Il primo dossier Giappone — dal blitz di Buffett del 2023 alla svolta di Takaichi, passando per yen, bond ultra-lunghi e difesa — lo trovate qui: 📌 Vai al Thread 1 – Giappone: mercati, difesa e yen. Questo secondo thread apre un nuovo capitolo: le valutazioni azionarie dopo il grande rally, le opportunità settoriali, le terre rare, il manifatturiero di qualità e le strade per investire dall’Italia. Aggiornato periodicamente.
La moglie dell’autore detiene un ETF azionario sul mercato giapponese e un ETF obbligazionario giapponese. Questo conflitto di interesse vale per tutti gli articoli del thread Giappone 2. Per il disclaimer completo: leggere il disclaimer.
Articoli in questo thread
20/05/26 — Azioni ancora a sconto, anche dopo i grandi guadagni

Il Nikkei 225 segna un +18% da inizio anno e un +47% negli ultimi cinque anni. Eppure il mercato azionario giapponese non appare affatto caro. L’indice MSCI Japan tratta a meno di 18 volte gli utili attesi — un significativo sconto rispetto alle quasi 21 volte dello S&P 500. Gli analisti di Société Générale, dopo aver analizzato circa un terzo delle trimestrali fiscali chiuse a marzo 2026, registrano una crescita media degli utili del 18%, con una crescita dell’EPS annualizzata stimata al 7,5%.
Per gli investitori orientati al valore, il meglio deve ancora venire.
Il patto con gli USA e il valore del manifatturiero
La recente visita del Segretario al Tesoro americano Scott Bessent a Tokyo segnala l’importanza geopolitica del Giappone nella ristrutturazione delle catene di fornitura globali. Nell’ambito dell’accordo commerciale con gli Stati Uniti, il Giappone si è impegnato in un programma di investimenti da 550 miliardi di dollari per rafforzare le economie occidentali rispetto alla dipendenza dalla Cina. I primi progetti riguardano generazione elettrica, gas e minerali critici.
Christian Heck, gestore di First Eagle Investments, sottolinea come il Giappone — a differenza degli USA, che negli ultimi decenni si sono spostati verso i servizi — abbia preservato la sua infrastruttura manifatturiera, anche a costo di mantenere operazioni in perdita. Oggi quella competenza vale oro: “Qualsiasi processo di reshoring richiede fabbriche altamente automatizzate. Non c’è abbastanza manodopera, e quella disponibile è troppo cara.”
Una delle sue posizioni è SMC Corp., leader mondiale nella pneumatica industriale con una quota di mercato globale del 40% in crescita, elevati ritorni sul capitale investito e generazione abbondante di free cash flow. Heck stima una crescita dei ricavi a una cifra medio-alta e un rendimento azionario in doppia cifra nel tempo.
Terre rare: il Giappone ha il suo asso nella manica
Circa dieci anni fa il Giappone ha scoperto un enorme giacimento di terre rare in acque profonde, considerato la terza riserva di qualità più alta al mondo. Contiene ittrio e disprosio, usati nei magneti permanenti, nelle tecnologie per l’energia pulita e nei prodotti chimici avanzati. Masakazu Takeda, co-gestore del Hennessy Japan Fund, segnala come possibile beneficiario Shin-Etsu Chemical (4063.T), produttore di wafer in silicio e PVC con una divisione terre rare che potrebbe contribuire alla commercializzazione di questi giacimenti.
Il mercato immobiliare USA e la scommessa di Sumitomo
Le aziende giapponesi stanno entrando anche nel mercato edilizio americano. Sumitomo Forestry, dopo l’acquisizione di Tri Pointe Homes, è diventata uno dei principali costruttori negli USA con l’obiettivo di consolidare un mercato molto frammentato. Le azioni hanno sottoperformato per le difficoltà legate all’accessibilità abitativa, ma Takeda considera il rallentamento transitorio: è una questione di quando, non di se.
Inflazione: finalmente una buona notizia (per alcuni)
Il Giappone sta vivendo un’inflazione core tra il 2% e il 3% — impensabile un decennio fa, in piena deflazione. Per la prima volta in generazioni, le aziende possono alzare i prezzi senza stigma sociale. Heck cita Hoshizaki (6465.T), produttrice di macchine per il ghiaccio per uso commerciale: dopo vent’anni senza rincari, ha aumentato i prezzi più volte dall’era Covid. “Il pricing è una leva potentissima perché si trasferisce direttamente al margine.” Ne beneficiano anche banche e aziende ricche di liquidità che non devono sostenere costi di finanziamento elevati.
Governance e azionisti: la TSE fa sul serio
La Tokyo Stock Exchange ha intensificato la sua campagna di “naming and shaming” contro le società quotate sotto il valore di libro, spingendo le aziende a smettere di accumulare cassa e a remunerare gli azionisti. Roger de Bree di Tweedy, Browne segnala Koito Manufacturing, produttrice di luci per auto e sistemi laser, che nel 2025 ha annunciato un buyback da 350 miliardi di yen (finora riacquistate per 50 miliardi). Il titolo tratta ancora a circa 10-11 volte gli utili attesi per il prossimo anno.
Yen, tassi e il potenziale di 1.700 miliardi di dollari
Il rendimento del JGB decennale ha raggiunto il 2,75%, il massimo dal 1997, riflettendo le preoccupazioni per un possibile ritardo della Banca del Giappone nel fronteggiare l’inflazione amplificata dalle misure di stimolo fiscale della premier Takaichi. SocGen si attende comunque un aumento dei tassi a breve.
Uno yen più forte potrebbe incoraggiare le famiglie giapponesi — che tengono in liquidità circa 7.000 miliardi di dollari, pari alla metà del loro patrimonio — a investire in azioni. Oggi solo il 14% del portafoglio delle famiglie è allocato in equity. Se convergesse verso il 25% europeo, Morgan Stanley stima afflussi di 1.700 miliardi di dollari, equivalenti a circa il 20% della capitalizzazione del Prime Exchange di Tokyo.
Come investire (per un italiano)
Per chi volesse esposizione al mercato giapponese senza accedere direttamente alla borsa di Tokyo, le opzioni più semplici sono due ETF accessibili anche tramite broker italiani come Banca Sella:
- iShares MSCI Japan ETF (EWJ) — esposizione ampia, senza copertura valutaria
- WisdomTree Japan Hedged Equity ETF (DXJ) — per chi vuole proteggersi dalla debolezza dello yen
Come dice Takeda: “Il Giappone è lento ad adottare le novità, in parte per ragioni culturali. C’è sempre una resistenza iniziale al cambiamento. Il rovescio della medaglia è che, una volta acquisito lo slancio, può trasformarsi in un movimento significativo.”
Fonte: Barron’s, 20 maggio 2026 – adattamento e traduzione a cura di Gianni & Claude (Anthropic)
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