Berkshire Hathaway: la nuova vita sotto Abel

BH: La nuova vita sotto Abel Questo thread nasce dopo un lungo percorso di attesa e osservazione. Avevo cominciato a seguire Berkshire Hathaway ben prima che Warren Buffett annunciasse il suo ritiro, raccogliendo articoli e riflessioni sul “dopo” in questo thread — Buffettologia: che fa, cosa non fa e cosa forse farà l’Oracolo di Omaha — e poi in questo secondo — Berkshire Hathaway sopravviverà al pensionamento del suo fondatore? — che ha seguito il periodo di interregno: l’annuncio del pensionamento, il passaggio di consegne, il primo annual meeting senza Buffett sul palco, il debutto di Greg Abel davanti agli azionisti di Omaha. Abel ha superato il primo esame. Il vertice si è stabilizzato. È il momento di aprire un capitolo nuovo e seguire Berkshire per quello che è adesso: non più la creatura di un genio solitario, ma una grande macchina industriale e finanziaria guidata da un manager competente, con 397 miliardi di dollari di liquidità da investire e molto da dimostrare. Seguiamo.

Elenco degli articoli di questo thread

 

 

⚠️ Conflitto di interesse dichiarato L’autore non detiene posizioni in Berkshire Hathaway (BRK-B) . Le valutazioni espresse sono opinioni editoriali e non costituiscono consulenza finanziaria.

01/06/26 – Taylor Morrison: la prima grande acquisizione di Abel

Taylor Morrison – prima acquisizione di Greg Abel per Berkshire Hathaway

 

Domenica 31 maggio 2026, dopo la chiusura dei mercati, Berkshire Hathaway ha annunciato l’acquisizione di Taylor Morrison Home (TMHC) per 8,5 miliardi di dollari complessivi, incluso il debito assunto. Il prezzo per azione è di 72,50 dollari, un premio del 24% rispetto alla chiusura del venerdì a 58,50 dollari. È il primo takeover da quando Greg Abel ha preso le redini dell’azienda.

La notizia ha un peso simbolico che va oltre i numeri. Da quando Buffett ha lasciato la poltrona di CEO alla fine del 2025, il mercato si chiedeva quando Abel avrebbe scelto di muovere i quasi 400 miliardi di dollari di liquidità che Berkshire tiene parcheggiati. La risposta è arrivata: e la scelta è caduta sull’edilizia residenziale, su una società value nel senso più classico del termine.

Un’acquisizione da manuale buffettiano

Taylor Morrison è un costruttore di case di fascia media con sede in Arizona, attivo nel segmento entry-level, nella clientela move-up e nelle resort community. Prezzo medio di vendita intorno ai 600.000 dollari. Berkshire pagherà circa 1,1 volte il valore contabile e circa 9 volte gli utili trailing. Al momento dell’annuncio, il titolo era vicino ai minimi degli ultimi 52 settimane — e il prezzo offerto coincide esattamente con il massimo a 52 settimane toccato lo scorso settembre.

Difficile non riconoscervi il tocco dell’ortodossia Berkshire: comprare qualcosa di buono, a un prezzo ragionevole, in un momento di debolezza settoriale. I tassi ipotecari elevati hanno penalizzato l’intero comparto edilizio americano, e Abel ha scelto di approfittarne.

Berkshire già presente nell’edilizia

Non si tratta di un settore nuovo per Berkshire. Il gruppo possiede già Clayton Homes, leader nelle abitazioni prefabbricate, Benjamin Moore (vernici), e Shaw (moquette e pavimentazioni). Taylor Morrison completa il quadro aggiungendo un costruttore di case tradizionali di livello nazionale, con una reputazione solida nell’esperienza cliente.

Sheryl Palmer, CEO di Taylor Morrison, ha dichiarato che entrare in Berkshire è «un’opportunità unica nella vita». Abel ha risposto definendola «una delle migliori costruttori nazionali, guidata da un team eccezionale». Linguaggio misurato, come da copione Berkshire.

Abel si muove — e si misura con Buffett

Per Abel, questa acquisizione ha anche un significato personale: dimostrare agli azionisti che i quasi 400 miliardi in cassa non rimarranno immobili. Le azioni BRK.B sono in calo del 6% da inizio anno, e accusano uno svantaggio di oltre 15 punti percentuali rispetto all’S&P 500. La pressione per allocare capitale era reale.

La scelta di Taylor Morrison — e non Lennar, che Barron’s aveva indicato come candidata più ovvia — conferma che Abel vuole costruire il proprio percorso, non limitarsi a eseguire il copione del predecessore. L’operazione è di dimensioni moderate (6,8 miliardi per l’equity, 1,7 miliardi di debito assunto), ma segnala una disponibilità concreta a fare acquisizioni a prezzi disciplinati.

Nessun cambio di filosofia, dunque: solo la conferma che Berkshire esiste ancora, e che la mano di Abel sa usare il calamaio quando il momento è giusto.

Gianni & Claude (Anthropic) / filosofaresuimercati.eu


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Disclaimer: I contenuti di questo blog hanno finalità esclusivamente informative e non costituiscono consulenza finanziaria, legale o fiscale. Le opinioni espresse sono personali e non impegnano soggetti terzi. Investire comporta rischi, inclusa la possibile perdita del capitale. Prima di prendere decisioni di investimento, consulta un professionista abilitato. Leggi il disclaimer completo.

