
La IPO dell’anno
Cerebras ha prezzato la sua IPO a 185 dollari per azione, ben al di sopra della forchetta iniziale di 115–125 dollari. L’apertura del primo giorno di contrattazioni è avvenuta a 350 dollari, con un picco intraday a 386,34 dollari. La chiusura a 311,07 dollari ha sancito un rialzo del 67% rispetto al prezzo di offerta. La raccolta: 5,55 miliardi di dollari. La più grande IPO AI del 2026 fino a oggi. Chi vuole approfondire la storia di Cerebras — tecnologia wafer-scale, fondamentali, rischi di valutazione e concentrazione clienti — trova l’analisi completa nell’articolo di oggi pubblicato sul blog, linkato in coda.La visione di Cathie Wood
Per capire perché ARK ha comprato Cerebras il giorno del debutto, bisogna capire come pensa Cathie Wood. La sua filosofia di investimento si regge su un postulato semplice e radicale: il progresso tecnologico distrugge i mercati esistenti e ne crea di nuovi. Compito dell’investitore non è seguire l’indice, ma identificare i vincitori di questi cambiamenti prima che diventino ovvi — e tenerli, anche quando fanno male. Quella che lei chiama la “Grande Accelerazione” è la convergenza di cinque piattaforme tecnologiche: intelligenza artificiale, blockchain, sequenziamento genomico, robotica e stoccaggio di energia. Nessuna di queste si sviluppa in isolamento — si potenziano a vicenda. In questo schema, Cerebras non è semplicemente un produttore di chip: è un’infrastruttura abilitante per la piattaforma AI, la più trasformativa del lotto. Un chip grande come un piatto da cena che permette di addestrare e far girare modelli di IA senza dover interconnettere migliaia di GPU tradizionali è esattamente il tipo di rottura architetturale che ARK va a cercare. La sua fede è rimasta immutata anche nei momenti più bui — e ce ne sono stati. ARKK ha reso quasi il 153% nel 2020, cavalcando la spinta pandemica verso il digitale. Poi è arrivato il ciclo di rialzi dei tassi, che ha spazzato via le valutazioni delle growth stock. Negli ultimi cinque anni, ARKK ha perso in media l’8,73% annuo, contro il +13% abbondante dell’S&P 500 e del Nasdaq Composite. Eppure Wood non ha cambiato strategia: ha comprato nei ribassi, ha mantenuto Tesla (TSLA) quando tutti la davano per finita, e ha continuato a pubblicare previsioni di prezzo a cinque anni che il consenso considera stravaganti — e che a volte si rivelano imbarazzantemente azzeccate.Una posizione di esplorazione, non una scommessa di portafoglio
Il posizionamento su Cerebras è coerente con lo stile ARK. La quota è piccola — 0,45% di ARKK e 0,18% di ARKW — una posizione di esplorazione, non una scommessa strutturale. ARK usa spesso questa tecnica: entra presto, a peso ridotto, e incrementa se la tesi si conferma nel tempo. Lo abbiamo visto con Tesla, con Coinbase (COIN), con Roku. Il messaggio ai mercati è chiaro: siamo dentro. Venerdì mattina, in pre-market, CBRS cedeva il 2,6% a circa 303 dollari, con i future del Nasdaq in calo dell’1,8%. La luna di miele post-IPO potrebbe essere breve. I rischi sono reali — valutazione a 200 volte le vendite, concentrazione su OpenAI come cliente quasi unico, limiti architetturali sui modelli di frontiera. Ma Wood ha dimostrato in passato di saper aspettare più a lungo di quanto il mercato si aspetti. E di avere ragione, a volte, proprio quando sembrava più in torto.Disclaimer: questo blog ha carattere puramente informativo e non costituisce consulenza finanziaria. Le opinioni espresse sono personali. L’autore può detenere posizioni negli strumenti citati. Investire comporta rischi, inclusa la perdita del capitale.