
Fonte: Barron’s, Ian Salisbury (20/08/26) — con approfondimenti e verifica autonoma di Claude su fonti primarie e database ETF (Borsa Italiana, justETF, Morningstar, Invesco, iShares, Xtrackers)
Il tradizionale portafoglio 60/40 (60% azioni, 40% obbligazioni) sta attraversando una delle fasi più delicate degli ultimi anni. Torsten Sløk, capo economista di Apollo, lo ha definito senza mezzi termini “rotto”: i rendimenti azionari oggi dipendono dalla concentrazione sul trade AI più che dal ciclo economico, mentre quelli obbligazionari sono guidati dai vincoli fiscali USA più che dalla politica monetaria classica. Il problema non è che il 60/40 abbia smesso di funzionare in assoluto — nel 2025 ha comunque reso a doppia cifra — ma che la sua proprietà storica di diversificazione, obbligazioni in rialzo quando le azioni scendono, non può più essere considerata garantita. Se il trade AI si invertisse o i mercati iniziassero a temere seriamente il debito pubblico americano, azioni e obbligazioni potrebbero scendere insieme, come già successo nel 2022, quando i fondi bilanciati persero fino al 14-17% a seconda del benchmark di riferimento.
Alla data dell’articolo di Barron’s, i fondi bilanciati avevano reso circa l’8% nel 2026 contro il 13% dell’S&P 500, penalizzati da un indice obbligazionario aggregato in territorio negativo mentre il rendimento del Treasury decennale sfiorava il 4,7%. Barron’s propone alcune contromisure: titoli difensivi con bassa esposizione all’AI (biotech, sanità), materie prime e fondi “liquid alternative”. Il problema, per chi investe da un conto italiano, è che gran parte degli strumenti citati — XBI, il fondo AQR, il First Trust Multi-Strategy — sono ETF e fondi USA normalmente non acquistabili dal retail europeo tramite i consueti intermediari soggetti a PRIIPs, in assenza della documentazione (KID) prevista dalla normativa.
Nella sezione riservata analizziamo, prodotto per prodotto, quali sono le alternative UCITS realmente acquistabili da un conto italiano — e dove, invece, il mercato europeo mostra i suoi limiti.
Nella sezione riservata: gli equivalenti UCITS di XBI e del settore healthcare USA, l’ETF sulle commodity ad ampio spettro utile per una diversificazione aggiuntiva, e la situazione reale — con qualche sorpresa — dei fondi “liquid alternative” quotati in Europa.
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Gianni & Claude (Anthropic) / filosofaresuimercati.eu
Ciao Gianni, avevo la tua precedente password, ma non funziona coi nuovi articoli. Sarebbe possibile avere la nuova password. Ti leggo dalla prima ora del blog e vorrei poter continuare. Grazie mille e buona serata. Giovanni
Nessun problema ma voglio avere qualche dato in più di chi mi legge. Su ogni pezzo protetto da psw trovi le indicazioni per mandarmi la richiesta su telegram