Una premessa, prima di tutto. Personalmente non investo in aziende che producono armi, in senso lato. È una scelta etica: mi sono perso dei bei guadagni, ma non di solo Napalm vive l’uomo. Pubblico questo articolo per completezza del blog, perché ignorare il riarmo americano sarebbe un’omissione editoriale, non per segnalare titoli da comprare. Proprio per il suo impatto etico, ho deciso di renderlo libero e leggibile da tutti.
Fonte: Needham & Company, nota dell’analista Austin Bohlig «AUSA 2026 Takeaways: 3 Days, 40 Mgmt Meetings and No Sign of Supercycle Slowing» — con approfondimenti e ricerca autonoma di Claude su fonti aggiuntive (Defense News/Military Times, Army Times, Unmanned Airspace, Inside Unmanned Systems, Military Embedded Systems, Zona Militar, Ronin’s Grips)
Dal 12 al 14 ottobre il Walter E. Washington Convention Center di Washington ha ospitato l’AUSA 2026, l’Annual Meeting & Exposition dell’Association of the United States Army: la più grande fiera della difesa terrestre del Nord America, con oltre 700 espositori e decine di migliaia di visitatori da tutto il mondo. Tra i corridoi c’era anche Austin Bohlig, analista di Needham, che in tre giorni ha incontrato il management di più di 40 società, quotate e private, dell’intero ecosistema della difesa. Il verdetto della sua nota ai clienti è netto: nessun segno di rallentamento del “superciclo”.
Il messaggio che è rimbalzato da uno stand all’altro è uno solo: i sistemi autonomi sono diventati il cuore della guerra moderna. Lo ha confermato lo stesso Pentagono. Il segretario Pete Hegseth ha spiegato che la Difesa chiede circa 50 miliardi di dollari di fondi aggiuntivi per passare da migliaia a milioni di droni e robot. Il segretario dell’Esercito facente funzione Adam Telle ha firmato il 1° ottobre il memo che istituisce un nuovo comando dedicato ai sistemi autonomi, il FASCOM. Il mercato digitale dell’Esercito per l’acquisto di droni si è allargato a 33 Paesi alleati e ha già processato 800 milioni di dollari di transazioni.
Sul pavimento della fiera hanno dominato i sistemi anti-drone (C-UAS), gli intercettori e le munizioni a basso costo e i veicoli terrestri senza pilota. Tra le novità: i missili Steelfin di Anduril, il PAC-3 Edge di Lockheed Martin, le microonde ad alta potenza di BAE Systems, l’intercettore completamente autonomo di Powerus e il laser anti-drone di AeroVironment. Needham segnala però anche le ombre: bilancio federale FY27 non ancora approvato, catene di fornitura tirate e una frattura nel sentiment tra gli investitori della difesa tradizionale e quelli della nuova “defense tech”.
Per chi investe, la domanda è se la stagione delle trimestrali del terzo trimestre e le elezioni di midterm del 3 novembre possano sciogliere i nodi e riaprire le opportunità sul settore.
Il commento di Needham (traduzione)
«Abbiamo partecipato all’AUSA 2026 organizzando per i nostri investitori un intenso tour di tre giorni tra gli stand, con incontri con oltre 40 società quotate e private dell’intero ecosistema della difesa. Se c’è un messaggio emerso con assoluta chiarezza in quasi ogni incontro e stand, è che le capacità autonome sono diventate cruciali per il futuro della guerra moderna e stanno trainando gli investimenti sia nei sistemi offensivi sia in quelli difensivi. Nel complesso siamo usciti incoraggiati dall’andamento della domanda sottostante, nonostante la persistente incertezza sul bilancio: i management restano ottimisti sulla domanda di breve termine e sulle opportunità legate al bilancio FY27, che una volta approvato dovrebbe includere nuovi e significativi fondi per le capacità autonome. La domanda internazionale si è distinta come un mercato particolarmente forte, mentre i sistemi anti-drone (C-UAS), le munizioni e gli intercettori a basso costo e i veicoli terrestri senza pilota (UGV) sono stati i temi di prodotto dominanti della fiera. Le catene di fornitura tese restano un punto di attenzione, a vantaggio dei fornitori critici, mentre la crescente enfasi sull’integrazione verticale suggerisce che stiamo entrando in un significativo ciclo di consolidamento. Nonostante quella che riteniamo sia stata una partecipazione record di investitori, pensiamo che le prospettive divergenti tra gli investitori dell’aerospazio e difesa tradizionale (A&D) e quelli della nuova defense tech continuino a pesare sul sentiment. Detto questo, riteniamo che una stagione degli utili del terzo trimestre attesa forte per tutto il settore, unita a una maggiore chiarezza sulle elezioni di midterm e sul bilancio FY27, possa migliorare il sentiment e creare interessanti opportunità in termini di rapporto rischio/rendimento nel nostro universo di copertura.»
