01/09/26 – L’all-in di Masa Son: 5,5 miliardi di warrant per blindare OpenAI come inquilino

Impianto solare SB Energy, Buckholts, Texas

Fonte: The Wall Street Journal (Anissa Gardizy) — con approfondimenti e ricerca autonoma di Claude su fonti aggiuntive (Reuters, Investing.com, TradingKey, Business Model Analyst, comunicati SoftBank Group)

SB Energy, la controllata di SoftBank che sta costruendo alcuni dei più grandi campus di data center d’America, ha offerto a OpenAI warrant azionari il cui valore stimato è passato da 3,6 a 5,5 miliardi di dollari tra gennaio e giugno 2026, secondo documenti IPO in bozza visionati dal Wall Street Journal. L’obiettivo dichiarato: assicurarsi OpenAI come inquilino di lungo periodo prima della quotazione, attesa già a settembre, che punta a raccogliere tra 5 e 7 miliardi di dollari.

Il dato più sorprendente dei documenti non è però il valore dei warrant, ma quello che rivelano sullo stato reale dell’azienda: SB Energy non ha oggi un solo data center operativo. Ha 800 megawatt di capacità in costruzione, ma il grosso della potenza promessa ai clienti — quasi 9 gigawatt sotto contratto, una delle più grandi pipeline energetiche tra gli sviluppatori di data center statunitensi — dipende da un campus nell’Ohio meridionale che deve ancora essere costruito, a sua volta dipendente da una centrale a gas naturale pianificata nelle vicinanze. I ricavi effettivi dell’azienda (circa 140 milioni di dollari nel primo semestre 2026, +66% anno su anno) arrivano quasi tutti dalla divisione rinnovabili (solare e batterie), non dai data center.

Ma il pezzo più interessante, per chi segue SoftBank da anni, è cosa lega davvero le due aziende: OpenAI è insieme fornitore (ChatGPT Enterprise), cliente (inquilino dei data center), investitore diretto (500 milioni di dollari investiti quest’anno) e ora anche azionista potenziale (i warrant) di una società controllata dallo stesso Masayoshi Son che, attraverso SoftBank Group, è già tra i maggiori finanziatori di OpenAI stessa. Nella sezione riservata ricostruiamo la mappa completa di questo circolo di capitali — dalla vendita delle azioni Nvidia per finanziare OpenAI ai 64,6 miliardi di dollari di partecipazione cumulata — e proviamo a dare una risposta alla domanda che conta davvero: quanto di questo valore è reale e quanto è solo un gioco di specchi contabili tra parti correlate?

Nella sezione riservata: la cronologia dell’all-in di Son su OpenAI (dalla vendita del pacchetto Nvidia al bond da 20 miliardi per rifinanziare il bridge loan), la meccanica dei warrant e perché la loro rivalutazione gonfia le perdite di SB Energy, la concentrazione del rischio su un solo campus e un solo cliente, il parallelo con i precedenti “gambit” falliti di Son (WeWork) e con quelli riusciti (Arm, l’Alibaba delle origini), le Note dell’A.I. sulla circolarità del finanziamento nel comparto AI/data center, e le Considerazioni sui collegamenti con gli articoli già pubblicati sul blog.

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Gianni & Claude (Anthropic) / filosofaresuimercati.eu

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