19/10/26 IE000UWJUW87 – KRC Cat Bond UCITS ETF (CATB): portafoglio, rischi e confronto con il fondo GAM-Swiss Re

Fonte: Milano Finanza, 19 ottobre 2026 – Gaia Di Fraia, intervista a Rom Aviv (GAM Investments) — con approfondimenti e ricerca autonoma di Claude su fonti aggiuntive (HANetf: scheda prodotto, factsheet e report trimestrale CATB; factsheet GAM; Artemis; Borsa Italiana; ESMA; Insurance Journal)

Il mercato dei catastrophe bond continua a macinare record. Nel 2025 le nuove emissioni hanno toccato i 24,7 miliardi di dollari. Il primo semestre 2026 è stato il migliore di sempre, con oltre 17 miliardi in 64 operazioni. A fine giugno il controvalore in circolazione era di circa 65,6 miliardi, contro i 61 di fine 2025.

Lo ricorda Milano Finanza in un’intervista a Rom Aviv, responsabile Insurance-Linked Securities di GAM Investments. Aviv spiega perché un’asset class legata a uragani e terremoti abbia prodotto, in oltre vent’anni, rendimenti sorprendentemente regolari. Le ragioni sono tre: il capitale degli investitori è custodito da un veicolo e investito in titoli di Stato USA a breve; la cedola è sostanzialmente variabile; le scadenze sono brevi. Dopo il colpo dell’uragano Ian nel 2022, l’indice Swiss Re dei cat bond ha reso il 19,7% nel 2023.

Per il risparmiatore italiano la strada più diretta per avvicinarsi ai cat bond è oggi il KRC Cat Bond UCITS ETF (ISIN IE000UWJUW87, ticker CATB), quotato su Borsa Italiana dal dicembre 2025. Ne abbiamo analizzato il portafoglio. Ci sono 72 titoli e nessun cat bond supera il 3%, ma un quinto del patrimonio è in Treasury e liquidità, e il gestore non pubblica una ripartizione per tipo di rischio. L’alternativa è il fondo dietro l’intervista: il GAM Star Cat Bond (classe in euro IE00BF5GGB04), oggi co-gestito con Swiss Re dopo la rottura del 2025 con lo storico gestore Fermat Capital.

Sullo sfondo resta aperto il dossier europeo. Il parere dell’ESMA, contrario ai cat bond nei fondi UCITS destinati al retail, è ancora sul tavolo della Commissione, che non ha deciso.

Imprevedibili i singoli eventi, regolare il portafoglio

Aviv parte da un paradosso apparente. Nessuno sa quando arriverà il prossimo uragano, eppure un portafoglio diversificato di cat bond ha mostrato per oltre vent’anni un andamento insolitamente costante. Il rischio remunerato non è quello di credito, né quello dei tassi, né il ciclo economico: sono perdite assicurative ben definite, causate da catastrofi naturali.

Lo strumento nasce da un problema di capacità riassicurativa. Dopo l’uragano Andrew (1992) e il terremoto di Northridge (1994), i riassicuratori cercarono capitale fuori dai propri bilanci. Oggi assicuratori e riassicuratori usano i cat bond per diversificare le coperture, ottenere capacità pluriennale e gestire capitale regolamentare e rating.

I tre meccanismi

1. Rischio catastrofale separato dal rischio dello sponsor. Il bond è emesso da una società veicolo (SPV). Il capitale versato dagli investitori viene depositato in un conto di garanzia, investito in fondi monetari su Treasury USA o attività analoghe. Se si verifica l’evento previsto dal contratto, la garanzia passa in tutto o in parte allo sponsor. Altrimenti il capitale torna agli investitori a scadenza. Non c’è quindi rischio di controparte verso un riassicuratore.

2. Reddito variabile. La cedola somma due elementi: il rendimento della garanzia, legato al mercato monetario, e lo spread assicurativo pagato dallo sponsor. Economicamente il cat bond si comporta come un titolo a tasso variabile.