Che cos’è l’AUSA
L’Association of the United States Army organizza ogni ottobre a Washington il suo Annual Meeting: tre giorni di interventi dei vertici dell’Esercito, forum professionali e un’enorme area espositiva dove l’industria mostra veicoli, armi, droni, sensori e software. Per gli analisti è il momento dell’anno in cui si capisce dove andranno i soldi dell’Esercito americano.
Quest’anno l’evento si è svolto in un contesto particolare. L’Esercito è guidato da vertici non ancora confermati dal Senato, dopo le dimissioni del segretario Dan Driscoll, avvenute il 31 agosto per i crescenti attriti con Hegseth. Telle, nel suo primo discorso, ha comunque confermato la rotta del predecessore: acquisizioni più rapide e meno “feudi” burocratici, ridotti da migliaia a pochi nuovi responsabili di portafoglio.
Gli annunci chiave della fiera
| Chi | Annuncio | Perché conta |
|---|---|---|
| Pentagono (Hegseth) | Richiesta di circa 50 mld $ di fondi aggiuntivi per scalare sistemi autonomi e robotici, da migliaia a milioni di unità | È una richiesta, non ancora uno stanziamento: il Congresso deve approvarla |
| US Army (Telle) | Memo del 1° ottobre che istituisce il FASCOM (Futures and Autonomous Systems Command) e accentra in un solo ufficio gli acquisti dei sistemi autonomi prioritari | Un unico compratore significa contratti più grandi e decisioni più rapide |
| UAS Marketplace | Canada, Croazia, Egitto, Giappone, Kuwait, Marocco, Albania e Panama aderiscono: si sale a 33 Paesi, con 800 mln $ di transazioni già processate | Conferma la forza della domanda internazionale citata da Needham |
| Mercato digitale C-UAS (JIATF-401) | Secondo le ricostruzioni dell’evento, circa 7 mld $ di veicoli contrattuali per sistemi anti-drone | Massimali contrattuali, non ordini garantiti |
| Produzione piccoli droni | Il programma SkyFoundry rinominato “Advanced Manufacturing for sUAS”, con un obiettivo riportato di 120.000 piccoli droni l’anno e fondi spostati sulla componentistica nazionale | Favorisce i fornitori di componenti critici (motori, batterie, sensori) |
| AeroVironment (AVAV) | Laser LOCUST X3 (contratto da 464,8 mln $ di settembre, prima consegna entro fine FY27, operatività attesa a inizio 2028) e intercettore Freedom Eagle-1, scelto dall’Esercito come missile anti-drone di nuova generazione | Offerta anti-drone “a strati”: laser, guerra elettronica e missili |
| Anduril (privata) | Steelfin, famiglia di missili intercettori superficie-aria configurabili e producibili in massa; visore digitale EagleEye | La defense tech entra nel territorio dei missili, finora riserva dei grandi prime |
| Lockheed Martin (LMT) | PAC-3 Edge, nuovo intercettore della famiglia Patriot pensato anche contro minacce ipersoniche | Il segmento “alto” della difesa aerea resta indispensabile |
| BAE Systems | Cannone multidominio MDACS e sistema a microonde ad alta potenza (HPM) contro sciami di droni | Dimostratori: non c’è ancora un programma ufficiale dell’Esercito |
| Northrop Grumman (NOC) | Raid Hunter, difesa aerea basata su un cannone da 50 mm con puntamento IA; aggiornamenti al sistema di guerra elettronica Drake | I proiettili costano meno dei missili: il tema del costo per intercettazione |
| Powerus (PUSA) | Guardian-3, intercettore anti-drone completamente autonomo | Matricola appena quotata: alto potenziale, alto rischio |
