19/09/26 HumbleDollar: Fed e BCE alzano i tassi, il portafoglio obbligazionario 60/20/20 visto dall’Italia

Fonte: HumbleDollar, Adam M. Grossman, “Structuring Bonds” (19/09/26) — con approfondimenti e ricerca autonoma di Claude su fonti aggiuntive (CNBC, Charles Schwab, U.S. Bank, Sky TG24, Borsa&Finanza)

Questa settimana i tassi ufficiali sono saliti su entrambe le sponde dell’Atlantico. Il 10 settembre la BCE ha portato il tasso sui depositi dal 2,25% al 2,50% (in vigore dal 16 settembre), con l’inflazione dell’eurozona ad agosto al 3,3%, il livello più alto da settembre 2023. Il 16 settembre la Federal Reserve ha alzato di 25 punti base il target sui Fed Funds al 3,75%-4,00%, con voto unanime e per la prima volta in oltre tre anni. Il rendimento del Treasury decennale è tornato intorno al 5%.

In questo clima Adam Grossman, fondatore della società di consulenza Mayport, ha pubblicato su HumbleDollar “Structuring Bonds”, una ricetta per costruire la parte obbligazionaria di un portafoglio. Ma è scritta per un investitore americano: i fondi che cita non sono acquistabili dal risparmiatore retail europeo, e cambiano anche il cambio, l’emittente, l’indice dell’inflazione, il fisco e la liquidità. Vediamo la proposta e poi che cosa cambia per chi vive in euro.

Che cosa propone Grossman

Il punto di partenza è storico. Dopo il picco dell’inflazione anni Settanta e la stretta di Volcker, i tassi sono scesi per circa quarant’anni. Secondo Grossman, tra il 1980 e il 2020 i titoli di Stato USA a media scadenza hanno reso in media il 7% l’anno. Con l’inflazione tornata a salire dal 2021, e ora rialimentata dai prezzi dell’energia dopo la guerra con l’Iran, quella stagione sarebbe finita. Non sapendo se i tassi saliranno o scenderanno, l’autore consiglia di possedere obbligazioni di più categorie, così da guadagnare almeno in parte in entrambi gli scenari.

  • 60% a breve termine: Treasury a breve (fondo VGSH). Nel 2022, ricorda l’autore, questo fondo ha perso meno del 4%, contro il 13% dei fondi obbligazionari totali.
  • 20% a media scadenza: più sensibile ai rialzi dei tassi ma anche più premiato nei ribassi (VGIT), oppure una scala di titoli singoli a 5-10 anni, che dà certezza sul rendimento a scadenza.
  • 20% indicizzato all’inflazione: TIPS a breve termine tramite fondo (VTIP), non scala di titoli singoli.
  • Cuscinetto di liquidità in un fondo monetario governativo, per non dover vendere obbligazioni negli anni in cui anche le azioni scendono.

Per chi ha un’aliquota alta, Grossman divide il blocco a breve tra Treasury e fondi municipali, esenti da imposta federale. Sono sue opinioni e cifre: nessuna è una previsione di mercato.

Il portafoglio tradotto per l’area euro

Blocco Grossman (USA) Equivalente per chi vive in euro Punto d’attenzione
60% breve Treasury a breve (VGSH) BOT; BTP o Bund a 1-3 anni; ETF UCITS su titoli di Stato in euro. In alternativa ETF UCITS su Treasury a breve Se si sceglie il Treasury entra il rischio cambio EUR/USD
Breve, alta aliquota Fondi municipali (VTES, VWSUX) Nessun equivalente In Italia il vantaggio fiscale è a monte: 12,5% sui titoli di Stato contro 26% sul resto
20% media scadenza VGIT o scala 5-10 anni Scala di BTP e/o Bund a 5-10 anni, oppure ETF UCITS in euro Lo spread BTP-Bund è rischio emittente aggiuntivo
20% inflazione TIPS a breve (VTIP) BTP€i, BTP Italia, linker francesi e tedeschi, ETF UCITS su indicizzati I TIPS coprono l’inflazione USA, non quella in cui spende chi vive in euro
Liquidità Monetario governativo USA BOT, fondi monetari UCITS in euro, conto deposito Fiscalità diversa a seconda dello strumento

Per il blocco a media scadenza la scala di BTP è lo strumento più naturale per il risparmiatore italiano: si divide il capitale in tranche con scadenze crescenti e, a ogni rimborso, si reinveste in un nuovo titolo lungo, riducendo il rischio duration e garantendo liquidità periodica. Costruirla a mano vuol dire incrociare prezzi, rendimenti e scadenze di decine di titoli quotati sul MOT. Per evitarlo, sul blog trovi il programma descritto in Costruisci un ladder (scaletta) di BTP: inserisci il capitale totale, l’anno del primo rimborso, quello dell’ultimo e l’intervallo tra le rate, e lo strumento seleziona il BTP con il rendimento netto più alto.

Le sei differenze che contano

1. Gli strumenti non sono accessibili. VGSH, VGIT, VTIP, BND e i fondi municipali sono fondi e ETF domiciliati negli Stati Uniti, privi del KID richiesto dal regolamento PRIIPs: di norma i broker europei non li offrono al cliente retail. Per replicare l’idea servono ETF UCITS o titoli in diretta.

