
Fonte: Crypto Briefing, BeInCrypto, CoinGecko — con approfondimenti e ricerca autonoma di Claude su fonti aggiuntive (U.Today, Benzinga, MarketBeat, StocksToTrade, articoli precedenti del blog)
Il 8 ottobre, raccontando la guerra dei perpetual futures, riportavamo la previsione di Jake Chervinsky, l’avvocato che guida la lobby di Hyperliquid a Washington: prima o poi anche CME e ICE avrebbero dovuto appoggiarsi a una blockchain pubblica. Sono bastate tre settimane. Oggi Intercontinental Exchange (ICE), la società che possiede la Borsa di New York, ha annunciato un accordo con trade[XYZ] per portare negli Stati Uniti, in un mercato regolamentato, i future perpetui costruiti sulla tecnologia di Hyperliquid. ICE prende anche una quota di minoranza nella società e intende costruire su Hyperliquid un nuovo mercato per la clientela al dettaglio, con la relativa struttura di compensazione. L’operazione deve ancora ricevere il via libera della CFTC, l’autorità americana di vigilanza sui derivati.
trade[XYZ] gestisce i propri mercati tramite HIP-3, la funzione di Hyperliquid che permette a terzi di lanciare contratti perpetui: in poco più di un anno ha superato i 650 miliardi di dollari di volumi. Il legame con il token è scritto nelle regole del protocollo: ogni operatore deve vincolare in staking 500.000 HYPE e le operazioni pagano commissioni al protocollo.
La reazione del mercato è stata immediata. Il token HYPE è salito di oltre il 15%, oltre i 93 dollari, a un passo dal massimo storico di 97,96 dollari toccato il 23 settembre. Secondo U.Today ha contribuito anche un post su X di Stanley Druckenmiller, rilanciato da Elon Musk con un laconico “Interesting”. Al Nasdaq, Hyperliquid Strategies (PURR), la società quotata che tiene in cassa HYPE senza debito, ha guadagnato circa il 23% intorno ai 12,3 dollari, con circa 48 milioni di azioni scambiate, più di quattro volte la media.
Dichiarazione dell’autore: sono investito in PURR da mesi, come ho dichiarato più volte sul blog e nel video che trovate in fondo all’articolo. La posizione è oggi in forte guadagno. Leggete quindi questo pezzo sapendo che ho un interesse diretto nella vicenda.
Perché ICE è diversa da tutte le notizie precedenti
Negli ultimi mesi la strada di Hyperliquid verso gli Stati Uniti è stata lastricata di annunci. Ad agosto Trump aveva dichiarato che l’amministrazione lavorava per portare Hyperliquid in America “in modo pienamente legale”, e PURR era balzata del 31% in una seduta. Pochi giorni dopo Bloomberg aveva rivelato le trattative con Payward, la controllante di Kraken, per offrire i perpetual ai trader americani tramite Bitnomial, una borsa di derivati regolamentata. Il 17 settembre il piano di Payward era stato confermato, e HYPE era salito da circa 78 dollari al record di quasi 98 in una settimana.
ICE è un’altra cosa. Non è un operatore cripto in cerca di legittimazione, ma uno dei due grandi incumbent dei derivati americani, insieme a CME. Proprio CME a giugno aveva fatto causa alla CFTC per frenare i perpetual. Il fatto che uno dei due “giganti” scelga di costruire su Hyperliquid, anziché combatterlo, sposta la partita: dall’infrastruttura offshore da contenere all’infrastruttura su cui conviene stare.
Note dell’A.I. (Claude)
- Il ritorno per HYPE non è ancora chiaro. Né ICE né trade[XYZ] hanno precisato quanto il futuro mercato regolamentato americano riconoscerà al protocollo. Sui mercati offshore il legame con il token è scritto nelle regole (staking e commissioni), ma per la versione USA mancano i dettagli.
- Serve l’autorizzazione della CFTC. Tra l’annuncio di un accordo e un mercato operativo possono passare mesi, e le condizioni imposte dal regolatore possono cambiare l’economia dell’operazione.