| GM Defense | Ordini di Infantry Squad Vehicle ampliati da 649 a quasi 12.000 unità | Mobilità leggera al posto dei mezzi pesanti |
| NGC2 | Nove società selezionate per sviluppare applicazioni del nuovo comando e controllo, per 93,6 mln $ in un anno | Il software diventa l’ossatura del campo di battaglia |
| XM30 | Duello tra il Wolf di General Dynamics e il Lynx di American Rheinmetall per sostituire il Bradley | Uno dei pochi grandi programmi “pesanti” ancora in corsa |
I temi di Needham alla prova dei fatti
Autonomia. Il tema è stato confermato dai fatti più ancora che dalle dichiarazioni: un nuovo comando dell’Esercito, un comando a quattro stelle annunciato da Hegseth per la guerra autonoma, un ufficio acquisti unico. Il messaggio dei vertici è stato però più sfumato di quello degli espositori: l’autonomia viene presentata come moltiplicatore delle capacità del soldato, con l’essere umano che resta, per impostazione predefinita, nel ciclo decisionale.
Domanda internazionale. L’allargamento del mercato digitale a 33 Paesi è la prova più concreta. Per le società americane significa clienti esteri che comprano sistemi già validati, con meno attriti burocratici.
Anti-drone e intercettori a basso costo. È il vero filo conduttore della fiera. Il problema è aritmetico: abbattere un drone da poche migliaia di dollari con un missile da milioni non è sostenibile. Da qui la corsa a soluzioni con un costo per colpo più basso: proiettili guidati, microonde, laser, intercettori autonomi, reti di cattura. La diffusione dei droni guidati in fibra ottica, immuni ai disturbatori radio, rende ancora più rilevanti microonde e intercettori fisici.
Catene di fornitura e consolidamento. La scelta dell’Esercito di finanziare la componentistica nazionale conferma la tensione sulla supply chain. L’integrazione verticale indicata da Needham va letta in due modi: i grandi gruppi vorranno comprare i fornitori critici, e le piccole società con tecnologie chiave diventano potenziali prede.
Il nodo del sentiment. L’analista individua una frattura. Da un lato c’è chi guarda alla difesa come a un settore maturo, con backlog e flussi di cassa prevedibili; dall’altro chi la vede come tecnologia ad alta crescita e accetta valutazioni da software. I due gruppi leggono in modo opposto le stesse notizie, e questo rende i titoli più volatili.
Note dell’A.I. (Claude)
Chi parla. Needham è una banca d’affari specializzata in società di crescita e copre buona parte dei nomi della nuova difesa: un ottimismo strutturale verso il settore è nella natura del suo mestiere. La nota resta utile come termometro dell’umore dei management, ma “superciclo” è una parola di marketing, non una misura.
Promesse e soldi veri. I 50 miliardi di Hegseth sono una richiesta. Il bilancio FY27, il cui anno fiscale è iniziato il 1° ottobre, non è ancora approvato. I 7 miliardi del mercato anti-drone sono massimali contrattuali, non ordini firmati. La distanza tra annunci in fiera e ricavi effettivi può essere lunga, e molti sistemi esposti, come quelli di BAE, sono ancora dimostratori senza un programma ufficiale.
Volumi alti, prezzi bassi. La parola d’ordine “basso costo” è una buona notizia per chi produce in massa, ma può comprimere i ricavi per unità dei fornitori abituati a sistemi costosi. Il passaggio dai pochi sistemi pregiati ai molti sistemi sacrificabili sposta il valore verso chi sa produrre a scala e verso il software che coordina tutto.