3. Scadenze brevi e frequente ricalcolo dei prezzi. La durata tipica è di circa tre anni, solitamente tra tre e cinque, mentre i periodi di rischio sottostanti sono annuali. Dopo un grande evento gli spread salgono, e chi investe può cogliere rapidamente i nuovi livelli. Nel 2022 i cat bond sono scesi per l’uragano Ian; nel 2023 l’indice Swiss Re ha reso il 19,7%.

Un mercato che si allarga

Il rischio uragani negli Stati Uniti resta l’esposizione dominante. Le emissioni però si estendono a terremoti, incendi boschivi, tempeste convettive, alluvioni, rischi europei e asiatici e, in modo selettivo, anche a rischi non naturali come quello informatico (cyber). Secondo Aviv, la crescita del mercato porta più scalabilità, più liquidità e più possibilità di diversificare il rischio catastrofale stesso.

CATB: chi lo gestisce e dove si compra

Nel pezzo del 13 aprile avevamo presentato CATB come quotato a Londra. In realtà è negoziabile in euro anche sul mercato ETFplus di Borsa Italiana, dove è stato ammesso il 2 dicembre 2025. Lo gestisce King Ridge Capital, fondata da ex responsabili del team ILS di PIMCO, che è anche consulente del gestore dell’ETF americano Brookmont (ticker ILS) citato ad aprile.

Voce KRC Cat Bond UCITS ETF (CATB)
ISIN / ticker IE000UWJUW87 / CATB su Borsa Italiana, in euro
Gestione Attiva, ad accumulazione, valuta di base il dollaro
TER 1,28%
Patrimonio (16/10/26) 29,15 milioni di dollari
Numero di titoli (16/10/26) 72
Cedola media / rendimento medio / spread (30/06/26) 11,50% / 9,25% / 5,89%
Perdita attesa media (30/06/26) 2,73%

Dentro il portafoglio di CATB

Concentrazione per singolo titolo: buona. Al 16 ottobre il portafoglio conta 72 titoli. Il cat bond più pesante, Sanders Re II, vale il 2,66%. Gli altri tra i primi dieci (3264 Re, Meadows, 123 Lights Re, Kilimanjaro III Re, Mona Lisa Re, FloodSmart Re) pesano ciascuno intorno all’1,8%. Il miglioramento rispetto ai primi mesi è netto: a fine febbraio i titoli erano 23 e ognuno dei primi dieci pesava tra il 4,3% e il 5,1%. Con le dimensioni attuali, un singolo evento che azzeri un bond costerebbe al fondo pochi punti percentuali.

Un quinto del portafoglio non è in cat bond. Il primo titolo in assoluto è un Treasury USA con cedola 4,75% e scadenza 2028 (10,11%). Seguono la liquidità (5,69%) e un T-bill in scadenza a novembre (5,03%). Il gestore dichiara di puntare a circa il 5% di strumenti liquidi per gran parte dell’anno e al 5-15% nel picco della stagione degli uragani, tra luglio e settembre. A metà ottobre la quota è ancora più alta. Una possibile spiegazione è la raccolta recente, passata da circa 13 a 29 milioni di dollari tra giugno e ottobre, che il gestore dice di investire in una-tre settimane. È un cuscinetto prudente, ma riduce il rendimento.

La geografia pubblicata va letta con attenzione. La tabella “Regional Exposure” indica Stati Uniti 55,72%, Bermuda 30,65%, Filippine 1,71%, Irlanda 0,97%, Regno Unito 0,89%. Sono però i domicili dei veicoli emittenti, non i luoghi dove si trovano i rischi assicurati: le Bermuda sono la sede tipica delle SPV, non una zona di uragani. Una ripartizione per tipo di rischio (uragano USA, terremoto USA, vento europeo, terremoto giapponese, incendi) sulla pagina del prodotto non c’è. La strategia dichiarata si concentra proprio su quei quattro rischi principali.