 

 

16/05/26 – Abel fa piazza pulita: via Combs, dentro Alphabet e Delta, tagliata Chevron

Greg Abel, CEO Berkshire Hathaway – maggio 2026 Nell’antico Egitto, quando un faraone cadeva in disgrazia, i successori scalpellavano il suo volto dalle statue e cancellavano il suo nome dalle iscrizioni. Damnatio memoriae — la condanna della memoria. Mercoledì 15 maggio, Berkshire Hathaway ha depositato il 13-F del primo trimestre 2026 — il primo atto ufficiale di Greg Abel come gestore del portafoglio azionario da oltre $300 miliardi. Il risultato è una delle più radicali ristrutturazioni del portafoglio nella storia recente di Berkshire: le posizioni accumulate da Todd Combs, il gestore uscito a dicembre per JPMorgan Chase, sono state quasi interamente liquidate. Il marmo è diventato portafoglio azionario, ma la logica è la stessa di sempre.

Le vendite: piazza pulita delle posizioni Combs

Nel primo trimestre Abel ha venduto circa $24 miliardi di azioni e comprato $16 miliardi — un saldo netto negativo di $8 miliardi, in un trimestre in cui il mercato era ancora alto. Le uscite sono state radicali: Visa, Mastercard, UnitedHealth Group, Aon, Amazon, Diageo, Pool Corp e Domino’s Pizza — tutte posizioni riconducibili a Combs — sono sparite dal portafoglio. La logica è quella già applicata in passato da Berkshire con Lou Simpson e con il portafoglio di Alleghany: un portafoglio non è una collezione di titoli, è un’estensione del giudizio di chi lo gestisce. Cambia il gestore, cambia il portafoglio. Abel non ha rimpiazzato Combs e non intende farlo. La vendita più rilevante in termini di dimensioni è stata Chevron: circa 46 milioni di azioni cedute per circa $8 miliardi, con la posizione ridotta di un terzo a 84 milioni di azioni. La vendita è avvenuta a un prezzo medio ponderato di $182,59 per azione — vicino ai massimi storici toccati dopo gli attacchi americani e israeliani all’Iran e la chiusura dello Stretto di Hormuz. Berkshire resta il quarto azionista di Chevron, ma il peso nel portafoglio si riduce significativamente.

Gli acquisti: Alphabet triplicata, Delta nuova

Sul fronte degli acquisti, Abel ha mosso con decisione su due titoli. Alphabet è stata triplicata: da 18 milioni di azioni a quasi 58 milioni, per una posizione ora valorizzata circa $23 miliardi. È il segnale più chiaro che Abel non intende replicare la storica allergia di Buffett per le aziende tecnologiche a multipli elevati — Alphabet è oggi una delle posizioni più grandi dell’intero portafoglio. La novità più discussa è però Delta Air Lines: Berkshire ha acquistato circa 39,8 milioni di azioni per una quota del 6,1%, valorizzata circa $2,6 miliardi. La notizia ha spinto il titolo Delta di oltre il 3% nelle contrattazioni after-hours. Il ritorno di Berkshire nelle compagnie aeree è significativo: Buffett era uscito in modo traumatico dal settore nel 2020, durante il Covid, dopo aver liquidato le posizioni in Delta, Southwest, American e United con perdite rilevanti. In un’intervista del 2001 aveva scherzato di dover chiamare un numero verde per “air-o-holic” ogni volta che gli veniva la tentazione di comprare azioni di una compagnia aerea. Abel evidentemente non condivide questa fobia. Tra gli altri movimenti: la posizione nel New York Times è stata triplicata a 15 milioni di azioni (oltre $1 miliardo), la quota in Lennar portata a 10 milioni di azioni, e avviata una piccola posizione in Macy’s da circa $55 milioni — che dopo l’annuncio ha guadagnato oltre il 6% in after-hours.

Chi decide adesso

La domanda che molti investitori si pongono è: dietro queste mosse, c’è Abel o c’è qualcun altro? La risposta, per quanto si può desumere dai filing e dalle dichiarazioni pubbliche, è che Abel ha la responsabilità finale. Weschler gestisce ancora circa il 6% del portafoglio — le sue posizioni storiche come DaVita e Sirius XM — ma le grandi decisioni strutturali di questo trimestre portano chiaramente l’impronta del nuovo CEO. È lui che ha deciso di liquidare il portafoglio Combs, è lui che ha triplicato Alphabet, è lui che è tornato nelle compagnie aeree. Abel non è Buffett — non ha il suo track record come stock picker — ma sta dimostrando di non essere un semplice esecutore. Ha una visione, e sta iniziando ad applicarla.

La nostra lettura

Questo trimestre segna il vero inizio dell’era Abel. La pulizia del portafoglio Combs era attesa e comprensibile — coerente con la tradizione di Berkshire. Più interessante è la direzione degli acquisti: Alphabet grande, Delta nuova, New York Times triplicato. Non sono le mosse di un custode prudente che preserva lo status quo. Sono le mosse di qualcuno che ha una tesi. Su Delta in particolare vale la pena tenere gli occhi aperti. Il settore aereo è sotto pressione per i costi del carburante dopo la crisi Iran-Hormuz, e Spirit Airlines ha appena cessato le operazioni. Berkshire che entra adesso, con questo contesto, è una scommessa controcorrente — esattamente il tipo di operazione che piaceva a Buffett, anche se lui le compagnie aeree le aveva giurate. Monitorare.

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