Instabilità al vertice. Un Esercito guidato ad interim, dopo dimissioni nate da attriti con il segretario alla Difesa, è un fattore di rischio sulla continuità dei programmi, anche se Telle ha confermato la linea del predecessore.
Valutazioni. Una parte della defense tech quotata tratta a multipli elevati e sconta già molta della crescita promessa. In una fase di consolidamento ci saranno vincitori, ma anche società che non arriveranno mai alla produzione di massa.
Il punto di vista del risparmiatore italiano
Accessibilità. I titoli americani citati (per esempio AeroVironment, Lockheed Martin, Northrop Grumman, Powerus) si comprano con un normale broker abilitato ai mercati USA. Anduril è privata e non è accessibile al risparmiatore. Per le matricole e le small cap la liquidità può essere scarsa e gli spread ampi.
Cambio. L’investimento è in dollari: l’andamento del cambio euro/dollaro può amplificare o annullare il risultato del titolo.
Fisco. Le plusvalenze su azioni USA sono tassate al 26%. Sui dividendi c’è doppia imposizione: ritenuta americana (ridotta al 15% con il modulo W-8BEN) più la tassazione italiana. Attenzione agli ETF quotati negli Stati Uniti: sono fondi non armonizzati e per il residente italiano i proventi finiscono all’aliquota marginale IRPEF, non al 26% degli ETF UCITS. Esistono ETF UCITS tematici sulla difesa quotati in Europa, ma la linea di questo blog resta critica verso la gestione passiva, che concentra gli acquisti sui nomi più grandi a prescindere dal prezzo.
Alternative domestiche. A Piazza Affari il settore è rappresentato soprattutto da Leonardo, dalla controllata americana Leonardo DRS (quotata sia a New York sia a Milano) e, sul fronte navale, da Fincantieri. Leonardo DRS, in particolare, offre esposizione diretta alla spesa del Pentagono, anche in tema di sensori e sistemi anti-drone, restando su un listino domestico.
Considerazioni
Chi segue il filone Fate la guerra! Non fate l’amore… investimenti per chi ha un folto pelo sullo stomaco ritroverà a Washington quasi tutti i protagonisti delle puntate precedenti.
Il bilancio FY27. Il “budget non ancora approvato” che Needham aspetta è lo stesso da 1.500 miliardi presentato da Trump ad aprile. Sei mesi dopo, l’anno fiscale è iniziato e i soldi non sono ancora stanziati.
L’aritmetica anti-drone. Già a marzo, con la guerra in Iran, avevamo raccontato perché gli Stati Uniti hanno bisogno di tecnologia anti-drone: missili da milioni di dollari contro droni da poche decine di migliaia. All’AUSA quel tema è diventato il filo conduttore dell’intera fiera.
AeroVironment. A marzo il titolo crollava per lo stop al programma SCAR e il taglio della guidance, con il management che parlava di un problema di tempi più che di domanda. A Washington si è presentata con il laser LOCUST X3 e l’intercettore Freedom Eagle-1: le prossime trimestrali diranno chi aveva ragione.
Ondas. A marzo segnalavamo che bruciava più di tre dollari per ogni dollaro incassato e prometteva ricavi 2026 da almeno 375 milioni. Era tra gli espositori anti-drone dell’AUSA: la fiera dà visibilità, ma non firma i contratti che servono a giustificare quella guidance.
Anduril e gli sciami. La traiettoria va dal ritratto di Palmer Luckey alla raccolta a oltre 60 miliardi di valutazione, fino ai missili Steelfin presentati a Washington: la “nuova difesa” ora entra nel territorio dei grandi prime. Sul fronte del software, il debutto in borsa di Swarmer aveva già mostrato quanto il mercato paghi la parola “autonomia”.
Il consolidamento annunciato da Needham ricorda lo schema del gorilla e i mercati nascenti: tanti concorrenti, un acquirente che accentra le decisioni e pochi sopravvissuti. Con la differenza che, su questo mercato, il gorilla lo lascio cercare ad altri.
Conflitto di interessi: L’autore non detiene posizioni sui titoli citati in questo articolo.
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Gianni & Claude (Anthropic) / filosofaresuimercati.eu