
Fonte: Reuters, 26/10/2026, e Bloomberg, 28/10/2026 — con approfondimenti e ricerca autonoma di Claude su fonti aggiuntive (Key4biz, Sky TG24, KraneShares/Borsa Italiana, archivio di Filosofare sui Mercati)
In Cina la correzione dei titoli legati all’intelligenza artificiale è già arrivata, ed è stata violenta. Le Borse occidentali, intanto, si chiedono ancora se il rally dell’AI reggerà. Secondo un’analisi Reuters del 26 ottobre, l’indice STAR50 di Shanghai ha perso circa il 40% dal massimo di luglio in meno di quattro mesi, bruciando circa 480 miliardi di dollari di capitalizzazione. È il listino dei campioni cinesi di AI e semiconduttori, spesso chiamato il “Nasdaq cinese”. Il più ampio CSI300 cede intorno al 20% dai picchi di giugno, mentre il Nasdaq americano si trova, per ora, a circa il 6% dal record.
Sono caduti soprattutto i titoli dei chip:
- Moore Threads e MetaX, produttori di GPU, hanno perso la metà da luglio.
- CXMT, chip di memoria, ha lasciato oltre un quarto in un mese.
- Zhongji Innolight ed Eoptolink, fornitori di componenti ottici, sono scesi di circa il 60%, anche per il rischio di essere esclusi dai data center americani.
Lo STAR50 tratta ancora intorno a 100 volte gli utili, contro circa 30 del Nasdaq 100, e molti operatori temono che la discesa non sia finita.
Dentro questo quadro però c’è un’eccezione vistosa: la robotica. Come riporta Bloomberg il 28 ottobre, i titoli dei robot cinesi si sono mossi in controtendenza. Unitree Robotics (Yushu Technology) ha guadagnato circa il 60% nel solo mese di ottobre ed è salita fino al 15% nella seduta di mercoledì, alla vigilia dei conti del terzo trimestre. A spingerla sono state le parole del fondatore Wang Xingxing, secondo cui la svolta degli umanoidi potrebbe arrivare in due anni anziché in dieci, e il doppio upgrade di JPMorgan a “overweight”. Corrono anche i fornitori della filiera, dai cavi-tendine per le mani robotiche alla visione artificiale.
Su questo blog seguiamo da tempo la tecnologia cinese, da DeepSeek all’IPO di Unitree. La domanda è se il crollo dello STAR50 segni la fine della scommessa tecnologica di Pechino o solo lo sgonfiamento della speculazione. La divergenza tra chip e robot suggerisce che il mercato abbia cominciato a fare selezione.
Nella sezione riservata: la sintesi ragionata delle analisi Reuters e Bloomberg con tutti i numeri, il grafico di Unitree e i conti attesi per il terzo trimestre, le note dell’A.I. sui rischi che restano sul tavolo e come può esporsi un risparmiatore italiano al listino STAR (ETF UCITS, cambio, fisco). Chiudono le considerazioni dell’autore: perché dietro questi listini c’è la volontà dello Stato cinese di guidare le nuove tecnologie, e perché un mercato che si sgonfia non è una tecnologia che muore.
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Gianni & Claude (Anthropic) / filosofaresuimercati.eu