmente con lui.
Tutti e tre hanno maturità, intelligenza, energia e istinto per gestire una grande fortuna. Inoltre saranno vivi quando io non ci sarò più e potranno adattare le politiche filantropiche secondo necessità. Le condizioni cambieranno. Governare dalla tomba non ha mai funzionato bene e non ho mai avuto voglia di farlo.
Hanno tre fiduciari alternativi in caso di decessi o disabilità premature. Non sono classificati né assegnati a un figlio specifico. Sono persone eccezionali, senza conflitti.
Ho assicurato ai miei figli che non devono compiere miracoli né temere errori. Sono inevitabili; ne ho fatti molti. Devono solo fare un lavoro decente, migliorando ciò che in genere ottengono governi e filantropie private.
All’inizio avevo contemplato piani filantropici grandiosi. Non furono realizzabili. Ho visto anche trasferimenti di ricchezza mal concepiti da politicanti, eredi dinastici e filantropi eccentrici.
Se i miei figli faranno semplicemente un buon lavoro, io e la loro madre saremmo soddisfatti. Hanno istinto e anni di pratica, iniziando da piccole somme poi cresciute a più di 500 milioni l’anno.
- * * * * * * * * * * *
L’accelerazione delle donazioni non riflette alcun cambiamento sulla mia fiducia nelle prospettive di Berkshire. Greg Abel ha superato le mie aspettative. Conosce molte delle nostre attività meglio di me oggi e impara velocemente su temi ignorati da molti CEO. Non c’è CEO, consulente, accademico o politico che sceglierei al suo posto per gestire i vostri risparmi e i miei.
Greg capisce molto bene potenzialità e rischi della nostra attività assicurativa. Mi auguro che la sua salute resti buona per decenni. Con un po’ di fortuna, Berkshire avrà bisogno di soli cinque o sei CEO nel prossimo secolo. Eviterà in particolare quelli che aspirano a ritirarsi a 65 anni, diventare ostentatamente ricchi o creare dinastie.
Una realtà spiacevole: a volte un CEO meraviglioso e leale viene colpito da demenza, Alzheimer o altre malattie. Io e Charlie abbiamo affrontato questo problema più volte e non siamo intervenuti. È un errore enorme. Il board deve essere vigile a livello CEO, e il CEO deve esserlo verso le controllate.
In passato, i riformatori hanno cercato di imbarazzare i CEO pubblicando il confronto tra la loro paga e quella dell’impiegato medio. Le proxy sono passate da 20 a oltre 100 pagine. Le buone intenzioni non hanno funzionato: hanno generato invidia. Il CEO della società A guardava quello della società B e suggeriva di valere di più. Aumentava anche i compensi del board e controllava la nomina del comitato retribuzioni.
Gli incrementi si autoalimentavano. Ciò che infastidisce i CEO molto ricchi – sono umani – è che altri CEO diventano ancora più ricchi. Invidia e avidità camminano insieme. E nessun consulente raccomanda un taglio serio alla retribuzione di CEO o board.
- * * * * * * * * * * *
Nel complesso, le attività di Berkshire hanno prospettive moderatamente migliori della media, guidate da alcune gemme non correlate e di grandi dimensioni. Tuttavia, tra dieci o vent’anni ci saranno molte società con risultati migliori; la nostra dimensione pesa.
Berkshire ha meno probabilità di disastri devastanti di qualsiasi azienda che conosca. Ha una gestione e un board molto attenti agli azionisti. Sarà sempre gestita in modo da essere un asset per gli Stati Uniti e da evitare comportamenti che la trasformino in una supplice. I nostri manager diventeranno ricchi, come è giusto per le loro responsabilità, ma non aspirano a ricchezze dinastiche o esibizioniste.
Il prezzo delle azioni si muoverà capricciosamente, talvolta scendendo del 50% come accaduto tre volte in 60 anni di gestione attuale. Non disperate: l’America tornerà e anche le azioni Berkshire.
A Few Final Thoughts
Un’osservazione forse indulgente. Mi sento meglio riguardo alla seconda metà della mia vita che alla prima. Il mio consiglio: non tormentatevi per gli errori del passato, imparate anche solo un po’ e andate avanti. Non è mai troppo tardi per migliorare. Scegliete gli eroi giusti e copiateli. Potete iniziare da Tom Murphy; è stato il migliore.
Ricordate Alfred Nobel, che avrebbe letto il proprio necrologio per errore quando morì suo fratello. Ne fu sconvolto e cambiò vita. Non aspettate un errore di redazione: decidete cosa volete che il vostro necrologio dica e vivete per meritarlo.
La grandezza non nasce dall’accumulo di soldi, pubblicità o potere. Quando aiutate qualcuno, in una delle migliaia di forme possibili, aiutate il mondo. La gentilezza non costa nulla ma vale moltissimo. Religiosi o no, è difficile battere la Regola d’Oro.
Scrivo questo come uno che è stato incauto molte volte e ha commesso errori, ma ha avuto la fortuna di imparare da amici meravigliosi come comportarsi meglio. La donna delle pulizie è tanto umana quanto il presidente del consiglio.
- * * * * * * * * * * *
Auguro a tutti una felice Festa del Ringraziamento. Sì, anche agli antipatici; non è mai troppo tardi per cambiare. Ricordatevi di ringraziare l’America per aver massimizzato le vostre opportunità, anche se distribuisce premi in modo capriccioso e talvolta venale.
Scegliete con cura i vostri eroi e imitateli. Non sarete mai perfetti, ma potete sempre essere migliori.