Il rischio vero lo rivelano gli stress test. Il report trimestrale di luglio riporta l’impatto simulato sul fondo di grandi eventi storici. Le perdite peggiori verrebbero dal grande uragano di Miami del 1926 (−15,3%) e dal terremoto di San Francisco del 1906 (−14,6%). La ripetizione degli incendi di Los Angeles del 2025 avrebbe invece un impatto trascurabile. Tradotto: come l’intero mercato, CATB è esposto soprattutto all’uragano in Florida e al terremoto in California. Si tratta di simulazioni del gestore su modelli Verisk, non di risultati reali.

Profilo di rischio intermedio. Per circa il 43% del portafoglio la perdita attesa è inferiore al 2% annuo, mentre il 14,5% sta sopra il 5%. Secondo il gestore, la linea in euro ha reso il 6,25% dal lancio al 30 giugno, pari al 10,11% annualizzato. Il periodo è però troppo breve per valere come storico.

L’alternativa: il fondo GAM-Swiss Re dietro l’intervista

Aviv non è un osservatore neutrale. È il responsabile ILS di GAM dall’aprile 2025, quando GAM ha affidato a Swiss Re, tramite la controllata SRILIAC, la co-gestione della propria gamma di fondi cat bond, operativa dal 7 maggio 2025. Il fondo di punta, il GAM Star Cat Bond UCITS Fund, compare ormai sulle piattaforme anche come GAM Swiss Re Cat Bond e investe in un portafoglio di 40-50 cat bond.

Il cambio ha chiuso una collaborazione con Fermat Capital Management che durava dal 2011. La separazione è costata cara: nel solo aprile 2025 il fondo ha perso circa il 25% del patrimonio, intorno a 650 milioni di dollari. Fermat ha portato con sé buona parte dei clienti e oggi distribuisce un proprio fondo UCITS, lanciato nel febbraio 2024.

Voce GAM Star Cat Bond R EUR Hedged Acc
ISIN IE00BF5GGB04
Struttura Fondo UCITS irlandese, non quotato
Patrimonio circa 1,39 miliardi di euro (ottobre 2025)
Valuta EUR, coperta dal rischio di cambio
Minimo 10.000 euro
Spese correnti 0,76%, più commissione di performance del 10% sopra l’€STR, con high-water mark
Liquidità secondo e quarto lunedì e ultimo giorno lavorativo del mese; preavviso di 6 giorni lavorativi per i rimborsi

Fonte: factsheet GAM di ottobre 2025; da verificare sulla documentazione aggiornata.

Il dossier ESMA: tutto ancora fermo

Nel giugno 2025 l’ESMA ha consigliato alla Commissione Europea di escludere i cat bond dai fondi UCITS, magari spostandoli in un nuovo veicolo alternativo armonizzato. Un’esposizione indiretta entro il 10% resterebbe tollerata. Il parere non è vincolante. La Commissione ha annunciato consultazioni e analisi di mercato nel 2026, ma non ha presentato proposte, e gli operatori, Fermat e Plenum in testa, contestano apertamente la posizione dell’ESMA.

Anche in caso di via libera, i tempi sarebbero lunghi: un nuovo giro di consultazione e poi circa 18 mesi di recepimento. Fermat stima tra 15 e 18 miliardi di euro i cat bond in mano al retail tramite UCITS che dovrebbero trovare un’altra collocazione.

