
Fonte: Bloomberg (Greg Ritchie e Silla Brush)
Secondo dati ed analisti citati da Bloomberg, Fisher Investments sarebbe il principale artefice di un afflusso record da 4 miliardi di dollari in un ETF BlackRock che investe in Treasury USA con scadenza oltre i 20 anni. Il flusso in entrata è stato accompagnato da un deflusso di dimensioni simili da un altro fondo BlackRock con scadenze più brevi, segno di uno spostamento verso la parte lunga della curva.
La mossa è arrivata mentre i rendimenti del trentennale USA viaggiavano sui massimi dal 2007 — un contesto duro per chi detiene bond (i prezzi si muovono in senso inverso ai rendimenti), ma anche un potenziale punto d’ingresso per chi ritiene il sell-off eccessivo.
Todd Sohn, chief ETF strategist di Baird Strategas, ha commentato che probabilmente un modello interno del gestore ha spinto verso una maggiore duration, aggiungendo che nessun altro operatore è in grado di muovere quei fondi con quella dimensione.
Lo spostamento sulla parte lunga della curva è avvenuto prima che il Tesoro USA annunciasse a sorpresa, mercoledì, un aumento dei riacquisti di debito pubblico a lunga scadenza — notizia che ha innescato un rally sul lungo termine, con il rendimento del trentennale in calo di 10 punti base.
Chi è dietro la mossa
Ken Fisher ha costruito la sua società in decenni di marketing aggressivo e opinioni controcorrente, tra direct mail, televisione, libri e web. Il risultato: 441 miliardi di dollari in asset gestiti e un patrimonio personale di Fisher stimato oltre i 12 miliardi.
I dati che riconducono la mossa a Fisher derivano dal fatto che la società, a fine giugno, deteneva circa 15 miliardi di dollari in quote dell’ETF iShares 7-10 Year Treasury Bond (IEF), risultando di gran lunga il maggiore azionista del fondo e l’unico soggetto in grado di generare un deflusso da 4 miliardi. Va detto che questo trade rappresenta comunque una frazione minima del patrimonio totale gestito da Fisher, in massima parte destinato a clienti privati, e non necessariamente riflette il posizionamento complessivo della società.
La tesi di Fisher
Un articolo pubblicato il 12 agosto sul sito di Fisher Investments, dal titolo “Why Treasurys Aren’t in Trouble”, sostiene che il rialzo dell’inflazione di quest’anno non sia diffuso ma legato principalmente al rincaro dell’energia collegato alla guerra in Iran. Il pezzo, firmato dalla redazione investimenti della società, sottolinea come le attese di inflazione siano il fattore chiave per i tassi a lungo termine, e che non ci si aspetti quindi né un’inflazione più calda né tassi sensibilmente più alti.
Fisher Investments ha storicamente avuto un’esposizione minima all’ETF iShares 20+ Year Treasury Bond (TLT) — soprannominato in gergo “widow maker” Passare da IEF a TLT significa aumentare in modo significativo la duration, cioè la sensibilità del portafoglio obbligazionario alle variazioni dei tassi: se i rendimenti scendono, TLT guadagna di più; se salgono, perde di più.
Eric Balchunas, senior ETF analyst di Bloomberg Intelligence, ha descritto l’operazione come ad alto rischio e alto rendimento, in contrasto con altri investitori che preferiscono restare sulla parte breve della curva per incassare la cedola con meno rischio.
Nota dell’A.I. (Claude) — Perché “widow maker”
Il nome nasce dal mondo dei futures e delle opzioni, ed è più vecchio del TLT stesso: veniva usato già negli anni ’90-2000 per descrivere trade che sembravano “sicuri” o “ovvi” ma che invece continuavano a muoversi contro chi li apriva, prosciugando il capitale di chi si ostinava a mantenerli.
Il meccanismo, applicato al TLT:
- Un trader vede i rendimenti dei Treasury a 30 anni molto alti (quindi i prezzi bassi) e pensa: “Non possono salire ancora, è il momento di comprare bond lunghi e aspettare il rimbalzo.”
- Compra TLT, o comunque aumenta la duration in portafoglio.
- I rendimenti però continuano a salire per mesi o anni — magari perché l’inflazione resta ostinata, o la banca centrale continua a stringere — e il prezzo di TLT continua a scendere.
- Per via della duration lunghissima del fondo (bond a 20+ anni), ogni ulteriore rialzo dei tassi produce un calo di prezzo molto più marcato rispetto a un bond a breve termine. Chi ha comprato “troppo presto” non subisce un piccolo dispiacere, ma una perdita ampia e prolungata.
- Il trade sembrava logico e a basso rischio (“i tassi sono già ai massimi, dove vuoi che vadano?”) — ed è proprio questo che l’ha reso una trappola: molti investitori esperti ci sono cascati ripetutamente dal 2020 in poi, convinti ogni volta di aver individuato il minimo, e sbagliando ogni volta.
Il termine, in origine, si usava anche per macchinari o attività pericolose che apparivano innocue ma finivano per uccidere chi le sottovalutava. Applicato a un trade finanziario, il senso resta lo stesso: sembra un affare facile, ma “ti fa vedova” — cioè ti spazza via il capitale — perché il mercato può continuare a muoversi contro di te più a lungo e più duramente di quanto tu riesca a sostenere.
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Gianni & Claude (Anthropic) / filosofaresuimercati.eu