
Di solito non ci occupiamo di nuovi ETF: il mercato ne sforna a centinaia e la maggior parte replica temi già coperti altrove. Ma questo ci sembra diverso, non per il veicolo in sé, bensì per la dinamica strutturale che fotografa — quella che noi chiamiamo la trasformazione della grid.
VanEck ha appena quotato su Borsa Italiana (ISIN IE000YYVSM16, ticker PIKA) il VanEck Electrification and Power Infrastructure UCITS ETF, un fondo tematico focalizzato sull’intera catena del valore dell’elettrificazione globale: batterie e accumulo, elettrificazione industriale, gestione dell’energia, modernizzazione della rete, utility e produttori indipendenti.
La tesi: la rete è il collo di bottiglia del XXI secolo
Il CEO di VanEck Europe, Martijn Rozemuller, ha sintetizzato bene la tesi di investimento: la domanda globale di elettricità sta crescendo sotto la spinta dei data center, dell’intelligenza artificiale, della mobilità elettrica e dell’elettrificazione dei processi industriali. Il problema è che le reti su cui tutto questo deve viaggiare sono spesso obsolete e sottodimensionate. Senza modernizzazione, l’energia non arriva dove serve — e il costo lo pagano consumatori e imprese.
Il product manager Alessandro Valentino ha messo i numeri sul tavolo: gli investimenti globali nelle reti elettriche dovranno superare i 1.500 miliardi di dollari all’anno fino agli anni 2050, contro i 533 miliardi investiti oggi. È uno dei più grandi cicli di spesa in infrastrutture della storia moderna. Senza reti, senza sistemi di accumulo, senza tecnologie di controllo industriale, la crescita della domanda elettrica rimane un potenziale inespresso.
È esattamente il tema è stato esplorato nella tavola rotonda sull’energia: Barron’s tavola rotonda sull’energia: 11 titoli per cavalcare il più grande shock energetico della storia.
L’indice sottostante: MVELECTR
L’ETF replica il MarketVector™ Electrification Total Return Net Index (MVELECTR), lanciato il 18 febbraio 2026 e calcolato da Solactive AG. L’indice è composto da 25 società large-cap a livello globale, selezionate tra quelle che derivano almeno il 50% dei ricavi (25% per i componenti già presenti) dall’elettrificazione. Il peso massimo per singolo titolo è fissato all’8%.
La performance dell’indice da inizio anno (al 3 giugno 2026) è notevole: +24,99% in total return netto, con una performance a un anno del +77,75%. Dati che riflettono il rialzo del settore nel ciclo attuale, ma che vanno letti con la cautela che meritano (la volatilità a un mese tocca il 31%).
I principali componenti (top 10)
La composizione geografica è dominata dagli Stati Uniti (12 titoli, 36,7% del peso), seguiti da Germania (14,7%), Francia (11,9%) e Taiwan (7,2%). Per settori: industriali al 67,8%, utility al 23,3%, IT al 8,9%. Ecco i top 10 componenti con i rispettivi pesi:
| Società | Paese | Peso % | Attività principale |
|---|---|---|---|
| Siemens AG | DE | 7,92% | Automazione industriale, smart grid, digitalizzazione |
| Schneider Electric SE | FR | 7,91% | Gestione energia, automazione, data center power |
| Delta Electronics | TW | 7,15% | Power management, UPS, soluzioni per data center |
| ABB Ltd | CH | 6,98% | Robotica, elettrificazione, infrastrutture di rete |
| Siemens Energy AG | DE | 6,77% | Turbine, trasformatori, trasmissione ad alta tensione |
| Vertiv Holdings | US | 5,76% | Infrastrutture per data center, raffreddamento, UPS |
| CATL (Contemporary Amperex) | CN | 4,60% | Batterie per EV e accumulo energetico stazionario |
| National Grid PLC | GB | 4,58% | Trasmissione elettrica UK/USA, gas e interconnessioni |
| Cummins Inc | US | 4,54% | Generatori, motori, tecnologie per idrogeno e fuel cell |
| Quanta Services | US | 4,38% | Costruzione e manutenzione infrastrutture elettriche |
Un paniere concentrato e coerente con il tema: nessun titolo speculativo, nessun pure-play da venture. Sono i grandi ingegneri della transizione energetica — quelli che posano i cavi, costruiscono i trasformatori, gestiscono le sottostazioni, producono le batterie su scala industriale.
Una riflessione a margine
Il P/E trailing dell’indice si attesta intorno a 27, con un Price/Book di 3,7 e un dividend yield dell’1,8%. Non siamo di fronte a un paniere di titoli economici: il mercato ha già incorporato molto del ciclo di investimento previsto. Chi entra oggi lo fa scommettendo che l’intensità di capitale richiesta dalla transizione elettrica sarà ancora più grande di quanto stimato — e che le società qui rappresentate sapranno catturarne la maggior parte.
Non deteniamo posizioni in questo ETF né in alcuno dei titoli presenti nel suo portafoglio. Lo segnaliamo perché la narrativa che lo sorregge — la grid come infrastruttura critica del XXI secolo — è la stessa che percorre molti dei temi che seguiamo da anni su questo blog.
⚠️ Conflitto di interesse dichiarato
L’autore non detiene posizioni nei titoli citati in questo articolo né nell’ETF VanEck PIKA.
Questo articolo ha finalità esclusivamente informative ed educative e non costituisce in alcun modo una raccomandazione di investimento. I mercati finanziari comportano rischi significativi, inclusa la possibile perdita del capitale investito. Prima di prendere qualsiasi decisione finanziaria, si consiglia di consultare un professionista qualificato. Leggi il nostro disclaimer.
— Gianni & Claude (Anthropic) / filosofaresuimercati.eu