2. Il cambio. Chi compra Treasury in dollari compra anche il dollaro. Su scadenze brevi, dove il rendimento è di pochi punti l’anno, una variazione dell’EUR/USD può facilmente pesare quanto o più del rendimento. Le classi coperte dal rischio cambio (hedged) esistono, ma il costo della copertura non è incluso nel TER e riflette in linea di massima il differenziale tra i tassi a breve dei due Paesi. Con i Fed Funds al 3,75%-4,00% e il tasso sui depositi BCE al 2,50%, parliamo oggi di un ordine di grandezza di 1,25-1,5 punti l’anno. Questo riduce molto il vantaggio di rendimento del Treasury rispetto a un titolo equivalente in euro.

3. L’emittente. Grossman definisce il Treasury sicuro perché il governo USA può stampare moneta. Nessuno Stato dell’area euro emette la propria valuta: l’euro lo emette la BCE. Il Bund funge da riferimento, mentre il BTP incorpora un premio per il rischio Italia, che si misura nello spread. La BCE dispone di strumenti di sostegno (come il TPI), ma sono condizionati e non equivalgono a una garanzia. Nel confronto con il suo blocco “sicuro” bisogna quindi scegliere l’emittente, oltre alla scadenza.

4. L’inflazione è un’altra. I TIPS seguono l’indice dei prezzi USA. Chi spende in euro ha altri strumenti. Il BTP€i segue l’inflazione europea (IPCA, esclusi i tabacchi): il capitale si rivaluta e viene rimborsato rivalutato a scadenza. Il BTP Italia segue l’inflazione italiana (FOI, esclusi i tabacchi): il capitale viene rimborsato a 100 e l’inflazione si incassa in contanti con la cedola semestrale. Esistono poi i linker francesi e tedeschi e gli ETF UCITS su indicizzati. C’è un limite rispetto a Grossman, che preferisce i TIPS a breve: i quattordici indicizzati europei analizzati sul blog il 13/09 hanno tutti scadenza oltre il 2029, quindi l’offerta a scadenza breve è più ridotta.

5. Il fisco cambia la scelta. La soglia del 30% di Grossman non ha senso in Italia: su interessi e plusvalenze degli strumenti finanziari si paga un’aliquota fissa, indipendente dallo scaglione IRPEF. Contano invece lo strumento e il veicolo. In generale, i titoli di Stato italiani e degli Stati in white list (tra cui gli USA) scontano il 12,5%, contro il 26% della maggior parte degli altri strumenti. Gli ETF UCITS su titoli di Stato tassano i proventi al 26%, ma su una base ridotta in proporzione alla quota di titoli pubblici in portafoglio, quota da verificare presso l’emittente. I loro proventi sono redditi di capitale, quindi non compensabili con le minusvalenze pregresse, a differenza delle plusvalenze su titoli in diretta (redditi diversi). Su tutto pesa l’imposta di bollo dello 0,2% annuo sul controvalore dei titoli in deposito. I fondi municipali non hanno equivalente italiano.

6. La liquidità. Il fondo monetario governativo USA di Grossman ha come corrispondente europeo i BOT, i fondi monetari UCITS in euro o un conto deposito. Il trattamento fiscale varia da uno all’altro, e il rendimento va confrontato al netto.

Che cosa resta valido

Il principio non dipende dalla valuta: non concentrare tutta la parte obbligazionaria su una sola scadenza, tenere il grosso su durate brevi, aggiungere una quota di media scadenza e una protezione dall’inflazione, e mantenere un cuscinetto liquido. In un periodo in cui BCE e Fed stanno alzando i tassi insieme, questa logica vale anche per il risparmiatore italiano.

Note dell’A.I. (Claude)

  • Le percentuali 60/20/20 e le perdite del 2022 (meno del 4% contro il 13%) sono opinioni e dati di Grossman, riferiti a fondi USA in dollari: non vanno letti come risultati per un risparmiatore in euro.
  • Gli equivalenti europei nella tabella sono categorie di strumenti, non raccomandazioni. Prima di qualsiasi acquisto vanno verificati ISIN, costi, valuta, classe (hedged o no) e scheda ufficiale del prodotto.
  • Le date di Fed e BCE sono state verificate su fonti indipendenti. Le previsioni sui prossimi rialzi restano incerte e divergono tra gli analisti.
  • Grossman è un consulente che vende servizi di gestione: la sua opinione va letta come tale, non come dato di mercato.

Considerazioni

La proposta di Grossman passa interamente da fondi indicizzati Vanguard. Sulla linea del blog verso l’indicizzazione, si veda Chi governa gli indici governa 20 trilioni e Indicizzato contro gestito. Su Vanguard, è passata molta acqua sotto i ponti da quando Jack Bogle fu esautorato dalla guida della società: chissà come giudicherebbe l’attuale Vanguard, come raccontato in Vanguard dopo Bogle.

Sul fronte europeo, il confronto tra BTP Italia e BTP€i è in BTP Italia e BTP€i: non sono lo stesso strumento. Il confronto tra Treasury, BTP ed ETF UCITS è in Treasury USA vs BTP. Il costo della copertura valutaria sugli ETF UCITS è in Obbligazioni e tassi di interesse 2. Sulla scala di scadenze, il programma per costruirla è in Costruisci un ladder (scaletta) di BTP, il principio di base in Creiamo una solida base per la piramide del nostro risparmio e un esempio reale in Il portafoglio per vostra madre (o vostra nonna). Il tema di inflazione e fisco è in Inflazione e tasse: i risparmi non bastano più.

⚠️ Conflitto di interesse: L’autore detiene posizioni in titoli di Stato italiani (BTP), citati nell’articolo come alternativa europea. L’autore non detiene posizioni nei fondi Vanguard citati (BND, VGSH, VTES, VWSUX, VGIT, VTIP).

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Gianni & Claude (Anthropic) / filosofaresuimercati.eu

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