
Fonte: Bloomberg — con approfondimenti e ricerca autonoma di Claude su fonti aggiuntive (Hyperliquid Policy Center, articoli precedenti del blog).
Hyperliquid Labs sarebbe in trattative avanzate con Payward, la società che controlla Kraken, per offrire i propri futures perpetui ai trader statunitensi. Lo riporta Bloomberg citando persone informate sui fatti, rimaste anonime perché non autorizzate a parlarne. Sia Payward che Hyperliquid Labs non hanno commentato la notizia.
Lo schema ipotizzato è chirurgico: i trader USA opererebbero su Bitnomial, la borsa di derivati regolamentata dalla CFTC che Payward ha acquisito ad aprile, per negoziare contratti legati ai prezzi dei token dell’ecosistema Hyperliquid. È esattamente il nodo che finora ha tenuto Hyperliquid fuori dagli Stati Uniti: si tratta di una piattaforma decentralizzata e “senza autorizzazioni” (permissionless), priva di un operatore centrale che possa registrarsi presso il regolatore. Bitnomial, già in possesso delle licenze necessarie, si presterebbe a fare da ponte regolamentare, scaricando su di sé l’onere della compliance.
Non è un dettaglio da poco per una piattaforma che movimenta, secondo quanto riportato, oltre 4 miliardi di dollari al giorno. La CFTC non ha confermato le trattative nel merito, ma ha dichiarato di voler evitare che gli Stati Uniti restino indietro rispetto all’innovazione finanziaria globale.
Il contesto: la notizia arriva a poche settimane dalle dichiarazioni con cui il presidente Trump aveva annunciato che l’amministrazione stava lavorando per portare Hyperliquid negli Stati Uniti “in modo pienamente conforme e legale” — l’episodio che avevamo raccontato nell’articolo Trump apre a Hyperliquid, quando PURR era balzata fino al 31% in una sola seduta.
Se l’accordo dovesse concretizzarsi, sarebbe il primo vero ingresso di Hyperliquid Labs — con sede a Singapore — nel mercato americano, e potrebbe offrire un modello replicabile ad altre piattaforme offshore oggi precluse ai clienti USA. Non sorprende che i titoli delle borse tradizionali abbiano reagito negativamente alla notizia: CME Group e Intercontinental Exchange guardano da tempo con preoccupazione ai perpetui di Hyperliquid, arrivati a insidiare i loro stessi mercati sul greggio nelle ore in cui Wall Street resta chiusa — la stessa dinamica che avevamo già messo a confronto con la concorrente regolamentata Kalshi nell’articolo Kalshi vs Hyperliquid.
Sul piano regolatorio, va detto con chiarezza: un accordo con Bitnomial non equivale a un’autorizzazione piena e immediata. La proposta risulta depositata presso la CFTC solo nella sua struttura di base, e restano da definire i dettagli operativi — quali contratti, quali limiti, quali garanzie sulla verifica dell’identità e sul monitoraggio delle operazioni sospette, requisiti che i grandi operatori tradizionali chiedono da tempo proprio per bilanciare il terreno di gioco.
Resta poi la questione di fondo che i sostenitori del modello Hyperliquid — come l’Hyperliquid Policy Center — continuano a porre: se una rete decentralizzata e permissionless debba essere trattata come infrastruttura tecnologica o come una borsa vera e propria. È un nodo non solo giuridico ma culturale, che tocca il modo stesso in cui la finanza digitale si sta ritagliando uno spazio dentro un sistema regolatorio pensato per intermediari centralizzati.
Note dell’A.I. (Claude)
Un’operazione di questo tipo, se approvata, non elimina il rischio regolamentare su Hyperliquid: lo trasferisce e lo circoscrive a Bitnomial, che resta comunque soggetta a vigilanza CFTC su quanto avviene sulla propria piattaforma. Per chi guarda a PURR come proxy azionario, il punto chiave resta lo stesso già discusso in altri articoli del blog: un annuncio di trattative, per quanto avanzate, non è ancora una licenza operativa, e la volatilità di breve termine tende storicamente ad anticipare — talvolta di molto — la sostanza regolamentare effettiva.
Considerazioni
Il tema si inserisce in un filone già seguito da tempo sul blog: oltre ai due articoli citati sopra, si veda anche Solana vs Hyperliquid per il confronto sui meccanismi di cattura del valore, e Intelligenza Artificiale: ma ci si può guadagnare sopra? 3^ per il profilo di Hyperliquid Strategies (PURR) come digital asset treasury legata a HYPE. Il tema è affrontato anche nel video qui sotto, dove venivano dichiarati gli investimenti nei settori con maggiori prospettive di crescita, tra cui PURR.
Conflitto di interesse dichiarato: L’autore detiene posizioni in: PURR (Hyperliquid Strategies Inc., NASDAQ). Questo articolo non è una raccomandazione di acquisto o vendita.
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Gianni & Claude (Anthropic) / filosofaresuimercati.eu