Il punto di vista del risparmiatore italiano

ETF CATB Fondo GAM-Swiss Re (R EUR Hdg)
Accesso In borsa (ETFplus), da qualunque conto titoli Tramite banca o piattaforma che lo colloca; verificare registrazione in Italia e KID in italiano
Minimo Una quota 10.000 euro
Liquidità Giornaliera, in continua Tre finestre al mese, con preavviso
Cambio Esposto al dollaro Coperto in euro
Costi TER 1,28% + spread denaro/lettera + commissioni del broker 0,76% + performance fee + eventuali costi di collocamento
Dimensione 29 milioni di dollari circa 1,4 miliardi di euro
Fisco Entrambi UCITS armonizzati: guadagni tassati al 26% come redditi di capitale, non compensabili con minusvalenze pregresse

Qualche osservazione pratica. La liquidità giornaliera dell’ETF è comoda, ma il sottostante non è altrettanto liquido: dopo un evento catastrofico il prezzo di borsa può discostarsi dal valore di inventario proprio quando si vorrebbe uscire. Un ETF da 29 milioni resta inoltre un prodotto piccolo, con il rischio di chiusura che ne consegue se la raccolta non dovesse crescere. Chi compra CATB aggiunge al rischio catastrofale anche quello sul dollaro. Infine, il rischio regolamentare europeo riguarda entrambi i veicoli. Alternative domestiche dirette non ne esistono: i titoli assicurativi quotati a Piazza Affari portano con sé rischio azionario e di bilancio, e non sono un sostituto.

Il filo con aprile e agosto

Ad aprile raccontavamo l’arrivo dei cat bond al retail tramite ETF e il niet dell’ESMA. Ad agosto segnalavamo la crescita del rischio incendi. Il portafoglio di CATB mostra che, almeno in questo ETF, gli incendi pesano ancora poco: il cuore del rischio resta l’uragano americano, come in tutto il mercato.

Note dell’A.I. (Claude)

Primo: l’articolo di MF ha il taglio di una guida (“come investire”), ma è la voce di un gestore che parla del proprio prodotto. Gli argomenti di Aviv sono corretti. La “costanza” dei rendimenti va però letta insieme agli episodi di stress (Ian nel 2022, gli incendi di Los Angeles nel 2025) e alla forte uscita di capitali subita dal fondo GAM durante il cambio di gestore.

Secondo: la componente variabile della cedola ha due facce. Parte dei rendimenti eccezionali del 2023-2025 è venuta dagli alti tassi monetari USA sulla garanzia. Con i tagli della Fed quella componente si riduce, e il risultato dipende di più dallo spread assicurativo, cioè dal rischio vero.

Terzo: sulla diversificazione di CATB il giudizio è sì sul numero dei titoli, con riserva sui rischi coperti. 72 titoli con un massimo del 2,66% sono una frammentazione adeguata. Ma la ripartizione geografica pubblicata è per domicilio degli emittenti e non per rischio, e manca una ripartizione per tipo di evento. Chi vuole sapere quanto pesano Florida e California deve dedurlo dagli stress test del report trimestrale. Una trasparenza migliorabile, per un prodotto venduto proprio come diversificatore.

Quarto, una correzione: ad aprile avevamo indicato CATB come quotato a Londra. È invece negoziabile in euro su Borsa Italiana dal dicembre 2025. Il dato sulle emissioni 2025 (24,7 miliardi qui, 25,6 nel pezzo di aprile su dati Artemis) varia invece a seconda del perimetro considerato.

Considerazioni

Resto dove ero ad aprile: niente posizioni, né intenzione di aprirne. Milano Finanza titola “ecco come investire”, ma l’unico “come” offerto è quello di chi il prodotto lo gestisce. Va riconosciuto che oggi chi vuole esporsi ha due strade concrete e confrontabili: una in borsa a Milano, piccola, giovane e in dollari; l’altra tramite un fondo più grande, coperto in euro ma meno liquido.

Sopra entrambe pende la stessa spada di Damocle, il dossier ESMA ancora aperto a Bruxelles. Continuerò a seguire il filone, iniziato il 13 aprile e proseguito il 3 agosto, aspettando due cose: la decisione della Commissione e il primo vero uragano maggiore sulla Florida da quando i cat bond sono arrivati nei conti titoli dei risparmiatori.

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Gianni & Claude (Anthropic) / filosofaresuimercati.eu

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