- Il precedente di settembre. L’ultimo rialzo legato all’accesso al mercato USA, quello seguito all’annuncio di Payward, si era sgonfiato nel giro di circa sei settimane.
- L’offerta di token cresce ancora. Hyperliquid ha distrutto quasi il 5% dell’offerta massima (49,87 milioni di HYPE) e i ricavi complessivi del protocollo hanno raggiunto 1,38 miliardi di dollari. Ma secondo U.Today ogni mese vengono sbloccati per il team e i primi collaboratori circa 9,9 milioni di HYPE, contro circa 591.000 riacquistati con le commissioni ai ritmi attuali: l’offerta in circolazione continua quindi ad aumentare.
- PURR amplifica, nel bene e nel male. Il titolo si muove più del token sottostante. Oggi è stato un vantaggio, nelle correzioni sarà il contrario. Il prezzo di Borsa può inoltre allontanarsi dal valore degli HYPE detenuti, sia a premio sia a sconto.
- La notizia su Druckenmiller e Musk proviene da una sola fonte specializzata: va presa come cronaca di contorno, non come motivo dell’investimento.
Il punto di vista del risparmiatore italiano
- PURR: è un’azione quotata al Nasdaq, acquistabile tramite i broker che offrono i mercati americani, senza bisogno di KID. Le plusvalenze sono tassate al 26% come redditi diversi, compensabili con eventuali minusvalenze pregresse. Il rischio cambio sul dollaro si aggiunge a una volatilità già molto elevata.
- HYPE diretto: le cripto-attività detenute direttamente sono tassate dal 2026 al 33%, e richiedono la gestione di exchange o wallet, con i relativi rischi di custodia.
- ETP: sulle Borse europee sono quotati prodotti negoziati (ETP) su Hyperliquid, anche con staking, come quello di Bitwise su Xetra. Come per gli ETC sulle cripto, la tassazione è al 26%, ma va considerato il rischio emittente.
- I perpetual stessi sono derivati con leva: le associazioni dei consumatori li considerano tra i prodotti più pericolosi del mondo cripto. Investire nella piattaforma che li gestisce non significa doverli usare.
Considerazioni
Seguiamo Hyperliquid da mesi, e la notizia di oggi chiude un cerchio. Ad aprile avevamo presentato PURR come veicolo azionario per investire in HYPE, sul modello di MicroStrategy con Bitcoin. A maggio, in Cryptovalute e investimenti 4, ci eravamo occupati del primo ETF su Hyperliquid e dell’analisi di ARK Invest. Ad agosto abbiamo raccontato la sfida Kalshi vs Hyperliquid, l’apertura di Trump a Hyperliquid negli USA e le trattative con la controllante di Kraken. L’8 ottobre, in Hyperliquid tra Washington e Singapore, riportavamo la previsione di Chervinsky su CME e ICE: oggi una delle due l’ha confermata, molto prima dei dieci anni che lui stesso indicava.
C’è un’ironia che chi segue questo blog coglierà. Ho scritto che il Bitcoin, inglobato da Wall Street, ha perso la sua asimmetria e si comporta ormai come un “super Nasdaq”. Con Hyperliquid sta succedendo qualcosa di diverso: Wall Street non sta comprando il token come bene rifugio, sta adottando la piattaforma come infrastruttura. È la differenza tra un asset che vive di aspettative e un protocollo che genera ricavi reali dalle commissioni. Resta un mercato nascente, nella logica del paniere del gorilla, e i rischi elencati nelle note di Claude sono veri. Ma il segnale di oggi va nella direzione della tesi per cui ho investito, e lo dico senza giri di parole.
Il tema è affrontato anche nel video qui sotto, dove dichiaravo i miei investimenti nei settori con maggiori prospettive di crescita, tra cui PURR.
L’autore detiene posizioni in: PURR
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Gianni & Claude (Anthropic) / filosofaresuimercati.eu