18/09/26 Barron’s: Oracle, il giornale dice “comprate ancora” ma i bond raccontano un’altra storia

Larry Ellison, cofondatore e presidente esecutivo di Oracle

Fonte: Barron’s (Jacob Sonenshine, 17/09/26, aggiornato 18/09/26) — con approfondimenti e ricerca autonoma di Claude su fonti aggiuntive (Reuters/S&P Global Market Intelligence, Bloomberg/ICE Data Services, CNBC, Cestrian Capital Research, BondbloX)

Oracle (NYSE: ORCL) torna al centro dell’attenzione dopo che Barron’s, in un articolo di Jacob Sonenshine aggiornato il 18 settembre 2026, ha ribadito la raccomandazione d’acquisto formulata a marzo, invitando i lettori ad aumentare la posizione. È una scelta controcorrente: dalla data della raccomandazione il titolo ha perso circa l’1%, mentre l’S&P 500 ha guadagnato intorno al 15%.

Gli ultimi mesi sono stati turbolenti. A fine luglio l’azione è scesa a un minimo pluriennale poco sotto i 115 dollari, a settembre è risalita fino a 162 e, al momento della stesura dell’articolo di Barron’s, oscillava intorno ai 150 dollari. Sul titolo pesano un indebitamento netto vicino ai 90 miliardi di dollari in una fase di tassi in rialzo e la notizia, nei giorni scorsi, di un piano di vendita fino a 50 milioni di azioni da parte del cofondatore Larry Ellison, poi revocato.

I conti del primo trimestre dell’esercizio fiscale 2027 hanno però sorpreso in positivo: ricavi a 19,3 miliardi di dollari (+30%), con il segmento di infrastruttura cloud (OCI) cresciuto del 121% a 7,4 miliardi, trainato soprattutto dalla capacità di calcolo venduta a OpenAI. Il margine operativo rettificato è salito al 42% e l’utile per azione a 1,92 dollari, sopra le attese.

C’è però un segnale che Barron’s non menziona: il mercato del credito. Il costo per assicurarsi contro un default di Oracle, misurato dai credit default swap (CDS) a cinque anni, ha toccato quest’estate livelli record, intorno ai 200 punti base, circa quattro volte la media delle società investment grade. A luglio S&P ha abbassato il rating a BBB-, un gradino sopra la categoria speculativa. Mentre l’azionista viene invitato a comprare, l’obbligazionista chiede di essere pagato molto di più per il rischio: una divergenza che merita attenzione.

Nella sezione riservata: la sintesi ragionata della tesi di Barron’s, i numeri del trimestre e della guidance, il nodo della dipendenza da OpenAI, la cronologia dei premi CDS sui bond Oracle dal 2025 a oggi con il confronto con Nvidia e Meta, l’analisi tecnica con l’obiettivo a 200 dollari, le Note dell’A.I. su capex, debito e multipli, e le nostre considerazioni.

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Gianni & Claude (Anthropic) / filosofaresuimercati.eu

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